Bond Alphabet: la scommessa centenaria di Google sul futuro dell’AI

Bond secolare di Alphabet – Nel panorama delle emissioni corporate bond, febbraio 2026 rimarrà impresso come il mese in cui Alphabet ha ridefinito gli standard del finanziamento tecnologico. Con un collocamento monstre che ha superato quota $31,5 miliardi tra Stati Uniti ed Europa, la società di Mountain View ha dimostrato che la fame di capitale per l’intelligenza artificiale richiede strumenti finanziari audaci e una visione di lungo respiro.

​Un century bond che guarda lontano

La componente più visionaria dei Bond Alphabet è senza dubbio l’obbligazione centenaria denominata in sterline, un bond con scadenza fissata al 2126 e cedola al 6,05%. Quest’emissione rompe un tabù: dal lontano 1997, quando Motorola aveva tentato la stessa strada, nessuna tech company aveva osato spingersi su orizzonti temporali così dilatati. La scelta rappresenta una dichiarazione d’intenti: Alphabet crede o almeno vuole passare il messaggio che il proprio modello di business sarà rilevante per i prossimi cento anni, attraversando generazioni di investitori e consumatori.

​L’appetito del mercato ha confermato questa fiducia con numeri impressionanti: gli ordini per il bond centenario hanno toccato £10 miliardi, dieci volte il target iniziale. Un entusiasmo che testimonia come gli investitori istituzionali considerino la transizione verso l’AI non una bolla speculativa, ma una rivoluzione industriale duratura. Il bond 100 anni di Alphabet si affianca a varie altre emissioni con scadenza fra 2029 e 2066 in dollari.

Siamo in una fase di grande vivacità per il mondo tecnologico, con Oracle che nelle scorse settimane ha emesso bond per 25 miliardi (a fronte di una domanda nell’ordine dei 129 miliardi di dollari).

​Anatomia di un mega-deal

Google Bard

L’architettura finanziaria dei Bond Alphabet rivela una strategia di diversificazione geografica e temporale sofisticata. Il mercato americano ha assorbito la porzione più consistente: $20 miliardi distribuiti su sette tranches differenti, con scadenze scaglionate fino al 2066. Parallelamente, Alphabet ha attinto ai mercati europei per ulteriori $11 miliardi circa, optando per denominazioni in valute alternative come sterlina e franco svizzero.

Il pricing riflette il merito creditizio eccellente della società: Moody’s assegnerà un rating Aa2, mentre S&P opterà per un giudizio superiore. Questi giudizi investment-grade hanno permesso di ottenere condizioni favorevoli: la tranche cinquantennale è stata prezzata con uno spread di 107 punti base sopra i Treasury comparabili.

​La domanda di bond Alphabet rompe ogni record

Quando si parla di successo di collocamento, i Bond Alphabet stabiliscono nuovi benchmark. Durante le fasi più intense della raccolta ordini, le richieste aggregate hanno toccato l’incredibile cifra di $100 miliardi. Un’affluenza che colloca quest’operazione tra le più appetite nella storia dei mercati corporate, superando emissioni storiche di settori tradizionalmente considerati più sicuri.

​L’emissione dei Bond Alphabet si inquadra in un cambio di paradigma nella gestione finanziaria della società. Il debito di lungo termine è letteralmente esploso nel corso del 2025, moltiplicandosi per quattro fino a raggiungere $46,5 miliardi. Questo salto segue un precedente tap del mercato effettuato appena a novembre 2025, quando Alphabet aveva già raccolto $25 miliardi.

Anat Ashkenazi, Chief Financial Officer, ha giustificato questa strategia di leveraging sottolineando l’equilibrio tra investimenti massicci e disciplina fiscale, garantendo che la solidità patrimoniale rimarrà intatta. La logica della holding che controlla Google è chiara: con tassi ancora relativamente attrattivi e un rating solido, il debito rappresenta uno strumento più efficiente rispetto all’impiego massiccio di cash operativo.

​Dove finiranno i Miliardi raccolti con i bond Alphabet

I capitali raccolti attraverso i Bond Alphabet hanno una destinazione precisa: alimentare l’infrastruttura tecnologica necessaria per vincere la competizione nell’AI. Data center di nuova generazione, semiconduttori specializzati per il machine learning, server farm capaci di gestire carichi computazionali esponenziali: sono questi gli asset che assorbiranno i proventi dell’emissione. Le proiezioni parlano di capex superiori a $630 miliardi per l’anno fiscale in corso.

​Bond Alphabet, Un Fenomeno Sistemico

I Bond Alphabet non sono un caso isolato, ma l’apice di una tendenza che sta ridisegnando i bilanci delle big tech. Nel solo 2025, i cinque hyperscaler principali (Amazon, Microsoft, Meta, Alphabet e Oracle) hanno drenato $121 miliardi dai mercati obbligazionari. Morgan Stanley prevede che nel 2026 questo gruppo possa emettere fino a $400 miliardi di debito, spingendo il mercato corporate bond totale verso quota $2,3 trilioni.

Un portfolio manager specializzato ha definito questa dinamica come “una delle più imponenti ondate di investimenti in capitale fisso della storia moderna”. L’emissione del century bond da parte di Alphabet certifica che i mercati finanziari considerano questa corsa all’AI non un fenomeno ciclico, ma una trasformazione strutturale dell’economia globale destinata a durare decenni.

Certificato su azioni Alphabet

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Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito.