Continua ad essere quotato sotto la pari il certificato a capitale protetto al 104% di BNP Paribas (ISIN XS3416461203), dedicato al settore aerospaziale e alla space economy.
Il prodotto quota attualmente poco sotto 98, al di sotto del valore nominale di 100 euro, in un contesto caratterizzato da una fase di consolidamento del sottostante successiva ai forti rialzi registrati dal comparto nel biennio precedente.
La struttura del certificato prevede un rimborso minimo pari al 104% del valore nominale alla scadenza (salvo rischio emittente) e una partecipazione del 150% agli eventuali rialzi dell’indice di riferimento. L’attuale quotazione sotto la pari consente pertanto di acquistare il prodotto a sconto rispetto al valore nominale, incrementando il rendimento minimo potenziale ottenibile in caso di mantenimento fino alla scadenza naturale del luglio 2030, con un rendimento minimo nell’ordine del 6-6,5% e senza cap in caso di rialzi.
Un paniere che copre l’intera filiera della space economy
Il sottostante del certificato è il Solactive Developed Markets Aerospace and Satellite EUR VT Index, un indice tematico composto da circa 30 società attive nei settori dell’aerospazio, dei satelliti, delle telecomunicazioni e delle tecnologie avanzate.
Nel paniere trovano spazio grandi gruppi industriali come Airbus, Leonardo, Thales, Boeing, Lockheed Martin, Northrop Grumman e RTX, affiancati da società maggiormente focalizzate sulle nuove opportunità della space economy, tra cui Rocket Lab, Intuitive Machines, AST SpaceMobile, Planet Labs, Redwire, MDA Space e Globalstar.
L’obiettivo dell’indice è offrire un’esposizione all’intera catena del valore dell’economia spaziale, comprendendo produttori di satelliti, aziende della difesa, operatori delle telecomunicazioni, società attive nell’osservazione della Terra e imprese coinvolte nello sviluppo delle future infrastrutture spaziali.
Dal punto di vista metodologico, la composizione del paniere viene riesaminata e riequilibrata con frequenza semestrale, alla fine di febbraio e alla fine di agosto, con l’obiettivo di mantenere elevata la coerenza con il tema d’investimento aerospazio e satelliti.
Perché il settore aeropazio ha corso così tanto negli ultimi due anni?
Il comparto aerospaziale è stato uno dei temi che hanno attirato maggiore attenzione da parte degli investitori nel corso degli ultimi anni. Dietro alla forte crescita registrata dall’indice non vi è stato un singolo catalizzatore, ma la convergenza di diversi fattori che hanno favorito gran parte delle società presenti nel paniere.
Da un lato, il mercato ha progressivamente riconosciuto il potenziale della space economy, sostenuta dalla crescita dei servizi satellitari, delle telecomunicazioni, dell’osservazione della Terra e delle infrastrutture spaziali. Secondo le più recenti analisi di settore, l’economia spaziale continua infatti a espandersi grazie all’aumento degli investimenti pubblici e privati e al crescente utilizzo commerciale delle tecnologie spaziali.
Un secondo elemento è rappresentato dall’incremento delle spese per la difesa e la sicurezza. Molte delle società incluse nell’indice, come Leonardo, Thales, RTX, Lockheed Martin e Northrop Grumman, operano infatti anche in questo comparto e hanno beneficiato dell’aumento dei budget destinati alla difesa registrato negli ultimi anni sia negli Stati Uniti sia in Europa.

L’effetto combinato di questi fattori è chiaramente visibile nell’andamento dell’indice, che dopo una lunga fase laterale ha accelerato sensibilmente a partire dall’inizio del 2024, passando da area 1.100 punti fino ai massimi superiori a 1.500 punti raggiunti nella primavera del 2026.
Dopo il rally degli ultimi due anni, il settore sta ora attraversando una fase di consolidamento. Da un lato pesano le normali prese di profitto successive ai forti rialzi; dall’altro gli investitori stanno valutando l’impatto delle recenti modifiche apportate dalla NASA ai propri programmi lunari. Tra queste figura il ridimensionamento del progetto Gateway, una decisione che ha introdotto nuove incognite soprattutto per le aziende maggiormente coinvolte nelle infrastrutture destinate all’orbita lunare.
A sostenere il settore ha contribuito inoltre il rinnovato interesse verso l’esplorazione spaziale. Il programma Artemis ha riportato l’attenzione degli investitori sulle prospettive di lungo periodo dell’economia spaziale, alimentando aspettative legate allo sviluppo di nuove infrastrutture, sistemi di comunicazione, satelliti e tecnologie necessarie per le future missioni lunari. Si tratta di un tema che coinvolge numerose società presenti nel paniere, dai grandi gruppi industriali alle realtà più specializzate del comparto spaziale.
Dalla Luna alla nuova space economy: opportunità ma anche incognite
Tra le novità che hanno maggiormente attirato l’attenzione degli operatori negli ultimi mesi figura la decisione della NASA di ridimensionare il progetto Gateway, la stazione spaziale destinata a orbitare attorno alla Luna nell’ambito del programma Artemis, per concentrare una quota crescente delle risorse sullo sviluppo di una futura base lunare permanente.
La notizia assume particolare rilevanza perché coinvolge direttamente alcune società presenti nell’indice. Tra queste figura Thales, attraverso Thales Alenia Space, che aveva già realizzato il modulo abitativo HALO destinato a costituire il nucleo iniziale della stazione orbitante. Anche Leonardo, partner della joint venture, risulta indirettamente esposta all’evoluzione del programma. Il ridimensionamento di Gateway rappresenta quindi un elemento di incertezza per una parte della filiera aerospaziale europea che aveva beneficiato delle commesse legate al progetto.
Allo stesso tempo, però, la revisione dei piani della NASA non equivale a un rallentamento dell’esplorazione spaziale. L’agenzia americana ha confermato l’obiettivo di riportare astronauti sulla Luna entro il 2028 e di avviare successivamente la costruzione di una presenza umana più stabile sulla superficie lunare.
Per gli investitori, la questione centrale è quindi comprendere come verranno redistribuite le future commesse e quali aziende potranno beneficiare della nuova architettura delle missioni lunari. Se da un lato il ridimensionamento di Gateway crea incertezza per alcuni progetti già avviati, dall’altro il programma Artemis continua a richiedere infrastrutture spaziali, sistemi di comunicazione, satelliti, elettronica avanzata e tecnologie per l’esplorazione, ambiti nei quali operano molte delle società presenti nel paniere.
In questo contesto, il certificato BNP Paribas consente di esporsi all’intero ecosistema aerospaziale attraverso un indice diversificato che comprende sia i grandi contractor storici sia le aziende maggiormente orientate allo sviluppo della nuova space economy.
Come funziona il certificato?
La struttura del prodotto è piuttosto semplice. Alla scadenza del 24 luglio 2030, l’investitore ha diritto a un rimborso minimo pari al 104% del valore nominale, indipendentemente dall’andamento del sottostante durante la vita del certificato, salvo naturalmente il rischio emittente.
Accanto alla componente protettiva è prevista una partecipazione del 150% agli eventuali rialzi dell’indice. In pratica, qualora il sottostante registrasse una performance positiva, il rimborso finale beneficerebbe di un effetto moltiplicativo pari a 1,5 volte la variazione dell’indice.
Per fare un esempio, una crescita del 10% del sottostante determinerebbe un rimborso pari al 115% del nominale, mentre un rialzo del 20% porterebbe il valore di rimborso al 130%.
La presenza del livello minimo al 104% comporta che il punto di equilibrio tra la componente protettiva e quella partecipativa si collochi intorno a una performance positiva del sottostante pari al 2,67%. Al di sotto di tale soglia prevale il rimborso minimo del 104%; oltre questo livello diventa progressivamente più conveniente la partecipazione al 150% della performance dell’indice.
Caratteristiche principali
- Nome del prodotto: 104% Equity Protection Certificate
- ISIN: XS3416461203
- Emittente: BNP Paribas Issuance B.V. (S&P A+)
- Mercato di quotazione: Cert-X di Borsa Italiana
- Data di emissione: 09 luglio 2026
- Data di scadenza: 24 luglio 2030
- Tipo di capitale: Protetto
- Tipo di certificato: protezione del 104% e partecipazione con leva 1,5x
- Azioni sottostanti: Solactive Developed Markets Aerospace and Satellite EUR VT Index
- Valore nominale: 100 €
Messaggio promozionale con finalità di marketing – I certificati sono prodotti complessi. Il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, con tassazione al 26%. Verificare di aver compreso il funzionamento dei certificati e i rischi associati all’investimento e visionato kid e prospetto informativo. Ricordiamo anche che con i certificates l’investitore è esposto al rischio emittente. Le cedole sono condizionate, nel caso in cui uno o più sottostanti si trovassero sotto barriera i premi non saranno pagati. Prima di investire visionare il prospetto informativo.