Giugno: il risiko bancario trascina Piazza Affari

Giugno si è chiuso in territorio positivo per Piazza Affari, con il Ftse Mib in rialzo del 3,29% a 51.682 punti e capace nel corso del mese di spingersi sui livelli più alti dal 2000 (oltre 53.000 il 19/06), aggiornando i massimi a ventisei anni dal record del marzo di quell’anno.

Il mese caldo dal punto di vista meteorologico si è riflesso anche sul listino, attraversato da forti movimenti e da una marcata volatilità: a sostenere il mercato milanese è stato soprattutto il comparto bancario, protagonista grazie al risiko che continua a ridisegnare gli equilibri del settore, mentre non sono mancati pesanti ribassi nell’auto e nella difesa. Sul fronte energetico, invece, dopo lo shock rialzista dei mesi scorsi legato allo scontro in Medio Oriente, a giugno ha prevalso una fase di calo favorita dalle speranze di pace nell’area, poi concretizzatesi nella fragile tregua entrata in vigore.

Il rally delle banche resta il cuore della corsa del listino

Proseguono gli acquisti a Piazza Affari e ancora una volta il centro della scena è occupato dal mondo bancario. Il rally del settore continua a essere uno dei temi più forti del mercato italiano. Basta guardare a UniCredit: all’inizio del 2022, quando scoppiò il conflitto tra Russia e Ucraina, le azioni valevano circa 8 euro; a fine giugno il titolo ha chiuso a 78,26 euro, con una crescita di quasi dieci volte in meno di cinque anni, a cui si aggiungono i ricchi dividendi distribuiti nel tempo. Più contenuta, ma comunque significativa, la salita di Intesa Sanpaolo, che dai minimi di area 1,31 euro ha quasi quintuplicato il suo valore, arrivando a chiudere giugno a 5,99 euro.

UniCredit e Intesa si confermano così i grandi pesi massimi del listino milanese, con capitalizzazioni di mercato superiori ai 100 miliardi di euro, seguite da Enel, che si mantiene fra i big di Piazza Affari (ferma a 98 mld) e ha chiuso il mese a 10,054 euro, in rialzo del 4,46%.

Il riassetto del credito premia il comparto

Fra i grandi protagonisti della salita del listino milanese troviamo poi Monte dei Paschi di SienaBper BancaBanco BPM e Mediobanca. È soprattutto la banca senese a restare al centro del risiko bancario, confermandosi l’ago della bilancia nei movimenti del settore italiano. Il titolo MPS è salito da 9,228 a 10,864 euro nel corso del mese, con un progresso del 17,73%, nonostante il dividendo staccato a maggio, segnale del forte interesse che continua a circondare il dossier.

Molto bene anche Bper Banca, che a giugno ha segnato un rialzo del 18,20%, e Banco BPM, salita del 12,05%. In forte evidenza anche Mediobanca, cresciuta del 17,53%. A completare il quadro positivo del comparto ci sono Banca Mediolanum (+9,94%), FinecoBank (+4,72%) e la stessa UniCredit (+5,41%), mentre Intesa Sanpaolo ha archiviato il mese con un progresso più contenuto ma comunque solido (+3,15%). Tutto questo conferma che la spinta principale del Ftse Mib continua a essere fortemente concentrata sulla finanza domestica.

ftsemib giugno 2026

Non solo banche: bene assicurazioni, Poste e alcuni industriali

La forza del listino non si è però limitata esclusivamente al credito. Fra i migliori titoli del mese si segnalano anche Generali, in rialzo del 19,20%, Unipol (+14,92%) e Poste Italiane (+12,85%), a conferma del buon momento dell’intero universo finanziario-assicurativo. In terreno positivo anche Ferrari (+9,87%), STMicroelectronics (+9,45%) e Telecom Italia (+9,19%), mentre Saipem ha chiuso con un progresso del 7,01%.

Nel comparto utility, il mese è stato moderatamente positivo per Terna (+3,94%), Snam (+0,80%), Italgas (+0,70%) e A2A (+0,49%), a conferma di una tenuta complessivamente buona dei titoli più difensivi.

Difesa e aerospazio frenano dopo la corsa dei mesi scorsi

Se banche e assicurazioni hanno trainato il listino, il mese di giugno ha invece segnato una battuta d’arresto per il comparto della difesa e dell’aerospazio. I venti di pace hanno frenato la corsa dei titoli che nei mesi precedenti avevano beneficiato del clima di tensione geopolitica. Avio è stato il peggior titolo del Ftse Mib nel mese, con un calo del 26,98%, scendendo da 43,07 a 31,45 euro. Un arretramento pesante, che ha riportato il titolo lontano dai massimi recenti.

Male anche Fincantieri, che ha perso il 15,96%, e Leonardo, in calo del 13,77%, tornata sotto quota 50 euro a 46,925. Più che un cambiamento radicale delle prospettive industriali, il movimento riflette soprattutto una fase di correzione e prese di profitto dopo il rally molto forte messo a segno dal comparto nei mesi precedenti.

Stellantis resta il grande malato del listino

Prosegue poi il momento nero di Stellantis, che si conferma uno dei titoli più deboli del principale indice milanese. A giugno le azioni del gruppo automobilistico sono crollate da 6,865 a 4,976 euro, con una flessione del 27,52%, la peggiore insieme a quella di Avio tra i grandi nomi del Ftse Mib. Il titolo si muove ormai in area 5 euro e continua a scontare un forte scetticismo da parte del mercato sulla capacità del gruppo di difendere redditività e margini in un contesto sempre più competitivo.

Nonostante le rassicurazioni del management, i mercati continuano a guardare con prudenza al settore automobilistico, anche alla luce della crescente concorrenza asiatica e delle difficoltà strutturali che interessano il comparto europeo. Il calo di Stellantis rappresenta così uno dei segnali più evidenti della fragilità di una parte importante del listino.

Energia in calo dopo lo shock dei mesi scorsi

Giugno ha portato anche un ridimensionamento del comparto energetico, dopo il forte shock dei mesi precedenti legato alle tensioni in Medio Oriente. Con il consolidarsi delle speranze di pace, poi sfociate nella momentanea tregua entrata in vigore, i prezzi dell’energia hanno perso slancio e il settore ne ha risentito in Borsa. Eni ha chiuso il mese in calo dell’8,48%, mentre Tenaris ha perso il 7,21%. In controtendenza Saipem, che ha invece guadagnato il 7,01%, mostrando una dinamica più favorevole rispetto agli altri titoli del comparto.

Un listino forte, ma sempre più dipendente dalla finanza

Il bilancio finale di giugno conferma dunque la forza di Piazza Affari, ma anche la natura molto selettiva di questo rialzo. A spingere il Ftse Mib verso i nuovi massimi sono soprattutto banche, assicurazioni e finanza, mentre altri settori importanti come auto, difesa ed energia hanno mostrato segnali di debolezza anche marcata. È proprio questa concentrazione della spinta rialzista in pochi comparti a rappresentare uno degli elementi più significativi nella lettura del mese: il mercato italiano continua a correre, ma lo fa affidandosi sempre più al peso del risiko bancario e alla centralità del settore finanziario.