Previsioni FTSE Mib Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/category/previsioni/previsioni-ftse-mib/ I migliori certificati di investimento li trovi su investire-certificati.it Sat, 10 Jan 2026 07:51:39 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.4 https://www.investire-certificati.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-android-chrome-192x192-1-32x32.png Previsioni FTSE Mib Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/category/previsioni/previsioni-ftse-mib/ 32 32 Outlook FTSE MIB: Previsioni per il 2026 https://www.investire-certificati.it/outlook-ftse-mib-previsioni-per-il-2026/ Sat, 10 Jan 2026 07:33:43 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=41002 Quali previsioni per il FTSE Mib nei prossimi mesi? L’indice italiano – ai massimi da tre lustri – potrà correre ancora? Operativamente il FTSE MIB ha chiuso il mese di dicembre 2025 a quota 44.944,54 punti, mettendo a segno un progresso del 3,66% rispetto a novembre e inanellando così il sesto mese consecutivo di rialzi. […]

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Quali previsioni per il FTSE Mib nei prossimi mesi? L’indice italiano – ai massimi da tre lustri – potrà correre ancora? Operativamente il FTSE MIB ha chiuso il mese di dicembre 2025 a quota 44.944,54 punti, mettendo a segno un progresso del 3,66% rispetto a novembre e inanellando così il sesto mese consecutivo di rialzi. È stato un anno di grande performance per l’indice principale di Piazza Affari, che nel 2025 ha guadagnato il 31,47%, consolidando la posizione dell’Italia tra i mercati azionari più effervescenti d’Europa.

Quali sono state le migliori azioni sul FTSE Mib?

La graduatoria dei migliori titoli azionari fa emergere protagonisti inattesi: Telecom Italia guida la classifica con un incredibile +104,3% nel 2025, seguita dalle azioni di Banca Popolare di Sondrio (+102,4%), Iveco Group (+101,0%), Leonardo (+87,0%) e BPER Banca (+86,7%).
Dall’altra parte, tra i peggiori troviamo le azioni Amplifon con un calo del 45,1% nell’anno, Diasorin (-35,7%), Nexi (-24,9%), Ferrari (-22,6%) e Stellantis (-20,8%).

A fronte di questi risultati di crescita complessiva a due cifre e di una forte differenziazione tra i titoli, la domanda che si pongono analisti e risparmiatori è inevitabile: quale sarà l’outlook per il 2026? Quali previsioni per il FTSE Mib?

Le prospettive si giocano tra crescita moderata, equilibri macroeconomici e nuove sfide settoriali. Per delineare un quadro completo, abbiamo raccolto le analisi di due esperti: Filippo Diodovich (Senior Market Strategist di IG Italia) e Ruben Dalfovo (Investment Strategist di BG SAXO).

Previsioni FTSE Mib – L’analisi macro e settoriale secondo Filippo Diodovich (IG Italia)

Secondo Diodovich (IG Italia), “l’outlook per il mercato italiano dipenderà soprattutto da tre fattori: ritmo della crescita italiana (modesto ma positivo), evoluzione dei tassi di interesse nell’area euro e credibilità della politica fiscale”. Lo scenario di base presuppone una crescita debole: “Non si entra in recessione, ma si rimane su una traiettoria di bassa crescita: ci aspettiamo un PIL attorno a +1% e un’inflazione intorno a +1,5%, con disoccupazione poco sopra il 6% e un debito pubblico ancora molto elevato, nell’ordine del 140% del PIL”.

Focus sui finanziari, il cuore del FTSE Mib

Il peso del settore finanziario è centrale nel FTSE MIB, come spiega Diodovich: “Il canale più importante per l’indice passa da banche e assicurazioni, che pesano in modo rilevante nel listino (circa il 50% con le sole banche che contano per il 38%)”. Con tassi stabili, i margini teoricamente si normalizzano e lo scenario diventa “più da amministrare che da cavalcare: tassi in graduale normalizzazione e macro stabile possono sostenere utili e dividendi, ma con una crescita reale ancora debole diventa più difficile immaginare un’ulteriore rivalutazione dei multipli su tutto il settore”.

Diodovich sottolinea inoltre la possibilità di nuove operazioni di consolidamento nel settore, soprattutto tra realtà che sentono la pressione regolatoria e la necessità di maggiore scala. Tra le possibili protagoniste: Banco BPM e Generali.

Utilities, infrastrutture, industria

Per utilities e infrastrutture, “inflazione bassa e tassi non in risalita riducono la pressione sul costo del capitale e sostengono le storie da dividendo”, ma in un contesto meno esplosivo, con minore probabilità di extra-profitti.

Sul fronte industriale, il 2026 coinciderà con la fase conclusiva del PNRR, in cui “una parte importante della crescita attesa passa dalla capacità di trasformare cantieri e digitalizzazione in produttività, non solo in spesa”.

Diodovich avverte infine che l’export italiano “resta vulnerabile a tariffe più alte e all’apprezzamento dell’euro”, e che “nel 2026 contano spesso più il cambio e il ciclo globale che non la domanda domestica”.

I trend operativi secondo Ruben Dalfovo (BG SAXO)

Oltre alla fotografia macro, arrivano spunti forti anche dall’osservatorio di Ruben Dalfovo. Secondo l’analisi di BG SAXO, nel 2025 i titoli più scambiati sono stati NVIDIA, Leonardo, Stellantis e STMicroelectronics, insieme alle “immancabili” Unicredit e Banca Monte dei Paschi di Siena, società coinvolte anche nelle dinamiche politiche nazionali.

Dalfovo spiega: “Le azioni più scambiate sono come la piazza principale di una città: le persone si recano in quel luogo perché c’è sempre qualcosa di interessante, e perché, nello stesso spazio, si incrociano storie diverse e spesso opposte”.

Tecnologia, AI, e il nuovo ciclo del mercato

La classifica di BG SAXO evidenzia che “NVIDIA e STMicroelectronics mostrano che l’AI resta la grande promessa, ma nel 2026 il mercato può chiedere più prove e meno slogan”. Per Dalfovo, “il mercato entra in una fase più adulta e chiede prove: ricavi che crescono, margini che reggono, e soprattutto la capacità di trasformare l’ondata di domanda in guadagni reali”. La differenza tra “tema” e “azienda” sarà decisiva, e l’AI può premiare chi saprà distinguersi per risultati concreti.

Difesa, auto e banche: rotazioni e ribilanciamenti

Leonardo, secondo Dalfovo, “racconta una difesa che diventa struttura, ma anche un titolo su cui molti ribilanciano, perché la narrativa corre veloce”. Mentre Stellantis ricorda “che le transizioni industriali sono fatte di curve, non di linee dritte”. La rotazione interna nelle banche è segnalata dal fatto che Monte Paschi è tra le più acquistate, UniCredit stia invece consolidando intorno ai 70 euro secondo Dalfovo, “non si tratta di una sentenza sul settore, ma di una strategia degli investitori per ribilanciare in funzione di eventi societari e prospettive”.

Investire su Azioni Italiane

Previsioni FTSE Mib – I rischi

BG SAXO segnala tre rischi principali per il FTSE MIB. Vediamoli brevemente.
Il primo è confondere attività con opportunità: un titolo molto scambiato non garantisce di per sé valore aggiunto o migliori performance nei portafogli.
Il secondo rischio riguarda le aspettative nei settori caldi come tecnologia e difesa: quando il mercato pretende sempre risultati eccezionali, anche dati solo “in linea” possono scatenare correzioni improvvise.

Infine, il rischio macro legato a crescita economica e tassi: variazioni inattese in questi ambiti possono modificare rapidamente le preferenze degli investitori e amplificare la volatilità dei mercati.

Quando operare sul FTSE MIB nel 2026?

Per chi investe è utile ricordare anche il calendario delle aperture e chiusure di Borsa Italiana. Nel 2026, oltre al tradizionale stop nei weekend, Piazza Affari resterà chiusa in alcune giornate particolari: si osserverà una sospensione delle contrattazioni il 3 aprile per il Venerdì Santo, il 24 dicembre per la Vigilia di Natale e il 31 dicembre per San Silvestro. Ulteriori chiusure sono previste il primo gennaio (Capodanno), il lunedì dopo Pasqua (6 aprile), il primo maggio (Festa dei lavoratori) e il giorno di Natale.

Nelle giornate di Epifania (6 gennaio), Festa della Repubblica (2 giugno) e Immacolata Concezione (8 dicembre), invece, il mercato rimarrà regolarmente aperto. Va inoltre segnalato che la sessione afterhours sarà sospesa in alcune giornate aggiuntive all’anno, tra cui l’intero mese di agosto, eccetto per il 31, e più date nel periodo natalizio: dettagli che suggeriscono una programmazione attenta degli ordini e delle strategie operative.

Sintesi: stabilità, volatilità e selettività

Quali previsioni per il 2026 sul FTSE Mib? Raccogliendo le opinioni, il quadro finale indica per il 2026 un FTSE MIB sostanzialmente stabile, ma con volatilità di breve periodo e sfide strutturali. Come riassume Diodovich, “crescita moderata e inflazione bassa aiutano bilanci e dividendi, ma i rischi restano asimmetrici e passano da spread, politica fiscale e domanda estera”. Per Dalfovo, invece, “le piazze sono piene di voci, ma i portafogli migliori nascono da decisioni prese quando è tutto più silenzioso”. Il 2026 si presenta quindi come un anno dove la parola d’ordine sarà selettività: tra temi forti come AI, difesa, transizioni industriali e titoli finanziari, la differenza la farà la capacità di saper leggere, più che le tendenze operative, le vere ragioni di crescita dei singoli titoli.

Le analisi dei mesi precedenti sul FTSE Mib

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FTSE Mib – Borsa in Rialzo https://www.investire-certificati.it/ftse-mib-borsa-in-rialzo/ Sun, 06 Jun 2021 18:23:55 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=12566 La borsa resta impostata al rialzo. Il trend sul FTSE Mib e sulle borse mondiali resta lo stesso, si continua a salire. In sintesi, gli acquisti continuano a superare le vendite. Ogni storno ha sinora rappresentato un’occasione di acquisto per chi aveva perso i precedenti treni rialzisti dei mercati azionari. L’enorme massa di liquidità immessa […]

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La borsa resta impostata al rialzo. Il trend sul FTSE Mib e sulle borse mondiali resta lo stesso, si continua a salire. In sintesi, gli acquisti continuano a superare le vendite. Ogni storno ha sinora rappresentato un’occasione di acquisto per chi aveva perso i precedenti treni rialzisti dei mercati azionari.

L’enorme massa di liquidità immessa nel sistema dalle banche centrali ha senz’altro giocato un ruolo predominante in tale scenario. Di fatto ha ampliato il rally rialzista dei listini azionari globali.

Un’ampia fetta dei principali indici azionari internazionali naviga ormai da tempo su valore superiori rispetto ai massimi di metà febbraio 2020. Nelle ultime settimane anche il FTSE Mib, il principale indice italiano, è tornato a superare quota 25.000 punti. Storicamente questa soglia ha rappresentato una vera e propria barriera per l’indice, anche se questa volta le possibilità di ulteriori riprese appaiono ancora sostenute. Il mese di maggio, nonostante lo stacco di vari dividendi (che vanno chiaramente ad essere riflessi sul valore dell’indice, riducendolo dopo lo stacco, n.d.r.) ha confermato il buon momento della borsa milanese, con un rialzo di altri quattro punti percentuali. Giugno ha confermato il tutto, con l’indice FTSE Mib che ha ritoccato i massimi dal 2008, arrivando a 25.600 punti.

FTSE Mib - Borsa in rialzo

Borsa in rialzo

Chi guida il rialzo in borsa sul FTSE Mib? A maggio, i best performer sono stati due bancari. Banco BPM ha guadagnato il 23% nel corso del mese, mentre Unicredit ha realizzato un +22%.

In netto rialzo in Borsa anche Stellantis, il colosso automobilistico nato dalla fusione i FCA e Peugeot ha guadagnato 17 punti percentuali, portando la capitalizzazione del gruppo a 58 miliardi di euro. Scenario simile per CNH, in rialzo del 15% su base mensile, mentre la market cap sfiora i 20 miliardi. Fra i rialzi in doppia cifra troviamo anche Moncler ed Amplifon. Intesa Sanpaolo, dopo il rally dei mesi precedenti ha messo a segno un +4%, portandosi a 2,40 euro per azione. Eni resta sopra i 10 euro, nonostante lo stacco di un dividendo di 24 centesimi, pari a circa il 2,3% del valore del titolo. Si è assestata sugli 8 euro Enel, il titolo con la maggiore capitalizzazione a Piazza Affari (appena sopra gli 80 miliardi).

Chi è andato in rosso a maggio in borsa, frenando il rialzo? Ben pochi titoli fra i 40 principali del FTSE Mib. Inwit (-5,6%) è l’unico ad aver perso oltre il 5%, mentre i cali di Fineco e Ferrari si sono fermati al 4%. In ribasso anche Telecom (-3%). Quali previsioni per il Ftse Mib?

Previsioni FTSE Mib

Con la borsa in rialzo, la domanda di fondo, a questo punto, è la solita: conviene ancora acquistare su questi livelli? Quali previsioni per il FTSE Mib? Chiaramente è impossibile fornire una risposta certa o univoca. Come detto, però, la tendenza di fondo è ancora impostata al rialzo per la borsa. Una rottura dei 25.500 punti confermerebbe tale scenario. Anche l’analisi tecnica conferma la buona impostazione dell’indice milanese. Di fatto il trend è impostato al rialzo, le previsioni restano le stesse dei mesi scorsi. In sintesi, almeno in borsa, si respira ancora un certo ottimismo.

Le previsioni per il FTSE Mib e per le borse mondiali restano buone, in attesa di conoscere le mosse delle banche centrali. Una politica monetaria restrittiva (con l’avvio del tapering) potrebbero frenare la ripresa. Inoltre, nelle prossime settimane proseguirà la stagione dei dividendi, che torna ad essere più ricca dopo il magro 2020.

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Previsioni Indice FTSE Mib https://www.investire-certificati.it/previsioni-indice-ftse-mib/ Sun, 16 May 2021 08:04:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=10959 Quali previsioni per l’indice FTSE Mib? L’indice di Borsa italiana può salire ancora? Quali azioni italiane seguire ed eventualmente comprare? Ecco analisi e previsioni sul FTSE MIB. Analisi FTSE Mib Il FTSE Mib, l’indice centrale di Piazza Affari, si sta scontrando ormai da qualche settimana con l’importante resistenza collocata a 25.000 punti. Sembra passata una […]

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Quali previsioni per l’indice FTSE Mib? L’indice di Borsa italiana può salire ancora? Quali azioni italiane seguire ed eventualmente comprare? Ecco analisi e previsioni sul FTSE MIB.

Analisi FTSE Mib

Il FTSE Mib, l’indice centrale di Piazza Affari, si sta scontrando ormai da qualche settimana con l’importante resistenza collocata a 25.000 punti. Sembra passata una vita, invece in poco più di dodici mesi le quotazioni del FTSE Mib, dopo il crollo dell’aprile 2020 fin sotto quota 15.000 punti, hanno progressivamente recuperato, arrivando oltre quota 24.000.
Storicamente l’area 24.000/25.000 punti ha sempre rappresentato un ostacolo per l’indice FTSE Mib, la cui ripresa si è fermata su questi valori sia nel 2010. Ma anche, in tempi più recenti, nel 2016, nel 2018 e ad inizio 2020, prima dello scoppio della pandemia del coronavirus. Questa volta, però, l’ingente liquidità in circolo – grazie alle mosse delle banche centrali – potrebbe contribuire ad ulteriori rimonte. Va detto che i mercati hanno mostrato qualche segnale di stanchezza nelle ultime settimane, con una certa lateralizzazione dei prezzi ed anche alcune discese, sul timore di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Chiaramente, però, molto dipenderà dall’andamento degli altri listini azionari e dai dati aziendali dei titoli del FTSE Mib. Servono infatti solidi ricavi (e dividendi) da parte dei grandi titoli del listino del FTSE Mib per sostenere acquisti e prezzi in borsa.

Grafico FTSE Mib - borsa
Grafico FTSE Mib – La borsa di Milano dopo il calo del 2020 ha messo a segno un forte rialzo tornando verso i 25.000 punti.

Previsioni per l’indice FTSE Mib

Quali sono le previsioni per l’indice FTSE Mib? Il trend di fondo è ancora positivo e ci sono pertanto buone possibilità che nei prossimi mesi l’area 25.000 venga testata ed eventualmente anche superata.
Analizzando la situazione, emerge come nel 2021 abbiano messo a segno importanti recuperi anche i titoli che più colpiti dai cali del 2020. Stiamo parlando del settore bancario in generale, ma anche di quello petrolifero, storicamente due comparti determinanti a Piazza Affari. Infatti, nel FTSE Mib troviamo molti bancari come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banca Generali, Banca Mediolanum, Azimut. Ma anche vari titoli legati al settore dell’energia e del petrolio. Fra questi Eni, Saipem, Tenaris.

Quali azioni comprare sul FTSE Mib? E’ impossibile fare previsioni certe, ma visto il solido trend di ripresa del petrolio e del settore bancario a livello europeo è probabile che queste azioni restino sotto i riflettori. Inoltre, BCE permettendo, il settore bancario ha in pancia cospicui dividendi non distribuiti. Pertanto potrebbe ulteriormente trascinare al rialzo il FTSE Mib. Per quanto riguarda i dividendi anche Enel ed Eni presentano buone prospettive.

Banche e Petrolio – Previsioni sul Ftse Mib

Partiamo dal settore bancario sul FTSE Mib. Intesa Sanpaolo resta ben impostata, in area 2,38 euro per azione, mentre Unicredit naviga poco sopra i 10 euro. Proprio le azioni di UniCredit sono reduci da un importante ripresa.
Anche Eni, però, si sta comportando bene, grazie anche alla salita delle quotazioni del petrolio. Le azioni di Eni, dopo una rapida discesa sotto i 10 euro, hanno riagganciato questa soglia nelle ultime sedute, per poi superarla in attesa del dividendo. Le azioni di Eni dai minimi dell’ottobre 2020 hanno messo a segno un rialzo dell’80%. Ben impostata anche Tenaris, che da inizio anno guadagna il 40%, con una quotazione superiore ai 9 euro. Le azioni di Saipem navigano invece poco sopra quota 2 euro.

Abbiamo dedicato un altro articolo al tema azioni Mediaset, con il titolo tornato in area 2,80 euro. Cambiando ancora settore sulla borsa di Milano, dopo i recenti cali potrebbe tornare interessante anche Ferrari.

Azioni Enel

Cosa possiamo prevedere per il FTSE Mib? Probabilmente, per vedere Piazza Affari sopra quota 25.000 punti potrebbe essere necessario un nuovo allungo delle azioni di Enel, il maggior titolo del paniere con una capitalizzazione superiore agli 80 miliardi. Enel, infatti, pesa per circa il 15% nel computo del FTSE Mib, seguito da Intesa, che rappresenta circa il 9%, dalle azioni di Stellantis (8%), Eni e Ferrari.

Le azioni di Enel, arrivate nei mesi scorsi in area 9 euro, sono scivolate verso 8/8,20 euro. Un loro ritorno verso i 9 euro potrebbe essere la chiave di volta per superare i 25.000 punti.
Senz’altro per vedere altri rialzi in borsa serviranno nuove rassicurazioni da parte delle banche centrali. Le loro politiche monetarie espansive sono state alla base dei rialzi dell’ultimo anno. Ed anche le previsioni per il FTSE Mib passano in qualche modo dalle decisioni future delle banche centrali.

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