Airbag nei Certificati d’investimento: tutto quello che c’è da sapere

Focus sui certificates con airbag – Guida per capire come funzionano

Quando si parla di certificati d’investimento, uno dei temi più interessanti per chi ha un approccio prudente è il meccanismo airbag. Ma in concreto, che cosa significa? E soprattutto: in quali casi può fare davvero la differenza? Focus sui certificates con airbag, spesso anche definiti low strike.

Dal punto di vista educativo, l’airbag è una caratteristica tecnica presente in alcune strutture con impostazione difensiva che serve ad attenuare le perdite qualora, alla scadenza, il sottostante peggiore scenda sotto la barriera capitale. È quindi un elemento che può migliorare il profilo difensivo del prodotto, ma non elimina il rischio e non rappresenta una garanzia di rendimento. Vediamo ora, in modo semplice e concreto, come opera il meccanismo airbag e quale impatto può avere sul rimborso finale.

Cosa sono i certificati con airbag?

L’airbag è un meccanismo di protezione condizionata presente in alcune tipologie di certificati d’investimento, pensato per attenuare l’impatto delle perdite nelle fasi di mercato negative. In termini semplici, quando si verificano le condizioni previste dalla struttura del prodotto, il rimborso non replica in modo pienamente lineare la performance del sottostante, ma applica una logica di calcolo che può rendere la perdita più graduale.

Nella pratica, questo meccanismo può essere indicato con denominazioni diverse a seconda dell’emittente e della documentazione commerciale, come ad esempio airbagparachute o planar. Al di là del nome, il principio resta lo stesso: introdurre un “cuscinetto” tecnico che, in determinate circostanze, riduca la severità della perdita rispetto a una struttura tradizionale priva di questa componente.

I pilastri dell’airbag: barriera, prezzi e regole di osservazione

Prima di analizzare il funzionamento dell’airbag, è utile chiarire alcuni concetti tecnici fondamentali della struttura dei certificati.

La barriera è una soglia di prezzo del sottostante prevista dal certificato e utilizzata per determinare alcune regole fondamentali del prodotto, in particolare quelle legate al rimborso del capitale o al pagamento di eventuali premi. Dal punto di vista dell’osservazione, la barriera può essere europea oppure americana.

Con barriera europea, la verifica avviene solo alla data finale di valutazione: eventuali movimenti del sottostante durante la vita del certificato non sono di per sé decisivi, se non confermati alla scadenza.
Con barriera americana, invece, la barriera è osservata in modo continuativo (o secondo le regole indicate nel prospetto) durante la vita del prodotto: in questo caso il superamento della soglia può rilevare anche prima della scadenza.

certificati con airbag

Un secondo elemento centrale è il prezzo iniziale (o valore iniziale, spesso indicato anche come strike), cioè il livello del sottostante fissato alla partenza del certificato. Questo valore è il punto di riferimento da cui vengono calcolate le soglie percentuali previste dal prodotto.

Il terzo concetto è il prezzo finale (o valore finale), ossia il livello del sottostante rilevato alla data di valutazione conclusiva prevista dal regolamento. È proprio dal confronto tra prezzo finale, prezzo iniziale e livelli soglia che si determina la regola di rimborso applicabile.

Accanto a questi elementi, è importante distinguere anche la barriera airbag (o livello airbag), cioè la soglia tecnica utilizzata per calcolare il rimborso quando il meccanismo airbag entra in funzione. In molte strutture può coincidere con la barriera capitale, ma non è una regola universale: dipende sempre da come è costruito il singolo certificato.

Capire bene questi passaggi (barriera, modalità di osservazione, prezzo iniziale, prezzo finale e barriera airbag) è essenziale per interpretare correttamente quando e come l’airbag possa incidere sul risultato finale del certificato.

Come funziona l’airbag?

Il funzionamento dell’airbag può essere letto in modo chiaro partendo da due livelli.

  • Nel primo livello, se alla data di valutazione finale sono rispettate le condizioni previste dal certificato, il prodotto rimborsa il capitale nominale (rimborso totale, salvo diverse clausole specifiche).
  • Nel secondo livello, se tali condizioni non sono rispettate e si entra nell’area di attivazione dell’airbag, il certificato rimborsa solo una quota del nominale (rimborso parziale), calcolata con la formula prevista dalla struttura.

In questo secondo scenario entra in gioco la logica airbag, che in forma semplificata può essere espressa così:

Rimborso (%) = (Prezzo finale / Barriera Airbag) × 100

dove:

  • Prezzo finale = valore del sottostante alla data conclusiva, espresso in % del valore iniziale;
  • Barriera Airbag = livello tecnico indicato nel certificato (ad esempio 30%, 40%, 50%, 60%).

La stessa relazione può essere scritta anche tramite il fattore airbag:

Fattore Airbag = 100 / Barriera Airbag

e quindi:

Rimborso (%) = Prezzo finale (%) × Fattore Airbag

Questa è la parte centrale del meccanismo: quando si attiva, l’airbag modifica il criterio di rimborso e può rendere la perdita meno intensa rispetto a una struttura tradizionale senza airbag.

Capiamo l’airbag con un esempio pratico

Per semplificare al massimo, immaginiamo questo caso:

  • Valore nominale: 100 euro
  • Barriera Airbag: 60%
  • Prezzo finale del sottostante: 30% del valore iniziale

In questo scenario confrontiamo due strutture: una con airbag e una senza airbag.

Con una struttura tradizionale (senza airbag), sotto barriera il rimborso segue in modo lineare la performance finale del sottostante:

Rimborso (%) = Prezzo finale (%)

Quindi: Rimborso (%) = 30% (in euro: 30 €)

Con la struttura airbag, invece, applichiamo la formula correttiva:

Rimborso (%) = (Prezzo finale / Barriera Airbag) × 100

Quindi: Rimborso (%) = (30% / 60%) × 100 = 50% (in euro: 50€)

Lo stesso risultato si può ottenere con il fattore di correzione:
Fattore Airbag = 100 / 60 = 1,67
Rimborso (%) = 30% × 1,67 = 50%

In sintesi, a parità di scenario finale (30%, perdita del 70%), il certificato senza airbag rimborsa 30 euro, mentre quello con airbag rimborsa 50 euro.
Questo rende evidente, in modo concreto, l’effetto del meccanismo: la perdita non viene annullata, ma può essere attenuata.

Performance worst ofRimborso con Airbag 60%Barriera 60% senza Airbag
-50%100,00100,00
-60%100,00100,00
-60,01%66,6539,99
-61%65,0039,00
-65%58,3335,00
-70%50,0030,00
-80%33,3320,00
-90%16,6710,00

I fattori moltiplicativi per il calcolo del rimborso in un certificato con airbag

Ecco di seguito i fattori per calcolare il rimborso nel caso in cui a scadenza un sottostante (o più) si trovino sotto il livello airbag

Livello AirbagFattore moltiplicativo
60%1,667
50%2,000
40%2,500
30%3,333

Pertanto, in un certificato con airbag 40% a fronte di un calo del 61% del worst of il rimborso sarebbe pari a 100 – 1 x 2,50% =97,50. In un certificato con barriera e airbag 30%, a fronte di un ribasso del 75% avremmo un rimborso finale pari a 100 – 5 * 3,333 = 83,333.

Come verificare l’airbag nel KID?

Una prima indicazione può essere ricavata dal nome commerciale del certificato (ad esempio “Airbag” o “parachute”), ma tale elemento non è sufficiente per confermare l’effettiva presenza del meccanismo. La verifica deve essere effettuata esclusivamente sulla documentazione ufficiale, in particolare su KID (Documento contenente le informazioni chiave) e Final Terms / Condizioni definitive.

L’analisi deve concentrarsi, in primo luogo, sul meccanismo di rimborso a scadenza, cioè sulla regola che determina l’importo riconosciuto nei diversi scenari di mercato.

In secondo luogo, è necessario verificare la definizione di barriera capitale, con attenzione a livello percentuale, modalità di osservazione (europea o americana) e momenti di rilevazione previsti dal regolamento.

Occorre inoltre individuare la formula applicata in caso di violazione della barriera, poiché è questo passaggio a chiarire se la struttura utilizza un criterio di rimborso lineare oppure una logica correttiva tipica dell’airbag. A supporto dell’interpretazione, assumono particolare rilevanza anche eventuali esempi numerici riportati dall’emittente, utili per verificare in modo operativo gli effetti della formula.

In conclusione, la denominazione del prodotto può avere un valore orientativo iniziale, ma la conferma deve derivare sempre dal testo contrattuale. Solo la lettura congiunta di KID e condizioni definitive del certificato di investimento consente di accertare con precisione la presenza dell’airbag e le relative condizioni di funzionamento.

Protezione parziale, non totale

Il meccanismo airbag può offrire un vantaggio concreto perché contribuisce ad attenuare le perdite nei casi di ribasso più marcato del sottostante. Questo effetto, però, non va confuso con una garanzia di integrità del capitale.

L’Airbag, infatti, riduce l’impatto negativo in specifici scenari, ma non elimina il rischio di mercato: in condizioni particolarmente avverse il rimborso può comunque risultare inferiore al valore nominale, anche in misura significativa. Il punto centrale è quindi semplice: l’airbag può migliorare l’esito rispetto a una struttura tradizionale, ma non elimina la possibilità di perdita.

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