Citigroup: focus su azioni italiane, barriere al 35% e cedole fino al 14% annuo

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Nuova emissione di Citigroup su Borsa Italiana con barriere al 35% ed un rendimento potenziale del 14% annuo lordo. Le azioni sottostanti del certificato ISIN XS3127846296 sono quattro grandi titoli del FTSE Mib, con barriere decisamente profonde: 35% sia per l’incasso dei premi che per la protezione del capitale.

Il flusso cedolare potenziale è significativo, arrivando al 14% annuo lordo. L’investitore riceve un flusso cedolare mensile dell’1,1667% a condizione che nessuno dei titoli perda il 65%.

Focus sulle azioni di Stellantis, Saipem, STM e Unicredit con barriere al 35%

Nomi decorrelati e con una volatilità elevata, che aumentano il rischio del prodotto. Ma al tempo stesso ci troviamo di fronte ad una struttura difensiva, con barriera capitale al 35% e cedolare al 35%. Pertanto, se anche uno o più titoli scendessero del 30-40-50 o anche del 60% l’investitore continuerebbe a incassare i premi, con un rendimento potenziale in doppia cifra.

Scenario diverso in caso di ribassi superiori al 65%: in questo caso il flusso cedolare si interromperebbe (anche se è presente l’effetto memoria). Se il calo fosse confermato anche alla scadenza verrebbe meno la protezione del capitale, con un rimborso inferiore a 35 euro ogni 100 investiti e lineare con la performance del worst of, ossia con quello che ha fatto registrare il calo più accentuato.

Le azioni del FTSE Mib da seguire

Le azioni sottostanti sono Stellantis, Saipem, STM e Unicredit. Nomi che arrivano da un percorso diverso a Piazza Affari.

  • Le azioni di Stellantis, come gli investitori ben sanno, sono crollate dell’80% dai massimi, scivolando ben sotto i 5 euro. Al momento la capitalizzazione di borsa del titolo è inferiore ai 15 miliardi di euro.
  • STM è arrivata a valere quasi 70 euro. Lo strike di questo certificato arriva dopo un ritracciamento dai massimi che si avvicina al 40%.
  • Con Saipem ci spostiamo nel settore delle infrastrutture petrolifere. L’azienda è reduce da un’importante ristrutturazione e il titolo vale oltre 4 euro, con le quotazioni che sono in una fase laterale, a circa il 10% dai recenti massimi.
  • Resta ben impostata Unicredit, ancora negoziata sopra gli 80 euro ad azione. In questo caso la market cap del colosso bancario supera i 100 miliardi di euro.

Valore di rimborso del certificato

Alla scadenza sono possibili due scenari:

  • nel caso in cui tutti i titoli si trovino ad almeno il 35% dei prezzi iniziali si riceve il rimborso del valore nominale e il pagamento della cedola del periodo con effetto memoria
  • se uno o più titoli si trovano sotto barriera si ha una perdita proporzionale alla performance del worst of.

Pertanto, a fronte di ribassi moderati o anche importanti ma inferiori al 65% si ha un profitto dell’1,1667% mensile lordo (14% annuo), mentre se vi fosse un calo del 75% il rimborso finale sarebbe pari a 25 euro ogni 100 investiti, con una perdita del 75%. La barriera profonda non è quindi una garanzia di successo anche se ovviamente offre un importante cuscinetto all’investitore.

Messaggio promozionale con finalità di marketing – I certificati sono prodotti complessi. Il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, con tassazione al 26%Verificare di aver compreso il funzionamento dei certificati e i rischi associati all’investimento e visionato kid e prospetto informativo. Ricordiamo anche che con i certificates l’investitore è esposto al rischio emittente. Le cedole sono condizionate, nel caso in cui uno o più sottostanti si trovassero sotto barriera i premi non saranno pagati. Prima di investire visionare il prospetto informativo.