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Quali previsioni per il cambio euro dollaro nel 2023? UBP prevede un calo del dollaro nel 2023, con possibili guadagni per yen e franco. Analisi di Peter Kinsella, FX Strategy di Union Bancaire Privée. 

Dollaro in rialzo sul Forex market nel 2022

Nel 2022 il dollaro statunitense ha sovraperformato sia le valute dei mercati avanzati sia quelle dei mercati emergenti. Il Dollar Index statunitense è aumentato del 15%, rendendo il 2022 l’anno migliore per il biglietto verde in quasi 40 anni. Il rally ha avuto diverse cause, tra cui l’aggressivo ciclo di rialzo dei tassi della Fed, il rialzo dei rendimenti obbligazionari statunitensi a breve scadenza e la forte domanda di beni rifugio in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina.

Anche i prezzi dell’energia hanno dato una spinta al dollaro. Infatti, i ricavi globali da petrolio e gas sono passati da una media di 1.400 miliardi di dollari nel periodo 2015-19 a un tasso corrente di circa 2.700 miliardi di dollari nel 2022. Inoltre, la maggior parte di questi sono stati regolati in dollari e reinvestiti in attività denominate in dollari.

Previsioni per il dollaro 2023

In vista della fine dell’anno, riteniamo che vi sia la possibilità di un continuo apprezzamento del dollaro. Questo a causa delle continue tensioni sui mercati obbligazionari delle economie avanzate e del sostanziale deterioramento delle condizioni di liquidità.  Tuttavia, riteniamo che questo fenomeno sarà di breve durata. Entro il primo trimestre del 2023 il dollaro vedrà la fine della tendenza all’apprezzamento unidirezionale e scambierà con crescenti rischi bidirezionali.

La combinazione tra il picco dei tassi della Fed, il calo dell’inflazione, le valutazioni eccessive e l’aumento del deficit delle partite correnti degli Stati Uniti peserà lentamente sul dollaro. Tuttavia, il percorso non sarà lineare: ci aspettiamo che il dollaro si indebolisca prima nei confronti di CHF, JPY e delle principali valute di Paesi produttori di materie prime, per poi perdere terreno nei confronti delle altre valute principali, in particolare euro (cambio euro/dollaro) e sterlina britannica (cambio sterlina/dollaro).

Grafico euro dollaro 2022. Il rialzo di fine anno può proseguire? Quali previsioni per il 2023?

Tassi di interesse Federal Reserve

Gli OIS (Overnight index swap) hanno prezzato che il tasso dei Fed Funds raggiungerà circa il 4,75% entro il primo trimestre del 2023. Si tratta di un livello che i mercati sembrano aver anticipato adeguatamente, dato che i rendimenti a due anni sono scambiati intorno al 4,50%. Poiché sembra che per i prossimi trimestri i rischi di crescita e di inflazione saranno orientati al ribasso, non ci aspettiamo che i tassi di interesse americani di mercato aumentino oltre i livelli attuali.

Prevediamo inoltre che la maggior parte delle altre banche centrali principali continuerà ad alzare i tassi nei prossimi trimestri. Questo significa che il vantaggio del dollaro in termini di tassi di interesse si ridurrà, portando a un calo della valuta.

Calo dell’inflazione

L’apprezzamento del dollaro nel 2022 ha rispecchiato l’aumento dei tassi d’interesse nominali negli Stati Uniti, una reazione a letture dell’inflazione superiori alle aspettative.

Previsioni sull'Inflazione
Previsioni sull’Inflazione

Quali previsioni per il dollaro per il 2023? Le ultime letture dell’inflazione hanno messo in risalto un calo dell’inflazione. I costi di trasporto sono diminuiti in modo sostanziale, il che suggerisce che le difficoltà di approvvigionamento legate al Covid 19 si stiano allentando.

Anche l’inflazione dei prezzi dei beni di consumo sta iniziando a diminuire e se negli Stati Uniti il mercato del lavoro inizia a rallentare, l’inflazione di fondo si attenuerà inevitabilmente nei prossimi trimestri. Queste ridotte pressioni inflazionistiche alleggeriranno la pressione di apprezzamento sul dollaro statunitense, in particolare a partire dal primo trimestre.

Euro/dollaro troppo forte?

Nel 2022, il dollaro statunitense è salito ai massimi pluridecennali sia in termini di ponderazione commerciale sia di tasso di cambio effettivo reale. Il biglietto verde si è anche discostato in modo significativo dalle stime bilaterali del fair value rispetto a tutte le principali valute.

Quali previsioni per il dollaro e per il cambio euro/dollaro per il 2023? L’elevata valutazione della banconota verde implica che ci sono pochissime possibilità che si apprezzi ancora di più. Inoltre, è più probabile che si scambi con rischi bidirezionali e che il dollaro si indebolisca rispetto ai livelli attuali nel medio termine.

Gli ultimi dati sul posizionamento mostrano che gli investitori mantengono ancora una consistente posizione a lunga durata in dollari. Nei prossimi trimestri, quando le dinamiche di inflazione e crescita degli Stati Uniti inizieranno a scemare, prevediamo che le ridurranno. Pertanto, quali sono le previsioni per il dollaro? Probabilmente ciò porterà a un modesto indebolimento del dollaro statunitense.

Deficit delle partite correnti

L’elevato profilo di valutazione del dollaro ha portato a un enorme ampliamento del deficit delle partite correnti degli Stati Uniti, che ha raggiunto i 1.000 miliardi di dollari nel 2022. L’attuale tasso di esecuzione prevede un deficit di circa 1.200 miliardi di dollari entro la fine dell’anno, pari a oltre il 5% del PIL statunitense. Questa è una fonte di vulnerabilità per il dollaro (USD), soprattutto per quando la Fed raggiungerà un punto di svolta nel suo ciclo di inasprimento.

USD – previsioni di indebolimento per il dollaro?

dollaro

Quali previsioni per il dollaro? Nel 2023, è probabile che l’indebolimento dell’USD si manifesti innanzitutto nei confronti delle tradizionali valute rifugio, il che è coerente con il deterioramento del profilo di crescita globale. In questo contesto, ci aspettiamo un ribasso sia per i cambi dollaro/franco svizzero (USD/CHF) che per dollaro/yen (USD/JPY). Quest’ultimo beneficerà anche di eventuali modifiche al programma di controllo della curva dei rendimenti della Bank of Japan. Quando la crescita globale sembrerà essersi esaurita nel primo trimestre del 2023, il dollaro dovrebbe indebolirsi rispetto alle tradizionali valute delle materie prime, come dollaro australiano (AUD) e dollaro neozelandese (NZD). Entrambe ne uscirebbero più forti.  

Possiamo prevedere un indebolimento del dollaro statunitense nei confronti delle principali valute tradizionali. È improbabile che quest’ultime si apprezzino in modo aggressivo nei confronti dell’USD. Ciò a meno che non si verifichi un calo sostanziale dei prezzi dell’energia. Ciò è particolarmente pertinente sia per euro che per la sterlina britannica. 

Approfondimenti

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Mercati Finanziari – L’Analisi di Saverio Berlinzani https://www.investire-certificati.it/mercati-finanziari-l-analisi/ Thu, 10 Sep 2020 07:26:14 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=2273 Analisi sui mercati finanziari Mercati Finanziari: l’analisi dei mercati finanziari per gli ultimi mesi del 2020? Ne abbiamo discusso con Saverio Berlinzani, operativo nel mondo dei cambi da oltre trenta anni. Con lui abbiamo fatto l’analisi dei mercati finanziari, ma anche possibili previsioni sul cambio euro/dollaro Analisi mercati finanziari L’estate volge al termine. Quali saranno […]

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Analisi sui mercati finanziari

Mercati Finanziari: l’analisi dei mercati finanziari per gli ultimi mesi del 2020? Ne abbiamo discusso con Saverio Berlinzani, operativo nel mondo dei cambi da oltre trenta anni. Con lui abbiamo fatto l’analisi dei mercati finanziari, ma anche possibili previsioni sul cambio euro/dollaro

Analisi mercati finanziari

L’estate volge al termine. Quali saranno i temi centrali sui mercati finanziari prossimi mesi?

Certamente uno dei temi rilevanti del prossimo autunno, sarà la capacità dei principali paesi del primo mondo di affrontare con determinazione il possibile ritorno della pandemia e, conseguentemente, alla loro determinazione nel portare avanti la ricerca di un vaccino. Da ciò dipenderà il ritorno della crescita negli Usa, in Europa e in Asia, con conseguenze benefiche per la ripresa nei paesi emergenti ed in quelli del terzo mondo. Fino a quel momento, l’analisi dei mercati finanziari ci fa prevedere che vivremo ancora momenti di grande incertezza, nonostante gli sforzi che le banche centrali e i governi hanno fatto, immettendo massicce dosi di liquidità nel sistema, atte a evitare il collasso del sistema e a sostegno di crescita e produttività, venute drammaticamente a mancare nel primo e nel secondo trimestre dell’anno.

Siamo però fiduciosi in un ritorno alla normalità della vita quotidiana, mentre onestamente, sui mercati, specie quelli azionari, la crisi tanto temuta si è vista solo parzialmente, con gli indici Usa tornati addirittura sopra i massimi di fine 2019. Probabilmente, nei prezzi che si ritrovano sui mercati, è già in parte scontata la notizia positiva della ripresa economica e della possibile scoperta di un vaccino. Sui mercati obbligazionari, i tassi bassi non aiutano gli investitori che ancora soffrono la mancanza di rendimenti accettabili.

Analisi mercati valutari

Concentrandosi sui mercati valutari, quale può essere l’impatto delle elezioni americane?

Le elezioni Usa sono da sempre la chiave per comprendere il futuro assetto globale a livello geopolitico e anche questa volta assisteremo ad una battaglia sul filo di lana. Trump a nostro avviso, resta sostanzialmente favorito, anche se la gestione della pandemia negli Usa, ha sicuramente contribuito a fargli perdere qualche punto percentuale. Una vittoria di Trump, per il dollaro, potrebbe significare una continuazione del trend di ribasso.

Non essendo riuscito ad aggiustare la bilancia commerciale, perennemente in deficit, con i dazi, ci proverà svalutando il dollaro. Una vittoria dei democratici consentirebbe invece, nel breve termine, una ripresa della valuta americana. Anche se poi sarebbero i fatti, ovvero le politiche economiche che eventualmente gli avversari di Trump adotteranno qualora vincitori, a decretare il destino della divisa americana.

Previsioni euro dollaro

Il cambio fra euro e dollaro è salito verso 1,20. La svalutazione del dollaro può proseguire?
La perdita di valore del dollaro sembra voluta da l’amministrazione americana e dalla Federal Reserve, che ha sostanzialmente dichiarato di voler far salire l’inflazione senza intervenire sui tassi di interesse. Tutto ciò potrebbe far salire la moneta unica anche in area 1,25, senza escludere anche 1,30. Ma nel frattempo, occorrerà seguire con attenzione le mosse della Bce che potrebbe limitarne la salita adottando le stesse misure della Fed. L’euro eccessivamente forte, si sa, non fa bene all’export della Germania, in primis, senza dimenticare il nostro paese.

Copertura dal rischio di cambio

Per un investitore italiano, conviene acquistare strumenti finanziari denominati in dollari, come obbligazioni americane o azioni Usa?

La dinamica dei tassi dovrebbe mantenere i rendimenti delle obbligazioni ai livelli attuali, mentre chi fosse orientato ad acquistare asset in dollari, farebbe forse bene a coprire il rischio di una svalutazione della divisa americana. Comprare a questi livelli di azionario pare assai difficile visto che molte analisi considerano tale mercato in bolla speculativa. La diversificazione diventa indispensabile per poter avere minori rischi, anche con rendimenti estremamente bassi come quelli attuali.

Per chi invece già detiene beni denominati in dollari, è necessario effettuare copertura?

Per un investitore europeo che volesse comprare asset in dollari, la copertura, almeno fino a quando l’euro dollaro naviga sotto 1,25, a nostro avviso, sarebbe necessaria. Forse solo quando il cambio dovesse avvicinarsi ad 1,30, si potrebbe azzardare la tenuta di dollari in portafoglio o l’assenza di una copertura adeguata.

Grafico del cambio euro dollaro. Quali previsioni sull’EUR/USD?

La grande salita dei listini azionari americani è totalmente giustificata o si tratta di una distorsione creata dalle banche centrali?

Certamente la liquidità immessa sui mercati azionari ha contribuito ad alimentare questa ulteriore salita dei prezzi di certi titoli. Non era il loro obiettivo che era invece la stabilità dei prezzi ma soprattutto, in questa fase, la necessità di alimentare il sistema che era divenuto improvvisamente poco liquido e bisognoso di denaro fresco.

Che poi taluni ne abbiano approfittato per stimolare ulteriormente la salita dei titoli, non può essere una colpa delle banche centrali. In questo caso hanno fatto il loro dovere. Ma prima o poi arriverà anche il momento di drenare liquidità. Non è infatti possibile continuare ad immetterne all’infinito, senza una perdita di credibilità del sistema stesso.

Chi è Saverio Berlinzani

saverio berlinzani analista sul forex market
Saverio Berlinzani, grande esperto sul forex market, il mercato dei cambi

Ha lavorato a Milano, Ginevra e Londra, ricoprendo il ruolo di capo cambista presso vari istituti bancari.

Ha svolto anche il ruolo di market maker, ossia di “fare il mercato”, arrivando sul finire degli anni Novanta a comprare e vendere quotidianamente anche decine di miliardi di lire contro marco e viceversa.

Svolge attività di formazione al trading e gestisce il sito saveforex.it. Con lui abbiamo esaminato lo scenario sui mercati finanziari e sul Forex market in questo complesso 2020.

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