Manca ormai poco alla prossima data di osservazione del certificato Santander a capitale condizionatamente protetto (IT0006778341), struttura con premi mensili lordi dell’1% e meccanismo memoria collegata a un basket composto da Eni, Enel e UniCredit.
In vista della prossima rilevazione prevista per il 27 ottobre 2026, l’attenzione degli investitori è rivolta soprattutto all’andamento dei tre sottostanti rispetto alla barriera cedolare fissata al 60% dei valori iniziali. Ai prezzi attuali, tutti i componenti del basket continuano a quotare ampiamente al di sopra di tale soglia.
Sul mercato secondario il certificato è negoziato attualmente intorno a 990 euro, leggermente sotto il valore nominale di 1000 euro. Una situazione che potrebbe attirare l’attenzione di chi valuta il prodotto non solo in funzione dei premi futuri, ma anche del livello di ingresso rispetto al nominale.
Energia e banche sotto i riflettori
Il certificato di Santander è stato lanciato in una fase in cui i comparti dell’energia e delle banche continuano a essere tra i principali protagonisti di Piazza Affari. Non sorprende quindi che l’evoluzione del basket sia stata influenzata proprio dalle dinamiche che hanno interessato questi due settori, con andamenti piuttosto diversi tra Eni, Enel e UniCredit.
Sul fronte energetico, le quotazioni del petrolio rimangono supportate da uno scenario geopolitico ancora complesso e dalle persistenti incertezze su alcune aree strategiche per l’approvvigionamento globale. In questo contesto Eni si è distinta come il miglior sottostante del paniere, mettendo a segno un rialzo di circa l’8% rispetto ai livelli iniziali e aggiornando progressivamente i massimi del periodo nel corso delle ultime settimane.
Più stabile il comportamento di Enel, che ha continuato a muoversi all’interno di un intervallo relativamente ristretto compreso tra 8,7 e 9 euro. Dopo alcune settimane di consolidamento, il titolo è tornato in prossimità dei livelli di emissione del certificato, confermando il profilo generalmente più difensivo che caratterizza il settore delle utility.
Più movimentato, invece, il percorso di UniCredit. Dopo aver toccato un massimo di periodo a 85,24 euro il 29 settembre, il titolo ha successivamente intrapreso una fase correttiva che lo ha riportato sotto quota 77 euro. Il comparto bancario continua infatti a confrontarsi con diversi fattori di incertezza, tra cui l’evoluzione dei tassi d’interesse e le operazioni di consolidamento che stanno interessando il settore a livello europeo.
UniCredit resta il titolo da monitorare
Nonostante la correzione accusata nelle ultime settimane, UniCredit (attuale worst-of) continua a mantenere un ampio margine rispetto alle soglie che determinano sia il pagamento delle cedole sia la protezione condizionata del capitale.
Ai prezzi attuali, alla chiusura del 14/10, il titolo quota infatti a 76,78 euro contro una barriera cedolare posta a 50,784 euro e una barriera capitale fissata a 46,552 euro. Anche Eni ed Enel presentano un margine significativo rispetto alle rispettive soglie, lasciando il basket lontano dai livelli critici per la struttura.
| Azione | Prezzo iniziale | barriera cedola (60%) | barriera capitale (55%) | Prezzo attuale * |
| Enel (IT0003128367) | 9,02 € | 5,412 € | 4,961 € | 9,023 € |
| Eni (IT0003132476) | 23,86 € | 14,316 € | 13,123 € | 25,735 € |
| Unicredit (IT0005239360) | 84,64 € | 50,784 € | 46,552 € | 76,78 € |
* prezzo chiusura 14/10/26
Dal premio mensile alla barriera finale: come funziona la struttura
Con il prossimo appuntamento del 27 ottobre 2026, gli investitori potranno verificare se il basket composto da Eni, Enel e UniCredit continuerà a rispettare la condizione necessaria per il pagamento del premio mensile lordo dell’1%. Affinché ciò avvenga, tutti i sottostanti dovranno trovarsi al di sopra della barriera cedolare fissata al 60% dei livelli iniziali.

La struttura prevede inoltre l’effetto memoria, che permette di recuperare gli eventuali premi non distribuiti in precedenza qualora, in una successiva data di osservazione, venga nuovamente soddisfatta la condizione richiesta per il pagamento delle cedole.
A partire dall’osservazione del 24 febbraio 2027 entrerà invece in funzione il meccanismo di autocall. Da quel momento il certificato potrà essere richiamato anticipatamente qualora tutti i sottostanti quotino almeno al 100% del rispettivo livello iniziale, con conseguente rimborso del valore nominale e pagamento degli eventuali premi maturati e non ancora distribuiti.
Alla scadenza sarà invece la barriera capitale europea al 55% a determinare l’esito finale dell’investimento.
Il sottostante con la performance peggiore potrà registrare una flessione fino al 45% rispetto al livello iniziale senza compromettere il rimborso integrale del valore nominale.
Qualora invece il worst-of dovesse chiudere sotto tale soglia, verrebbe meno la protezione condizionata e il rimborso finale rispecchierebbe la sua performance negativa, con una perdita proporzionale alla discesa registrata dal titolo.
Considerando che il certificato tratta attualmente al di sotto del valore nominale, un eventuale rimborso a 1000 euro, sia in caso di richiamo anticipato sia alla scadenza qualora vengano rispettate le condizioni previste dalla struttura, potrebbe rappresentare una fonte di rendimento aggiuntiva rispetto alla sola componente cedolare, che può arrivare fino al 12% lordo annuo. L’investitore avrebbe infatti la possibilità di beneficiare sia dei premi periodici sia del differenziale tra il prezzo di acquisto sul mercato e il valore di rimborso del certificato.
Caratteristiche principali
- Nome del prodotto: Express Memory Coupon
- ISIN: IT0006778341
- Emittente: Banco Santander, S.A.
- Mercato di quotazione: Cert-X di Borsa Italiana
- Data di emissione: 3 settembre 2026
- Data di scadenza: 3 marzo 2031
- Tipo di capitale: Condizionatamente protetto
- Tipo di certificato: Autocallable con memoria e barriera worst-of
- Azioni sottostanti: Eni, Enel e Unicredit
- Barriera capitale: 55%
- Barriera cedolare: 60%
- Premi mensili: 1% (rendimento lordo).
Messaggio promozionale con finalità di marketing – I certificati sono prodotti complessi. Il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, con tassazione al 26%. Verificare di aver compreso il funzionamento dei certificati e i rischi associati all’investimento e visionato kid e prospetto informativo. Ricordiamo anche che con i certificates l’investitore è esposto al rischio emittente. Le cedole sono condizionate, nel caso in cui uno o più sottostanti si trovassero sotto barriera i premi non saranno pagati. Prima di investire visionare il prospetto informativo.