Le azioni sono un titolo finanziario, una quota della proprietà di una società http://investire-cert-1419291754.eu-west-3.elb.amazonaws.com/category/azioni-3/ I migliori certificati di investimento li trovi su investire-certificati.it Thu, 06 Aug 2026 08:52:59 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.7 https://www.investire-certificati.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-android-chrome-192x192-1-32x32.png Le azioni sono un titolo finanziario, una quota della proprietà di una società http://investire-cert-1419291754.eu-west-3.elb.amazonaws.com/category/azioni-3/ 32 32 Le azioni Ferrari torneranno ai livelli del 2025? https://www.investire-certificati.it/le-azioni-ferrari-torneranno-ai-livelli-del-2025/ Thu, 06 Aug 2026 08:52:53 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=44808 Azioni Ferrari e comparto lusso: analisi e previsioni Il 2026 si sta configurando come un anno di normalizzazione per l’economia globale e, in particolare, per il comparto del lusso, dopo il rallentamento osservato nel 2024–2025 e le tensioni geopolitiche più recenti. Secondo gli studi di Bain&Company la spesa mondiale in beni di lusso personale, scesa […]

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Azioni Ferrari e comparto lusso: analisi e previsioni

Il 2026 si sta configurando come un anno di normalizzazione per l’economia globale e, in particolare, per il comparto del lusso, dopo il rallentamento osservato nel 2024–2025 e le tensioni geopolitiche più recenti. Secondo gli studi di Bain&Company la spesa mondiale in beni di lusso personale, scesa leggermente a 358 miliardi di euro nel 2025, dovrebbe tornare a crescere nel 2026 con un range base tra +2% e +4%, portando il mercato tra 365 e 373 miliardi di euro, mentre la spesa complessiva in beni ed esperienze di lusso è vista in crescita tra 0% e 2% rispetto ai 1.443 miliardi del 2025.

Investire sul settore automobilistico

Morgan Stanley, in vista della conferenza europea sul lusso, conferma il quadro di “stabilizzazione fragile”, stimando per i beni di lusso una crescita di circa il 2,5% nel 2026. Marchi rivolti alla fascia alta di reddito continuano a beneficiare di domanda resiliente, mentre i brand più dipendenti dal consumatore aspirazionale soffrono maggiormente il contesto macro.

BNP Paribas Equity Research è più costruttiva e vede il settore lusso tornare a una crescita organica intorno al 6% nel 2026, dopo un 2025 sostanzialmente piatto, pur riconoscendo che la visibilità resta limitata per via di rischi macro, valutari e specifici di singoli gruppi.

In questo scenario, i player del lusso meglio posizionati sono quelli capaci di intercettare la spesa degli high‑net‑worth e ultra‑HNW, con prodotti percepiti come “hard luxury” e asset d’investimento, dove pricing power e brand equity consentono di difendere margini anche in presenza di volumi non particolarmente espansivi. Le azioni Ferrari rientrano in questa categoria, collocandosi in una nicchia dove la domanda è fortemente concentrata sulle fasce di reddito più elevate e meno sensibili ai cicli, rendendo il business più accostabile al lusso che all’auto “di massa”.

Azioni Ferrari, Risultati Q2 2026

Nel secondo trimestre 2026 Ferrari ha pubblicato risultati superiori alle attese del mercato, confermando la capacità del gruppo di monetizzare mix e personalizzazioni anche in un contesto macro complesso. I ricavi netti del trimestre si sono attestati a 1,938 miliardi di euro, in crescita dell’8% anno su anno e dell’11% a cambi costanti, trainati da un mix di prodotto più ricco e da una quota più elevata di optional e personalizzazioni sulle vetture. Le entrate da auto e ricambi hanno raggiunto 1,629 miliardi di euro, in aumento dell’8% rispetto all’anno precedente, mentre sponsorizzazioni, commerciale e brand hanno contribuito per 209 milioni, crescita del 2% grazie a contratti di sponsorship più remunerativi.

azioni Tesla e settore auto elettriche

Sul fronte redditività, l’EBITDA trimestrale è stato di circa 755 milioni di euro, con un margine pari al 39%, mentre l’EBIT ha raggiunto 605 milioni di euro, corrispondente a un margine operativo del 31,2%, leggermente superiore al livello dello stesso periodo del 2025. Il risultato netto si è attestato a 463 milioni di euro, in crescita del 9% anno su anno, e l’utile per azione adjusted è stato pari a 2,62 euro, sopra il consenso degli analisti che si collocava intorno a 2,50–2,83 euro per azione. Le consegne sono state pari a 3.366 unità, in calo del 3,7% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, segnalando una strategia che privilegia valore unitario e personalizzazione rispetto ai volumi.

La nuova guidance sosterrà il rialzo delle azioni Ferrari?

Alla luce di questi risultati, Ferrari ha rivisto al rialzo la guidance 2026: i ricavi sono ora attesi intorno a 7,6 miliardi di euro, rispetto a un precedente target di 7,5 miliardi, il floor dell’EPS adjusted è stato innalzato ad almeno 9,68 euro, l’obiettivo di EBITDA è stato portato a circa 2,97 miliardi e la guidance di free cash flow industriale minimo è stata aumentata a 1,55 miliardi di euro. Tali numeri riflettono una visibilità sugli ordini di modelli ad altissimo valore, incluse serie limitate come la F80 e nuovi modelli elettrici in pipeline, che vengono citati come driver strutturali di domanda e pricing power per i prossimi anni.

Fair value azioni Ferrari

Sul listino milanese, le azioni Ferrari scambiano intorno a 350 euro per azione, con una capitalizzazione di mercato di circa 67 miliardi di euro e una performance a dodici mesi negativa nell’ordine dell’8% dopo i massimi annui raggiunti a circa 492 euro nel 2025. I dati aggregati riportati da piattaforme come MarketScreener indicano per il 2026 ricavi nell’area di 7,5 – 7,6 miliardi di euro, EBITDA atteso intorno a 2,99 miliardi, P/E forward di circa 35,4x, EV/Fatturato forward a 8,93x e dividend yield stimato intorno all’1,1–1,3%. Questi dati confermano un profilo valutativo che incorpora un forte premio rispetto ai costruttori auto tradizionali.

Modelli di fair value basati su discounted cash flow e multipli comparabili convergono su valutazioni intrinseche superiori ai prezzi correnti di Borsa. Infatti, il titolo ha un valore intrinseco medio di circa 294 euro per azione, rispetto al prezzo intorno a 350 euro. Quindi il titolo scambierebbe con un premio del 18% rispetto al fair value.

Gli analisti credono nel rialzo delle azioni Ferrari?

Azioni

Quali sono le previsioni per le azioni Ferrari? Guardando al consenso degli analisti, il quadro che emerge è il seguente: un price target medio per le azioni Ferrari intorno a 384,18 euro per azione, pari a un potenziale upside nell’ordine del 9% rispetto ai corsi attuali, con 15 analisti su base recente che mantengono un rating complessivo di tipo “Buy”. All’interno di questa forchetta, Berenberg ha alzato il target a 384 euro confermando il giudizio Buy e Jeffries ha alzato il target da 350 euro a 380 euro.

Morgan Stanley e altre case sottolineano che la valutazione premium del titolo – in termini di multipli su utili e ricavi – è giustificata da una struttura di domanda più vicina al lusso hard luxury che al ciclo auto tradizionale, con una base clienti relativamente price ‑ insensitive e un portafoglio ordini che offre visibilità di medio periodo su mix e margini. In sintesi, il fair value di mercato per il titolo appare concentrato in un corridoio 370 – 380 euro per azione, con il consensus internazionale che implica ulteriori upside, ma in un contesto dove la capacità di Ferrari di continuare ad alzare guidance, gestire la transizione elettrica e difendere il brand sarà decisiva per la realizzazione del potenziale stimato.

Grafico Azioni Ferrari

Ecco di seguito un grafico delle azioni Ferrari su Borsa Italiana. Doppio minimo in area 270 dollari e la successiva ripartenza del titolo, con le azioni Ferrari tornate sopra i 350 dollari per azione.

grafico azioni ferrari

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito.

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Continuerà il ribasso delle azioni Stellantis? Analisi e target analisti https://www.investire-certificati.it/continuera-il-ribasso-delle-azioni-stellantis-analisi-e-target-analisti/ Thu, 23 Jul 2026 20:51:08 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=44547 Quali previsioni per le azioni Stellantis? Il settore automotive sta attraversando un periodo turbolento con le principali case automobilistiche che registrano risultati economici sotto le attese o negativi. La crisi del settore auto ha spinto un colosso come Volkswagen ad attuare un piano di licenziamenti record pari a circa 50.000 unità e a ridurre sensibilmente […]

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Quali previsioni per le azioni Stellantis? Il settore automotive sta attraversando un periodo turbolento con le principali case automobilistiche che registrano risultati economici sotto le attese o negativi. La crisi del settore auto ha spinto un colosso come Volkswagen ad attuare un piano di licenziamenti record pari a circa 50.000 unità e a ridurre sensibilmente le nuove uscite. In altre parole, il comparto automotive sta attraversando una fase di transizione complessa e il 2026 non si prefigura come un anno di forte ripresa, ma piuttosto di stabilizzazione con segnali contrastanti tra le diverse aree geografiche. Stellantis non esula certo da questo scenario, con il titolo della casa automobilistica italo francese che negli ultimi trenta mesi ha perso l’80% del suo valore.

Come sta andando il mercato auto in Europa

Il mercato europeo mostra segnali di debolezza persistente. Le vendite dovrebbero crescere solo tra lo 0% e il 2% annuo, un livello insufficiente a sostenere pienamente la capacità produttiva e gli investimenti industriali. La penetrazione dei marchi cinesi è uno degli elementi più critici: dal 7% del mercato europeo nel 2025, la quota potrebbe raggiungere la doppia cifra entro il 2026-2028. La transizione verso l’elettrico procede più lentamente del previsto, con una penetrazione di BEV, PHEV ed EREV stimata tra il 25% e il 30% nel 2026. Veniamo ora alle azioni Stellantis.

Le azioni Stellantis: analisi dei risultati di esercizio

Nel primo trimestre 2026 le azioni Stellantis hanno registrato un calo del 36% circa, che segue i ribassi del 2024 e 2025. Le motivazioni di questo calo sono da ricondursi alla notevole svalutazione sul comparto elettrico. Infatti, agli inizi di febbraio 2026 Stellantis ha registrato una svalutazione di 22 miliardi circa legata ad un forte ridimensionamento della strategia sull’elettrico. Il management aveva sovrastimato il ritmo della transizione energetica e compiuto errori di carattere strategico nel segmento EV.

Investire su azioni Stellantis e su Settore Automobilistico

Tale svalutazione non tardò a generare effetti sui mercati: il titolo perse più del 23% del suo valore in una sola seduta borsistica, trasformandosi in uno dei ribassi più marcati nella storia recente. Dopo il forte scivolone, la società guidata da Filosa sembra dare qualche segnale positivo. Secondo i dati di ACEA, Stellantis a giugno ha registrato un aumento del 5,3% rispetto allo stesso mese del 2025, anche se la quota di mercato è scesa al 13,6% dal 14,6% dell’anno precedente.

Tra i marchi del gruppo, Peugeot ha messo a segno una crescita del 4,6% nelle vendite, mentre Opel/Vauxhall ha segnato una flessione del 3,1%. DS ha visto le immatricolazioni diminuire dell’11%, in controtendenza con Citroën, che ha chiuso il mese con un incremento del 5,0%. Fiat ha registrato un aumento delle vendite di circa il 35%, mentre Jeep ha visto un calo dell’1,7%. Lancia/Chrysler ha segnato una flessione del 7,0% e Alfa Romeo ha ridotto le vendite del 17%.

Valore delle azioni Stellantis secondo gli analisti

Gli analisti guardano a Stellantis con un atteggiamento cautamente ottimista: il titolo è considerato sottovalutato rispetto ai fondamentali, ma il contesto operativo resta percepito come complesso e ancora in fase di assestamento dopo le maxi‑svalutazioni del 2025 e la sospensione del dividendo.

Il consensus di mercato indica un prezzo obiettivo medio a 12 mesi intorno a 6,95 euro, con un massimo stimato di circa 12,50 euro e un minimo di 4,0 euro. Con il titolo che negli ultimi giorni ha oscillato tra 4,93 – 5,30 euro, il target medio implica un potenziale di rialzo di circa il 30% – 40% rispetto ai livelli attuali, anche se ovviamente i rischi restano, considerando la volatilità del comparto.

La raccomandazione media è sostanzialmente “mantieni” (hold): non c’è un invito netto al “comprare”, ma neanche al “vendere”. Diversi broker hanno recentemente tagliato i target price (ad esempio Deutsche Bank a 5,50 euro, Citi a 7,20 euro, Equita a 6,40 euro) pur mantenendo rating neutri, citando un contesto macro ancora incerto, pressioni sui margini e dati di vendita negli USA meno convincenti del previsto.

Dall’altro lato, alcuni analisti vedono Stellantis come un’opportunità di valore in ottica di turnaround: dopo il “reset” strategico sull’elettrico e la focalizzazione su cassa e redditività, si aspettano un recupero progressivo nel 2026–2027, con margini e flussi di cassa in miglioramento. In quest’ottica, i livelli intorno ai 5 euro sono visti da parte del mercato come una zona di minimo del ciclo ribassista, da cui potrebbe partire un rimbalzo se il piano industriale (FaSTLAne 2030, razionalizzazione costi, nuovi lanci) verrà eseguito correttamente. Le previsioni per le azioni di Stellantis passano chiaramente da qui, oltre che dallo scenario generale.

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito.

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Azioni UniCredit sui massimi storici, dove potranno arrivare https://www.investire-certificati.it/azioni-unicredit-sui-massimi-storici-dove-potranno-arrivare/ Tue, 23 Jun 2026 13:26:41 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=44009 Azioni Unicredit Bank: quali previsioni e target per il titolo? Le azioni UniCredit hanno registrato nell’ultimo anno un rendimento del 44%, con un incremento che in cinque anni supera il 600% (senza contare i dividenti). Una conferma di quanto l’istituto italiano sia apprezzato dai mercati, anche alla luce delle operazioni straordinarie in corso. Il rendimento […]

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Azioni Unicredit Bank: quali previsioni e target per il titolo? Le azioni UniCredit hanno registrato nell’ultimo anno un rendimento del 44%, con un incremento che in cinque anni supera il 600% (senza contare i dividenti). Una conferma di quanto l’istituto italiano sia apprezzato dai mercati, anche alla luce delle operazioni straordinarie in corso. Il rendimento del titolo segue quello dell’indice Stoxx Banks, che nell’ultimo anno ha segnato un progresso del 48,50%, mentre lo sovraperforma su base cinque anni.

Il contesto bancario europeo, in particolare quello italiano, continua a esercitare una forte attrattiva sugli investitori, grazie alle operazioni di consolidamento in corso e al rialzo dei tassi BCE, che dovrebbe rafforzare i margini degli istituti di credito nella seconda parte del 2026.

Azioni UniCredit e l’impatto dell’operazione con Commerzbank

Unicredit in Borsa

L’operazione sotto i riflettori è il lancio dell’OPS su Commerzbank, di cui il governo tedesco detiene circa il 13% delle azioni. Da quando è stata lanciata l’operazione, nel marzo 2026, le azioni UniCredit sono balzate del 36%, registrando un nuovo massimo storico a 80,95 euro.

Attualmente ha aderito all’operazione il 12,41% del capitale di Commerzbank, per oltre 134 milioni di azioni. Considerando anche gli strumenti derivati dell’istituto italiano, la quota complessiva di azioni Commerzbank possedute sale al 55,6%. Se l’istituto otterrà le autorizzazioni regolamentari e convertirà gli strumenti derivati in partecipazioni azionarie, UniCredit avrebbe il controllo della governance di Commerzbank.

D’altro canto, il governo tedesco si è rifiutato di cedere la propria partecipazione in Commerzbank, ritenendo l’offerta attuale priva di un premio adeguato per gli azionisti e definendo aggressivo l’approccio di UniCredit. Il governo tedesco contesta inoltre l’uso dei derivati per distorcere la percezione del mercato sulla reale partecipazione di UniCredit nel capitale di Commerzbank e considera meno conveniente il concambio rispetto alla vendita delle stesse azioni sul mercato. Il 20 giugno è iniziata la seconda fase di adesione, che dovrebbe terminare il 3 luglio, con i dati finali attesi per l’8 luglio. Questa finestra temporale è dedicata a coloro che non hanno aderito nella prima fase.

Effetti del successo OPS sulle azioni UniCredit

Gli analisti ritengono che le azioni UniCredit possano beneficiare di una serie di elementi derivanti dall’operazione. La banca italiana entrerebbe in modo rilevante nel mercato tedesco, aumentando il proprio profilo dimensionale. Inoltre, ne beneficerebbe anche l’EPS, grazie alle possibili sinergie tra i due gruppi. Gli addetti ai lavori stimano sinergie pari a circa il 10% della base costi di Commerzbank e un incremento dell’utile per azione del 10% in uno scenario di integrazione ben riuscita.

L’integrazione con Commerzbank consentirebbe ad UniCredit di competere con i grandi player europei, soprattutto se le sovrapposizioni operative e commerciali venissero assorbite senza compromettere i ricavi. L’operazione non è esente da rischi, soprattutto sul piano operativo: integrazione IT complessa, possibile perdita di ricavi, costi di ristrutturazione e rischio di attrito con clienti e dipendenti di Commerzbank.

Analisi tecnica azioni UniCredit

grafico unicredit
Grafico settimanale azioni UniCredit, fonte Tradingview

Le azioni UniCredit, da luglio 2022, hanno avviato una forte bull run che ha portato il prezzo da € 8,00 agli attuali massimi storici. Dopo che la scorsa settimana UniCredit ha registrato un incremento dell’8%, l’inizio di questa settimana si muove in territorio negativo. Il prezzo, dai massimi di € 80,93, è arretrato probabilmente per una presa di profitto da parte degli investitori entrati nelle settimane precedenti.

Tecnicamente, l’attuale andamento di breve potrebbe configurare una pausa del trend rialzista, con ipotetico test del supporto a € 78,01. Alla rottura di questa soglia, si potrebbe ipotizzare una correzione fino a € 75, massimi registrati agli inizi di giugno. Una ripresa del trend di medio e lungo periodo acquisirebbe forza con la rottura decisa del massimo storico, segnalando al mercato che sul titolo la forza dei compratori è tornata più forte di prima.

Quali previsioni per le azioni di Unicredit?

Secondo le previsioni degli analisti (target price) raccolte da Market Watch il titolo è ancora interessante, con previsioni fra 72 e 100 euro per azione e un target prezzo medio di 84 euro, quindi circa 8 punti sopra i valori attuali.

Cosa muove il prezzo delle azioni della Banca? Il catalizzatore imminente per le quotazioni di UniCredit è la pubblicazione dei risultati riferiti al secondo trimestre 2026. Gli analisti stimano ricavi a 6,52 miliardi di euro, in riduzione del 5,08% rispetto ai risultati del primo trimestre, e un risultato netto pari a 2,74 miliardi di euro, inferiore del 14% rispetto all’utile del primo trimestre 2026.

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito.

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Previsioni azioni Micron e target price analisti https://www.investire-certificati.it/previsioni-azioni-micron-e-target-price-analisti/ Wed, 10 Jun 2026 15:56:58 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=43698 Azioni MICRON: dopo il rally cosa capiterà in borsa? Analisi e previsioni per Micron Technologies, colosso nel comparto semiconduttori? Il boom dell’intelligenza artificiale in questi ultimi anni, sta spingendo sempre di più i risultati delle società operanti nell’IA in senso stretto e quelle impegnate nella costruzione della relativa infrastruttura di supporto. Infatti, il settore tecnologico […]

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Azioni MICRON: dopo il rally cosa capiterà in borsa? Analisi e previsioni per Micron Technologies, colosso nel comparto semiconduttori?

Il boom dell’intelligenza artificiale in questi ultimi anni, sta spingendo sempre di più i risultati delle società operanti nell’IA in senso stretto e quelle impegnate nella costruzione della relativa infrastruttura di supporto. Infatti, il settore tecnologico negli ultimi tre anni ha registrato una performance di oltre il 120%, consentendo agli indici azionari americani di raggiungere nuovi massimi storici.

Tra le maggiori società impegnate nello sviluppo dell’infrastruttura IA, è da menzionare Micron Technologies. Le azioni Micron in cinque anni hanno totalizzando una performance monstre del 1.000% e gli analisti sono concordi sulle previsioni con buone possibilità per un ulteriore rialzo del prezzo nei prossimi anni, guidati dalla domanda IA e da venti più favorevoli nel contesto geopolitico. Chiaramente non mancano i rischi, trattandosi di un settore molto volatile.

Micron è tra le 10 società tech americane più capitalizzate, con una market cap superiore al trilione di dollari. L’azienda produce memorie e soluzioni di storage a semiconduttore, ovvero vende chip che servono a far funzionare PC, server, smartphone, auto, sistemi industriali e data center. I Principali acquirenti dei prodotti Micron sono le hyperscalers, cioè società come Alphabet e NVIDIA, impegnate nella costruzione di tutta la struttura per il funzionamento dell’IA.

Azioni Micron e l’attuale contesto economico

Il contesto macroeconomico generale risulta moderatamente favorevole per le azioni tecnologiche, spinte dalla corsa allo sviluppo IA, tra cui Micron risulta un attore fondamentale. Gli investimenti per lo sviluppo dell’IA del futuro procedono a pieno ritmo, nonostante le odierne tensioni geopolitiche: guerra tra USA e Iran, la guerra commerciale tra USA e Cina e il conflitto tra Russia e Ucraina. Nonostante l’attuale scenario generi nel breve termine elevata volatilità sui mercati, gli analisti stimano che gli investimenti nell’implementazione dell’infrastruttura IA siano destinati ancora ad aumentare e società come Micron possono beneficiarne in termini di risultati operativi.

I risultati del secondo trimestre guidano il rialzo delle azioni Micron

investire semiconduttori microchip

Da inizio 2026, le azioni Micron sono in rialzo del 220% grazie a risultati d’esercizio eccezionali, guidati dalla massiccia vendita di memorie ad elevata prestazione per alimentare i sistemi IA. Nel secondo trimestre fiscale 2026, Micron ha registrato ricavi 23,86 miliardi di dollari, in aumento del 196% rispetto al secondo trimestre 2025 e del 75% rispetto al trimestre precedente.

L’utile netto non-GAAP si attesta a 14,02 miliardi di dollari e il free cash flow rettificato registra un valore di 6,9 miliardi di dollari. Il motore principale di crescita è la domanda IA, spinta sia da DRAM che NAND. La componente DRAM ha generato 18,8 miliardi, pari al 79% del fatturato, con una crescita del 207% anno su anno e del 74% sul trimestre precedente. Seguono le memorie NAND, che rappresentano il 21% del fatturato della società, con una crescita del 169% YoY e dell’82% QoQ. Le business unit Cloud Memory, Data Center, Mobile and Client, Automotive and Embedded hanno generato rispettivamente 7,7 miliardi di dollari, 5,7 miliardi di dollari, 7,7 miliardi di dollari e 2,7 miliardi di dollari.

Guidance Q3 2026 favorevole per le azioni Micron

Dopo i risultati eccezionali registrati, il management di Micron prevede un terzo trimestre con risultati ancora in miglioramento. Micron stima ricavi a circa 33,5 miliardi di dollari, un margine lordo all’81% e un utile per azione non-GAAP di 19,15 dollari. Con queste previsioni, Micron prevede ricavi in crescita del 40% rispetto al trimestre precedente e del 260% rispetto al Q3 del 2025. Sugli utili, Micron prevede di crescere del 58% sul trimestre precedente e del 1.039% rispetto al terzo trimestre del 2025.

I numeri appena citati sono impressionanti, quasi da fantafinanza, ma la corsa per la costruzione dell’infrastruttura IA del futuro richiede ampie risorse ad elevato valore aggiunto e un’ingente programma di investimenti che Micron sta attuando in maniera massiccia per essere così profittevole e non perdere quote di mercato. I rischi non mancano, con la possibilità che in futuro vi siano ecosistemi legati all’intelligenza artificiale in grado di richiedere minore domanda di microchips, ma l’eventualità di questo scenario ovviamente la vedremo solo con il tempo.

SWOT Analysis azioni Micron

Punti di forza

Micron si è dimostrata una società forte dal punto di vista industriale e finanziario, nonostante la ciclicità a cui è esposto l’industria delle memorie. L’azienda sta beneficiando dell’elevata domanda IA, soprattutto nei data center, e questo sta dando potere di pricing, con elevata crescita dei margini e un flusso di cassa robusto.

Micron non può essere più considerata una società che fornisce memoria in senso tradizionale, ma vende soluzioni strategiche per l’ecosistema IA: HBM, DRAM avanzata e storage ad elevate prestazioni. Ciò le consente di posizionarsi meglio rispetto al passato catturando la domanda non solo dell’IA, ma anche quella dei PC, smartphone, cloud provider, automotive e, in futuro, robotica e sistemi embedded.

Punti di debolezza

Ovviamente il titolo non è esente da criticità, come tutte le aziende dell’industria delle memorie. Micron è un’azienda molto incentrata sulla fornitura di DRAM e NAND, cioè a segmenti di mercati estremamente volatili, oscillanti tra fasi di scarsità ed eccesso di offerta. Gli ingenti investimenti che sta sostenendo Micron, destinati ad aumentare nel 2027, sono un segnale di enorme forza, ma allo stesso tempo può rappresentare un fattore di debolezza: se il mercato dovesse normalizzarsi o avere un eccesso di offerta tale per cui si potrebbero avere pressioni ribassiste sui prezzi, i margini potrebbero ridursi notevolmente dagli attuali livelli.

Nonostante le criticità mostrate, Micron si posiziona bene nel mercato delle memorie del futuro in quanto gli sviluppi tecnologici delle stesse ne sta facendo salire il contenuto per server, PC e smartphone. Quindi questo fa si che la domanda di memoria non sia solo un fenomeno temporaneo, ma duraturo nel tempo. Inoltre, l’azienda sta lavorando su nuovi prodotti e su una maggiore capacità produttiva che la renderebbero più competitiva nel lungo termine e sostenerne la crescita. Da monitorare è se l’attuale scarsità di offerta durerà a lungo e quanto il mercato riuscirà ad assorbire la nuova capacità senza deprimere i prezzi.

Previsioni degli analisti sulle azioni Micron

Gli analisti del settore sono molto ottimisti sull’andamento del comparto generale e in particolare sulle azioni Micron. Secondo Marketscreener dei 45 analisti impegnati a studiare il titolo, 30 danno giudizio “BUY” ritenendo che la capacità produttive di Micron e le sue expertise la supportino nel fornire prodotti sempre più all’avanguardia per rispondere alle necessità di storage e velocità richieste alle memorie di ultima generazione. Gli altri giudizi sono riepilogati come segue:

  • 9 analisti: Giudizio “ACCUMULATE”;
  • 4 analisti: giudizio “HOLD”;
  • 1 analista: giudizio “SELL”
  • 1 analista: senza opinione.

Il target price degli addetti ai lavori oscilla tra $ 1.750,00 e $ 249,00, con un prezzo medio obiettivo di $ 739,48. Questo implicherebbe un downside rispetto all’attuale prezzo di mercato di circa il 21%.

Analisi Tecnica azioni Micron

Vediamo ora un grafico relativo alle azioni di Micron, quotata a Wall Street sul NASDAQ.

Grafico azioni Micron
Grafico giornaliero azioni Micron, fonte: tradingview

Nonostante la notizia da parte del CEO di NVIDIA Jensen Huang sul via libera alla fornitura di memorie HBM4 ad alta frequenza, Micron retrocede, in seguito ad un dato sul lavoro USA più forte del previsto e a prese di profitto da parte degli investitori dopo la ripresa del trend rialzista di maggio. Infatti, dal massimo storico registrato il 3 giugno a 1.089 dollari, le azioni Micron hanno fatto una repentina marcia indietro, perdendo circa il 16% nel giro di tre giorni.

L’area a 900 – 930 (zona rossa) dollari appare come primo supporto di medio, perche coincide con una zona di congestione registrata alla fine di maggio. La rottura di questo supporto potrebbe implicare un prezzo in direzione del gap registrato tra il 22 e il 26 maggio tra 830 e 770 dollari (zona arancione). Nel caso in cui l’area di supporto dovesse reggere, il momentum fortemente rialzista del titolo potrebbe spingere il prezzo verso i massimi del 3 giugno a 1.090 dollari, da considerare come soglia psicologica importante. L’eventuale rottura di questo massimo porterebbe il titolo in una zona inesplorata del prezzo.

Certificato su Micron e società dei semiconduttori

Ecco di seguito un articolo legato ad un certificato su azioni Micron e settore dei semiconduttori. Ha barriera capitale al 40% e cedolare al 50%, con rendimento potenziale in doppia cifra.

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito. Le informazioni qui riportate non costituiscono in alcun modo sollecito all’investimento finanziario. Rendimenti passati non sono indicativi di prestazioni future.

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Stellantis e Nexi: due certificates di Banco BPM per puntare su azioni reduci da ribassi https://www.investire-certificati.it/stellantis-e-nexi-due-certificates-di-banco-bpm-per-puntare-su-azioni-reduci-da-ribassi/ Wed, 06 May 2026 14:38:48 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=43172 Focus certificates – In borsa ci si interroga su quali azioni abbiano corso troppo e su quali possano salire ancora. Dibattito più che lecito, vista la crescente incertezza geopolitica, accompagnata da costanti record delle borse. Anche pensando alle tradizionali rotazioni settoriali della borsa, per chi volesse investire non sulle azioni protagoniste dei recenti rialzi ma […]

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Focus certificates – In borsa ci si interroga su quali azioni abbiano corso troppo e su quali possano salire ancora. Dibattito più che lecito, vista la crescente incertezza geopolitica, accompagnata da costanti record delle borse.

Anche pensando alle tradizionali rotazioni settoriali della borsa, per chi volesse investire non sulle azioni protagoniste dei recenti rialzi ma su titoli snobbati dai mercati in questi ultimi anni, troviamo due certificates, emessi da Banco BPM, che hanno per sottostanti Nexi (ISIN IT0005690240) e Stellantis (ISIN IT0005704926). Da notare come entrambi offrano un ampio cuscinetto proteggendo il capitale anche a fronte di ribassi del 40% dai prezzi attuali (oltre a 12 o 24 premi fissi in base al certificato). Scopriamo di più su questi prodotti.

Azioni Nexi e Stellantis: la luce in fondo al tunnel?

Fra gli elementi che accomuna queste due azioni troviamo i cali superiori al 70% dai massimi. Nexi nel 2021 era arrivata oltre quota 19 euro, Stellantis a inizio 2025 ne valeva oltre 27. Oggi valgono poco più di 4 euro (Nexi) e circa 6,50 euro (Stellantis).

Su entrambe, però, si vedono segnali potenzialmente incoraggianti. Nexi è reduce da un importante rimbalzo, che in questi ultimi mesi l’ha vista rimbalzare dai minimi in area 2,70, per tornare appunto oltre quota 4 euro (in attesa del ricco dividendo di maggio). Le azioni di Stellantis sembrano aver trovato validi supporti fra i 5,50 ed i 6 euro, mentre i numeri delle vendite mostrano segnali di ripresa.

Un certificato sulle azioni Nexi

Dal prezzo di strike Nexi è salita di circa il 10%. Nonostante ciò, il certificato ISIN IT0005690240 quota ancora intorno alla pari. Sono previsti 24 premi fissi, di cui 21 rimanenti (0,70% lordo mensile, pari all’8,40% annuo lordo), seguiti da un anno di premi condizionati a barriera 60% (2,24 euro). Da notare come dopo la recente salita la barriera disti circa 45 punti percentuali, in attesa del dividendo.

Un certificato sulle azioni Stellantis

Fra le emissioni di Aprile 2026, con i certificates di BPM con barriera capitale al 50%, troviamo il certificato ISIN IT0005704926. La recente discesa di Stellantis fa sì che quoti a sconto, in area 97, a fronte di una distanza da barriera capitale ancora superiore ai 40 punti percentuali (3,596 euro).

Il prodotto prevede 12 cedole fisse dello 0,95% lordo (ossia pagate indipendentemente dall’andamento del titolo) e altre 12 corrisposte se Stellantis non perde oltre il 40% dal prezzo iniziale (7,192 euro). Per l’investitore un cuscinetto, quindi, di oltre 11 punti percentuali di premi fissi e la possibilità di un ulteriore capital gain se a scadenza Stellantis varrà almeno il 50% dei prezzi iniziali.

Rischi dei certificates

Oltre alle prospettive di profitto ricordiamo anche i rischi. Se l’azione sottostante a scadenza sarà sotto barriera il rimborso sarà proporzionale con la discesa del titolo con una conseguente perdita. L’investitore è poi soggetto al rischio emittente, in questo caso Banco BPM, istituto bancario che gode di ottimi rating.

Messaggio promozionale con finalità di marketing – I certificati sono prodotti complessi. Il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, con tassazione al 26%Verificare di aver compreso il funzionamento dei certificati e i rischi associati all’investimento. Ricordiamo anche che con i certificates l’investitore è esposto al rischio emittente. Le cedole sono condizionate, nel caso in cui uno o più sottostanti si trovassero sotto barriera i premi non saranno pagati.

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Un certificato paga il 12% annuo se Stellantis… non fa +50% https://www.investire-certificati.it/un-certificato-paga-il-12-annuo-se-stellantis-non-fa-50/ Mon, 02 Mar 2026 09:47:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=41821 Arriva da Natixis un certificato di investimento reverse su Stellantis (ISIN IT0006773649): premi fino all’1% lordo mensile (12% annuo) se le azioni di Stellantis non salgono del 50% dai prezzi iniziali, un livello pari a 10,4115 euro Un certificato reverse (short) su azioni Stellantis Le azioni Stellantis sono il sottostante di oltre mille certificati di […]

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Arriva da Natixis un certificato di investimento reverse su Stellantis (ISIN IT0006773649): premi fino all’1% lordo mensile (12% annuo) se le azioni di Stellantis non salgono del 50% dai prezzi iniziali, un livello pari a 10,4115 euro

Un certificato reverse (short) su azioni Stellantis

Le azioni Stellantis sono il sottostante di oltre mille certificati di investimento su Borsa Italiana. In quasi tutti gli strike si trovano su valori più alti di quelli attuali, con gli investitori che vedono prezzi spot sotto la pari. In molti casi, poi, il titolo è sceso sotto barriera. Come ottenere un profitto in caso di altri ribassi o se anche il titolo si muovesse in laterale? Fra le nuove emissioni troviamo un certificato targato Natixis che ha la particolarità di avere un solo sottostante – appunto l’azione Stellantis – e di permettere all’investitore di ottenere un profitto a patto che il titolo non si apprezzi di oltre 50 punti percentuali.

Il prodotto – con ISIN IT0006773649 – prevede infatti premi mensili dell’1,00% lordo a condizione che le azioni Stellantis non salgano del 50% dai prezzi iniziali. Si tratta quindi di un certificato che offre un rendimento potenziale fino al 12% lordo annuo, con vita massima pari a due anni. Di fatto un prodotto che può supportare un investitore che si trovasse ad avere un’elevata esposizione long sul titolo (con una sorta di copertura parziale) o che volesse ottenere un profitto da eventuali ribassi o movimenti laterali delle azioni Stellantis.

  • Prezzo iniziale: 6,941 euro
  • Barriera cedolare: 150% 10,4115 euro
  • Effetto memoria delle cedole: sì
  • Barriera capitale al 150%: 10,4115 euro

Come funziona questo certificato reverse?

Dal sesto mese in poi è presente l’autocall con trigger al 100% dei prezzi iniziali. In caso di richiamo il certificato rimborsa tutte le cedole dovute con effetto memoria. Ricordiamo che diversamente da un normale certificato dove la soglia cedola è al 50-60%, in questo caso è al 150%, ossia su valori più alti dello strike iniziale. Non viene pagata oltre tale livello.

Se il prodotto arriva alla naturale scadenza (2 anni) il capitale è protetto a patto che le azioni Stellantis non si siano apprezzate di oltre 50 punti percentuali.

Nel caso in cui il titolo della casa automobilistica salisse di più di 50 punti percentuali si avrebbe un rimborso nominale pari al valore nominale del certificato (1000 euro) decurtato dell’incremento fatto registrare dalle azioni Stellantis.

A titolo esemplificativo:

se le azioni Stellantis restano stabili, scendono del 20%, scendono del 30%, salgono del 10% o salgono del 40% l’investitore gode della protezione del capitale ed ottiene un rendimento dell’1% lordo mensile. La protezione del capitale viene meno in caso di rialzi superiori al 50%: a fronte di un incremento del valore delle azioni del 60% si avrà una perdita di tale importo, mentre se il titolo dovesse raddoppiare (o più) il rimborso sarebbe pari a zero con una perdita totale.

Comunicazione promozionale – Questo documento è a solo scopo promozionale e non costituisce ricerca o consulenza all’investimento. Non costituisce neppure una raccomandazione per l’acquisto di strumenti finanziari né un’offerta o una sollecitazione di un’offerta Tutti i rendimenti indicati sono lordi secondo la misura della tassazione in vigore al momento dell’emissione. Gli strumenti finanziari descritti non sono prodotti semplici e il loro funzionamento può essere di difficile comprensione. I certificates sono anche soggetti al rischio emittente.

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Da Barclays un certificato sul settore difesa con protezione del capitale fino a ribassi del 60% https://www.investire-certificati.it/da-barclays-un-certificato-sul-settore-difesa-con-protezione-del-capitale-fino-a-ribassi-del-60/ Tue, 24 Feb 2026 09:33:59 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=41864 Investire su grandi nomi della difesa europea con cedole fino al 12% annuo Il certificato Autocallable Barrier Worst-of Phoenix Certificate con ISIN XS3263015581, emesso da Barclays Bank PLC, è uno strumento finanziario strutturato che offre cedole iniziali fisse e successivamente cedole condizionate con memoria. Le azioni sottostanti sono grandi nomi nel settore difesa, militare, aeronautica […]

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Investire su grandi nomi della difesa europea con cedole fino al 12% annuo

Il certificato Autocallable Barrier Worst-of Phoenix Certificate con ISIN XS3263015581, emesso da Barclays Bank PLC, è uno strumento finanziario strutturato che offre cedole iniziali fisse e successivamente cedole condizionate con memoria. Le azioni sottostanti sono grandi nomi nel settore difesa, militare, aeronautica e industria pesante.

Il rimborso del capitale dipende dalla performance del peggiore tra i quattro titoli azionari sottostanti, con una barriera capitale al 40% che protegge fino a crolli del 60%. La barriera per l’incasso delle cedole – salvo le prime tre che sono fisse – è al 50%.

Dati Principali del Prodotto

  • Emittente: Barclays Bank PLC
  • Tipologia: Autocallable Barrier Worst-of Phoenix Certificate
  • ISIN: XS3263015581
  • Valore nominale: 100 EUR
  • Data di emissione: 23 febbraio 2026
  • Data di valutazione iniziale: 23 febbraio 2026
  • Data di valutazione finale: 23 febbraio 2029
  • Scadenza: 2 marzo 2029
  • Mercato di quotazione: EuroTLX
  • Sottostanti: Leonardo, Fincantieri, Thyssenkrupp, Rheinmetall

Sottostanti – Azioni del settore difesa e militare

SocietàISINMercatoDescrizioneSettore
Leonardo S.p.A.IT0003856405MTAPrimario gruppo italiano attivo in difesa, aerospazio e sicurezzaDifesa/Aerospazio
Fincantieri S.p.A.IT0005599938MTAUno dei principali gruppi cantieristici al mondoCantieristica/Navale
Thyssenkrupp AGDE0007500001XetraConglomerato industriale tedesco attivo in acciaio, ingegneria e tecnologieIndustriale
Rheinmetall AGDE0007030009XetraLeader tedesco nella produzione di sistemi militari e automotiveDifesa/Industriale

Struttura delle Cedole

Cedole Fisse Iniziali

Fino al 1° giugno 2026, il certificato paga 1 euro per certificato a ogni data di pagamento, indipendentemente dall’andamento dei sottostanti. Nelle prime tre rilevazioni cedolari non è quindi presente barriera cedolare in quanto i premi sono fissi. Di fatto si può abbassare il prezzo di carico di tre punti percentuali nei primi tre mesi di vita.

Cedole Condizionate con Memoria

Dal 30 giugno 2026 in avanti:

  • Cedola: 1 euro per certificato (1% mensile)
  • Condizione: il worst-of deve essere ≥ 50% del livello iniziale
  • Effetto memoria: le cedole non pagate vengono accumulate e corrisposte alla prima data utile

Le date di osservazione e pagamento seguono il calendario riportato nel KID, con premi mensili fino all’1% lordo e un rendimento potenziale del 12% annuo.

Meccanismo Autocall

Il certificato può scadere anticipatamente, ma soltanto dal sesto mese di vita in poi.

  • Date di osservazione autocall: il 23 di ogni mese da agosto 2026 a febbraio 2029
  • Barriera autocall:
    • Prima osservazione: 100% del livello iniziale
    • Successivamente: decrescente di 1% al mese

Condizione di Autocall

Se il worst-of ≥ barriera autoccall, il certificato viene richiamato e l’investitore riceve:

  • 100 EUR per certificato
  • L’ultima cedola
  • Tutte le cedole in memoria

Rimborso a Scadenza

azioni settore difesa militare

Se il certificato non è stato richiamato anticipatamente sono possibili tre scenari. Nel caso in cui tutte le azioni valgano almeno il 50% dei prezzi iniziali il certificato rimborserà 100 più la cedola del periodo e ogni premio eventualmente portato a memoria.

Anche a fronte di cali superiori al 50%, ma inferiori al 60% si avrà la protezione del capitale, senza però incassare premi aggiuntivi (rimborso pari a 100 euro). Soltanto in caso di crolli superiori al 60% si avrebbe una partecipazione lineare ad eventuali ribassi dei sottostanti, con conseguente perdita pari al calo del worst of.

Calendario Cedole (sintesi)

Il KID riporta un calendario dettagliato. Alcune date chiave:

  • Cedole fisse: 30 marzo 2026, 30 aprile 2026, 1 giugno 2026
  • Prime cedole condizionate: 30 giugno 2026, 30 luglio 2026, 31 agosto 2026
  • Ultima osservazione cedola: 23 febbraio 2029
  • Scadenza: 2 marzo 2029

Profilo Rischio/Rendimento

Vantaggi

  • Cedole iniziali garantite
  • Cedole condizionate con effetto memoria
  • Possibilità di autocall anticipata
  • Barriera capitale relativamente profonda (40%)

Rischi

  • Rischio di perdita del capitale se il worst-of scende sotto il 40%
  • Rischio emittente (Barclays)
  • Rischio di liquidità sul mercato secondario
  • Struttura complessa

Conclusione

Il certificato XS3263015581 offre un mix di cedole fisse iniziali, cedole condizionate con effetto memoria e possibilità di rimborso anticipato tramite autocall. È adatto a investitori con una visione moderatamente positiva sul settore difesa/industriale europeo e con tolleranza a un rischio elevato.

La presenza di quattro sottostanti ciclici e volatili rende cruciale monitorare il worst-of, che determina sia il pagamento delle cedole sia il rimborso finale. Al tempo stesso la barriera capitale al 60% offre un importante margine protettivo per l’investitore, tutelandolo da ribassi a patto che non eccedano il 60% dai prezzi iniziali.

Comunicazione promozionale – Questo documento è a solo scopo promozionale e non costituisce ricerca o consulenza all’investimento. Non costituisce neppure una raccomandazione per l’acquisto di strumenti finanziari né un’offerta o una sollecitazione di un’offerta Tutti i rendimenti indicati sono lordi secondo la misura della tassazione in vigore al momento dell’emissione. Gli strumenti finanziari descritti non sono prodotti semplici e il loro funzionamento può essere di difficile comprensione. I certificates sono anche soggetti al rischio emittente. Questo certificato ha un grado di rischio pari a 6 in una scala da 1 a 7, secondo il KID.

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Gli investimenti IA e Data Center di STM daranno i loro frutti? https://www.investire-certificati.it/gli-investimenti-ia-e-data-center-di-stm-daranno-i-loro-frutti/ Fri, 20 Feb 2026 14:11:55 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=41778 Azioni STM: quali previsioni in borsa? Le proiezioni degli analisti su STMicroelectronics delineano un percorso di recupero significativo dopo la difficile fase ciclica 2024-2025, con aspettative di ripresa progressiva della redditività e dei margini operativi nel biennio 2026-2027. Il recupero prospettato tiene conto degli investimenti che STM sta effettuando ed effettuerà su IA e Data […]

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Azioni STM: quali previsioni in borsa? Le proiezioni degli analisti su STMicroelectronics delineano un percorso di recupero significativo dopo la difficile fase ciclica 2024-2025, con aspettative di ripresa progressiva della redditività e dei margini operativi nel biennio 2026-2027. Il recupero prospettato tiene conto degli investimenti che STM sta effettuando ed effettuerà su IA e Data Center.

Il contesto dei risultati 2025 e la base di partenza

L’anno fiscale 2025 si è chiuso con ricavi netti di 11,75 miliardi di dollari, in calo dell’11,06% rispetto ai 13,216 miliardi del 2024. Il deterioramento della redditività è stato più marcato: l’EBITDA è sceso a 2,364 miliardi (-30,71% anno su anno) con un margine contratto dal 25,71% al 20,03%.

L’EBIT ha registrato un crollo drammatico a 532 milioni di dollari rispetto ai 1,65 miliardi del 2024, con margine operativo sceso al 4,51% dal 12,45%. Questa compressione riflette gli oneri da sottoutilizzo della capacità produttiva, stimati in 420 – 440 punti base, causati dall’eccesso di scorte presso i clienti nei segmenti automotive e industrial.

Le aspettative per il 2026 di STM: il primo anno di ripresa

investire su semiconduttori e microchips

Gli analisti prevedono per STM per il 2026 un’inversione marcata, grazie agli investimenti IA e in data center, con ricavi stimati intorno ai 13 miliardi di dollari. La ripresa si distribuisce omogeneamente nell’anno: dal Q1 atteso a 2,92 miliardi fino a 3,53 miliardi nel Q4. La guidance ufficiale per il Q1 2026 prevede 3,04 miliardi, superiore al consensus e segnalando un momentum migliore del previsto.

Sul fronte redditività, il recupero sarà più pronunciato. L’EBITDA dovrebbe attestarsi a 3,15 miliardi con margine risalente al 31,02%. Il recupero più significativo riguarda l’EBIT, stimato a 1,14 miliardi contro i 532 milioni del 2025, con margine operativo nell’ordine dell’8%. Questo recupero sproporzionato riflette il miglioramento atteso dell’utilizzo della capacità produttiva e l’eliminazione degli oneri da sottoutilizzo.

Il 10 febbraio 2026, STMicroelectronics ha lanciato lo Stellar P3E, primo microcontrollore automotive al mondo con acceleratore di intelligenza artificiale embedded. Questo prodotto combina controllo ad alte prestazioni con IA in un dispositivo che soddisfa i massimi standard di sicurezza veicolare. L’annuncio ha rafforzato l’entusiasmo sulla capacità di STM di posizionarsi nell’elettrificazione e nell’IA automotive, con produzione prevista per il Q4 2026.

Investimenti IA e Data Center: Accordo STM con AWS

L’8 febbraio 2026, STMicroelectronics ha annunciato un ampliamento della collaborazione strategica con Amazon Web Services attraverso un’intesa commerciale pluriennale, che copre diverse categorie di prodotti. L’accordo stabilisce STM come fornitore strategico di tecnologie avanzate che AWS integrerà nella sua infrastruttura di calcolo per abilitare cloud e data center destinati all’intelligenza artificiale.

L’intesa consentirà ai clienti AWS di ottenere nuove istanze di calcolo ad alte prestazioni, costi operativi ridotti e la capacità di scalare carichi di lavoro ad alta intensità di calcolo con maggiore efficacia.

​Il modello finanziario 2027 e le prospettive di medio termine

Per il 2027, gli analisti, grazie ai continui investimenti in IA e data center, anticipano ulteriore accelerazione con ricavi previsti a sui 14 miliardi, avvicinandosi al modello finanziario intermedio comunicato nel novembre 2024. L’ambizione della società è di raggiungere 20 miliardi entro il 2030.

L’EBITDA 2027 è stimato a 3,88 miliardi, con margine al 26%, avvicinandosi ai livelli del periodo 2022-2023. L’EBIT dovrebbe raggiungere 1,85 miliardi, con margine operativo al 12,68%. Entro il 2027 STM recupererà circa il 60% del gap di margine operativo rispetto ai livelli pre-crisi, quando il margine EBIT era tra 26% e 27%.

​L’evoluzione trimestrale e la dinamica di recupero

Semiconduttori

Le stime trimestrali 2026 mostrano una progressione interessante: il Q1 è atteso in calo dell’8,7% sequenziale, ma la crescita anno su anno accelererà da -10,99% nel Q1 a +4,43% nel Q4. L’EBIT trimestrale viene stimato da 122,6 milioni nel Q1 a 402,5 milioni nel Q4, evidenziando recupero graduale dei margini.

Per il 2027, le stime mostrano normalizzazione con ricavi tra 3,11 e 3,75 miliardi per trimestre, mentre l’EBIT trimestrale si stabilizzerà tra 316 e 619 milioni, segnalando maggiore stabilità operativa.

Certificato su azioni STM

Ecco di seguito un articolo legato ad un certificato su azioni STM. Ha una barriera al 60%. Si tratta di un certificato con 18 premi fissi pari allo 0,75% lordo mensile (9% annuo e 13,50% di cedole garantite complessivo)

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito.

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Il 2026 sarà l’anno della ripresa per le azioni Salvatore Ferragamo? https://www.investire-certificati.it/il-2026-sara-lanno-della-ripresa-per-le-azioni-salvatore-ferragamo/ Sat, 14 Feb 2026 09:14:36 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=41576 Quali previsioni per le azioni Ferragamo? Il 2026 non è iniziato nel migliore dei modi per le azioni Salvatore Ferragamo (BIT: SFER), perdendo circa il 20% rispetto alla chiusura di dicembre 2025. Il titolo risente dell’attuale situazione geopolitica, che crea incertezza e difficoltà di pianificazione strategica. Inoltre, si aggiungono le difficoltà dell’industria dei beni di […]

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Quali previsioni per le azioni Ferragamo? Il 2026 non è iniziato nel migliore dei modi per le azioni Salvatore Ferragamo (BIT: SFER), perdendo circa il 20% rispetto alla chiusura di dicembre 2025. Il titolo risente dell’attuale situazione geopolitica, che crea incertezza e difficoltà di pianificazione strategica. Inoltre, si aggiungono le difficoltà dell’industria dei beni di lusso, che risente del rallentamento della domanda e della concorrenza del low-cost cinese.

In questo articolo andremo ad analizzare le tendenze dell’industria del lusso, con focus su prospettive future dell’industria, e le prospettive di crescita delle azioni Salvatore Ferragamo.

Le azioni Salvatore Ferragamo navigano in un’industria tendenzialmente stabile

CERTIFICATI DI INVESTIMENTO

L’industria d’interesse delle azioni Salvatore Ferragamo registra una fase di rallentamento e normalizzazione con vendite in calo tra il 2% e il 5% secondo le rilevazioni di Altagamma. Il comparto ha perso circa 70 milioni di clienti dal 2022 al 2025 e l’engagement sui social ha registrato una mega-contrazione del 40%. Dal punto di vista geografico il rallentamento più pronunciato si registra negli USA e in Cina.

Nonostante un 2025 in contrazione gli analisti di Mordor intelligence stimano una ripresa dell’industria nel 2026, da un valore di mercato che passa da 138,64 miliardi di dollari a 144,77 miliardi di dollari (+4,42%). Secondo Mordor, il CAGR dell’industria si attesterebbe al 4,42% tra il 2026 e il 2031. Questa solidità settoriale è trainata dalla tendenza dei consumatori verso investimenti in lavorazioni artigianali eccellenti, filiere produttive trasparenti e percorsi d’acquisto coinvolgenti e multi-sfaccettati. Elementi come l’emergere di certificazioni digitali basate su blockchain per i prodotti, il rilancio del commercio duty-free legato ai viaggi e l’ibridazione tra moda streetwear e estetica classica stanno estendendo gli orizzonti del mercato.

Parallelamente, il giro di vite normativo in materia di sostenibilità sta innalzando i requisiti gestionali, consolidando il vantaggio competitivo in termini di pricing per i brand già orientati a produzioni monitorabili e a scala ridotta.

Per il mondo della moda e lusso le logiche concorrenziali sono in mutazione, mosse dall’adozione di tecnologie avanzate, da operazioni di aggregazione mirate e da strategie distributive integrate su più canali. I grandi gruppi del lusso stanno impiegando algoritmi di intelligenza artificiale predittiva per raffinare la gestione delle scorte e stanno diffondendo etichette NFC per assicurare controlli di autenticità direttamente in negozio.

Analisi fondamentale azioni Salvatore Ferragamo

Bilancio di Leonteq - Utili in Crescita nel 2022

Analizzando le principali metriche finanziarie, il ribasso delle azioni Salvatore Ferragamo trova riflesso negli indici finanziari. Gli indici di redditività si Ferragamo registrano valori ampiamente inferiori rispetto alle aziende comparabili. Il ROE dell’azienda si attesta su -20,11% rispetto al riferimento medio industriale del 17,29%. Il ROIC registra un -6,6% rispetto alla media industriale del 3,6% e il ROA una percentuale negativa dell’8% rispetto alla media settoriale dell’1,7%.

Dai numeri emerge una situazione reddituale negativa per le azioni Salvatore Ferragamo, influenzata da un indice rotazionale del magazzino molto basso rispetto ai competitor (1x rispetto al 1,66x dell’industria), e da risultati economici negativi. Anche l’indebitamento di Ferragamo pesa sui risultati economici, con un debt/equity del 117% rispetto alla media industriale del 64%.

Nonostante i risultati negativi, le principali istituzioni finanziarie hanno giudizi misti rispetto al fair value delle azioni Salvatore Ferragamo. Gli analisti di Citigroup hanno prodotto un downgrade del target da 8,07 euro a 7,10 euro, lasciando invariato il giudizio “HOLD”. UBS a gennaio ha ridotto leggermente la stima sul valore delle azioni da 8,00 euro a 7,50 euro e dando nuovamente giudizio “HOLD”. Di diversa opinione gli analisti di Barclays, che hanno abbassato il giudizio da “HOLD” a “SELL” e ridotto il target price da 5,10 euro a 4,90 euro.

Analisi tecnica azioni Salvatore Ferragamo

Andamento settimanale azioni Salvatore Ferragamo, fonte: Tradingview

Le azioni Salvatore Ferragamo stanno subendo le conseguenze dei risultati di esercizio degli ultimi anni, con un trend ribassista. Il titolo è passato dai massimi del 2022 a 23,26 euro agli attuali 6,70 euro, registrando una performance intorno a -70%.

Dalla metà del 2025 il prezzo sta mostrando una leggera forza, rompendo al rialzo la media a 200 periodi e ritestandola nelle ultime settimane. Dalle ultime candele settimanali, gli acquirenti stanno mostrando forza, lo si può vedere dalla candela della settimana precedente.

Prima di vedere un’inversione di tendenza di medio-lungo termine, potrebbe essere necessario attendere che la società ritorni agli utili e quindi mostri una situazione reddituale in ripresa. Inoltre, il prezzo dovrebbe rompere la soglia psicologica degli 8,00 euro per mostrare ulteriore forza rialzista sul titolo.

Un certificato per investire sul settore moda e lusso

Ecco di seguito un articolo legato ad un certificato su azioni Salvatore Ferragamo e industria del lusso. Ha una barriera capitale al 45% e cedolare al 50%, con rendimento potenziale in doppia cifra: cedole condizionate dell’1% lordo mensile ed un prezzo di acquisto sotto la pari

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito.

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Come sarà il 2026 per le azioni Kering? https://www.investire-certificati.it/come-sara-il-2026-per-le-azioni-kering/ Tue, 03 Feb 2026 21:06:38 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=41480 Focus su analisi e previsioni per le azioni Kering – Le azioni Kering (ENXTPA: KER) hanno registrato dai massimi del 2021 una discesa importante. Il ribasso di lungo termine dipende da una serie di fattori. Tra questi abbiamo il declino commerciale di Gucci (>50% dei ricavi), il calo della domanda dei beni di lusso da […]

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Focus su analisi e previsioni per le azioni Kering – Le azioni Kering (ENXTPA: KER) hanno registrato dai massimi del 2021 una discesa importante. Il ribasso di lungo termine dipende da una serie di fattori. Tra questi abbiamo il declino commerciale di Gucci (>50% dei ricavi), il calo della domanda dei beni di lusso da parte dei consumatori cinesi e l’incremento dell’indebitamento. Inoltre, il declino della quotazione è dovuto ad una serie di scelte strategiche nella gestione del flagship brand. Pesano anche le incertezze sul tema dazi.

In questo articolo andiamo ad analizzare le azioni Kering, in modo da avere un’idea più chiara dell’attuale andamento economico-finanziario. Concentreremo l’attenzione anche sulle stime degli analisti sul mercato del lusso globale.

Azioni Kering, il settore del lusso può crescere nel 2026?

investire su moda e lusso

Il 2025 è stato caratterizzato da una sostanziale stagnazione del mercato del lusso a livello globale (crescita prossima allo 0% a tassi di cambio costanti). Tuttavia, i segnali dal Q4 2025 e dalle proiezioni analitiche per il 2026 suggeriscono un’inversione di trend. JPMorgan, HSBC e Bloomberg Intelligence tutti indicano aspettative di ritorno alla crescita nel 2026, la prima volta in due anni.

Questo cambio di sentiment è supportato da evidenze empiriche dai leader del settore. LVMH ha registrato una sorprendente ripresa nel Q3 2025 (inclusa la Cina), Richemont ha battuto consensus nel Q4 2025, e Brunello Cucinelli ha riportato +11.5% di crescita nelle vendite 2025.

Cina come volano di crescita per le azioni Kering

La Cina rappresenta approssimativamente il 25-29% dei ricavi globali del lusso e rimane il mercato più critico per il turnaround di Kering. Le stime per il recupero della Cina nel 2026 variano significativamente in base alla fonte, ma converge un’opinione: il 2025 è stato un anno di “recalibration“, con il 2026 che offre una finestra di stabilizzazione e modesta crescita.

Bain & Company hanno registrato un calo del mercato del lusso personale in Cina  fino al 5% nel 2025, una significativa decelerazione rispetto al crollo -17% a -25% del 2024. La previsione per il 2026 è una “modesta crescita”, sebbene gli analisti di Bain richiamino alla cautela in quanto il recupero rimane fragile.

Qual è il futuro delle azioni Kering

Lusso

La timida ripresa delle quotazioni di Kering potrebbe essere sostenuta dal consensus positivo degli analisti per i prossimi anni. Sebbene gli analisti si aspettino una riduzione dei ricavi per l’intero anno 2025, per gli anni 2026 e 2027 gli stessi prevedono una crescita del fatturato rispettivamente del 3% e del 7%. Le stime si basano sui potenziali effetti del piano strategico del nuovo CEO di Kering, Luca de Meo.

Il piano prevede una profonda ristrutturazione della società con sede a Parigi. Tra i punti del piano strategico, de Meo intende chiudere più di 80 punti vendita fino al 2027. Questa strategia potrebbe portare ad un risparmio di costi fissi di circa 100 milioni annuali. Il CEO di Kering intende anche aumentare i prezzi sui brand ad elevato valore aggiunto, come Gucci e Yves Saint Laurent. Contemporaneamente, si propone di ridurre la dipendenza da Gucci del fatturato societario, in modo da diversificare le entrate societarie. La diversificazione dei ricavi dovrebbe avvenire mediante investimenti negli altri marchi della società, come Balenciaga. Bottega Veneta e Yves Saint Laurent.

Analisi tecnica azioni Kering

grafico azioni kering
Grafico settimanale azioni Kering, fonte: tradingview

Come ampiamente esposto prima, le azioni Kering hanno subito una drastica discesa dal 2021. Complice della tendenza ribassista l’andamento negativo del marchio Gucci e la riduzione della domanda cinese di beni di lusso. Nonostante il trend sia chiaramente ribassista, si intravedono dei segni di ripresa.

Ad aprile 2025, il titolo ha rimbalzato su un supporto chiave a € 150,00, livello di prezzo su cui si sono concentrati nel 2016 gli investitori e valore da cui è partito un forte trend rialzista. La trendline dinamica è stata rotta al rialzo a settembre, spingendo il prezzo sui massimi toccati già a luglio 2024. Attualmente il ritracciamento si posiziona nella zona 38.2%-61.8% di Fibonacci del movimento rialzista partito ad aprile 2025.

La volatilità sul prezzo di Kering, dovuta anche alla prossima uscita degli utili 2025 il 10 febbraio, potrebbe portare il prezzo ad ulteriori ribassi rispetto alla quotazione attuale. Per capire se questo ritracciamento sia il preludio di una ripresa delle quotazioni, il test della media a 200 periodi potrebbe essere importante, ma per avere una ripresa sostenuta, la quotazione dovrebbe rompere con forza i massimi registrati a ottobre 2025.

Certificati su Kering e azioni lusso

Ecco di seguito un articolo legato ad un certificato su azioni Kering e settore del lusso, con barriera capitale al 45% e cedolare al 50%. Il prodotto prevede premi fino al 12% annuo lordo ed ha una barriera capitale al 45% ed una cedolare al 50%. Le azioni da seguire sono Kering, Ferragamo e Burberry.

Approfondimento – Focus sul certificato ISIN XS3230830021 – Barriera capitale 45% sulle azioni di Salvatore Ferragamo, Burberry e Kering

Fra i certificates che hanno per sottostanti le azioni Kering – oltre ad altri titoli azionari – troviamo anche il “fast” ISIN XS3239739546, con barriera capitale, cedolare al 60% e la presenza dell’airbag. Abbiamo analizzato questo certificato nell’articolo tematico: Fast Certificates con Airbag – Cedola mensile fino all’1,35%. Un prodotto che ha una vita relativamente breve massimo un anno e mezzo, con possibilità di richiamo già dal secondo mese di vita e autocall che parte subito dal 95%.

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito.

L'articolo Come sarà il 2026 per le azioni Kering? proviene da Investire-Certificati.it.

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