settore energetico Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/tag/settore-energetico/ I migliori certificati di investimento li trovi su investire-certificati.it Thu, 15 Jan 2026 16:42:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.5 https://www.investire-certificati.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-android-chrome-192x192-1-32x32.png settore energetico Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/tag/settore-energetico/ 32 32 Qual è il fair value delle azioni ENI? Ecco i target degli analisti https://www.investire-certificati.it/qual-e-il-fair-value-delle-azioni-eni-ecco-i-target-degli-analisti/ Thu, 15 Jan 2026 16:42:39 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=41120 Le azioni ENI arrivano a inizio 2026 con una valutazione sostenuta da utili ancora robusti, forte generazione di cassa e una politica di remunerazione molto generosa. Non è esente da rischi legati a petrolio, gas e alla credibilità del percorso di transizione energetica. Negli ultimi mesi il titolo ha mostrato una performance positiva e una […]

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Le azioni ENI arrivano a inizio 2026 con una valutazione sostenuta da utili ancora robusti, forte generazione di cassa e una politica di remunerazione molto generosa. Non è esente da rischi legati a petrolio, gas e alla credibilità del percorso di transizione energetica. Negli ultimi mesi il titolo ha mostrato una performance positiva e una capitalizzazione prossima a 50 miliardi di euro, inserendosi tra i principali campioni dell’energia europei.

​Azioni ENI: prezzo recente e performance

Attualmente il titolo ENI quota in area 16 euro, con scambi nel range 15,66– 16,75 euro in questi primi 15 giorni dell’anno. Sull’ultimo semestre, la performance è stata positiva con un rialzo di circa il 13%, mentre su base annua l’apprezzamento supera il 16%. Ricchi anche i dividendi staccati da ENI.

Cosa ci dicono i bilanci ENI? ​​Nel terzo trimestre 2025 ENI ha battuto le attese, con ricavi per circa 20,2 miliardi di dollari, superiori alle stime e in crescita rispetto alle aspettative del consensus. L’EPS del trimestre ha superato le previsioni di oltre il 25%, mentre il pro forma adjusted EBIT ha raggiunto circa 3 miliardi di euro, in aumento del 12% rispetto al trimestre precedente nonostante un contesto di prezzi del greggio più deboli.

​Sui primi nove mesi del 2025 l’azienda ha comunque registrato un EBIT pro forma in calo anno su anno, riflettendo la normalizzazione dei prezzi energetici rispetto ai picchi degli anni precedenti, ma mantenendo una solida redditività e una robusta generazione di cassa operativa. Parte di questa cassa è stata destinata a buyback, con riacquisti di azioni proprie anche tra fine 2025 e inizio 2026 a prezzi medi intorno a 16,1 euro, a sostegno dell’utile per azione.

​Opportunità per le azioni ENI

Per le azioni ENI è utile conoscere quali sono le principali opportunità che può sfruttare per accrescere il proprio valore. Sicuramente il processo di transizione energetica rappresenta un driver di crescita importante.

Certificates su Eni

ENI ha definito un piano di lungo termine verso la neutralità carbonica al 2050, con target di riduzione delle emissioni scope 1, 2 e 3 e un progressivo spostamento verso prodotti decarbonizzati. La società punta a 60 GW di capacità rinnovabile installata entro il 2050, con investimenti in eolico, solare, bioenergie e progetti di cattura e stoccaggio della CO₂ (CCUS).

​Le opportunità per ENI arrivano anche dalla crescita delle attività “transition” (Plenitude, Enilive). Infatti, nel Q3 2025 il business ha registrato un forte aumento della capacità rinnovabile (+55% anno su anno a 4,8 GW) e un miglioramento della redditività nei biocarburanti, che nel medio periodo potrebbe ridurre la dipendenza dai margini upstream.

Inoltre, ENI presenta una politica di remunerazione molto attraente. I dividendi elevati e buyback ricorrenti aumentano l’appeal per gli investitori orientati al cash return, supportando il prezzo del titolo anche in fasi di volatilità dei prezzi energetici.

​Rischi principali per le azioni ENI

certificates Eni

Anche sulle azioni ENI pendono rischi importanti da monitorare con attenzione. Nonostante il percorso di transizione, una quota rilevante dell’EBIT deriva ancora dall’upstream, quindi utili e flussi di cassa restano sensibili a prezzo del petrolio e del gas, ciclicità globale e tensioni geopolitiche. Un contesto prolungato di prezzi bassi delle materie prime o recessione globale potrebbe comprimere margini e rallentare il piano di investimenti verdi.

Altra componente di rischio da osservare è il rischio di migrazione ad un sistema produttivo green. La sfida è trasformare una major fossile in un gruppo energetico integrato a basse emissioni senza distruggere valore per l’azionista. Ritardi nei progetti rinnovabili, extra costi regolamentari o concorrenza aggressiva da parte di altri big oil già molto esposti alle rinnovabili (come BP e Shell) potrebbero ridurre la capacità di ENI di mantenere risultati soddisfacenti.

​​Analisi tecnica azioni ENI

Grafico prezzo azioni ENI, fonte: Tradingview

Le azioni ENI stanno rallentando dopo il rally rialzista partito ad aprile 2025. Dopo il crollo dato dal Liberation Day di Trump, il prezzo ha raggiunto area 16,55 – 16,75 euro, livelli registrati nel 2018. Ciò ha causato una compressione della quotazione tra 15,86 e 16,65. Complice della lateralizzazione sono le incertezze geopolitiche legate all’invasione del Venezuela e successivo arresto di Maduro, al conflitto Russia-Ucraina e lo scontro commerciale tra USA e Cina.

La ripresa del rally si potrebbe avere con una rottura decisa a livello settimanale di 16,30 euro, ma una rottura al ribasso del range a 15,85 e 15,38 euro può segnalare debolezza del trend rialzista di breve. Jeffries e Barclays danno giudizio BUY sul titolo con un target price rispettivamente di 19,50 euro e 20 euro. Di parere diverso Morgan Stanley, con un giudizio HOLD e target price di 16 euro.

Certificati su ENI e azioni energetiche

Ecco di seguito un articolo legato ad azioni ENI e settore energetico. Ha una barriera al 60% sia per le cedole che per la protezione del capitale, con rendimento potenziale in doppia cifra. Il prodotto, emesso da Barclays su Borsa Italiana, paga infatti cedole condizionate fino allo 0,88% lordo su base annua.

Messaggio promozionale – Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito.

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Analisi Settore Energetico e Petrolifero https://www.investire-certificati.it/analisi-settore-energetico-e-petrolifero/ Mon, 26 Jul 2021 13:26:57 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=16471 Analisi sul settore dell’energia e del petrolio a cura di SPDR ETFs Con molti paesi che si stanno ancora liberando dai vincoli del COVID, vediamo opportunità nel settore energetico in tutte le esposizioni a livello mondiale, statunitense ed europeo. I timori per le nuove varianti e gli eventuali ritardi nella consegna dei vaccini potrebbero fornire […]

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Analisi sul settore dell’energia e del petrolio a cura di SPDR ETFs

Con molti paesi che si stanno ancora liberando dai vincoli del COVID, vediamo opportunità nel settore energetico in tutte le esposizioni a livello mondiale, statunitense ed europeo. I timori per le nuove varianti e gli eventuali ritardi nella consegna dei vaccini potrebbero fornire opportunità di acquisto negli investimenti ciclici e value. Infatti il miglioramento degli utili ha reso le valutazioni relative più interessanti e molti investitori sono ancora sottopesati.

Conviene investire su settore energetico?

La crescita potrebbe essere all’apice, ma il ciclo ha gambe. Gli acquisti di titoli legati alla reflazione sono rallentati perché gli investitori ritengono che le cause attuali alla base dell’inflazione siano transitorie. In sintesi, la crescita potrebbe essere al suo apice. Tuttavia crediamo che sia troppo presto per tirare le somme, dato che alcune aree dell’economia stanno ancora uscendo dai lockdown.

Le preoccupazioni per le nuove varianti e gli eventuali ritardi nella consegna dei vaccini offriranno opportunità di acquisto negli investimenti ciclici e value, dove il miglioramento degli utili ha fatto apparire le valutazioni più attraenti e su cui molti investitori sono ancora sottopesati.

In linea con questo punto di vista, l’energia è uno dei nostri Sector Picks nel Q3 Sector & Equity Compass. Vediamo opportunità in questo settore attraverso esposizioni mondiali, statunitensi ed europee.

Analisi settore energetico e petrolifero

Procediamo con un’analisi del settore energetico e petrolifero.

I dati del Sector & Equity Compass mostrano quanto sia stata solida la performance relativa del settore energetico nel Q2, così come nel Q1, e come sia in cima alle classifiche in termini di flussi negli ETF settoriali e nei singoli titoli da parte degli investitori istituzionali. I dati relativi alle masse in custodia di State Street rivelano anche la significativa posizione di sottopeso degli investitori istituzionali.

Nella prima metà del 2021, il settore energetico statunitense ha prodotto una performance pari al 42%* (con gli indici MSCI World Energy e MSCI Europe Energy in crescita rispettivamente del 30% e del 17%) grazie al miglioramento delle prospettive per i prodotti petroliferi e del gas e alla capacità di trasferire i prezzi più elevati delle materie prime. L’andamento dei prezzi, degli utili e del P/E per il settore in Europa è evidente dalla figura 1 qui sotto.

Figure 1: European Energy – Price, Earnings, P/E settore energetico e petrolifero

Proseguiamo l’analisi sul comparto energetico e petrolifero.

I significativi guadagni di prezzo sono arrivati nonostante il rafforzamento dell’opposizione ai combustibili fossili. Governi, tribunali, azionisti e attivisti si sono tutti schierati contro i produttori di petrolio e gas, cercando di limitare la loro produzione e, in definitiva, le emissioni. Persino l’AIE (Agenzia Internazionale dell’Energia), un’autorità leader nel settore, lo scorso trimestre ha evidenziato la necessità di smettere di aprire nuovi campi petroliferi. Ha anche affermato di eliminare gradualmente le centrali elettriche alimentate a petrolio nella transizione verso zero emissioni.

Transizione energetica

C’è una strada lunga e costosa da percorrere verso la transizione energetica, ma questo è ora più evidente agli investitori, è riflesso nelle valutazioni ed è sempre più parte dei piani di gestione delle aziende. Senza dubbio sentiremo parlare di più delle compagnie del settore oil & gas, che dovranno affrontare la riduzione delle emissioni di carbonio e questo potrebbe portare loro il sostegno degli investitori che finora hanno evitato il settore per motivi ambientali.

Analisi azioni petrolifere

Analisi settore energetico e petrolifero: i prezzi delle azioni del settore energia sono in ritardo rispetto alla curva dei prezzi del petrolio greggio

L’anno scorso, l’alleanza OPEC+ ha salvato l’industria petrolifera globale dalle devastazioni della pandemia concordando grandi tagli alla produzione. Tuttavia questo quadro sembra destinato a cambiare in quanto i grandi produttori di petrolio hanno appena concordato un aumento della produzione da agosto. Il nuovo accordo fa venir meno l’elevata incertezza sull’offerta di greggio e il modesto aumento non sembra avere un impatto sulle previsioni di prezzo dei broker per il petrolio.

Previsioni sul Prezzo del Petrolio
Prezzo del Petrolio in ripresa

I futures sul Brent sono ora scambiati a 71 dollari al barile, non lontano dai massimi di quest’anno (con un minimo di 51 dollari). Questo prezzo riflette la continua riduzione dell’offerta di petrolio e i livelli bassi delle scorte (in particolare negli Stati Uniti). In concomitanza con la ridotta offerta vi è il considerevole aumento della domanda causato dalla riapertura delle economie in tutto il mondo. La fiducia post campagne vaccinali ha visto aumentare la mobilità della popolazione, e quindi anche le richieste per servizi di trasporto, la ripresa della produzione industriale e la domanda di materie prime.

Gli elevati prezzi del greggio dovrebbero continuare a sostenere i prezzi delle azioni del settore energetico. Ulteriori spinte potrebbero venire da un incremento dei dividendi (ridotti durante la pandemia per conservare la liquidità) e da possibili piani di buyback.

Una scelta regionale

I titoli del settore energetico sono altamente correlati, rispondendo in modo simile ai movimenti del mercato e rendendo gli ETF settoriali un veicolo d’investimento efficace. Data la portata internazionale del settore e l’importanza del prezzo del petrolio, i rendimenti in USD sono simili, ma ci sono differenze a livello regionale.

Il settore statunitense energetico e petrolifero ha un’elevata esposizione alle attività di produzione e esplorazione upstream. Queste hanno una maggiore leva operativa sui prezzi del greggio. Comprende anche molte grandi società di attrezzature e servizi che potrebbero beneficiare di una ripresa in una fase successiva, dopo un ritorno degli investimenti in conto capitale.

Il settore energetico in Europa è molto concentrato con solo 12 titoli, guidati da ex campioni nazionali che erano ben noti per i loro dividendi, dividendi che sono stati però ridotti lo scorso anno. L’ammontare dei dividendi del settore energetico e petrolifero dovrebbe migliorare significativamente quest’anno. Le società europee di esplorazione e produzione sembrano essere più pragmatiche sulla necessità di cambiare le loro attività operative per ridurre le emissioni di carbonio e mostrano una transizione più rapida.

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Come investire su sul settore energetico e petrolifero con ETF

Gli investitori che desiderano investire nel settore energetico potrebbero farlo con i seguenti SPDR ETF:

SPDR MSCI World Energy UCITS ETF 

SPDR S&P U.S. Energy Select Sector UCITS ETF 

SPDR MSCI Europe Energy UCITS ETF 

La presente analisi non costituisce in alcun modo sollecito all’investimento

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