oro Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/tag/oro/ I migliori certificati di investimento li trovi su investire-certificati.it Mon, 02 Feb 2026 12:42:48 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.5 https://www.investire-certificati.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-android-chrome-192x192-1-32x32.png oro Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/tag/oro/ 32 32 Prezzo Oro e Argento – Cosa capita dopo il Crollo in Borsa? https://www.investire-certificati.it/prezzo-oro-e-argento-cosa-capita-dopo-il-crollo-in-borsa/ Sun, 01 Feb 2026 16:19:33 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=41465 Focus sui metalli preziosi: oro, argento, ma anche platino e palladio. L’intero comparto, dopo tanti record, è sceso bruscamente sul finire della scorsa settimana. Crollo Argento Il prezzo dell’argento è crollato venerdì scorso. Dopo una lunga serie di record, che lo avevano portato a valere il quadruplo in poco più di un anno, è arrivato […]

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Focus sui metalli preziosi: oro, argento, ma anche platino e palladio. L’intero comparto, dopo tanti record, è sceso bruscamente sul finire della scorsa settimana.

Crollo Argento

Il prezzo dell’argento è crollato venerdì scorso. Dopo una lunga serie di record, che lo avevano portato a valere il quadruplo in poco più di un anno, è arrivato un tonfo epocale. Il prezzo dell’argento dai massimi a 120 dollari per oncia è crollato rapidamente fino a dei minimi in area 73 dollari per oncia. Da qui è partito un tentativo di rimbalzo, con un recupero di una decina di dollari a 83-84 $/oncia.

Prezzo oro

Scenario simile, seppur con oscillazioni decisamente inferiori, per il prezzo dell’oro. Il metallo giallo dopo aver toccato dei massimi oltre quota 5.500 euro è sceso di quasi 15 punti percentuali, arrivando in area 4.800 dollari per oncia. Un tonfo notevole, arrivato dopo la notizia dell’annuncio di Warsh come prossimo presidente della Federal Reserve (in attesa di conferma da parte del Senato americano).

Quanto vale un’oncia d’oro?

Quanto valgono oro e argento dopo i recenti scossoni di borsa? Al momento un’oncia di oro vale circa 4.800 dollari. Vale la pena ricordare che un’oncia troy equivale a 31,10 grammi e quindi il prezzo in dollari al grammo per il metallo prezioso è d circa 157 dollari.

Contestualmente, un grammo di oro vale circa 133-134 euro, mentre un chilogrammo circa 133.500 euro. E quanto vale un’oncia di argento? Il prezzo in dollari naviga fra gli 80 ed i 90 dollari, con una quotazione che implica un prezzo al chilogrammo di circa 2.300 euro (e quindi circa 2,30 euro per ogni grammo di argento).

Platino e Palladio

Chiudiamo con un flash su platino e palladio. Il valore di un’oncia di platino è di circa 2.230 dollari, mentre un’oncia di palladio si acquista per circa 1.750 dollari.

Previsioni per oro e argento

Previsioni Argento

Quali sono le previsioni per il valore di oro e argento? Chiaramente uno scossone di questa portata (15% per il prezzo dell’oro e 38% circa per l’argento) ha spaventato gli investitori. In una sola seduta l’argento è passato da un forte mercato toro a un mercato orso. Insomma uno scenario che lascia spiazzati gli investitori.

Ecco, quindi, che è lecito attendersi una fase di alta volatilità. L’argento potrebbe trovare una prima base sui minimi della scorsa settimana, in area 73-75 dollari per oncia. Ma se venissero rotti ci sarebbe spazio per altri ribassi, anche importanti.

Per contro non mancano le teorie anche a sostegno dell’ipotesi di un nuovo rimbalzo: dall’incertezza geopolitica, alla forte domanda industriale di argento.

Anche l’oro si trova di fronte ad un bivio e anche in questo caso una fase di assestamento dopo il più grande movimento in termini assoluti su base giornaliera sembra più che mai necessario. Le banche centrali continuano a comprare e la salita appare strutturale, ma forse quanto visto su oro e argento nel 2025 è stato eccessivo. O almeno, la salita è stata troppo rapida.

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L’Oro nel Nuovo Ordine Mondiale: da Commodity a Riserva Strategica https://www.investire-certificati.it/loro-nel-nuovo-ordine-mondiale-da-commodity-a-riserva-strategica/ Sat, 11 Oct 2025 12:25:47 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=39137 Mentre i mercati finanziari seguono con attenzione ogni dichiarazione di Trump sulle tariffe e ogni mossa delle banche centrali sui tassi d’interesse, sta avvenendo una trasformazione silenziosa ma profonda nel mercato dell’oro. Con un rally straordinario del +54% in soli dieci mesi, l’oro non sta semplicemente reagendo alle variabili macroeconomiche e alle incertezze geopolitiche del […]

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Mentre i mercati finanziari seguono con attenzione ogni dichiarazione di Trump sulle tariffe e ogni mossa delle banche centrali sui tassi d’interesse, sta avvenendo una trasformazione silenziosa ma profonda nel mercato dell’oro. Con un rally straordinario del +54% in soli dieci mesi, l’oro non sta semplicemente reagendo alle variabili macroeconomiche e alle incertezze geopolitiche del momento: sta attraversando una metamorfosi strutturale che ridefinisce il suo ruolo nel sistema finanziario globali.

Stiamo assistendo a qualcosa di più sottile e potente: l’emergere dell’oro come asset strategico di riserva monetaria in un mondo multipolare, sostenuto da una classe di investitori completamente diversa rispetto al passato. Le mani che oggi muovono il mercato dell’oro non sono più solo quelle dei trader speculativi/fondi istituzionali, ma anche quelle delle banche centrali che accumulano metallo giallo con una determinazione metodica e orizzonti temporali misurati in decenni. Questa trasformazione ha implicazioni profonde per chiunque investa o consideri di investire nell’oro. Comprendere questa dinamica significa guardare oltre il rumore quotidiano dei mercati e cogliere un trend di più lungo termine.

Il cambio di paradigma: l’oro come nuovo asset monetario

L’oro sta vivendo una trasformazione epocale: da semplice commodity speculativa ad asset strategico di riserva monetaria. Non stiamo assistendo di un ritorno al gold standard o agli accordi di Bretton Woods degli anni Settanta, ma all’emergere dell’oro come pilastro del nuovo sistema finanziario multipolare. Un asset di riserva privo di rischio di controparte e senza problemi di solvibilità.

Il premio al rischio: già incorporato nel prezzo dell’oro

Con un rialzo del genere l’oro ha già scontato una parte significativa dei potenziali shock futuri. Quando Trump lancia nuove minacce sulle tariffe cinesi, il mercato dell’oro reagisce in modo tutto sommato contenuto. Questo non indica debolezza, ma piuttosto una saturazione del premio di rischio: l’oro ha già incorporato scenari estremi e ogni nuovo shock incrementale ha un impatto marginale decrescente.

La potenziale diminuzione della domanda speculativa

I fondi di investimento possiedono notevoli capacità di acquisto e operano con volumi capaci di influenzare significativamente il prezzo. Tuttavia, questi operatori si muovono con vincoli strutturali ben definiti: devono rispettare limiti regolamentari sull’allocazione in commodities (tipicamente tra il 5% e il 15%), evitare concentrazioni eccessive per asset class e gestire attentamente il budget di rischio. Dopo un rally del +54% in un anno, la loro capacità di aumentare ulteriormente l’esposizione al metallo giallo è istituzionalmente limitata. Gli acquisti retail, dal canto loro, hanno poca forza per spostare il prezzo in modo significativo.

Le banche centrali: le nuove mani dominanti

Banche centrali

Qui risiede il punto cruciale che sta ridefinendo il mercato dell’oro. Negli ultimi anni le banche centrali – in particolare quelle dei paesi BRICS e dei mercati emergenti – hanno accumulato oro in modo sistematico e strategico. La Cina ha costruito la sesta riserva aurea più grande al mondo.

Oggi le banche centrali detengono quantità di oro importanti rispetto alle loro riserve di Treasury USA. Le caratteristiche di questi nuovi detentori cambiano radicalmente la dinamica del mercato e questo perché non fanno trading tattico, comprano e mantengono le posizioni per anni, non reagiscono alle notizie di breve termine ma seguono strategie di allocazione strutturale di lungo periodo non sensibili alle fluttuazioni di prezzo nel breve periodo.

Questi protagonisti operano in modo poco appariscente: accumulano metodicamente, vedono i ribassi come opportunità d’acquisto e non come segnali di uscita dal mercato.

La dedollarizzazione come trend di fondo

Il motore di questa trasformazione è la progressiva dedollarizzazione del sistema finanziario globale. I paesi BRICS, che vantano il maggior potenziale economico ad oggi ancora inespresso, stanno attivamente cercando alternative al dollaro per il commercio internazionale. Russia e Cina hanno significativamente aumentato i pagamenti in valute locali.

L’oro, in quanto asset neutrale e privo di rischio di controparte, sta emergendo come collaterale ideale per questo nuovo sistema multipolare. Non si tratta di un fenomeno temporaneo, ma dell’inizio di un riallineamento strutturale che richiederà anni per dispiegarsi completamente. Questo processo però potrebbe sostenere una domanda di oro persistente e relativamente insensibile ai prezzi.

Oro: dal vecchio al nuovo paradigma

Come investire in Oro

Il vecchio modello (pre-2020) prevedeva: Oro come merce speculativa nelle mani di fondi, ETF e speculatori, volatilità elevata e reattività rapida alle notizie, correlazioni forti e prevedibili con il dollaro e i rendimenti obbligazionari, trading intenso con abbondanza di flottante speculativo.

Il nuovo modello si caratterizza per: Oro come asset monetario di riserva detenuto principalmente da banche centrali con orizzonti di lungo termine, volatilità ridotta grazie a un minor flottante speculativo, reattività smorzata (il posizionamento strategico è già completo), trend pluriennale sostenuto dalla dedollarizzazione.

Probabilmente oggi ci troviamo in questa fase di transizione tra vecchio e nuovo modello.

Quali implicazioni per gli investitori?

La volatilità intraday perde significato

Se questa analisi è corretta, i movimenti giornalieri dell’oro vanno interpretati in modo completamente diverso. L’oro diventa un asset strategico con un trend pluriennale, non più un’operazione tattica da sfruttare nel medio periodo. Gli spike e i ritracciamenti intraday sono sempre meno indicativi della direzione di lungo termine.

I livelli tecnici tradizionali diventano meno rilevanti

Con le banche centrali che accumulano sistematicamente, indipendentemente dal prezzo corrente, i supporti e le resistenze tecniche perdono parte della loro capacità predittiva. L’oro si comporta sempre più come una valuta di riserva stabile piuttosto che una commodity volatile guidata dalla domanda e dall’offerta speculativa.

L’orizzonte temporale diventa cruciale

Il messaggio principale per gli investitori è chiaro: l’oro va valutato su orizzonti pluriennali, non su movimenti settimanali o mensili. La domanda strutturale delle banche centrali, se confermata nei prossimi trimestri, potrebbe sostenere un trend verso i $5.000-6.000 nei prossimi anni, a prescindere dalle fluttuazioni tattiche di breve termine.

Le evidenze empiriche: 2024 e 2025

prezzo oro
La salita del prezzo dell’oro

Il comportamento dell’oro nel 2024 e nel 2025 offre evidenze interessanti a sostegno di questa teoria:

  • Rally del +120% con volatilità realizzata (non implicita) contenuta
  • Poche correzioni superiori al 5%
  • Trend quasi lineare verso l’alto
  • Eccezionale resilienza ai tentativi di sell-off

Questo non è il comportamento tipico di un asset speculativo, che mostrerebbe una volatilità molto più elevata, basti pensare ai ritracciamenti dell’azionario. Sembra essere piuttosto il risultato di un accumulo “istituzionale” costante e metodico.

L’oro sta compiendo la sua evoluzione da commodity speculativa ad asset monetario di riserva nel nuovo ordine multipolare. Le banche centrali stanno silenziosamente ricostruendo il sistema finanziario globale, con l’oro che assume un ruolo sempre più centrale come alternativa al dollaro. L’arrivo di Trump sembra aver accentuato ulteriormente questo fenomeno.

Per gli investitori, la lezione è chiara: nel valutare l’oro, il silenzio può essere più eloquente del rumore. Al di là di ciò che potrebbe accadere nel breve termine sul mercato dell’oro, certe dinamiche profonde sembrano essere già in atto e avanzano senza far troppo clamore ma con una forza inesorabile.

Un’ultima considerazione: non aspettatevi che l’oro smetta di “ballare” nel breve periodo. Potrebbe continuare a oscillare, anche in modo marcato, reagendo a tweet presidenziali, dati macro o movimenti speculativi. Ma come un elefante che cammina mentre le mosche gli ronzano intorno, queste fluttuazioni non cambiano la direzione della marcia. La domanda strutturale delle banche centrali sembra essere il trend, il resto potrebbe essere rumore.

E come disse Benjamin Graham: “Nel breve periodo il mercato è una macchina per votare, nel lungo periodo è una bilancia.” Le banche centrali hanno già votato, e probabilmente stanno accumulando oro con la pazienza di chi costruisce cattedrali.

Articolo a cura di Gianluca Mondino, Investitore indipendente

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Come investire sull’oro con i certificati? https://www.investire-certificati.it/come-investire-sulloro-con-i-certificati/ Fri, 10 Oct 2025 07:58:11 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=39095 Focus su un certificato a capitale protetto sull’oro che potrebbe rendere fino al 40% – ISIN CH1484596726 Le quotazioni dell’oro nel 2025 hanno aggiornato i massimi storici una quarantina di volte, superando numerosi traguardi impensabili anche soltanto un paio di anni fa, quando l’oro veleggiava su ben altri prezzi. Numeri alla mano, nel 2025 l’oro […]

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Focus su un certificato a capitale protetto sull’oro che potrebbe rendere fino al 40%ISIN CH1484596726

Le quotazioni dell’oro nel 2025 hanno aggiornato i massimi storici una quarantina di volte, superando numerosi traguardi impensabili anche soltanto un paio di anni fa, quando l’oro veleggiava su ben altri prezzi.

Numeri alla mano, nel 2025 l’oro ha dapprima superato i 3.000 dollari per oncia, poi i 3.500 dollari, poi quota 100 euro al grammo ed infine anche i 4.000 dollari per oncia. In sintesi, un solido trend rialzista, che sembra avere solide basi. Ma esistono modalità per investire sull’oro in grado – al tempo stesso – di proteggere il capitale? Se analizziamo i certificati di investimento presenti su Borsa Italiana scopriremo che la risposta è sì.

Ci sono vari prodotti legati all’oro con capitale protetto. Il certificato che andiamo ad analizzare in questo articolo (ISIN CH1484596726), però, ha caratteristiche uniche. Permette infatti di incassare un maxi-premio finale del 15% lordo anche se le quotazioni dell’oro dovessero scendere fino al 30% dai prezzi iniziali. Vediamo nel dettaglio il funzionamento del prodotto, già quotato su Borsa Italiana.

Da Leonteq nuovi certificati sull’oro a capitale protetto

Come investire sull’oro con i certificati di investimento? Partiamo dagli elementi chiave. Il certificato sull’oro di Leonteq è denominato in dollari, con valore nominale pari a mille dollari ed ha una vita complessiva pari a cinque anni.

oro investire
Oro da record

Il prezzo di fixing iniziale è pari a 3.885,70 dollari e la barriera del 70% è quindi collocata a 2.719,99 dollari. Se alla scadenza (in data 1 2030) il prezzo dell’oro LBMA si troverà sopra tali livelli ecco che l’investitore avrà la certezza di ricevere un rimborso minimo pari a 1.150 dollari per certificato. Viceversa, se i cali eccedessero il 30%, il capitale sarebbe ugualmente protetto (con un rimborso pari a 1.000 dollari).

E cosa capiterebbe in caso di altri rialzi? In caso di rialzi fra lo 0,01% ed il 15% (ossia fino a 4.468,555 dollari per oncia) l’investitore avrebbe la garanzia di ricevere un rimborso pari al 115% del valore nominale, ossia 1.150 dollari. Se il rialzo del prezzo dell’oro LBMA superasse il 15% con il certificato ISIN CH1484596726 si avrebbe una partecipazione lineare fino ad un livello cap del 140% (pari all’equivalente di 5.439,98 dollari per oncia).

Quanto rimborsa questo certificato per investire sul gold alla scadenza?

Visti i vari livelli barriera, strike e cap, alla scadenza di questo certificato sull’oro sono quindi possibili quattro scenari:

  • Il certificato offre la protezione del capitale a scadenza in caso di crolli superiori al 30%, con un rimborso minimo pari a mille dollari per certificato,
  • garantisce una maxicedola finale del 15% se la quotazione LBMA dell’oro non perde il 30% o più,
  • permette di replicare la performance dell’oro in caso di rialzi fra il 15% ed il 40% (con un rimborso in questo caso fra il 15% ed il 40% oltre al valore nominale)
  • paga 1400 dollari lordi per certificato in caso di rialzi superiori al 40% dai prezzi di osservazione iniziale (con un cap al 140% dal prezzo iniziale, valore superiore ai 5.400 dollari per oncia).

Grafico prezzo oro

La corsa del prezzo dell’oro. Basta un grafico per capire la forza rialzista mostrata dal metallo giallo in questi anni.

grafico prezzo oro

Quali sono i rischi di questi certificati?

Vediamo ora i rischi, che sono comunque limitati trattandosi di un prodotto a capitale garantito. Siccome il prodotto è quotato in dollari, troviamo il rischio di cambio. Non è presente l’opzione quanto. Eventuali discese del dollaro determinerebbero un minore profitto o una perdita per l’investitore. Attenzione però: se il dollaro dovesse apprezzarsi avremmo un extra profitto.

Va poi segnalata la durata: cinque anni. Il capitale è protetto a scadenza ma durante la vita il derivato strutturato da Leonteq potrebbe quotare sotto la pari. Come in tutti i certificati dobbiamo poi ricordare il rischio emittente (in questo caso Leonteq Securities).

Questo documento è a solo scopo promozionale e non costituisce ricerca o consulenza all’investimento. Non costituisce neppure una raccomandazione per l’acquisto di strumenti finanziari né un’offerta o una sollecitazione di un’offerta Tutti i rendimenti indicati sono lordi. Al momento dell’emissione, per i redditi derivanti dai certificates è prevista una tassazione al 26%. Gli strumenti finanziari descritti non sono prodotti semplici e il loro funzionamento può essere di difficile comprensione. I certificates sono anche soggetti al rischio emittente. Questo certificato ha un grado di rischio pari a 3 in una scala da 1 a 7.

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Borse USA tra incertezza politica ed entusiasmo per l’Intelligenza Artificiale https://www.investire-certificati.it/borse-usa-tra-incertezza-politica-ed-entusiasmo-per-lintelligenza-artificiale/ Fri, 03 Oct 2025 08:47:37 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=38959 Quali effetti sta avendo l’incertezza politica – legata allo shutdown federale – sulla fiducia degli investitori e sulla stabilità dei mercati finanziari americani? Perché, nonostante questa instabilità, gli indici azionari statunitensi continuano a registrare nuovi massimi?In che modo l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale, alimentato dalla crescita di OpenAI, sta influenzando il comparto tecnologico e quello dei […]

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Quali effetti sta avendo l’incertezza politica – legata allo shutdown federale – sulla fiducia degli investitori e sulla stabilità dei mercati finanziari americani?

Perché, nonostante questa instabilità, gli indici azionari statunitensi continuano a registrare nuovi massimi?
In che modo l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale, alimentato dalla crescita di OpenAI, sta influenzando il comparto tecnologico e quello dei semiconduttori?
Quali segnali provengono dal mercato del lavoro USA, fondamentali per le prossime decisioni della Federal Reserve?

Alla luce di questo scenario, in cui convivono incertezza politica e ottimismo per le innovazioni legate all’IA, cerchiamo di rispondere a questi interrogativi per delineare il contesto in cui si muove attualmente il mercato finanziario statunitense, analizzando da vicino il quadro politico, l’andamento degli indici, le dinamiche del settore tecnologico, le prospettive di politica monetaria e i riflessi su valute e materie prime.

Lo shutdown negli Stati Uniti: Previsioni di Borsa

Negli Stati Uniti, il governo federale è entrato ufficialmente in shutdown, ossia in blocco amministrativo, a seguito del mancato accordo sul bilancio tra Democratici e Repubblicani. In pratica, lo shutdown comporta la sospensione o il rallentamento di numerosi servizi pubblici e amministrativi. Le conseguenze si aggravano quanto più a lungo perdura lo stallo politico.

Il nodo centrale riguarda l’Affordable Care Act (ACA). Si tratta di un piano noto come “Obamacare”, un programma federale introdotto durante la presidenza Obama e finalizzato a garantire l’accesso a polizze di assicurazione sanitaria privata a costi proporzionati al reddito, sostenendo circa 45 milioni di cittadini statunitensi. I Democratici chiedono l’estensione dei sussidi previsti dall’ACA, mentre i Repubblicani si oppongono a nuovi impegni di spesa senza adeguate coperture finanziarie, insistendo su una maggiore disciplina di bilancio per evitare ulteriori aumenti del deficit federale.

Secondo le previsioni di Polymarket, la paralisi amministrativa potrebbe durare tra 10 e 29 giorni, rischiando di diventare una delle più lunghe nella storia americana.

Mercati resilienti nonostante l’incertezza politica

Nonostante lo shutdown, l’impatto sui mercati finanziari è stato sorprendentemente limitato.
I rendimenti dei titoli di Stato americani a dieci anni sono rimasti vicini alla soglia del 4%, sostenuti dall’aumento della domanda di beni rifugio considerati più sicuri in un contesto di incertezza politica.

Allo stesso tempo, il dollaro ha mostrato una certa debolezza, avvicinandosi alla propria media mobile a 50 giorni. Di fatto un segnale di una fase di consolidamento più che di una vera e propria inversione di tendenza.

I principali indici azionari statunitensi, S&P 500 e Nasdaq, hanno continuato a registrare nuovi massimi storici. Questo andamento riflette la fiducia degli investitori nelle prospettive di crescita delle principali aziende tecnologiche, che riescono a catalizzare l’attenzione dei mercati anche in situazioni di instabilità politica.
Il mercato sembra ignorare per il momento le tensioni politiche, concentrandosi sulle prospettive di crescita delle grandi aziende tecnologiche“, osserva Ipek Ozkardeskaya, Senior Analyst di Swissquote Bank.

OpenAI e il traino del settore tecnologico

Uno dei principali catalizzatori del rally tecnologico è stato l’annuncio della vendita secondaria di azioni OpenAI. Una mossa che ha portato la valutazione della società a circa 500 miliardi di dollari, superando SpaceX come startup privata più valutata al mondo. Le stime indicano ricavi ricorrenti di circa 20 miliardi di dollari entro fine anno, equivalenti a un multiplo di circa 25 volte le vendite.

Questa dinamica ha avuto un impatto diretto sul settore dei semiconduttori e sulle aziende tecnologiche correlate. Nvidia ha registrato nuovi massimi, Microsoft ha mantenuto performance più moderate, mentre SK Hynix, Samsung e AMD hanno beneficiato delle prospettive di fornitura per i data center di OpenAI. Anche l’ETF VanEck Semiconductor ha toccato un nuovo massimo storico.

Il posizionamento di OpenAI e l’interesse per i semiconduttori indicano che il mercato sta premiando aziende con esposizione diretta all’intelligenza artificiale, anche in un contesto politico incerto” aggiunge Ozkardeskaya.

Intelligenza Artificiale e Settore Tecnologico: Valutazioni elevate e rischio bolla

Le valutazioni del comparto tecnologico restano elevate, alimentando il dibattito sul rischio di bolla. Tuttavia, il timore di perdere ulteriori rialzi (FOMO – fear of missing out) e le attese di possibili riduzioni dei tassi da parte della Federal Reserve sostengono la tenuta dei prezzi. Gli analisti prevedono altri due tagli entro la fine dell’anno, pur in attesa di dati concreti a supporto di una politica monetaria più accomodante.

Le valutazioni sono alte, ma finché il mercato continua a crescere in base a prospettive solide, non si può parlare di bolla immediata. Gli investitori stanno premiando la crescita più che la speculazione” osserva Ozkardeskaya.

Dati sul lavoro sotto osservazione

euro dollaro

Il focus della Federal Reserve resta il mercato del lavoro, principale indicatore per eventuali aggiustamenti dei tassi. L’assenza del report ufficiale sull’occupazione, sospeso a causa dello shutdown, ha lasciato spazio ai dati privati: il report ADP ha rilevato una riduzione di 32.000 posti di lavoro, mentre i dati Challenger hanno evidenziato un calo del 25% delle riduzioni occupazionali su base annua.

Nonostante questi segnali contrastanti, l’economia statunitense continua a mostrare solidità, con un PIL in crescita del 3,8% nel trimestre precedente e un’inflazione ancora al 3%, sopra il target del 2%. In questo contesto, il mercato del lavoro appare solido ma non omogeneo, e la Federal Reserve dovrà valutare con attenzione i prossimi dati prima di procedere con eventuali interventi sui tassi.

Borse USA – Attesa per l’ISM

In assenza di dati ufficiali sull’occupazione, un punto di riferimento per il mercato è rappresentato dall’indice ISM dei servizi, che misura ogni mese l’andamento del settore terziario negli Stati Uniti e offre un’utile indicazione sullo stato di salute dell’economia. Una lettura inferiore alle attese potrebbe rafforzare l’orientamento accomodante della Federal Reserve, mantenendo sotto pressione rendimenti e dollaro e sostenendo i mercati azionari. Al contrario, dati solidi potrebbero favorire la valuta e i rendimenti obbligazionari, con effetti negativi sugli indici.

Oro e Petrolio: focus su valute e materie prime

Sul mercato valutario, il dollaro statunitense ha mostrato debolezza nell’ultima settimana, ma il cambio euro/dollaro (EUR/USD) si mantiene sotto la resistenza di 1,18, segno che le attese sullo shutdown e sulla politica della Fed sono già incorporate nei prezzi.

Anche la sterlina resta sotto pressione. Il pound britannico è penalizzato dall’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato britannici – dovuti all’incertezza – e dalle difficoltà di bilancio del Regno Unito, che limitano le prospettive di crescita e pesano sulla valuta.

Per quanto riguarda le materie prime, l’oro consolida vicino ai massimi storici, sostenuto dall’incertezza globale. Il prezzo del petrolio WTI è sceso sotto il supporto di 62 dollari al barile, complice l’attesa di un aumento dell’offerta da parte dell’OPEC. Gli indicatori tecnici restano deboli e non escludono ulteriori ribassi verso quota 60 dollari al barile.

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100 EURO PER UN GRAMMO D’ORO https://www.investire-certificati.it/100-euro-per-un-grammo-doro/ Tue, 16 Sep 2025 15:18:46 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=38685 Articolo a cura di Carlo Alberto De Casa Quanto vale l’oro dopo i nuovi record? Circa 3.680 dollari per un’oncia, o se preferite circa 3.100 euro per poco più di 31 grammi di oro. Pallottoliere alla mano, se dividiamo 3.680 dollari per 31,10 grammi, valore di un’oncia troy, otteniamo il prezzo in dollari per grammo […]

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Articolo a cura di Carlo Alberto De Casa

Quanto vale l’oro dopo i nuovi record? Circa 3.680 dollari per un’oncia, o se preferite circa 3.100 euro per poco più di 31 grammi di oro. Pallottoliere alla mano, se dividiamo 3.680 dollari per 31,10 grammi, valore di un’oncia troy, otteniamo il prezzo in dollari per grammo d’oro, circa 118,3. A questo punto, considerando che il cambio euro/dollaro è negoziato a circa 1,183 possiamo facilmente trovare il prezzo in euro al grammo: 100! Sì, proprio in questi giorni, per la prima volta nella storia il prezzo dell’oro ha raggiunto quota 100 euro per un grammo. Ecco quanto vale oggi l’oro!

grafico prezzo oro

La salita dell’oro verso i 100 euro al grammo

Perché il prezzo dell’oro sta salendo? Riavvolgiamo il nastro. La forza dell’oro in borsa non è una novità, con una salita dei prezzi che dura da un anno e mezzo. Infatti, già a inizio 2024 l’oro aveva iniziato a mostrare una forza dirompente, dopo l’ennesima rottura – ma questa volta con molta più convinzione – di quota 2.000 dollari per oncia.

Al tempo dissi che l’oro era salito sopra i 2.000 dollari per oncia per restarci. Certo, era difficile prevedere – 18 mesi fa – che l’avvento di Trump combinato con spese a deficit degli USA avrebbe portato un clima di simile sfiducia sul dollaro (in forte calo nel 2025, ma su valori storicamente non così bassi). Era invece più facile prevedere che le banche centrali avrebbero continuato a comprare oro a mani basse, cosa che puntualmente si sta verificando. Inoltre, le aspettative per tassi finalmente in calo da parte della Fed stanno facendo il resto. Non va poi dimenticato quanto le stesse banche centrali abbiano stampato cartamoneta negli ultimi anni, di fatto diluendo il valore delle valute contro il metallo prezioso.

Il Grafico con il prezzo dell’oro in euro al grammo

 Grafico prezzo dell'oro in euro al grammo

Quali previsioni per il prezzo dell’oro?

La domanda, a questo punto, è un’altra. Stiamo vivendo un decennio, almeno per l’oro, che sembra simile al primo degli anni Duemila (numeri alla mano, il metallo giallo fra il 2001 ed il 2011 salì da 250 fino a sfiorare i 2.000 dollari). E in tal caso, a che punto della salita ci troviamo? Quali sono le previsioni per l’oro e fino a che livelli di prezzo ha senso acquistare il metallo giallo?

Personalmente credo che non ci troviamo ancora di fronte ad un 2010-2011 (picco), con lo scenario che per l’oro resta quindi costruttivo. Al tempo stesso, il ritmo della salita visto negli ultimi mesi è insostenibile nel lungo termine. Pertanto, salvo collassi del dollaro o scenari geopolitici ancora più complessi di quelli attuali, l’oro dovrà inevitabilmente prendere fiato. Se non con una correzione, quantomeno lateralizzando sui valori attuali prima di proseguire il movimento rialzista in essere.

Chi compra oro?

Investire in oro

Spostiamo lato fondamentale. Le banche centrali comprano ogni anno un quantitativo pari a circa un quarto dell’oro immesso sul mercato dal settore minerario, con il settore gioielleria che non è lontano da questi numeri, senza poi contare la domanda finanziaria.

Insomma, almeno nel breve termine, non si vedono grandi segnali di inversione di trend e dal lato fondamentale i presupposti per un oro forte continuano ad esserci (sostenuto anche dalla debolezza del dollaro).

Non l’ho menzionato sopra, ma oltre all’oro, tutto il settore dei metalli preziosi resta tonico, partendo dall’argento, salito oltre i 40 dollari per oncia (anzi, oltre i 42$!), sui massimi da 15 anni. In questo caso, però, a spingere la corsa del metallo prezioso è la domanda industriale, trascinata dal rally del fotovoltaico. E, sempre a proposito di metalli preziosi, da inizio anno il platino è salito di circa il 55% ed il palladio del 35% (nella denominazione in dollari).

L’oro non sale sempre

Quando comprare oro? Certo, è facile dire che nel lungo termine l’oro sale sempre. Ma è anche corretto dire che nel lungo termine saremo tutti morti. Pertanto, il timing per comprare e vendere oro è fondamentale, come per ogni altro asset finanziario.

Nel breve termine lo scenario per l’oro è ben diverso. Sul tema vale la pena ricordare che l’oro era arrivato a dei massimi storici (per l’epoca) a 1.922 dollari nell’estate 2011. A fine 2015 valeva molto meno, circa 1.060 dollari, con un calo grosso modo del 45% dai massimi. Ma soprattutto, per rivederlo sui valori superiori a quelli del 2011 sarebbe stato necessario attendere vari anni. Certo, oggi anche comprando sui massimi del 2011 la performance sarebbe positiva, ma sono passati quasi 15 anni. Medesimo discorso peri i massimi del 1980-1981, poi rivisti (e superati) soltanto 25 anni dopo. Un arco temporale decisamente lungo, soprattutto per un piccolo investitore.

Non dimentichiamoci che si tratta di uno strumento finanziario che non paga cedole o dividendi. Pertanto, anche se detenuto per un lungo tempo in portafoglio non si incassano coupon e fra bolli e costo di mantenimento della posizione qualche decimale l’anno (se va bene) lo si perde sempre. L’unica maniera per guadagnare è quella di puntare su un rialzo dei prezzi ed il timing di acquisto ha quindi un peso notevole (senza dimenticare l’effetto cambio, che comunque nel lungo termine tende ad avere un impatto minore).

Il presente articolo non è da intendersi in alcun modo come sollecito all’investimento in borsa o consulenza finanziaria – performance passate non rappresentano indicatore di performance future.

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Previsioni per il prezzo dell’oro https://www.investire-certificati.it/previsioni-per-il-prezzo-delloro-2/ Fri, 15 Aug 2025 07:36:34 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=38368 Quali previsioni per il prezzo dell’oro? Focus su oro e metalli preziosi con Stefano Gianti, Education Manager presso Swissquote. La confusione sui dazi USA relativi all’oro ha movimentato i mercati. Quale scenario vede per l’oro oggi? Il tema relativo ai possibili dazi al 39% sull’oro in arrivo dalla Svizzera ha infiammato – seppur per pochi […]

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Quali previsioni per il prezzo dell’oro? Focus su oro e metalli preziosi con Stefano Gianti, Education Manager presso Swissquote.

La confusione sui dazi USA relativi all’oro ha movimentato i mercati. Quale scenario vede per l’oro oggi?

Il tema relativo ai possibili dazi al 39% sull’oro in arrivo dalla Svizzera ha infiammato – seppur per pochi giorni – il dibattito. Londra è il centro per gli scambi di oro fisico, l’America per i futures e si sarebbe potuto creare un disallineamento molto significativo fra i due prezzi. La situazione, però, ora è rientrata.

Cosa muoverà il prezzo dell’oro nei prossimi mesi?

L’ultimo dato sull’inflazione americana ha di fatto aumentato le possibilità che la Federal Reserve opti per un taglio ai tassi di interesse già nel prossimo meeting.

ORO FEDERAL RESERVE

A livello generale, invece, i temi chiave per la parte finale del 2025 e probabilmente anche per il 2026 non sembrano essere molto diversi da quelli degli ultimi mesi. Le aspettative sono per una domanda di oro fisico da parte delle banche centrali decisamente elevata, dopo la domanda record degli ultimi tre anni.

I mercati, poi, guarderanno con grande attenzione alla Federal Reserve ed alle altre banche centrali. Le aspettative sono per tassi in calo, per uno scenario che potrebbe favorire l’oro. Tassi più alti, invece, potrebbero avere un effetto opposto, anche se bisognerebbe indagare sulle ragioni (per esempio se i tassi salissero per frenare un boom dell’inflazione, l’oro potrebbe correre ancora).

Nel complesso come valuta il quadro tecnico per l’oro?

Anche dopo la recente salita, credo che l’oro resti ben impostato. Probabilmente buona parte del rally è alle spalle, però non vedo ragioni per particolari discese, almeno nel breve termine. In particolare fino a quando le banche centrali continueranno a comprare oro a piene mani.

Previsioni Metalli preziosi: oro, argento e platino

Non c’è solo l’oro: fra gli altri metalli preziosi, quali potranno registrare nei prossimi mesi una performance interessante? Quali sono le previsioni per l’argento per esempio?

Credo che valga la pena monitorare con attenzione soprattutto argento e platino. Ormai da alcuni anni la domanda industriale di argento è in netta crescita, trascinata dalla componentistica per pannelli fotovoltaici, ma anche auto elettriche. Il prezzo dell’argento, diversamente dall’oro, non ha ancora raggiunto i massimi storici, che sono collocati in area 50 dollari per oncia, ossia circa il 30% in più dei valori attuali.

Nella prima parte del 2025 il platino ha messo a segno un importante rally, che lo ha riportato oltre quota 1.500 dollari per oncia. Ora è arrivato uno storno, con un calo del 10% ed il prezzo sembra tener bene i 1.300-1.350 dollari per oncia. Anche dal lato fondamentale il quadro appare interessante e chi era rimasto in attesa prima potrebbe voler entrare ora.

Bitcoin ed oro: che spazio avranno nei portafogli degli investitori?

Oro e bitcoin: possono coesistere entrambi in un portafoglio finanziario e quali sono le prospettive per questi due strumenti finanziari?

Oro e Bitcoin: Credo che anche in futuro ci sarà ancora spazio per entrambi questi asset. Cambiano le mode, i costumi, i tempi, ma non cambia la passione degli investitori per il metallo giallo che si è ben comportato anche in questi ultimi anni di tassi relativamente alti e borse in (quasi) costante salita. Ecco, quindi, che se arrivassero storni o vere e proprie correzioni dell’azionario potrebbe esserci anche più spazio per l’oro.

Le criptovalute hanno rischi, sono e resteranno un asset speculativo, altamente volatile. Però, in questi ultimi 2-3 anni si è registrato un costante avvicinamento fra la finanza e il mondo delle monete digitali, che iniziano ad essere presenti – seppur in dosi molto limitate – nei portafogli istituzionali. Il trend di crescita sembra chiaro ed anche il diverso ruolo rispetto all’oro può essere un plus, per chi cerca rendimenti potenziali elevati a fronte di rischi altrettanto significativi. Certo, i rischi non mancano, ma credo che la percentuale complessiva di criptovalute nei portafogli potrebbe salire ancora.

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Analisi prezzo Oro – Trend ancora rialzista https://www.investire-certificati.it/analisi-prezzo-oro-trend-ancora-rialzista/ Tue, 22 Jul 2025 18:19:06 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=38048 Torna a salire il prezzo dell’oro. È bastata una nuova correzione del dollaro per spingere al rialzo il prezzo dell’oro, tornato sopra i 3.400 dollari per oncia.  In uno scenario di grande incertezza e tensioni geopolitiche l’oro resta osservato speciale, con acquisti generalizzati sia da parte delle banche centrali che da parte di altri investitori […]

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Torna a salire il prezzo dell’oro. È bastata una nuova correzione del dollaro per spingere al rialzo il prezzo dell’oro, tornato sopra i 3.400 dollari per oncia. 

In uno scenario di grande incertezza e tensioni geopolitiche l’oro resta osservato speciale, con acquisti generalizzati sia da parte delle banche centrali che da parte di altri investitori istituzionali privati. Ecco, quindi, che l’oro è salito, con un prezzo ormai vicino ai massimi storici toccati pochi mesi fa in area 3500 dollari per oncia. Sale anche il prezzo in euro, arrivato oltre o 93 euro al grammo per l’oro fino. Anche in questo caso non siamo lontani dai massimi storici.

Analisi sull’oro di Vontobel

“Il suo impressionante rialzo, che ha superato le aspettative della maggior parte degli analisti per l’intero anno, implica che ci troviamo adesso in un territorio inesplorato” commentava ad aprile Kerstin Hottner, Head of Commodities presso Vontobel, in un’analisi sull’oro che resta valida anche oggi “I fattori tradizionali che un tempo influenzavano i prezzi dell’oro, come l’inflazione statunitense e i tassi di interesse, non sono più i principali motori. Al contrario, l’incertezza sui dazi e le preoccupazioni per la crescita economica globale, unite alla reazione del mercato alle critiche rivolte alla Fed, stanno alimentando la domanda di beni rifugio”.

Il target per l’economista, in questa analisi, era in area 3.700 dollari per oncia. Oro e argento in rialzo, dunque.

Analisi tecnica oro

Lo scenario tecnico per l’oro mostra un rafforzamento. Il superamento dell’area di resistenza collocata fra i 3.360-3.370 dollari per oncia ha aperto spazio per una nuova accelerazione rialzista. Il prezzo dell’oro ha rotto anche i 3.390 dollari per oncia e dopo un breve pull back ha proseguito oltre 3.400 dollari. Per l’analisi tecnica, quindi, il trend dell’oro resta saldamente rialzista.

grafico prezzo oro
Ecco il grafico del prezzo dell’oro. Si nota il trend positivo per il metallo giallo.

Argento da record 

Non c’è soltanto l’oro: anche l’argento macina record, con una quotazione sui massimi da quasi 15 anni. infatti, le quotazioni dell’argento sono balzate oltre i 39 dollari per oncia. Da inizio anno l’argento è salito di oltre 30 punti percentuali nella sua quotazione in dollari. 

Sia per l’oro che per l’argento il rally in euro è inferiore a causa del deprezzamento del dollaro. La banconota americana, infatti, ha perso da inizio anno circa il 12% contro l’euro. Proprio la discesa del dollaro ed un certo clima di sfiducia sul debito Usa sono una delle ragioni che spingono gli acquisti su oro e argento. I due metalli prezioso, in particolare l’oro, sono da sempre solido bene rifugio.

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Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta sollecito all’investimento in borsa. Performance future non sono indicative di performance future.

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Quali previsioni per oro e argento? https://www.investire-certificati.it/quali-previsioni-per-oro-e-argento/ Wed, 25 Jun 2025 12:08:49 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=37759 Tensioni geopolitiche, venti di guerra e banche centrali: come si muoveranno le quotazioni di oro e argento nella seconda parte del 2025? Di seguito riprendiamo alcuni punti di un report realizzato da Rhona O’Connell, Head of Market Analysis di StoneX Bullion, piattaforma per la compravendita di metalli preziosi, per vedere le previsioni per oro e […]

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Tensioni geopolitiche, venti di guerra e banche centrali: come si muoveranno le quotazioni di oro e argento nella seconda parte del 2025? Di seguito riprendiamo alcuni punti di un report realizzato da Rhona O’Connell, Head of Market Analysis di StoneX Bullion, piattaforma per la compravendita di metalli preziosi, per vedere le previsioni per oro e argento.

Dazi, le previsioni per l’oro

Si torna a parlare di dazi, uno dei temi chiave anche per le previsioni del prezzo dell’oro. “Il 9 luglio scadrà la “pausa” di 90 giorni nell’applicazione dei dazi statunitensi e i recenti dati economici degli Stati Uniti tenderebbero a confermare l’evidenza aneddotica di un pre-stoccaggio” ha spiegato l’analista di StoneX Bullion. “Il mese scorso le vendite al dettaglio sono state deboli e particolare debolezza è stata registrata sulle vendite di auto”.

A luglio, poi, è in programma anche il nuovo meeting della Federal Reserve, da sempre un market driver importante per il prezzo dell’oro. “Le proiezioni economiche speciali mostrano come il FOMC abbia cambiato lievemente rotta e sia contro un imminente taglio dei tassi (anche se Powell non lo ha categoricamente escluso, n.d.r.). I mercati continuano a prezzare due tagli dei tassi entro la fine dell’anno, ma i nostri strategist sono più cauti e ne prevedono al massimo uno. Tutto rimane in un certo grado di immobilità fino al 9 luglio. Molto probabilmente anche oltre, dato che non abbiamo ancora alcuna chiarezza su come verranno prezzati i dazi e su dove saranno diretti”

Quali previsioni per il prezzo di oro e argento?

Come si muoverà il prezzo di oro e argento in questo scenario? “Anche per l’oro e l’argento si registra un’analoga situazione di torpore, sia nei mercati professionali che in quelli retail. I prezzi elevati continuano a scoraggiare l’acquisto di gioielli, nonostante vi sia ancora un interesse di fondo per i prodotti d’investimento in oro”.

ETF su oro e argento

L’unico settore vivace, almeno per ora, è quello degli ETF. “Gli ETF sull’oro e sull’argento continuano infatti a registrare nuovi afflussi, con buoni volumi negli ultimi giorni. Sottolineiamo che circa la metà dei guadagni netti degli ETF sull’argento di quest’anno si è verificato a giugno. Al momento, l’argento (come gli altri metalli bianchi) rincorre l’oro ma il suo rialzo è limitato, in attesa del raddoppio dei dazi “sezione 232”, quelli cioè che il Presidente americano può imporre alle importazioni che minacciano la sicurezza nazionale. I “lingotti” sono esenti da dazi ma i mercati restano nervosi; si aspetta la scadenza del 9 luglio e i mercati attendono anche di vedere se i metalli del gruppo del platino si qualificano come lingotti a questi fini”.

Grafico oro da Piattaforma Swissquote

Si nota la salita del prezzo, il rally post annuncio dazi e la successiva lateralizzazione della quotazione dell’oro, fra 3.250 e 3.450 dollari per oncia. Nel frattempo, invece, l’argento ha raggiunto i massimi degli ultimi tredici anni, arrivando anche oltre quote 37 dollari per oncia.

grafico oro

La domanda di oro ed ETF aurei

Gli ultimi dati del World Gold Council mostrano un aumento di 21,7 tonnellate a livello globale, con piccoli incrementi in ogni regione. L’attuale ripartizione geografica è: Nord America, 1,832 tonnellate; Europa, 1,353 tonnellate; Asia. 31tonnellate, altre aree geografiche 71 tonnellate.

Questi aumenti sono stati generalmente pari allo 0,7% del totale, anche se l’Europa ha registrato un incremento solo dello 0,5%. L’oro detenuto a livello globale è a 3.572 tonnellate rispetto a una produzione mondiale mineraria aurifera di 3.661 tonnellate (dati Metals Focus).

Meglio comprare oro o argento? “Le nostre prospettive restano invariate” ha spiegato l’economista “Il rapporto oro/argento, ossia la ratio gold/silver, si sta stabilizzando tra 91 e 95, dopo essere salita nei mesi scorsi anche oltre 100. In sintesi, le accresciute tensioni politiche favoriscono l’oro e penalizzano l’argento nel caso in cui si verifichino ulteriori difficoltà per l’economia.

Nel lungo periodo l’argento ha prospettive fondamentali solide ma per il momento ha completato un ritracciamento rispetto al guadagno registrato nella prima metà di giugno. Le reazioni dell’oro a sviluppi teoricamente favorevoli sono sempre più caute e ciò conferma la nostra idea che il premio al rischio sia pienamente prezzato nelle circostanze attuali”. Ha aggiunto l’analista di StoneX Bullion.

Come si comporteranno le banche centrali?

ORO FEDERAL RESERVE

Il sondaggio annuale del World Gold Council sulle banche centrali pubblicato indica una direzione chiara: gli acquisti di oro dovrebbero continuare. Su 73 banche centrali che hanno risposto all’indagine (58 dei mercati emergenti, 15 delle economie avanzate), il 48% dei Paesi emergenti prevede di aumentare le proprie riserve nei prossimi 12 mesi. Nel caso delle economie avanzate, il dato è al 29%.

Il 95% degli intervistati prevede un aumento delle riserve auree complessive nel corso del prossimo anno (lo scorso anno era l’81%) mentre nessuno ha intenzione di ridurre le proprie riserve.

“Forse uno dei risultati più interessanti è che il 62% prevede un maggiore peso del renminbi nei prossimi cinque anni” ha concluso l’analista “Solo il 10% prevede un aumento della ponderazione del dollaro, mentre il 73% ne anticipa una riduzione. Ciò è confermato dai dati del FMI che mostrano un calo del peso del dollaro all’interno delle riserve valutarie”.

Infine, i Paesi emergenti e quelli sviluppati divergono sugli elementi che influenzano la gestione delle riserve: se l’84% dei Paesi emergenti considera l’inflazione e l’81% vede la geopolitica come fattori chiave, tra le economie avanzate questi dati scendono rispettivamente al 67% e al 60%. I Paesi avanzati sono meno interessati ai conflitti commerciali e ai dazi (40%) rispetto ai Paesi emergenti (64%). Per quanto riguarda la sostenibilità, il 67% delle economie avanzate ne tiene conto mentre negli emergenti il dato si ferma al 41%. È quindi chiaro che le considerazioni economiche e geopolitiche restano in primo piano nelle decisioni di gestione delle riserve, in uno scenario in cui l’oro continua a giocare un ruolo chiave.

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Oro in calo dopo la Fed: le tensioni geopolitiche terranno il metallo prezioso sui massimi? https://www.investire-certificati.it/oro-in-calo-dopo-la-fed-le-tensioni-geopolitiche-terranno-il-metallo-prezioso-sui-massimi/ Thu, 19 Jun 2025 21:37:55 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=37715 Oro e Federal Reserve: cosa capita sui mercati? Dopo settimane di attenzione costante, i mercati finanziari hanno reagito con decisione all’ultimo annuncio della Federal Reserve. Il prezzo dell’oro ha accusato il colpo, scendendo ai livelli più bassi degli ultimi sette giorni, anche le quotazioni nelle ore successive sono tornate sopra i 3.350 dollari, confermando la […]

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Oro e Federal Reserve: cosa capita sui mercati? Dopo settimane di attenzione costante, i mercati finanziari hanno reagito con decisione all’ultimo annuncio della Federal Reserve. Il prezzo dell’oro ha accusato il colpo, scendendo ai livelli più bassi degli ultimi sette giorni, anche le quotazioni nelle ore successive sono tornate sopra i 3.350 dollari, confermando la solidità dell’oro. Nel frattempo, il dollaro forte è tornato sui mercati, almeno per qualche ora, guadagnando slancio sulla scia di un messaggio più rigido del previsto da parte della banca centrale americana. Numeri alla mano, il cambio fra euro e dollaro è sceso, almeno per qualche ora, sotto quota 1,15.

Questa dinamica ha riportato l’attenzione su un tema ricorrente tra investitori e analisti: quanto contano oggi i tassi d’interesse, l’inflazione USA e la direzione della politica monetaria della Fed per determinare il valore del metallo giallo? Chi cerca online “previsioni sul prezzo dell’oro dopo la Fed” o “impatto della politica monetaria sull’oro” è interessato non solo all’analisi tecnica ma anche alle forze macroeconomiche che guidano il trend. Comprendere queste connessioni è essenziale per chi vuole prendere decisioni di investimento fondate, evitando mosse dettate dall’emotività.

La Federal Reserve raffredda i mercati: cosa significa per l’oro

Durante l’ultima riunione, la Federal Reserve ha confermato i tassi di riferimento ai livelli attuali, ma ciò che ha colpito i mercati è stata la prospettiva di un rallentamento nel ritmo dei tagli futuri. Il tono è risultato più intransigente rispetto alle attese, con l’intento di mantenere il controllo su un’inflazione che, pur in fase discendente, non è ancora tornata stabilmente al target del 2%.

Questo messaggio ha rafforzato il dollaro USA, spingendo gli investitori a spostarsi verso asset remunerativi, come le obbligazioni sovrane a breve scadenza, a scapito di strumenti come l’oro, che non offre cedole o interessi. Per chi cerca “perché l’oro scende quando il dollaro sale”, la risposta è proprio nel confronto tra rendimento atteso e sicurezza percepita.

Il dollaro forte ha così influito negativamente sul prezzo dell’oro, che continua a risentire di ogni ipotesi legata a una politica monetaria più restrittiva.

L’inflazione USA al centro della scena

L’andamento dell’inflazione USA resta il punto nevralgico per qualsiasi strategia della Federal Reserve. Gli ultimi dati mostrano segnali misti: da un lato, la crescita dei prezzi sembra essersi stabilizzata su livelli più contenuti rispetto al 2022; dall’altro, alcuni indicatori core segnalano una certa persistenza nelle pressioni inflazionistiche.

Sul tema rapporto tra inflazione e prezzo dell’oro, è utile ricordare che l’oro tende a performare meglio quando i timori sull’inflazione aumentano, poiché è percepito come una copertura contro la perdita del potere d’acquisto. Tuttavia, quando la Fed si mostra decisa a combattere l’inflazione mantenendo i tassi elevati, il mercato si orienta verso altri strumenti finanziari.

Se i prossimi dati sull’inflazione si discostassero dalle previsioni, potrebbero modificare drasticamente le aspettative sulla politica monetaria USA, con effetti diretti sull’andamento del prezzo dell’oro.

Geopolitica e oro: una combinazione che resta rilevante

Come investire in Oro
Come investire in Oro

Nonostante la pressione esercitata dal dollaro forte e dai tassi d’interesse alti, l’oro continua a ricevere supporto da un altro elemento chiave: le tensioni geopolitiche internazionali. La situazione in Medio Oriente e il conflitto persistente in Ucraina mantengono elevata la domanda di beni rifugio, alimentando il posizionamento strategico sull’oro da parte degli investitori più prudenti.

Le recenti dichiarazioni di Donald Trump, che ha accennato alla possibilità di un intervento americano nella regione mediorientale, hanno alimentato una nuova ondata di volatilità nei mercati. Questo tipo di incertezza aumenta l’attrattiva dell’oro, che in questi scenari torna a essere percepito come un “bene rifugio” tradizionale.

Chi effettua ricerche come “l’oro sale in caso di guerra?” o “investire in oro in caso di tensioni internazionali” trova in queste dinamiche geopolitiche una motivazione concreta per mantenere posizioni sull’asset, soprattutto in un periodo in cui l’azionario mostra segni di instabilità.

Cosa analizzare per le previsioni sul prezzo dell’oro

Oro e Federal Reserve: il mercato dei metalli preziosi è guidato da molteplici fattori, ma in questo momento tre variabili principali stanno influenzando in modo diretto la direzione dell’oro:

  • La traiettoria dell’inflazione USA, con il focus su PCE core e indice CPI, relativo all’inflazione americana
  • Le comunicazioni ufficiali della Federal Reserve, in particolare i toni usati da Powell e i verbali FOMC;
  • Gli sviluppi geopolitici in Medio Oriente ed Europa dell’Est.

Chi investe in oro dovrebbe mantenere alta l’attenzione su questi elementi, cercando conferme o segnali di inversione nei dati macro e nella price action. Al tempo stesso, i livelli tecnici di supporto e resistenza possono offrire spunti operativi per posizionamenti tattici a breve termine.

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Prezzo Oro: analisi tecnica e previsioni https://www.investire-certificati.it/prezzo-oro-analisi-tecnica-e-previsioni/ Thu, 15 May 2025 18:28:05 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=37482 Focus sull’oro con IG, broker leader nel trading online – Le quotazioni dell’oro sono scese fino ad avvicinarsi ai 3.100 dollari per oncia, per poi rimbalzare con forza. Quali previsioni per il prezzo del metallo giallo? Dopo i massimi storici il metallo prezioso ha evidenziato una correzione significativa, ma l’area 3.120 dollari potrebbe rappresentare un […]

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Focus sull’oro con IG, broker leader nel trading onlineLe quotazioni dell’oro sono scese fino ad avvicinarsi ai 3.100 dollari per oncia, per poi rimbalzare con forza. Quali previsioni per il prezzo del metallo giallo?

Dopo i massimi storici il metallo prezioso ha evidenziato una correzione significativa, ma l’area 3.120 dollari potrebbe rappresentare un interessante supporto. Analisi su oro e metalli preziosi a cura di Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia

Analisi sul prezzo dell’oro

Previsioni oro? Partiamo dall’andamento del prezzo del gold. Dopo aver toccato il 22 aprile nuovi massimi storici a $3500 l’oncia le quotazioni del metallo prezioso hanno mostrato una correzione significativa di circa il 10%.

Crediamo che la discesa dei prezzi dell’oro, registrata negli ultimi giorni, sia principalmente legata alla diminuzione della domanda degli investitori sui beni rifugio. Questo cambiamento è dovuto alla sospensione dei dazi verso la Cina, all’allentamento delle tensioni geopolitiche e al miglioramento degli indicatori economici, che hanno rafforzato la fiducia degli investitori verso asset più rischiosi. Inoltre, le quotazioni del metallo prezioso hanno risentito anche del rafforzamento del dollaro sui mercati valutari, che hanno reso l’oro più costoso per gli investitori stranieri, diminuendone la domanda.

Grafico del prezzo dell’oro (aprile – maggio 2025)

Previsioni per l’oro: Dove può andare l’oro nel lungo/medio e breve periodo?

Le nostre prospettive di medio termine sono ribassiste e sono fissate per un possibile ritorno verso la soglia dei 3.000 dollari. Tuttavia, nel breve potrebbe essere possibile assistere a movimenti rialzisti fino a 3.325 dollari per oncia (in caso di superamento della resistenza a 3.220 dollari per oncia).

È evidente che l’oro rimane un elemento importante in un portafoglio diversificato e la sua performance nel lungo termine dipenderà da ulteriori sviluppi nelle relazioni commerciali tra Stati Uniti e i paesi colpiti dai dazi, nei dati macroeconomici e nelle politiche delle banche centrali.

Perché il prezzo dell’oro sta scendendo?

Partiamo dal presupposto che l’oro è ancora in rialzo del 20% da inizio 2025 e di oltre 55 punti percentuali da inizio 2024. Alla luce di ciò, però, i principali fattori che hanno influenzato il calo dell’oro sono diversi. Vediamo di riassumerli per punti.

  1. Tensioni commerciali USA-Cina in diminuzione

Il recente accordo tra Stati Uniti e Cina per la riduzione dei dazi ha ridotto i timori di una guerra commerciale. Questo ha diminuito l’attrattiva dell’oro come bene rifugio.

  1. Indicatori economici in miglioramento

L’indice dei prezzi al consumo (CPI) negli Stati Uniti è aumentato dello 0,2% ad aprile, al di sotto delle attese (0,3%), segnalando un rallentamento dell’inflazione. Anche questo elemento ha ridotto l’urgenza di proteggersi dall’inflazione attraverso l’acquisto di oro.

  1. Dollaro USA in rafforzamento

Un dollaro più forte rende l’oro più costoso per gli investitori stranieri, diminuendone la domanda. Il rafforzamento del dollaro è stato sostenuto da dati economici positivi e da minori aspettative di tagli aggressivi dei tassi da parte della Fed.

  1. Rotazione verso asset più rischiosi

Con la riduzione delle tensioni geopolitiche, gli investitori hanno mostrato un maggiore interesse per azioni e altri asset rischiosi. Questo ha portato a vendite sull’oro, che in precedenza aveva beneficiato dell’incertezza globale.

Analisi tecnica Oro

Proseguiamo lo scenario dell’oro con l’analisi tecnica del metallo giallo. Il cambio di sentiment degli investitori verso attività più rischiose ha spinto le quotazioni dell’oro a scendere notevolmente e a violare al ribasso l’importante sostegno a $3200 l’oncia toccando un minimo relativo nella sessione odierna a $3120 per poi evidenziare un movimento di pullback verso l’ex supporto ora resistenza di $3200.

Nel brevissimo solamente un netto superamento della resistenza dei 3.200 dollari per oncia, con conferma sopra questi valori, potrebbe creare i presupposti per un allungo in direzione di $3.325. Tali prospettive sarebbero annullate con il cedimento dei minimi odierni a $3.120, preludio a una discesa in direzione di target short ipotizzabili a $3.028, area di transito dell’EMA100, e 3.000 dollari per oncia.

Approfondimenti

Messaggio promozionale – Il presente articolo è redatto a fine informativo. Performance passate non sono indicazione o garanzia di performance future. Il trading con Forex, CFD espone l’investitore ad un elevato rischio di perdita – anche significativa – del capitale.

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