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Un libro per investire sulle commodity, ossia le materie prime. È arrivata la seconda edizione della guida completa sul tema “Investire in Materie Prime”, a cura di Maurizio Mazziero. La ha pubblicata Hoepli, Editore che vanta una ricca collezione di libri sul tema trading e finanza.

Le borse delle commodity

Materie Prime
Materie Prime

Il libro sulle materie prime di Mazziero parte dalle basi, esaminando la nascita delle borse delle commodity, con focus sul Chicago Board of Trade, sul trading di materie prime negli USA, in Europa e anche sui mercati alle grida. L’aspetto formativo si mescola con quello operativo nei capitoli seguenti, dove sono analizzati i futures sulle materie prime. Quali sono le principali commodity e dove sono negoziate? Cosa si intende con l’apertura di una posizione long e una posizione short su oro, petrolio o grano?

L’economista analizza poi le varie tipologie di ordine, le specificità dei contratti future ed il funzionamento del roll over in borsa. Altro tema chiave riguarda il margine e la leva finanziaria, che amplifica (in positivo ma anche in negativo) la performance dell’operazione. Soprattutto per chi inizia, poi, è utile conoscere i vari contratti per investire sulle materie prime, la dimensione del contratto ed il valore nozionale.

Trading su Materie Prime

Mazziero dedica un focus anche ai CFD, i contratti per differenza, spesso utilizzati dagli investitori privati per il trading su materie prime. Si prosegue poi con strategie di trading su commodity, per arrivare al trading con opzioni su materie prime.

Il quarto capitolo tocca un tema decisamente interessante, quello del COT report. Viene spiegato come capire e utilizzare i dati del report COT. Si passa poi al legame fra mercati finanziari e merci fisiche, con un focus su domanda ed offerta, per poi analizzare i movimenti di prezzo registrati dalle materie prime durante e dopo la pandemia del Covid-19.

Nel libro sulle materie prime Mazziero si focalizza poi sulla relazione fra prezzo future e prezzo spot. Eccoci, quindi, a parlare di curva forward, contango e backwardation, ossia quando il prezzo delle scadenze lontane tende a essere superiore o inferiore rispetto a quello attuale.

Un libro per capire le materie prime

Come investire sulle materie prime energetiche? Il libro prosegue con un interessante approfondimento sul tema materie prime energetiche. Si parla quindi di petrolio, esaminando WTI, Brent, i prezzi chiave per il greggio, ma anche di OPEC e OPEC+, il cartello dei paesi produttori di petrolio. Che impatto ha avuto la guerra fra Russia e Ucraina sul petrolio? Dopo aver analizzato il greggio, il libro prosegue con una disamina di gas naturale, energia elettrica, uranio e idrogeno.

Investire su oro e metalli preziosi

Investire in oro

Come si sta muovendo la domanda mondiale di oro e argento? Perché le banche centrali comprano oro e soprattutto chi detiene le maggiori riserve di oro? Mazziero esamina il mercato dei metalli preziosi partendo da oro e argento, con un focus sulla ratio gold – silver, per poi esaminare gli strumenti di investimento su oro e argento. Monete, lingotti, ma anche investimenti su oro finanziario, con futures, CFD e altri strumenti per il trading su oro e materie prime. L’analisi sui metalli preziosi prosegue con lo studio dei future su platino, palladio, rodio, rutenio e iridio.

Metalli industriali e materie prime agricole

Questo interessante libro sulle materie prime prosegue lo studio dei metalli industriali: rame, alluminio, ma anche terre rare.

È poi la volta delle materie prime agricole. Si parla di mais, grano, soia, colza e girasole e di come investire su queste commodity. Il capitolo successivo si focalizza invece su bestiame e materie prime coloniali, come cacao, caffè, zucchero, cotone e succo d’arancia. Molte di esse sono salite notevolmente in questi ultimi anni (si pensi al rally del prezzo del succo d’arancia o alla salita del cacao).

ETC su materie prime

Il libro di Mazziero sulle materie prime prosegue con lo studio degli ETC, gli Exchange traded commodity. Si parte dallo studio di questi prodotti derivati, spiegando come mai non convenga fare un PAC (piano di accumulo) con materie prime. L’analisi sugli ETC prosegue con l’effetto leva negli ETC, il delisting di ETC e l’effetto cambio di questi strumenti finanziari. Si arriva anche ai costi e alla fiscalità degli ETC.

Gli ultimi capitoli de libro spiegano l’hedging aziendale, ossia la copertura dei rischi per aziende ed investitori. Decisamente interessante anche la lista di siti informativi utili per chi vuole investire su materie prime, con una tabella riassuntiva anche sulle unità di misura delle materie prime.

Altri libri su trading e finanza (Hoepli Editore)

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Investire su Aziende operative nelle Materie Prime https://www.investire-certificati.it/investire-su-aziende-operative-nelle-materie-prime/ Wed, 15 Sep 2021 06:50:23 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=18243 Come investire in borsa su aziende operative nel settore delle materie prime? Esaminiamo il nuovo certificato di investimento ISIN DE000VX04536 legato ad aziende operative su varie materie prime, fra cui ferro, acciaio e nichel. Un certificato su aziende del settore delle materie prime È già negoziabile sul SeDex di Borsa italiana il nuovo certificato ISIN […]

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Come investire in borsa su aziende operative nel settore delle materie prime? Esaminiamo il nuovo certificato di investimento ISIN DE000VX04536 legato ad aziende operative su varie materie prime, fra cui ferro, acciaio e nichel.

Un certificato su aziende del settore delle materie prime

È già negoziabile sul SeDex di Borsa italiana il nuovo certificato ISIN DE000VX04536 emesso da Vontobel. Il prodotto ha per sottostante le azioni di Arcelor Mittal, ThyssenKrupp e Vale, colossi operativi nel settore delle materie prime.

 Il certificato stacca cedole trimestrali condizionate pari al 3,04% a fronte di una barriera cedolare del 65%. Il rendimento massimo annuo può dunque arrivare al 12,16%. La durata complessiva è pari a tre anni. L’osservazione finale è prevista per il 9 settembre 2024, con rimborso una settimana più tardi.

In questo certificato il capitale è condizionatamente protetto, a fronte di una barriera del 65% che viene osservata soltanto a scadenza del prodotto. Parliamo dunque di un certificato con barriera discreta, ossia all’europea.

Aziende operative nel settore delle materie prime e della loro lavorazione

Le tre aziende sottostanti sono dei colossi nella produzione e lavorazione di materie prime, un settore interessante anche per via della ripresa delle quotazioni delle commodities.

ThyssenKrupp AG è un conglomerato basato in Germania e specializzato nell’ingegneria industriale legata alla produzione ed alla lavorazione dell’acciaio. Deriva dalla fusione, avvenuta sul finire degli anni Novanta, fra Thyssen AG e Krupp.

Vale è anch’essa operativa nel settore delle materie prime. È basata in Brasile ed era un tempo denominata Companhia Vale do Rio Doce. È oggigiorno il primo produttore al mondo di ferro e nichel. Chiude il terzetto ArcelorMittal S.A., multinazionale basata in Lussemburgo anch’essa operativa nel settore dell’acciaio e di proprietà indiana.

Prezzi di osservazione iniziale

Il prezzo di osservazione iniziale per le azioni di Arcelor Mittal è pari a 28,622 euro. Il fixing è invece avvenuto a 9,189 euro per ThyssenKrupp e a 18,90 euro per le azioni di Vale.

investire settore aziende miniere d'oro

La barriera cedolare, equivalente a quella capitale, è pertanto posizionata al 65% di questi valori.

A scadenza se le tre azioni del settore minerario e delle materie prime saranno sopra il 65% dei prezzi iniziali l’investitore riceverà il pagamento dell’ultima cedola ed il rimborso del valore nominale di 100 euro. Viceversa il rimborso del certificato sarà commisurato alla performance negativa del peggior sottostante. Questo non intaccherà eventuali cedole incassate durante la vita del certificato.

Effetto memoria delle cedole

Nel derivato strutturato da Vontobel è presente l’effetto memoria. Cosa significa? Questo vuol dire che se una cedola non fosse pagata (perché uno o più sottostanti si trovano sotto le rispettive barriere) può essere recuperata in una successiva data di osservazione. Affinché ciò accada sarà sufficiente che i sottostanti si trovino tutti sopra i livelli barriera.

Scheda riassuntiva del certificato su aziende del settore materie prime

  • Codice ISIN: ISIN DE000VX04536
  • Emittente: Vontobel
  • Sottostanti: Arcelor Mittal, ThyssenKrupp e Vale
  • Cedole: trimestrali pari al 3,04%
  • Barriera cedolare del certificato: 65%
  • Barriera capitale: 65%
  • Effetto memoria delle cedole: sì
  • Tipologia di barriera nei certificates: discreta, ossia con osservazione soltanto a scadenza del prodotto
  • Durata del certificato: 3 anni, con osservazione finale 9 settembre 2024

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Materie Prime in Ribasso nel 2020 https://www.investire-certificati.it/materie-prime-in-ribasso-nel-2020/ Fri, 24 Apr 2020 17:45:26 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1176 Le materie prime in ribasso (spesso definite commodity) hanno fatto registrare, nel complesso, rendimenti negativi nei primi mesi del 2020. La frenata economica globalizzata derivante dal coronavirus ha lasciato poco scampo all’intero settore, con rare eccezioni, fra cui spicca l’oro. La discesa delle borse ha trascinato anche al ribasso la maggioranza delle commodities, affossando il […]

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Le materie prime in ribasso (spesso definite commodity) hanno fatto registrare, nel complesso, rendimenti negativi nei primi mesi del 2020. La frenata economica globalizzata derivante dal coronavirus ha lasciato poco scampo all’intero settore, con rare eccezioni, fra cui spicca l’oro.

La discesa delle borse ha trascinato anche al ribasso la maggioranza delle commodities, affossando il petrolio (sia la quotazione WTI che quella del Brent). Fra gli altri elementi negativi per il settore delle materie prime segnaliamo la forza del dollaro, che ha di norma una correlazione inversa con le commodities.

Petrolio e Brent: un calo drammatico

Fra le materie prime più colpite troviamo senz’altro il petrolio, con il prezzo del greggio americano, il West Texas Intermediate, che è precipitato dapprima ai minimi degli ultimi trent’anni, per poi proseguire nella sua caduta, sino a giungere in territorio negativo (ma solo per quanto concerne la scadenza di maggio 2020, non le successive del 2020 e 2021, almeno per il momento). Nel complesso, analizzando la scadenza di giugno 2020, il prezzo del WTI ha perso in tre mesi e mezzo oltre il 75% del suo valore.

Scadenze lunghe

Le perdite si riducono esaminando le scadenze più lontane, con il future del WTI a settembre 2021 sopra quota 30, mentre quello con scadenza febbraio 2021 al CME passa di mano in area 35 dollari al barile.

Ha perso leggermente meno il Brent, comunque in calo di oltre il 60% da inizio anno, così come il gasolio. Ne hanno risentito i titoli del comparto, con le azioni di Eni in forte calo, così come quelle di Saipem o altre aziende come Total o Shell su altre borse finanziarie.

investire su eni petrolio
Le azioni di Eni hanno risentito del crollo del petrolio. Il titolo Eni è sceso fino a dei minimi in area 6,5 euro per azione a Marzo 2020, prima di rimbalzare nelle settimane seguenti

In calo anche le materie prime agricole

Anche nel settore delle cosiddette commodities agricole le performance del primo quadrimestre 2020 sono spesso in netto ribasso. I futures relativi a cotone e mais hanno perso poco meno del 20%, mentre il caffè è in calo da inizio anno del 12%. Situazione simile per lo zucchero, con un ribasso da inizio anno pari al 10%. Ha tenuto molto meglio il frumento, il cui futures viaggia appena sotto la pari da inizio anno.

L’oro luccica in tempo di crisi

Non è certo un segreto, ma l’oro è spesso definito come il bene rifugio per eccellenze, nonché’ uno dei termometri della finanza. Il crollo dei mercati finanziari registrato fra la fine di febbraio e l’inizio di marzo 2020 ha determinato un’accelerazione rialzista del prezzo del lingotto.

Soprattutto, le politiche monetarie particolarmente espansive delle banche centrali e le aspettative che Federal Reserve, BCE e gli altri Istituti centrali continuino a stampar moneta hanno determinato una piccola corsa all’oro da parte degli investitori che hanno aumentato la quota di lingotto nel proprio portafoglio.

Le materie prime in Ribasso nel 2020, ma l’oro è pertanto un’eccezione ed uno dei pochi asset in rialzo sui mercati nella prima parte del 2020. Le quotazioni dell’oro spot sono arrivate a superare i 1.700 dollari l’oncia, mentre il future ha toccato anche valori leggermente più alti.

La produzione di oro potrebbe inoltre scendere leggermente per via del lockdown che ha fermato alcune aziende estrattive, in uno scenario in cui il calo della domanda di oro da gioielleria potrebbe essere ben compensato da una crescita della domanda di oro per investimenti.

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Materie Prime – Le Correlazioni https://www.investire-certificati.it/materie-prime-le-correlazioni/ Wed, 11 Sep 2019 21:58:06 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=507 Le correlazioni fra materie prime e mercati finanziari sono da sempre al centro del dibattito: come sono correlati l’oro, il petrolio, il rame con i mercati azionari e con il dollaro? Procediamo con ordine. Con investimenti sulle commodities si intendono le operazioni di breve e lungo termine effettuate sulle materie prime, in differenti settori. Si […]

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Le correlazioni fra materie prime e mercati finanziari sono da sempre al centro del dibattito: come sono correlati l’oro, il petrolio, il rame con i mercati azionari e con il dollaro? Procediamo con ordine. Con investimenti sulle commodities si intendono le operazioni di breve e lungo termine effettuate sulle materie prime, in differenti settori. Si va dai metalli preziosi, come oro e argento, passando per il petrolio, per proseguire con gli altri metalli, fra cui il rame, il settore delle soft commodities, nonché quello delle agricole, come cereali o succo di arancia. Le materie prime sono dunque un comparto fondamentale sui mercati finanziari.

Materie Prime e correlazioni: oro, rame e petrolio

Le correlazioni fra commodities e mercati finanziari sono numerose, con risvolti significativi per gli investitori. In particolare, i risultati economici dei paesi produttori ed esportatori di materie prime dipendono, in misura considerevole, dai prezzi delle materie prime stesse. Le valute di questi paesi infatti tendono quindi a rivalutarsi o a svalutarsi seguendo l’andamento positivo o negativo dei prezzi delle varie commodities . L’investitore di lungo termine, così come il trader intraday, devono pertanto conoscere le correlazioni tra le diverse materie prime e le varie attività finanziare: ad esempio un’accelerazione rialzista dell’oro può alimentare un immediato rafforzamento del dollaro australiano, visto che l’Australia è uno dei paesi che produce la maggior quantità di oro.

L’oro: la correlazione con il dollaro (e non solo)

L’oro ha svolto per molto tempo il ruolo di bene rifugio (in particolare durante le crisi finanziarie del 2008 e del 2011), registrando rialzi significativi alimentati dai flussi in uscita dai mercati azionari. Gli investitori tradizionalmente tendono quindi a spostare parte della liquidità verso il metallo giallo nelle fasi di recessione o comunque quando vi sono aspettative per ribassi nel comparto azionario. In generale, poi, l’oro è negativamente correlato con il dollaro americano (correlazione inversa oro/dollaro) e positivamente correlato con il dollaro australiano, visto che l’Australia è uno dei maggiori paesi esportatori di oro.

Nel complesso l’oro è una materia prima sui generis, spesso decorrelata dall’andamento di gran parte delle altre materie prime . Va tuttavia segnalata una maggiore correlazione fra l’oro e i metalli preziosi e, soprattutto fra silver e gold.  I due metalli preziosi più scambiati hanno tuttavia un andamento non sempre omogeneo, come testimoniato dall’andamento della ratio silver gold, ossia il rapporto che misura il numero di once acquistabili da un investitore con un’oncia di argento. Un valore spesso volatile, che negli ultimi anni si è mosso in netto favore dell’oro, fino ad arrivare in area 90.

investire oro correlazioni

Il Petrolio e le sue correlazioni

L’andamento del petrolio influenza, ed è a sua volta influenzato, dal comportamento dei vari mercati finanziari. In particolare, esiste un legame diretto tra il petrolio e alcune valute, in particolare il dollaro canadese e la corona norvegese. Un rialzo del prezzo del petrolio provoca solitamente un rafforzamento di queste valute in quanto genera maggiori introiti per questi due stati esportatori. Negli ultimi anni è aumentata anche la correlazione positiva tra mercati azionari e petrolio: un rialzo di quest’ultimo livello è considerato positivo in quanto potrebbe segnalare un miglioramento generale della situazione economica. Viceversa spesso il petrolio perde terreno quando crescono i timori per possibili rallentamenti dell’economia o per una recessione, elementi che potrebbero determinare un calo della domanda del petrolio e che spingono gli investitori ad alleggerire le loro posizioni sul greggio.

Il Rame e le correlazioni con l’economia mondiale

Gli investitori guardano con grande interesse anche al rame. Infatti, proprio questo metallo risulta essere una delle materie prime che meglio riflettono quello che è l’andamento generale dell’economia mondiale. Una discesa del prezzo del rame segnala infatti un periodo di contrazione economica che si potrebbe ripercuotere sulle altre materie prime . Una salita del prezzo del rame può segnalare che l’economia è in fase di crescita o di espansione.

In generale è possibile evidenziare che:
– i cross dello yen sono particolarmente sensibili all’andamento economico generale, sia perché il Giappone è uno dei principali paesi esportatori sia per via delle operazioni di Carry Trade costruite dagli operatori finanziari. Per questo motivo i cross Aud/Jpy e Nzd/Jpy si muovono nella stessa direzione seguita dal rame e dei metalli di base;
– per comprendere le relazioni esistenti tra le materie prime e dollaro americano è necessario sottolineare che i prezzi di tutte le materie prime sono espressi in dollari USA.

A parità di altre condizioni, quindi, un ribasso dell’1% nel valore del dollaro farà aumentare i prezzi di tutte le materie prime dell’1% e viceversa. Per questo motivo, quindi, la tendenza nel mercato delle materie prime è solitamente opposta al trend seguito dal dollaro americano, che, ha quindi di norma una correlazione inversa con le commodities .

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Come Investire con gli ETC https://www.investire-certificati.it/gli-etc-come-funzionano-e-come-investire-con-gli-etc/ Sat, 17 Aug 2019 14:08:14 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=191 ETC, come funzionano? Come investire con gli ETC? Il cambio eurodollaro e la leva. Quali sono le categorie di ETC? Le materie prime. Gli ETC (Exchange Traded Commodities) sono strumenti finanziari che permettono all’investitore di replicare l’andamento delle varie materie prime. La gamma di commodities replicata dagli ETC non si limita alle singole materie prime, […]

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ETC, come funzionano? Come investire con gli ETC? Il cambio eurodollaro e la leva. Quali sono le categorie di ETC? Le materie prime.

Gli ETC (Exchange Traded Commodities) sono strumenti finanziari che permettono all’investitore di replicare l’andamento delle varie materie prime. La gamma di commodities replicata dagli ETC non si limita alle singole materie prime, ma si estende anche ai loro indici e sotto-indici. Sono infatti disponibili: 
ETC su singole materie prime (Alluminio, Caffè, Rame, Granoturco, Cotone, Benzina, Oro, Petrolio Brent, Petrolio Wti, Gas Naturale, Nickel, Argento, Soia, Zucchero, Platino, Palladio, Frumento, Cacao); 
ETC legati a panieri omogenei di merci (Prodotti Agricoli, Energia, Cereali, Metalli Industriali, Bestiame, Petrolio, Metalli Preziosi); 
ETC su indici globali di commodities. 

Le categorie di ETC

L’investitore deve sapere che gli ETC si distinguono in due tipologie: 
a) ETC che hanno un sottostante fisico; 
b) ETC che investono in future su materie prime.

ETC – Il Prezzo

La distinzione in queste due tipologie è importante per l’investitore perché incide sul calcolo del prezzo dell’ETC. In particolare: 
a) il prezzo degli ETC che hanno un sottostante fisico (ETC fisici o physically-backed) è strettamente legato all’andamento del prezzo spot della materia prima. Gli ETC fisici consentono agli investitori di ottenere un’esposizione simile a quella che potrebbero conseguire comprando e conservando la materia prima fisica, con il vantaggio di evitare i rischi e i costi legati alla loro gestione (immagazzinamento, custodia, assicurazione ecc.); 
b) il prezzo degli ETC che investono in future su materie prime incorpora, oltre al prezzo del future della materia prima sottostante, anche i costi necessari per la sostituzione del contratto future in scadenza con il future successivo.

Gli ETC investono solitamente sulla prima scadenza future disponibile (salvo quelli che hanno la dicitura longer dated che investono sulla terza scadenza del future). Quando il future si avvicina alla data di scadenza, quindi, l’ETC viene collegato alla scadenza successiva del future, effettuando quella che in genere si chiama operazione di “Roll Over”. 
Da un punto di vista operativo: 
– gli ETC a replica fisica sono più adatti per finalità di investimento visto che sono immuni dai costi di roll over e possono essere utilizzati per eventuali strategie di accumulazione (trading a scalare); 
– gli ETC che utilizzano i future, invece, sono più adatti per finalità di trading di breve termine, visto che, tramite la leva finanziaria, consentono di sfruttare sia le fasi rialziste (long) sia quelle ribassiste (short). 

 Backwardation e Contango

Per gli ETC che usano i future è necessario analizzare con molta attenzione la curva forward dei vari future, ossia la curva che mostra i prezzi dei future sulle varie scadenze. In base all’inclinazione positiva o negativa di questa curva si avrà infatti una situazione di: 
– backwardation, quando il prezzo del future alla scadenza successiva è inferiore al prezzo del future alla scadenza precedente; 
– contango, quando il prezzo del future alla scadenza successiva è superiore al prezzo del future alla scadenza precedente. 
Questo aspetto è molto importante in quanto incide in modo significativo sul prezzo dell’ETF. In situazioni di contango, infatti, l’emittente, quando deve rollare le posizioni sulle scadenze successive, acquista i future su prezzi più elevati, provocando una riduzione del prezzo dell’ETC. Tanto più la curva forward è inclinata in contango, tanto più si otterrà un Roll Yield negativo per l’investitore. Per questo motivo gli ETC possono subire una riduzione di prezzo nonostante ci sia stata una salita del prezzo della materia prima alla quale sono collegati. 

Il cambio Euro Dollaro

Un secondo aspetto particolarmente importante per l’investitore è legato all’andamento del cambio euro/dollaro visto che gli ETC sono quotati in euro mentre quasi tutte le materie prime sono quotate in dollari. L’andamento del cambio euro/dollaro influisce quindi nella variazione giornaliera del prezzo dell’ETC. In particolare, l’euro è sempre correlato negativamente rispetto al prezzo dell’ETC. Ipotizzando (per semplicità) una variazione nulla del prezzo della materia prima al quale l’ETC è collegato: 
– se il cambio euro/dollaro sale dell’1% il prezzo dell’ETC scende dell’1%; 
– se il cambio euro/dollaro scende dell’1% il prezzo dell’ETC sale dell’1%.

trading ETC materie prime

Rischio di Cambio – EC Hedged

Per immunizzarsi dal rischio cambio esistono ETC di tipo Hedged che coprono l’investitore dall’andamento del cambio euro/dollaro. 
Tra gli altri aspetti cui l’investitore deve prestare attenzione ci sono le commissioni annue di gestione (che possono raggiungere livelli vicini all’1%) e la liquidità dell’ETC (espressa in particolare dal suo bid/ask spread medio). Per questo motivo è preferibile operare sugli ETC nel corso del pomeriggio, quando le borse americane sono aperte. Gli investitori istituzionali possono in questo modo effettuare operazioni di copertura e offrire bid/ask spread più contenuti sui vari prodotti.

ETC – La leva

Per gli ETC in leva occorre evidenziare che la leva viene ribilanciata ogni giorno. Ciò significa che la performance dell’ETC è pari alla variazione giornaliera della materia prima (ad esempio l’oro) moltiplicata per la leva. Come è già stato evidenziato per gli ETF l’effetto composto della leva produce delle distorsioni (effetto compounding) che tendono ad allontanare l’ETC dal reale andamento del future sottostante. Più a lungo è il periodo di detenzione del prodotto, più lo scostamento tra l’ETC e la materia prima diventa rilevante.

 investire ETC

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Investire in Materie Prime Conviene? https://www.investire-certificati.it/investire-in-materie-prime-conviene/ Thu, 15 Aug 2019 20:29:10 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=171 Conviene Investire sulle materie prime? Quali sono i principali elementi da conoscere per investire parte del proprio portafoglio nelle commodities? Senza dubbio le materie prime rappresentano un settore molto ampio, suddivisibile a loro volta in numerosi rami. Investire sulle materie prime conviene e si può fare in molti modi grazie ad una serie di strumenti, […]

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Conviene Investire sulle materie prime? Quali sono i principali elementi da conoscere per investire parte del proprio portafoglio nelle commodities? Senza dubbio le materie prime rappresentano un settore molto ampio, suddivisibile a loro volta in numerosi rami.

Investire sulle materie prime conviene e si può fare in molti modi grazie ad una serie di strumenti, fra cui gli ETF e gli ETC, ma anche i CFD ed i certificates, che hanno reso accessibili questi mercati anche per i piccoli risparmiatori, mentre in passato queste venivano perlopiù scambiate tramite contratti futures da grandi investitori.

Questi nuovi strumenti offrono prodotti per lo più standardizzati, solitamente anche con “size”, ossia dimensioni dei contratti, relativamente modeste; ciò fa si che sia senza alcun dubbio possibile investire sulle materie prime anche con cifre contenute, senza alcuna implicazione legata alla consegna del sottostante; infatti nella maggioranza dei casi si tratta infatti di strumenti “cartolarizzati”, senza lo scambio fisico del sottostante. Inoltre, grazie appunto a ETF/ETC, CFD e certificates è possibile aprire posizioni di investimento o trading sia rialziste che ribassiste sulle materie prime.

Investire nelle materie prime – I settori

Nel settore delle materie prime troviamo una varietà di prodotti che spaziano dalle materie prime agricole (si pensi alla carne di bovini, al succo di arancio compresso, al mais, alla soia, allo zucchero o al cotone); proseguendo con i metalli (rame, cobalto, alluminio giusto per citare alcuni esempi), i metalli preziosi (oro, argento, platino e palladio i maggiori); segue il settore energetico (petrolio brent, petrolio WTI, natural gas) ed altri ancora, dalle terre rare, alla sabbia, giusto per citare alcuni esempi.

Ci sono poi anche panieri o indici delle materie prime, che permettono di investire su un basket di commodities allo stesso tempo.

Materie Prime ed azioni

Il trading o gli investimenti su materie prime presentano alcune differenze con quello su altri strumenti come il mercato azionario. Per la medesima materia prima possono esistere diversi mercati, con contratti fra loro differenti (l’oro è uno di questi, negoziato con contratti da 10 once, da 50 e 100 once).  Inoltre, il valore di una commodities non può mai esser pari a zero, in quanto questa cesserebbe di essere prodotta in tal caso.

Va poi ricordato come la volatilità media del settore sia minore rispetto per esempio a quella del settore azionario. Come implicazione sui certificati legati a materie prime vi è il fatto che le barriere tendono ad essere più vicine (raramente troveremo certificati con barriere al 50% sull’oro o sul grano, mentre invece li potremo trovare con simili barriere su basket azionari per esempio).

investire sulle materie prime

Investire in materie prime – Il cambio

Va poi ricordato come la maggioranza delle materie prime sia di norma negoziata in dollari. L’investitore europeo che si approccia a questo settore dovrà pertanto considerare l’effetto cambio. Tutti gli investimenti su materie prime effettuati in dollari (o altre valute) dovranno essere convertiti in euro, considerando anche l’andamento del cambio nel tempo fra l’acquisto e la vendita. Esemplificando l’effetto cambio sulle materie prime, presentiamo un semplice esempio sul petrolio. Ipotizziamo che un operatore abbia acquistato un contratto CFD su 100 once di petrolio a 60 dollari al barile.

Un esempio

Se dopo un mese volesse chiudere la sua posizione, con un prezzo del sottostante invariato pari a 60 dollari (trascurando commissioni ed eventuali swap) chiuderebbe la sua posizione in pari, per un controvalore di 6.000 dollari.  Se nel medesimo arco temporale il cambio euro dollaro fosse rimasto invariato (per ipotesi a 1,10), l’effetto cambio sarebbe trascurabile.

Viceversa, un apprezzamento dell’euro del 10% (da EUR/USD 1,10 a 1,21) determinerebbe una perdita secca del 10% in euro sulla operazione, mentre un apprezzamento del dollaro avrebbe l’effetto opposto, facendo sì che l’investimento in materie prime fosse stato conveniente per via dell’effetto cambio (con un profitto finale in euro per l’investitore, anche se il prezzo del sottostante fosse rimasto invariato nella sua denominazione in dollari).  

Simili esempi potrebbero essere fatti con valori differenti: l’effetto cambio (per ipotesi un movimento contrario sul euro/dollaro del 12%) potrebbe far diventare negativa un’operazione chiusa con un 7% di profitto nella denominazione in dollari. Viceversa, l’acquisto di materie prime denominate in dollari, potrebbe risultare conveniente nonostante una discesa del sottostante del 5%, se il cambio si muovesse a nostro favore del 9%.

Conviene investire sulle materie prime?

E’ conveniente Investire sulle materie prime? In sintesi, non è possibile dare una risposta univoca a questa domanda. Le variabili relative ad un investimento sulle commodities sono molteplici (ed inoltre è sempre possibile andare sia long che short, generando pertanto potenzialmente sia profitti che perdite su ogni materia prima in ogni singola sessione di trading).

È invece possibile affermare che le materie prime possano rappresentare un’ottima modalità di diversificazione del portafoglio di investimenti, sia per la loro decorrelazione con numerosi altri strumenti finanziari, sia perché – trattandosi di un settore molto ampio – vi saranno sempre opportunità per l’investitore di cogliere rialzi o ribassi su singole materie prime o su panieri di commodities.

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