cedola certificates Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/tag/cedola-certificates/ I migliori certificati di investimento li trovi su investire-certificati.it Thu, 09 Apr 2026 14:08:11 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.5 https://www.investire-certificati.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-android-chrome-192x192-1-32x32.png cedola certificates Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/tag/cedola-certificates/ 32 32 Premio mensile dell’1,05% su quattro grandi indici mondiali con doppia protezione: il Phoenix Memory Natixis https://www.investire-certificati.it/premio-mensile-dell105-su-quattro-grandi-indici-mondiali-con-doppia-protezione-il-phoenix-memory-natixis/ Thu, 09 Apr 2026 14:08:07 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=42691 Cedola mensile condizionata con effetto memoria, rimborso anticipato step-down e soglia di protezione al 65% ISIN Premio Mensile Barriera Sottostanti IT0006774027 1,05% (12,60% annuo) 65% EURO STOXX Banks – S&P 500 – Nasdaq-100 – Nikkei 225 Mercati in tensione: uno scenario che favorisce gli strumenti difensivi I primi mesi del 2026 hanno riportato con forza […]

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Cedola mensile condizionata con effetto memoria, rimborso anticipato step-down e soglia di protezione al 65%

ISINPremio MensileBarrieraSottostanti
IT00067740271,05% (12,60% annuo)65%EURO STOXX Banks – S&P 500 – Nasdaq-100 – Nikkei 225

Mercati in tensione: uno scenario che favorisce gli strumenti difensivi

I primi mesi del 2026 hanno riportato con forza la volatilità al centro dell’attenzione degli investitori. Dopo un 2025 eccezionale per i mercati azionari globali — con l’EURO STOXX Banks che aveva guadagnato il 76% e l’S&P 500 oltre il 16% — i listini hanno invertito la rotta nei mesi iniziali del nuovo anno. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, con lo scontro tra Stati Uniti, Israele e Iran che ha spinto il prezzo del petrolio sopra i 100 dollari al barile, e l’atteggiamento aggressivo dell’amministrazione Trump sui dazi doganali — con tariffe fino al 50% su acciaio, alluminio e rame e nuove pressioni sul settore farmaceutico — hanno contribuito a generare un clima di profonda incertezza.

L’S&P 500 ha ceduto circa il 7% dall’inizio dell’anno, il Nasdaq-100 ha lasciato sul campo oltre il 10% e il Nikkei 225 giapponese è risceso in area 52.000 punti dopo aver toccato i massimi a inizio anno. Anche il comparto bancario europeo, reduce dal record del 2025, ha subito una correzione di circa il 9% rispetto ai picchi di febbraio 2026, con l’EURO STOXX Banks che tratta attorno a 240 punti.

In questo contesto, la vera sfida per l’investitore non è abbandonare i mercati, bensì trovare strumenti capaci di generare reddito anche in fasi laterali o moderatamente ribassiste, senza rinunciare a una protezione solida del capitale.
I certificati di investimento su indici — anziché su singole azioni — rappresentano una delle soluzioni più efficaci in questo senso, perché gli indici, per la loro natura intrinsecamente diversificata, tendono a esprimere una volatilità notevolmente inferiore rispetto a quella dei singoli titoli.

Il paniere: quattro grandi indici per una diversificazione ottimale

Il certificato Natixis con codice ISIN IT0006774027 è strutturato su un paniere worst-of composto da quattro dei più importanti indici azionari mondiali: l’EURO STOXX Banks, l’S&P 500, il Nasdaq-100 e il Nikkei 225. Una composizione che garantisce un’esposizione geograficamente ampia — Europa, Stati Uniti e Giappone — e settorialmente diversificata, coprendo il sistema bancario europeo, le grandi capitalizzazioni americane, il comparto tecnologico e il tessuto economico giapponese.

EURO STOXX Banks: il traino della ripresa del credito europeo

Il comparto bancario europeo ha attraversato una profonda trasformazione negli ultimi anni. Dopo un decennio di persistente sottoperformance, le banche dell’Eurozona hanno archiviato nel 2025 il miglior esercizio della loro storia recente, con l’indice EURO STOXX Banks in avanzamento del 76% — un risultato che ha superato persino il rally del 1997. Tutti i componenti dell’indice hanno chiuso in territorio positivo, con Société Générale e Commerzbank in rialzo di oltre il 135%. Il settore ha beneficiato di quello che gli analisti descrivono come un contesto macroeconomico particolarmente favorevole: tassi sufficientemente elevati da sostenere i margini di interesse, una crescita economica abbastanza solida da tutelare la qualità degli attivi e solidi buffer patrimoniali che hanno permesso una remunerazione generosa degli azionisti.

Guardando al 2026, le principali case d’investimento mantengono un giudizio costruttivo. JPMorgan descrive un “ambiente operativo ottimale” con una crescita degli utili pre-accantonamenti del 5,5% annuo e un ritorno sul capitale tangibile attorno al 16%. Goldman Sachs prevede una crescita a doppia cifra degli utili per azione, nonostante i multipli si mantengano ancora a singola cifra. L’indice, attualmente in area 240 punti dopo la correzione dai massimi di febbraio (circa 283), conserva una performance a 12 mesi di circa il 29%.

S&P 500: la solidità strutturale dell’economia statunitense

L’S&P 500 è il principale indicatore della salute dell’economia americana. Dopo aver raggiunto i massimi assoluti a fine gennaio 2026, attorno a 7.000 punti, l’indice ha subito una correzione portandosi in area 6.550 punti, penalizzato dalle tensioni in Medio Oriente e dal balzo del prezzo del greggio. La flessione di circa il 7% ha riportato l’indice su livelli che diversi analisti considerano interessanti. Goldman Sachs mantiene un target di fine anno a 7.600 punti, e i dati sul mercato del lavoro restano solidi: l’economia americana ha creato 178.000 nuovi posti a marzo, tre volte le attese. L’indice, composto da 500 tra le maggiori società americane, offre per sua natura una diversificazione settoriale tale da ridurre drasticamente il rischio specifico rispetto all’investimento in singoli titoli.

Nasdaq-100: intelligenza artificiale e leadership tecnologica

Il Nasdaq-100, che riunisce le 100 principali società non finanziarie quotate al Nasdaq, è stato il più penalizzato dalla rotazione settoriale di inizio 2026, con un calo superiore al 10% dai massimi. La revisione delle valutazioni dei titoli tecnologici, dopo anni di multipli elevati alimentati dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale, ha compresso il premio valutativo del Nasdaq rispetto all’S&P 500 ai minimi dal 2017. Paradossalmente, questa compressione rende il Nasdaq più attraente: analisti come Evercore sottolineano che il rapporto prezzo/utili del Nasdaq appare ora inferiore a quello dell’S&P 500 nel suo complesso, una situazione non vista dall’epoca della pandemia. La solidità dei ricavi legati all’AI e l’espansione dei margini dei principali operatori tecnologici continuano a supportare la tesi di medio-lungo termine.

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Nikkei 225: il Giappone tra riforme strutturali e oscillazioni di mercato

Il Nikkei 225 ha mostrato un andamento oscillante nel primo trimestre 2026, muovendosi nella fascia 52.000-53.000 punti. Il mercato azionario giapponese resta supportato dalla profonda riorganizzazione del settore corporate, con significativi progressi nell’allocazione del capitale e nella governance aziendale che hanno attirato capitali internazionali. Tuttavia, le pressioni legate alle tensioni geopolitiche e all’apprezzamento dello yen hanno gravato sulle quotazioni nel breve termine. Nonostante ciò, il Giappone resta uno dei mercati più interessanti a livello globale per il ciclo di riforme strutturali in corso, con il ritorno sul capitale tangibile in costante miglioramento.

I vantaggi degli indici rispetto ai singoli titoli

La decisione di strutturare un certificato su indici piuttosto che su singoli titoli ha implicazioni rilevanti per il profilo di rischio. Un indice è per definizione un portafoglio già diversificato: il fallimento o il crollo di un singolo componente ha un impatto limitato sull’andamento complessivo dell’indice. Ad esempio, una flessione del 50% di un singolo istituto bancario all’interno dell’EURO STOXX Banks produrrebbe un effetto di pochi punti percentuali sull’indice.

Questa caratteristica rende i certificati su indici particolarmente idonei alla componente difensiva del portafoglio, dove l’obiettivo è produrre rendimento senza esporsi a rischi idiosincratici legati ai singoli emittenti.

Struttura del Certificato: come è congegnato il Phoenix Memory Natixis

Caratteristiche del Certificato
EmittenteNatixis Structured Issuance SA
GaranteNatixis (Rating: S&P A+ / Moody’s A1 / Fitch A+)
ISINIT0006774027
TipologiaCash Collect Memory Worst-Of su indici
ValutaEUR (Quanto – senza rischio cambio)
SottostantiEURO STOXX Banks, Nikkei 225, Nasdaq-100, S&P 500
Valore NominaleEUR 1.000
Data di Emissione7 aprile 2026
Data di Scadenza20 aprile 2027
Premio Mensile Condizionato1,05% (12,60% annuo)
Effetto MemoriaSì – cedole non pagate recuperabili
Barriera CedolaDecrescente: da 80% a 65%
Barriera Capitale65% (osservata solo a scadenza)
Autocall Step-DownDa luglio 2026, dal 100% fino al 76%
Mercato di QuotazioneSeDeX Milano (Borsa Italiana)

Il meccanismo dei premi mensili con effetto memoria

Il Certificate riconosce un premio mensile condizionato dell’1,05%, equivalente a un rendimento annuo lordo del 12,60%, a condizione che in ciascuna data di osservazione mensile tutti e quattro gli indici sottostanti si trovino al di sopra della rispettiva barriera cedola. La barriera cedola è strutturata in modo progressivamente decrescente: parte dall’80% del valore iniziale a maggio 2026 e scende fino al 65% a partire da ottobre 2026. Questo meccanismo rende il pagamento dei premi statisticamente più probabile all’avanzare della vita del prodotto.

In caso di mancato stacco del premio, la cedola non viene annullata ma entra in memoria: sarà corrisposta per intero alla prima data in cui tutti gli indici torneranno al di sopra della soglia. Se ad esempio il Nasdaq-100 scende temporaneamente sotto la barriera a luglio e agosto, ma recupera a settembre, l’investitore riceverà a settembre tre cedole: quella corrente più le due accumulate in memoria.

Il rimborso anticipato con meccanismo step-down

A partire dal terzo mese (luglio 2026), il certificato può scadere anticipatamente qualora tutti e quattro gli indici si trovino al di sopra del livello di autocall previsto per quella data. Il livello di autocall parte dal 100% del valore iniziale e scende del 3% ogni mese, arrivando al 76% a marzo 2027. Se l’autocall si attiva, l’investitore riceve il 100% del capitale investito più tutte le cedole maturate, incluse quelle accumulate in memoria.

Le date di osservazione

Data ValutazioneBarriera CedolaLivello Autocall
Maggio 202680%n/a
Giugno 202677%n/a
Luglio 202674%100%
Agosto 202671%97%
Settembre 202668%94%
Ottobre 202665%91%
Novembre 202665%88%
Dicembre 202665%85%
Gennaio 202765%82%
Febbraio 202765%79%
Marzo 202765%76%

La doppia barriera: la struttura di protezione del capitale

investire - portafoglio di investimento

Il certificato dispone di una struttura di protezione articolata su due livelli. La barriera capitale è fissata al 65% del valore iniziale di ciascun indice ed è rilevata esclusivamente a scadenza (9 aprile 2027). Ciò significa che eventuali ribassi temporanei degli indici durante la vita del prodotto, anche al di sotto del 65%, non compromettono la protezione del capitale.

A scadenza sono possibili due scenari:

  • Scenario 1 – Tutti gli indici sopra il 65% del valore iniziale: rimborso integrale del 100% del capitale più l’ultima cedola e le cedole in memoria
  • Scenario 2 – Almeno un indice sotto il 65% (evento knock-in): rimborso proporzionale alla performance del peggior indice. Ad esempio, se il peggiore ha perso il 40%, l’investitore riceve il 60% del capitale

Va sottolineato che il prodotto è denominato in EUR con effetto Quanto, il che significa che non esiste rischio cambio. Anche qualora il dollaro o lo yen dovessero deprezzarsi significativamente, il certificato non ne risentirebbe: il pagamento delle cedole e il rimborso del capitale si basano esclusivamente sui livelli degli indici, espressi nella valuta di riferimento.

A chi si rivolge questo certificato

Il Phoenix Memory Natixis su indici globali è concepito per la parte conservativa del portafoglio. Si rivolge a investitori e consulenti finanziari che ricercano:

  • Un flusso di reddito regolare e prevedibile, con rendimento potenziale superiore al 12% annuo
  • Accesso ai mercati globali senza i rischi specifici dei singoli titoli
  • Protezione del capitale fino a ribassi del 35% del peggior indice
  • Azzeramento del rischio di cambio grazie alla struttura Quanto
  • Possibilità di compensare fiscalmente le minusvalenze in portafoglio (redditi diversi)

Rischi da tenere in considerazione

  • Capitale non garantito: se a scadenza il peggior indice risulta inferiore al 65% del livello iniziale, l’investitore subisce una perdita proporzionale alla performance negativa
  • Rischio emittente: in caso di insolvenza di Natixis (garante con rating A+/A1/A+), il capitale investito non sarebbe tutelato
  • Rendimento limitato al premio: l’investitore non beneficia di eventuali rialzi degli indici oltre il livello di autocall

Come acquistare il Phoenix Memory Natixis

Per accedere al Certificate è sufficiente inserire il codice ISIN IT0006774027 nella piattaforma di negoziazione della propria banca o intermediario. Il prodotto è quotato su Borsa Italiana (SeDeX) ed è quindi accessibile da qualsiasi conto titoli abilitato. È fondamentale leggere con attenzione la documentazione ufficiale (KID e Condizioni Definitive), disponibile sul sito dell’emittente.

DisclaimerQuesto contenuto è stato prodotto con il contributo di uno sponsor, quale un emittente o un intermediario. Le informazioni qui riportate non costituiscono in alcun caso consulenza finanziaria. Opinioni e considerazioni non devono essere intese come raccomandazioni di investimento, fiscali o legali. Investismart.it declina ogni responsabilità per decisioni assunte sulla base dei contenuti pubblicati. Prima di investire è indispensabile leggere attentamente il KID e le Condizioni Definitive del prodotto.

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Investire con barriera 45% ed airbag sulle azioni di Tesla, NVIDIA e Palantir https://www.investire-certificati.it/investire-con-barriera-45-ed-airbag-sulle-azioni-di-tesla-nvidia-e-palantir/ Thu, 13 Nov 2025 08:36:24 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=39388 Focus tre grandi azioni americane con il certificato ISIN XS3167065500, con barriera capitale 45% ed airbag (sempre al 45%). Pertanto, il capitale è protetto fino a cali del 55%, oltre a cedole potenziali che possono superare l’1% mensile (con una barriera cedolare del 50%) nel nuovo prodotto strutturato da Barclays. Azioni di Tesla, NVIDIA e […]

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Focus tre grandi azioni americane con il certificato ISIN XS3167065500, con barriera capitale 45% ed airbag (sempre al 45%). Pertanto, il capitale è protetto fino a cali del 55%, oltre a cedole potenziali che possono superare l’1% mensile (con una barriera cedolare del 50%) nel nuovo prodotto strutturato da Barclays.

Azioni di Tesla, NVIDIA e Palantir

Vuoi investire in titoli azionari del Nasdaq ma temi un eventuale crollo dei giganti tech? Barclays ha emesso il certificato “Worst-of Quanto Issuer Callable”, che include nel paniere tre grandi società tech americane che negli ultimi mesi hanno contribuito al rialzo del Nasdaq. Si tratta delle azioni di Tesla, NVIDIA e Palantir. Questo certificato offre cedole per un potenziale rendimento lordo annuo del 13,08%, una protezione condizionata del capitale (fino a cali del 55%). Inoltre incorpora anche un meccanismo “airbag” per attenuare eventuali perdite a scadenza.

Vediamo nel dettaglio come è costruito il certificato ISIN XS3167065500.

CODICE ISINCedola MensileBarriera cedolareBarriera capitale
XS31670655001,09% (13,08% annuo)50%45%

Come paga cedole e come funziona la memoria?

Il certificato paga cedole condizionate mensili del 1,09% lordo con effetto memoria.
La cedola di ciascun periodo viene pagata soltanto se, alla data di valutazione di quel periodo, il prezzo di tutte le attività sottostanti è almeno pari al 50% del loro valore iniziale (barriera cedolare 50%). In altre parole: per ottenere la cedola in un dato mese, ognuna delle azioni collegate deve non essere scesa sotto metà del valore con cui è stata presa come riferimento all’emissione.

Se in uno o più periodi la condizione non è soddisfatta, la cedola per quei periodi non viene pagata. Tuttavia il meccanismo prevede un “effetto memoria”: quando, in un periodo successivo, la condizione torna a essere soddisfatta per tutte i tre titoli, l’investitore riceve insieme la cedola del periodo corrente più tutte le cedole arretrate accumulate.

In pratica a una certa data di rilevamento:

  • se non sono mancati pagamenti precedenti, si riceve 1,09€;
  • se sono mancati N pagamenti precedenti e in quel periodo la condizione è finalmente soddisfatta, si riceve (1 + N) × 1,09€. Per es. le cedole non sono state pagate per tre mesi consecutivi perché almeno un sottostante era sotto il 50%. Al quarto mese la condizione è rispettata per tutte i sottostanti: quel mese l’investitore riceverà 4 × 1,09 € = 4,36 €.

L’emittente può rimborsare prima della data di scadenza?

Sì, il certificato è softcallable. Pertanto prevede un’opzione di richiamo discrezionale da parte dell’emittente, in questo caso esercitabile già a partire dalla prima data di verifica delle condizioni di pagamento delle cedole (21/11/2025). In pratica, Barclays potrebbe decidere, nelle date di rilevamento mensili previste, di rimborsare anticipatamente i certificati.

A differenza dei tradizionali prodotti autocallable, dove il richiamo è vincolato al verificarsi di determinate condizioni di prezzo sui sottostanti, qui il rimborso anticipato dipende dalla sola discrezione dell’emittente nelle finestre indicate. Se il prodotto viene richiamato l’investitore incassa il rimborso dell’intero valore nominale e il pagamento di tutte le cedole dovute fino al momento del richiamo.

Come funziona l’opzione “quanto” nel certificato sulle azioni di Tesla, Nvidia e Palantir?

Nel certificato emesso da Barclays i tre sottostanti (le azioni di Tesla, NVIDIA e Palantir) sono titoli del Nasdaq quotati in dollari. L’opzione “quanto” serve a neutralizzare l’effetto delle variazioni del cambio fra dollaro e euro: in pratica il certificato è quotato in euro, evitando quindi che le oscillazioni del tasso di cambio alterino il risultato finale. Il rimborso, infatti, dipenderà unicamente dalla performance delle tre azioni sottostanti.

euro dollaro

Se il sottostante in USD guadagna o perde in termini percentuali, con la clausola quanto l’investitore ottiene lo stesso risultato percentuale espresso in euro, come se il sottostante fosse denominato in euro.

Il quanto non modifica la performance reale del titolo né le regole del certificato (barriere, meccanismi worst‑of, cedole condizionate, call dell’emittente): agisce soltanto sul modo in cui quella performance viene convertita in euro per calcolare il rimborso o il pagamento finale.

Facciamo un esempio semplice, senza considerare l’airbag. Immaginiamo che il sottostante peggiore (worst‑of) parta da 100 USD e a scadenza valga 44 USD, ossia una perdita del 56% rispetto al valore iniziale. Supponiamo che il certificato sia stato acquistato a 100 €.

  • Senza quanto: se il rimborso fosse pagato in dollari e poi convertito in euro, l’importo finale in euro dipenderebbe anche dal tasso di cambio USD/EUR alla scadenza. Se il dollaro si è indebolito rispetto all’euro, la perdita in euro può risultare più ampia (vengono restituiti meno di 44€); se il dollaro si è rafforzato, la perdita in euro può essere attenuata (vengono restituiti più di 44€).
  • Con quanto: la clausola quanto neutralizza il rischio di cambio: l’investitore subisce solo la variazione percentuale del sottostante, indipendentemente dal tasso di cambio. Con un nominale di 100 €, una perdita del 56% corrisponde quindi a un rimborso di 44 €, a prescindere dall’andamento del cambio.

Quali sono gli scenari a scadenza?

Alla scadenza naturale del certificato (21/10/2030), se non è intervenuto un rimborso anticipato, il risultato rispetto alla barriera capitale del 45% dipende esclusivamente dalla performance del sottostante peggiore del paniere.
Se quel sottostante ha sofferto una perdita rilevante (più precisamente una perdita superiore al 55%) rispetto al valore iniziale, cioè si trova sotto il 45% del prezzo di riferimento, allora entra in gioco il meccanismo “airbag. In parole semplici: l’investitore ha la fortuna di vedere la perdita attenuata, non azzerata, grazie a un fattore che riduce l’impatto del calo sul rimborso finale.

  1. Sottostante sopra il livello barriera cedolare (50%): in questo caso, l’investitore riceve il valore nominale (100 euro), l’ultima cedola mensile maturata ed eventuali cedole in memoria.
  2. Sottostante tra il 50% e il 45%: l’investitore riceve la restituzione integrale del capitale (100 euro per ogni certificato), ma non viene corrisposta l’ultima cedola mensile e quelle in memoria.
  3. Sottostante sotto la barriera al 45%: si attiva l’effetto airbag: l’importo rimborsato è calcolato moltiplicando la performance del peggiore per il fattore airbag (2,22).

Per esempio: se il prezzo finale del peggior sottostante è il 30% del valore iniziale, il rimborso a scadenza sarà pari a 66,67 € invece che a 30 €. L’investitore subisce quindi una perdita di 33,33 € sul capitale, mitigata rispetto a una perdita lineare di 70 €.

Quali sono le azioni da seguire con questo certificato di investimento?

Le azioni da seguire sono Tesla, NVIDIA e Palantir. Vediamo qualche altro dettaglio su queste aziende, oltre ai livelli di prezzo da monitorare.

Tesla INC è un produttore leader di veicoli elettrici e tecnologie per la mobilità sostenibile. Oltre alle auto, l’azienda sviluppa soluzioni per lo stoccaggio dell’energia e il fotovoltaico; la sua crescita è guidata dall’innovazione tecnologica e dall’espansione produttiva globale.

Nvidia CORP è il principale produttore di processori grafici (GPU) e piattaforme per l’elaborazione ad alte prestazioni, ampiamente usati in gaming, data center e applicazioni di intelligenza artificiale.

Palantir techonologies Inc-A si occupa dello sviluppo di software, incentrando la propria attività principalmente nel data analytics, data integration, data protection e data engineering e attualmente ha aperto profondamente anche all’intelligenza artificiale.

AzionePrezzo inizialeBarriera cedolareBarriera capitale
TESLA 442,60 USD221,3 USD199,17 USD
NVIDIA CORP181,16 USD90,58 USD81,522 USD
PALANTIR 181,51 USD90,75581,6795 USD

Messaggio promozionale – I certificates sono prodotti complessi ed il capitale investito è a rischio. Il presente articolo non rappresenta in alcun modo sollecito di investimento. I rendimenti indicati sono lordi, tassazione al 26%. Con l’investimento in certificates si è anche soggetti al rischio emittente.

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Certificato Barclays con Airbag: staccata la prima cedola dell’1,35% lordo https://www.investire-certificati.it/certificato-barclays-con-airbag-staccata-la-prima-cedola-dell135-lordo/ Fri, 24 Oct 2025 09:08:07 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=39268 Barclays ha lanciato lo scorso mese un nuovo certificato a capitale condizionatamente protetto (ISIN XS3110346262) che combina cedole mensili fino all’1,35% lordo, una barriera capitale profonda e la mitigazione di eventuali perdite tramite airbag. Vediamo insieme come funziona e come sta andando. Cedole mensili per un possibile 16,20% annuo Il certificato di Barclays offre una […]

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Barclays ha lanciato lo scorso mese un nuovo certificato a capitale condizionatamente protetto (ISIN XS3110346262) che combina cedole mensili fino all’1,35% lordo, una barriera capitale profonda e la mitigazione di eventuali perdite tramite airbag. Vediamo insieme come funziona e come sta andando.

Cedole mensili per un possibile 16,20% annuo

Il certificato di Barclays offre una cedola mensile lorda dell’1,35% con effetto memoria: le cedole non pagate in una mensilità possono essere recuperate successivamente se, in una data di osservazione futura, la condizione per il pagamento viene nuovamente soddisfatta.
Il paniere è strutturato in modalità worst‑of, quindi sia il pagamento delle cedole sia il rimborso a scadenza dipendono dalla performance del titolo peggiore.

In questo caso le cedole vengono erogate solo se, alla data di osservazione mensile, nessuno dei quattro sottostanti (le azioni di Commerzbank, STMicroelectronics, Saipem, Stellantis) è pari o inferiore al 55% del prezzo iniziale. Se tutte le cedole vengono effettivamente corrisposte, il rendimento potenziale annuo lordo raggiunge il 16,20%.

Barriera profonda ed airbag per la protezione del capitale

La barriera capitale è fissata al 40% del prezzo iniziale ed è osservata solo a scadenza: si trova al di sopra di tale livello, il capitale nominale viene rimborsato integralmente. L’investitore beneficia di una protezione condizionata relativamente ampia: ribassi moderati o anche significativi (fino a perdite del 60%) non compromettono il rimborso del nominale. Se la perdita dovesse eccedere il 60 entra in gioco l’airbag, che mitiga parzialmente il calo.

La logica è semplice: si misura l’eccesso di perdita rispetto al 60% (P − 60) e tale eccedenza viene moltiplicata per un fattore di riduzione (in questo caso 2,5); il rimborso finale è quindi pari a 100 € decurtati dell’importo risultante.
Per esempio: se il titolo peggiore perde il 61%, il rimborso non sarà di 39€, come in un normale certificato, ma sarà di 97,5 € (ottenuto da questo calcolo: 100€ – (61-60) x 2,5€); se crolla al 70% del prezzo iniziale, il rimborso sarà di 75€ (ottenuto da questo calcolo: 100€ – (70-60) x 2,5€)  invece di 30€.

Possibilità di richiamo anticipato

A partire dal quarto mese di vita (01/2026) l’emittente può richiamare il certificato in modo discrezionale (certificato softcallable). In caso di richiamo Barclays corrisponderà tutte le cedole maturate fino a quel momento e rimborserà il capitale nominale di 100 € per certificato. Per l’investitore questo significa che la vita effettiva del certificato può terminare prima della scadenza prevista; di conseguenza la strategia volta a ottenere cedole future può essere interrotta.

Tutti i sottostanti sopra la barriera cedolare alla prima osservazione

Alla data odierna (24 ottobre) tutte le azioni risultano ancora distanti oltre 55 punti percentuali dalla barriera capitale. Notevole anche la distanza dalla barriera cedolare, che supera il 35% per tutti i titoli. Ricordiamo che la barriera cedolare è fissata al 55% del valore iniziale.

La prima cedola mensile è stata staccata il 09/10 in quanto, alla prima data di osservazione, nessun sottostante si trovava sotto il livello di barriera (nonostante in quel momento Commerzbank avesse un valore di 31,54€ e, quindi, risultasse negativo del 3,61% rispetto al prezzo inziale). Al momento il worst of del certificato è Commerzbank, con una distanza da barriera cedolare di circa 38 punti percentuali. STM è scesa poco sotto i valori di strike, Saipem naviga poco sopra tali livelli, mentre Stellantis è salita di circa il 20%.

AzioniPrezzo inizialePrezzo spot indicativo*Barriera capitaleBarriera cedolare
Saipem2,3272,3220,93081,27985
Commerzbank32,8230,0713,12818,051
STMicroelectronics (MI)22,2721,788,90812,2485
Stellantis7,629,253,0484,191

* prezzi ore 11:00 in data 24/10/25. Ricordiamo di verificare i prezzi spot nel momento in cui leggete l’articolo, che saranno senz’altro diversi da quelli riportati qui.

Messaggio promozionale – I certificates sono prodotti complessi ed il capitale investito è a rischio. Il presente articolo non rappresenta in alcun modo sollecito di investimento. I rendimenti indicati sono lordi, tassazione al 26%. Con l’investimento in certificates si è anche soggetti al rischio emittente. Il certificato ha un grado di rischio pari a 6 in una scala da 1 a 7.

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Investire nei big tech del Nasdaq https://www.investire-certificati.it/investire-nei-big-tech-del-nasdaq/ Wed, 15 Oct 2025 08:29:35 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=39197 Negli ultimi mesi abbiamo visto una crescita vertiginosa della capitalizzazione dei titoli tecnologici del Nasdaq. È davvero sostenibile questa corsa dell’intelligenza artificiale, del cloud e dei big della Silicon Valley? Siamo di fronte a una nuova bolla destinata prima o poi a scoppiare? Oppure stiamo vivendo un cambiamento strutturale che cambierà per sempre il panorama […]

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Negli ultimi mesi abbiamo visto una crescita vertiginosa della capitalizzazione dei titoli tecnologici del Nasdaq. È davvero sostenibile questa corsa dell’intelligenza artificiale, del cloud e dei big della Silicon Valley? Siamo di fronte a una nuova bolla destinata prima o poi a scoppiare? Oppure stiamo vivendo un cambiamento strutturale che cambierà per sempre il panorama degli investimenti?

Molti investitori si trovano davanti a un dilemma: lasciarsi guidare dalla paura di restare fuori (FOMO, “fear of missing out”) e investire nei grandi nomi della tecnologia, oppure adottare un approccio più prudente per proteggersi da possibili correzioni di mercato.

Proprio per rispondere a queste esigenze, Barclays ha ideato il certificato “Autocallable Barrier Worst-of Phoenix Certificate” (ISIN: XS3153274744). Questo strumento permette di partecipare all’eventuale crescita di quattro “big tech” del Nasdaq (Apple, Alphabet, Amazon e Microsoft), offrendo al tempo stesso meccanismi di protezione in caso di crolli improvvisi.  Grazie alla presenza di cedole condizionate e di un capitale condizionatamente protetto, è possibile cercare rendimento e protezione, senza rinunciare alle prospettive di crescita che il settore tech può ancora regalare agli investitori.

Cedole trimestrali con memoria: una soluzione per gestire la volatilità

Fra le caratteristiche di questo prodotto troviamo la struttura delle cedole trimestrali con memoria. In pratica, ad ogni scadenza trimestrale (gennaio, aprile, luglio, ottobre), il prodotto può pagare una cedola di 2,25 euro, ma solo se il prezzo del peggior sottostante supera la barriera fissata al 70% del valore iniziale.

Fra i punti di forza troviamo anche l’effetto memoria. Le cedole non corrisposte non vengono perse per sempre: vengono “memorizzate” e potranno essere recuperate in futuro, qualora la condizione sulla barriera venga rispettata nelle date successive. In questo modo, anche in caso di momenti di volatilità o di cali temporanei dei mercati, il potenziale di rendimento resta interessante.

Naturalmente, la memoria non garantisce il pagamento delle cedole: se il peggior sottostante resta sotto la barriera per tutta la durata del prodotto, le cedole rimangono non pagate.

Autocall: la possibilità di chiusura anticipata

certificati investimento

Un altro elemento da conoscere è il meccanismo di autocall, che offre all’investitore la possibilità di ottenere il rimborso anticipato del capitale rispetto alla scadenza finale. L’opzione di autocall si attiva a partire da 12 mesi dall’emissione del prodotto, quindi dalla rilevazione di ottobre 2026, e viene verificata ad ogni rilevazione trimestrale.

Come funziona in pratica? Nelle stesse date di rilevamento della cedola, indicate in precedenza (gennaio, aprile, luglio e ottobre), si controlla se il peggior sottostante ha raggiunto almeno il valore iniziale (barriera autocall al 100%). Se questa condizione è rispettata, il prodotto si estingue e l’investitore riceve subito il rimborso di 100 euro, insieme all’eventuale cedola spettante e a tutte le cedole in memoria non ancora pagate.

Questo sistema può essere vantaggioso nei periodi in cui i mercati si mostrano forti o stabili, permettendo di chiudere la posizione con un rendimento certo e senza dover attendere la scadenza naturale. Ovviamente si è anche esposti al rischio di re-investimento: se i tassi fossero più bassi le condizioni cui si investirebbe potrebbero essere meno favorevoli.

Scadenza: cosa può succedere alla fine dell’investimento

Arrivati ad ottobre 2028, se il prodotto non è stato richiamato anticipatamente tramite autocall, si arriva alla cosiddetta data di rimborso (“redemption date”). In questa fase, il risultato finale dell’investimento dipende dalla performance del sottostante con il rendimento più basso (“worst of”) all’interno del paniere.

Poiché sia la barriera cedolare che quella di rimborso del capitale sono fissate al 70% del valore iniziale, alla data di rimborso si possono verificare due scenari principali:

  • Rimborso integrale: se tutti i sottostanti si trovano a un livello pari o superiore alla barriera capitale, l’investitore riceve il valore nominale (100 euro), la cedola relativa al periodo e tutti gli eventuali premi in memoria.
  • Rimborso commisurato alla performance negativa: se la quotazione di almeno uno dei sottostanti si trova al di sotto della barriera, l’investitore riceve un importo proporzionale alla performance negativa del sottostante con la peggiore performance (con conseguente perdita, parziale o totale, dell’importo nominale).
CODICE ISINSottostantiCedola trimestrale con memoriaBarriera cedolare / capitaleBarriera autocall
XS3153274744Apple Inc. (AAPL)
Alphabet Inc. (GOOGL)
Microsoft Corp. (MSFT)
Amazon.com Inc. (AMZN)
2,25% (p.a. 9%)70%100% (da ottobre 2026)

Messaggio promozionale – I certificates sono prodotti complessi ed il capitale investito è a rischio. Il presente articolo non rappresenta in alcun modo sollecito di investimento. I rendimenti indicati sono lordi, tassazione al 26%. Con l’investimento in certificates si è anche soggetti al rischio emittente. Il certificato ha un grado di rischio pari a 6 in una scala da 1 a 7.

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Cedola Condizionata https://www.investire-certificati.it/cedola-condizionata/ Wed, 09 Aug 2023 08:38:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=28985 Cosa vuol dire cedola condizionata? Nei certificati di investimento ed anche nelle obbligazioni si parla spesso di cedole condizionate (o premi condizionati). Ecco un approfondimento sul tema, ripartendo dal concetto di cedola, per vedere la differenza fra una cedola fissa ed una condizionata. Cosa sono le cedole? Le cedole rappresentano la remunerazione dell’investitore nei certificati […]

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Cosa vuol dire cedola condizionata? Nei certificati di investimento ed anche nelle obbligazioni si parla spesso di cedole condizionate (o premi condizionati). Ecco un approfondimento sul tema, ripartendo dal concetto di cedola, per vedere la differenza fra una cedola fissa ed una condizionata.

Cosa sono le cedole?

Le cedole rappresentano la remunerazione dell’investitore nei certificati di investimento e nelle obbligazioni. Tecnicamente per i certificates sarebbe corretto parlare di premi, lasciando il termine cedole alle obbligazioni. Oggi giorno, però, la dicitura cedola è ampiamente utilizzata anche per i certificates. Talvolta oltre a “premio”, si utilizza anche “importo bonus”.

Cedola Condizionata

Quando si parla di cedole condizionate? Da definizione una cedola è condizionata quando il suo pagamento è legato al verificarsi di determinate condizioni di prezzo.

Per esempio, nel caso in cui vi sia una barriera cedolare del 60%, il certificato pagherà la cedola del periodo a patto che il sottostante si trovi sopra tale livello. Nel caso in cui l’azione sottostante alla data di rilevazione si trovi al 55% del prezzo iniziale, la cedola condizionata non sarà pagata.

Cedole condizionate a memoria

Nell’ipotesi in cui l’azione o l’indice sottostanti si trovino sotto il livello barriera, non sarà pagato il coupon. In molti certificati, però, è presente l’effetto memoria delle cedole. Se un premio non viene pagato può essere recuperato in una successiva finestra cedolare nel caso in cui il sottostante si trovi nuovamente sopra il livello barriera. Qualora le cedole condizionate portate a memoria fossero più di una, sarebbero pagate tutte in un’unica soluzione. In sintesi, è possibile portare a memoria anche più di una cedola condizionata.

L’effetto memoria delle cedole è particolarmente utile soprattutto nei certificates con una vita lunga. Permette di assorbire al meglio eventuali turbolenze temporanee sui mercati. per esempio, dopo il crollo del marzo 2020 derivante dalla pandemia del Covid, i mercati azionari hanno messo a segno un poderoso recupero.

In molti certificates le cedole condizionate di quei mesi non erano state pagate, in quanto le azioni o gli indici sottostanti si trovavano sotto le rispettive barriere. Il successivo recupero in molti casi ha permesso agli investitori di ottenere il pagamento delle cedole precedentemente non pagate (quanto i sottostanti sono tornati sopra barriera e quando era presente l’effetto memoria).

Cedole fisse

Certificati Cedole Fisse

Cosa sono invece le cedole fisse? Si parla di cedole fisse quando il loro pagamento è slegato dall’andamento dei sottostanti cui il certificato fa riferimento. In questi prodotti le cedole sono quindi pagate incondizionatamente. Talvolta si parla anche di cedole garantite, in quanto il loro pagamento non è condizionato ad un predeterminato livello di prezzo dei titoli cui fa riferimento il certificato.

Chiaramente la garanzia di incassare le cedole previste dal certificato tenderà ad abbassare in rendimento potenziale del certificato. Al tempo stesso, qualora le cose andassero male, l’investitore avrebbe la garanzia di incassare un numero prestabilito di cedole. Le cedole fisse, a differenza delle cedole condizionate, forniscono quindi una sorta di cuscinetto protettivo per l’investitore, il tutto determinando un rendimento leggermente inferiore.

Cedole condizionate e cedole fisse

In un certificato possono essere presenti sia cedole condizionate che cedole fisse. Capita questo scenario a volte nei certificati con maxicedola, dove il premio iniziale è garantito, mentre le successive cedole sono condizionate. Altre volte troviamo le prime 3 o 6 cedole fisse garantite, seguite da cedole condizionate ad un determinato livello barriera.

Da notare come il livello barriera cedolare possa essere diverso dalla barriera capitale. Per esempio potremmo avere una barriera capitale del 50% ed una barriera per le cedole condizionate posizionata al 60%.

Periodicità

Le cedole possono avere varie periodicità. Solitamente sono mensili o trimestrali, ma non mancano i certificates con cedole semestrali o annuali. Recentemente Leonteq ha introdotto certificates con cedola settimanale. Per quanto riguarda le obbligazioni, invece, le cedole sono di norma pagate su base semestrale (come nel caso dei BTP, i buoni del Tesoro Poliennali) o su base annuale. In alcuni casi troviamo cedole trimestrali, come nelle recenti obbligazioni di BNP Paribas.

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