capitale protetto Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/tag/capitale-protetto/ I migliori certificati di investimento li trovi su investire-certificati.it Mon, 11 May 2026 13:49:31 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.5 https://www.investire-certificati.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-android-chrome-192x192-1-32x32.png capitale protetto Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/tag/capitale-protetto/ 32 32 Certificato a capitale protetto su indici globali https://www.investire-certificati.it/certificato-a-capitale-protetto-su-indici-globali/ Mon, 11 May 2026 13:49:27 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=43216 Alla fine di aprile Barclays ha emesso un nuovo certificato con codice ISIN XS3341038464 strutturato su quattro grandi indici globali: FTSEMIB, FTSE 100, NIKKEI 225 e EUROSTOX Banks. La caratteristica principale di questo certificato è la protezione integrale del capitale investito alla scadenza. Il derivato rimborsa alla scadenza un importo minimo pari a 100 euro, […]

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Alla fine di aprile Barclays ha emesso un nuovo certificato con codice ISIN XS3341038464 strutturato su quattro grandi indici globali: FTSEMIB, FTSE 100, NIKKEI 225 e EUROSTOX Banks. La caratteristica principale di questo certificato è la protezione integrale del capitale investito alla scadenza.

Il derivato rimborsa alla scadenza un importo minimo pari a 100 euro, più un eventuale somma che segue la performance del sottostante con il rendimento peggiore (worst-of) con un moltiplicatore di 1,04 volte. Su questo derivato non sono previste barriere capitale e cedolare, pagamenti di premi e opzioni di richiamo automatico o facoltativo (Softcallable).

Come funziona il certificato a capitale protetto su indici globali

Il certificato a capitale protetto su indici globali di Barclays consente all’investitore di investire piccole somme ed avere un’esposizione su grandi indici del panorama finanziario. La peculiarità del certificato è che il rimborso del valore nominale, pari a 100 euro, è garantito, e non si corre il rischio di registrare perdite sul capitale. Tale scenario è possibile solo se il certificato è detenuto fino alla scadenza, fissata al 9 maggio 2031. Infatti, nel caso in cui l’investitore decida di vendere il certificato sul mercato prima della scadenza e questo avesse un prezzo spot inferiore a quello di acquisto, si registrerebbe una perdita data dal differenziale dei prezzi.

certificati barriera 30%

Per far capire meglio il funzionamento di questo certificato, si illustrano gli scenari possibili alla scadenza:

  • Performance worst-of positivo: Se l’indice con la peggior performance alla scadenza registra un rendimento positivo, per esempio, del 15%, l’investitore riceverebbe un importo pari alla somma tra:
  1. Il 15% moltiplicato per il fattore dell’ 1,04% del valore nominale: 0,15 x 104 euro = 15,60 euro;
  2. Il valore nominale di 100 euro.

Per un totale di 115,60 euro per ogni certificato posseduto;

  • Performance worst-of negativo: in questo caso, alla scadenza si attiva la protezione del capitale e l’investitore riceverà l’importo minimo di 100 euro.

Il certificato, dunque, consente di ottenere un’esposizione azionaria globale, ma con una struttura più prudente di un investimento diretto in azioni. Infatti, il derivato combina in maniera efficiente la protezione del capitale a scadenza e la possibilità di partecipare ai rialzi dei mercati se il worst-of chiude sopra il livello iniziale.

I livelli da monitorare

Di seguito la tabella riassuntiva in cui si riepilogano i valori iniziali degli indici per verificare l’entità del rimborso alla scadenza:

IndiciValore iniziale
FTSE MIB47.673,91
FTSE 10010.321,09
NIKKEI 22560.537,63
EURO STOXX BANKS257,72

Caratteristiche tecniche del certificato su indici globali di Barclays:

  • ISIN: XS3341038464;
  • Emittente: Barclays;
  • Data di emissione: 27 aprile 2026;
  • Data di scadenza: 9 maggio 2031;
  • Valore nominale: 100 €;
  • Tipologia: Protected Worst-of Participation Certificate;
  • Sottostanti (basket worst-of): FTSEMIB, FTSE 100, NIKKEI 225 e EUROSTOX Banks;
  • Valore minimo di rimborso: 100 euro

Messaggio promozionale con finalità di marketing – I certificati sono prodotti complessi. Il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, con tassazione al 26%Verificare di aver compreso il funzionamento dei certificati e i rischi associati all’investimento. Ricordiamo anche che con i certificates l’investitore è esposto al rischio emittente.

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Certificati a Capitale protetto da Unicredit https://www.investire-certificati.it/certificati-a-capitale-protetto-da-unicredit/ Thu, 07 Nov 2024 08:53:28 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=35112 Arrivano da Unicredit cinque nuovi certificati di investimento con capitale protetto 100% e partecipazione all’eventuale rialzo dei sottostanti fra il 160% ed il 290%, ossia con leva. In una fase di elevata incertezza sui mercati, Unicredit punta quindi sulla certezza della protezione del capitale a scadenza, salvo ovviamente il rischio emittente. Nel dettaglio tre certificates […]

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Arrivano da Unicredit cinque nuovi certificati di investimento con capitale protetto 100% e partecipazione all’eventuale rialzo dei sottostanti fra il 160% ed il 290%, ossia con leva. In una fase di elevata incertezza sui mercati, Unicredit punta quindi sulla certezza della protezione del capitale a scadenza, salvo ovviamente il rischio emittente.

Nel dettaglio tre certificates sono scritti su indici di borsa e due su grandi titoli italiani di Piazza Affari. Il certificato ISIN IT0005619926 ha per sottostante il FTSE Mib, con fattore di partecipazione al rialzo del 184%. Con il certificato ISIN IT0005619942 si investe invece sull’Euro Stoxx Select Dividend. Qui si partecipa ad eventuali rialzi con un fattore moltiplicativo del 290%. Pertanto, se l’indice salisse del 30% si otterrebbe un rimborso pari al valore nominale (100 euro) più 30 x 2,9 = 87, ossia il 187% del valore iniziale.

Il terzo indice è l’Euro Stoxx Banks, seguito dal certificato ISIN IT0005619934. In questo caso la partecipazione ad eventuali rialzi è del 166%. Un prodotto interessante per chi si aspetta che il comparto bancario possa crescere ancora nei prossimi anni.

Spostandosi su sottostanti azionari troviamo il certificato ISIN IT0005619918, legato ad Eni (con strike 14,022 euro). Si partecipa ad eventuali rialzi con u fattore del 194%, che quasi raddoppia eventuali profitti del titolo. Chiude l’emissione un prodotto legato ad Intesa Sanpaolo (ISIN IT0005619900). Anche in questo caso a scadenza è garantita la protezione del capitale, a fronte di una partecipazione ad eventuali rialzi pari al 160%.

Come funzionano i certificati a capitale garantito

Alla scadenza, 4 novembre 2031, l’investitore riceverà un valore minimo pari a 100 euro per certificato, oltre all’eventuale performance positiva del sottostante rispetto al valore iniziale, moltiplicata per il fattore di partecipazione previsto dal singolo certificato.

L’Importo di Rimborso sarà calcolato secondo la seguente formula:
100 EUR x [Protezione% + (Fattore di Partecipazione% x Performance del Sottostante)]

Tutte le informazioni, i prezzi live e i documenti informativi sono disponibili sul sito dell’emittente nella pagina relativa all’emissione dei nuovi certificati a capitale protetto.

Scheda dei nuovi certificati a capitale protetto di Unicredit

CODICE ISINSottostanteProtezionePartecipazioneValore iniziale
IT0005619926FTSE MIB100%184%34.540,73 Punti
IT0005619942EURO STOXX SELECT DIVIDEND 30100%290%1.656,57 Punti
IT0005619934EURO STOXX BANKS100%166%148,76 Punti
IT0005619918ENI100%194%14,022 EUR
IT0005619900INTESA SANPAOLO100%160%4,0685 EUR

Ecco il valore di rimborso del certificato ipotizzando un prezzo iniziale di Eni di 14,00 euro. Anche in caso di ribassi a scadenza è garantita la protezione del capitale.

certificati a capitale protetto esempio

Da notare come con questi certificates non si ricevano i dividendi, che di fatto permettono all’emittente la strutturazione del prodotto. La garanzia del capitale è a scadenza (durante la vita il prodotto potrebbe avere una quotazione spot inferiore a 100 euro). La tassazione nei certificati di investimento è al 26%. Il presente articolo è redatto a fine informativo, non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa o consulenza finanziaria.

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Capitale Protetto (e capitale garantito) https://www.investire-certificati.it/capitale-protetto-e-capitale-garantito/ Fri, 09 Aug 2024 12:12:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=34195 Quando si parla di prodotti finanziari spesso si sente parlare di capitale protetto e capitale garantito. L’elemento chiave è appunto legato alla protezione del capitale a scadenza, ma ci sono vari elementi da mettere in risalto. In primo luogo, bisogna vedere qual è il livello di protezione, che può essere totale (ossia 100%), o una […]

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Quando si parla di prodotti finanziari spesso si sente parlare di capitale protetto e capitale garantito. L’elemento chiave è appunto legato alla protezione del capitale a scadenza, ma ci sono vari elementi da mettere in risalto. In primo luogo, bisogna vedere qual è il livello di protezione, che può essere totale (ossia 100%), o una percentuale, come 80 o 90% del valore nominale del prodotto.

Va poi ricordato che la garanzia del capitale la si ha a scadenza, pertanto durante la vita il prodotto potrebbe quotare sotto la pari, anche in maniera significativa. Per esempio, le obbligazioni prevedono la restituzione del capitale a scadenza. Però, se i tassi di interesse salgono, il prezzo spot, ossia quello a pronti, può scendere anche in maniera significativa.

Altro elemento importante è il rischio emittente. Vediamo quindi il tema legato a prodotti finanziari a capitale protetto o garantito.

Capitale protetto o garantito ma a scadenza

capitale protetto
Capitale protetto

Il capitale è garantito a scadenza, con prezzi che possono andare sotto il valore nominale durante la vita del prodotto. Questo è quello che è capitato nelle lunghe scadenze dei titoli di Stato in particolare nel 2022 e 2023, in concomitanza con i rialzi dei tassi da parte delle banche centrali.

Vari BTP, come il BTP 2045, il BTP scadenza 2051 ed anche il BTP 2072, sono arrivati a valere poco più di 50, a fronte di un valore nominale di 100. Il rimborso, salvo fallimento dell’emittente, avverrà a 100, ma la scadenza è decisamente lontana e i tassi inferiori a quelli delle nuove emissioni. Ecco quindi, che il prezzo di allinea.

Discorso simile per i bond secolari austriaci (come Austria 2117 e Austria 2120), scesi sotto 40, sempre a fronte di un valore nominale di 100 e per quasi tutte le obbligazioni con una lunga scadenza. Scenario simile per gli OAT francesi, i Bonos spagnoli, i bund tedeschi e altri titoli di Stato a lunga scadenza, così come per altre obbligazioni societarie.

Per contro, in una fase di tassi bassi, i bond emessi con cedole più elevate possono quotare anche ampiamente sopra la pari (per esempio a 110 o 120, ma anche a 150, in base alla durata dell’obbligazione e alla discesa dei tassi di mercato).

Rischio emittente di un bond

Un secondo elemento da non trascurare è legato al rischio emittente. Nel caso in cui chi ha emesso il prodotto finanziario abbia problemi creditizi (nel caso del BTP quindi lo Stato Italiano, nel caso di un bond corporate l’azienda in questione), il possessore del bond potrebbe non essere in grado di ricevere l’intero ammontare previsto alla nascita del prodotto finanziario.

Certificati a capitale protetto (garantito)

Quando parliamo di certificati di investimento le categorie di prodotti sono varie. Troviamo i certificati a capitale protetto, i certificati a capitale condizionatamente protetto, i certificati a capitale non protetto, i certificates credit linked e i certificati a leva.

Il medesimo discorso fatto poco fa per i bond vale per i certificati di investimento. Anche in questo caso il loro prezzo potrebbe scendere, anche significativamente, sotto la pari. Al tempo stesso, anche con i certificates il possessore del prodotto finanziario è esposto al rischio emittente. Pertanto, nell’eventualità – solitamente remota – in cui la banca o la società finanziaria che ha emesso il prodotto non sia in grado di far fronte ai propri impegni, chi ha in portafoglio il certificato potrebbe ricevere un rimborso inferiore a quello previsto. Ciò non perché i sottostanti del certificato abbiano accusato un calo, ma perché l’emittente non è in grado di rimborsare quanto spetterebbe all’investitore.

Altre tipologie di certificate di investimento

Co sa si intende con certificati a capitale condizionatamente protetto? Il rimborso del capitale è legato alla tenuta di determinati livelli di prezzo. Per esempio, se ci troviamo di fronte ad un certificato con barriera capitale al 55%, il rimborso del capitale a scadenza sarà legato al fatto che l’azione o gli indici o le materie prime sottostanti non perdano il 45% o più dai prezzi di osservazione iniziale.

I certificates credit linked sono invece legati al merito creditizio di entità sottostanti (come grandi aziende o il debito sovrano di un Paese). Pagano premi fissi elargiti all’investitore a patto che l’entità sottostante non abbia eventi credito, ossia non sia in grado di rimborsare un prestito, non vada in fallimento o abbia problematiche simili.

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Certificati a Capitale garantito Scadenza 2024 e 2025 https://www.investire-certificati.it/certificati-a-capitale-garantito-scadenza-2024-e-2025/ Wed, 27 Mar 2024 20:02:53 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=32952 Quali sono i certificati a capitale garantito con scadenza 2024 e 2025? In questo articolo abbiamo analizzato alcune emissioni quotate sul mercato secondario di Borsa Italiana. Rendimento e protezione del capitale Come ottenere un rendimento in borsa superiore a quello dei BOT e dei BTP con rischi veramente contenuti? Un’opzione in tal senso è offerta […]

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Quali sono i certificati a capitale garantito con scadenza 2024 e 2025? In questo articolo abbiamo analizzato alcune emissioni quotate sul mercato secondario di Borsa Italiana.

Rendimento e protezione del capitale

Come ottenere un rendimento in borsa superiore a quello dei BOT e dei BTP con rischi veramente contenuti? Un’opzione in tal senso è offerta dai certificati di investimento a capitale protetto, talvolta anche chiamati certificati a capitale garantito. Fra i vantaggi offerti da questi strumenti finanziario troviamo anche il fatto che producano redditi diversi. In altre parole, sia il capital gain (se il prodotto è acquistato sotto la pari) che le cedole incassate possono compensare eventuali minusvalenze presenti nello zainetto fiscale. In altre parole, il rendimento lordo offerto può diventare netto.

Come parcheggiare la liquidità con i certificati a capitale protetto?

capitale protetto
capitale protetto

Rendimento interessante per il certificato ISIN IT0005424905 (emesso da Banco BPM). Al momento il certificato si acquista in area 98, anche qualche centesimo sotto. Rimborsa 100 a fine novembre 2024, con il plus di pagare una cedola dell’1% se il FTSE Mib si troverà sopra il prezzo di osservazione iniziale, pari a circa 22.000 punti. In altre parole, un rendimento del 3% quasi certo, salvo crolli di borsa nel giro di una manciata di mesi. Tutto ciò in circa 8 mesi, per un rendimento annualizzato vicino al 4,50%.

E anche se il FTSE Mib dovesse perdere 12.000 punti, si guadagnerebbe il 2% da capital gain, senza rischi, visto che si tratta di un certificato a capitale protetto 100%, con un rendimento annualizzato del 3,00% circa, in questo scenario che appare comunque assai remoto.

Certificati a capitale garantito con scadenza 2025

Allunghiamo leggermente la scadenza con il certificato ISIN: IT0005446684. Anche in questo caso si tratta di un certificato a capitale garantito 100%. Il sottostante è l’Euro Stoxx Oil&Gas, che naviga sopra strike del 28%. Al momento questo capitale protetto si acquista poco sopra 96, con un rendimento minimo garantito dal capital gain del 3,00% annuo. Sono poi previsti due premi dello 0,8% e dell’1% (il cui incasso appare altamente probabile, salvo crolli dell’Euro Stoxx Oli&Gas), portando il rendimento potenziale annualizzato intorno al 4,45%.

Vediamo ora un secondo certificato a capitale garantito con scadenza 2025, con lISIN IT0005390015. Questo prodotto si acquista a sconto, in area 93,5 e garantisce un rendimento annualizzato del 4% annuo. Quasi 7 punti percentuali di rendimento in poco più di un anno e mezzo. Naviga decisamente sotto strike l’Euro Stoxx Select Dividend 30. In caso di un suo recupero si incasserebbe una cedola aggiuntiva, con rendimento potenziale fin oltre il 7% annualizzato. Viceversa, il profitto deriva dal capital gain (100 rimborso, meno 93,50 circa prezzo di acquisto del certificato).

Scenario simile per il certificato di Banca Akros con ISIN IT0005396780. Anche in questo caso il sottostante, ossia l’indice Euro Stoxx Select Dividend naviga oltre 20 punti percentuali sotto strike. Difficile, per ora, pensare di partecipare ai rialzi dell’indice.  Si incassano però oltre 6,5 punti percentuali di profitto assicurato – salvo rischio emittente – grazie al capital gain. Come per il precedente la scadenza è fissata per dicembre 2025.

Capitale Garantito e possibilità di puntare ad una cedola del 2,50%

Mancano pochi mesi alla scadenza del certificato a capitale protetto ISIN IT0005380404. Al momento il certificato naviga in area 100, che è anche il valore minimo di rimborso del prodotto a scadenza. Se l’EuroStoxx Gas & Oil non perderà il 13% dai valori attuali alla scadenza (23 agosto 2024) si incasserà un premio aggiuntivo del 2,50% lordo. In questo caso il rendimento annualizzato dell’investimento sarebbe vicino al 5,80%, con il plus di non rischiare alcuna perdita, grazie al fatto che si tratta di un certificato a capitale garantito 100%.

Capitale protetto su Eni

bond Eni

Un rendimento minimo garantito dal prezzo di acquisto sotto la pari e un premio aggiuntivo del 2% se le azioni di Eni si troveranno sopra la barriera di 13,91 euro. Il tutto con la protezione integrale del capitale.

Ecco, in estrema sintesi i punti salienti del certificato a capitale garantito ISIN IT0005396798, emesso da Banca Akros con scadenza 5 febbraio 2025. Al momento il prodotto si acquista in area 980. Da qui due 20 euro di capital gain per certificato, che potrebbero diventare 40 se le azioni di Eni saranno sopra barriera a scadenza.

Un certificato a capitale garantito con cedole

Fra i certificati che si acquistano sotto la pari troviamo anche ISIN IT0005413833. L’emittente qui è Mediobanca ed il prodotto naviga in area 950 euro, a fronte di un valore nominale ed un rimborso minimo garantito di 1000 euro. Sono però previsti premi annuali condizionati pari al 2,50%, che potrebbero alzare il rendimento sensibilmente, portandolo fino al 4,50% annuo circa. Per incassarli è necessario che l’Euro Stoxx Select Dividend non perda oltre il 13% dai valori attuali, ossia che si trovi sopra la barriera di 1.417,49 punti.

Conclusioni

In una fase in cui i rendimenti dei BTP sono scesi notevolmente, dopo la fiammata del 2023, ecco quindi alcune opzioni di investimento con capitale garantito e rendimenti leggermente più alti dei titoli di Stato.

Da ricordare come, così come per i titoli di Stato, anche per i certificates si è esposti al rischio emittente. La tassazione nei certificati di investimento e nei bond obbligazionari è al 26% (contro il 12,5% dei BOT e BTP). I Certificati di investimento, però, sono fiscalmente efficienti e permettono all’investitore di recuperare eventuali minusvalenze pregresse presenti nello zainetto fiscale. Ciò sia con guadagni in conto capitale (capital gain), che tramite l’incasso di cedole e premi.

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Certificato Capitale Garantito Barclays https://www.investire-certificati.it/certificato-capitale-garantito-barclays/ Wed, 07 Dec 2022 06:00:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=25956 Certificato Capitale Garantito Barclays su Borsa Italiana – Nuova emissione di Barclays, con un certificato di investimento con capitale interamente protetto (100%) su azioni italiane. Il codice ISIN è XS2448763230.  La vita complessiva del prodotto è pari a tre anni ed i sottostanti sono le azioni di Stellantis, Unicredit ed Intesa Sanpaolo. Valore di rimborso […]

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Certificato Capitale Garantito Barclays su Borsa Italiana – Nuova emissione di Barclays, con un certificato di investimento con capitale interamente protetto (100%) su azioni italiane. Il codice ISIN è XS2448763230.  La vita complessiva del prodotto è pari a tre anni ed i sottostanti sono le azioni di Stellantis, Unicredit ed Intesa Sanpaolo.

Valore di rimborso alla scadenza

Il funzionamento del certificato ISIN XS2448763230 è relativamente semplice. Nel caso di performance negative da parte dei sottostanti, l’investitore otterrà un valore di rimborso pari a 100 euro, grazie alla garanzia della protezione integrale del capitale.

Nel caso in cui tutti e tre i sottostanti si dovessero esser apprezzati rispetto ai valori attuali, il rimborso sarebbe pari al valore nominale con l’aggiunta della performance fatta registrare dal peggiore dei tre. È presente un cap al 25%, ossia un tetto massimo. Il rimborso massimo sarà dunque pari a 125 euro per certificato anche in caso di salite superiori da parte di tutti e tre i sottostanti.

Funzionamento del certificato a capitale garantito su azioni italiane

Come funzionano i certificati di Barclays? Vediamo alcune ipotesi operative con i possibili scenari di rimborso alla scadenza.

  • Primo caso, se Unicredit, Intesa e Stellantis facessero segnare perdite rispettivamente del 12, 25 e 30% il rimborso del certificato sarebbe pari a 100 euro.
  • Seconda ipotesi: Se Intesa perdesse il 5% e Unicredit e Stellantis guadagnassero il 10%, il rimborso sarebbe sempre pari a 100 euro, per via del calo di Intesa.
  • Terza ipotesi: Intesa sale del 15%, Unicredit e Stellantis del 22%. Il certificato rimborsa 115 euro (+15% rispetto al prezzo di emissione)
  • Quarto scenario: Intesa a scadenza è salito del 35%, Unicredit del 30% e Stellantis del 26%. Il certificato rimborsa il massimo possibile, ossia 125 euro (+25% rispetto al valore nominale di emissione).

Capitale protetto e durata tre anni

Direttamente dal sito di Barclays troviamo la spiegazione tecnica di questo certificato di investimento con capitale garantito:

certificati a capitale protetto

“All’estinzione del prodotto alla data di rimborso, l’investitore riceverà un pagamento in denaro direttamente collegato alla performance del sottostante con rendimento peggiore. Il pagamento in denaro sarà di importo pari a (i) l’ammontare nominale del prodotto moltiplicato per (ii) (A) il prezzo di riferimento finale del sottostante con rendimento peggiore diviso per (B) il relativo prezzo di riferimento iniziale. Tuttavia, qualora l’importo di tale pagamento in denaro risulti superiore a 125 EUR, l’investitore riceverà solamente 125 EUR (il pagamento massimo) e nel caso in cui sia inferiore a 100 EUR, l’investitore riceverà 100 EUR (il pagamento minimo)”.

Certificato Capitale Garantito: prezzi di strike

La data di valutazione iniziale è il 6 dicembre 2022, mentre la data finale di valutazione del certificato è in calendario per l’8 dicembre 2025. Il rimborso finale avverrà una settimana più tardi, in data 15 dicembre 2025.

Ecco di seguito i prezzi di osservazione iniziale delle tre azioni sottostanti del certificato ISIN XS2448763230:

  • Intesa Sanpaolo: 2,0665 euro
  • Stellantis: 14,448 euro
  • Unicredit Bank 12,51 euro.

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Leonteq: Certificates con Capitale Protetto al 60% https://www.investire-certificati.it/leonteq-certificates-con-capitale-protetto-al-60/ Sat, 15 Aug 2020 07:02:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1876 L’emittente svizzera Leonteq ha recentemente emesso sul SeDex di BorsaItaliana due nuovi certificates con capitale protetto al 60%. Tecnicamente si tratta di certificates floored autocallable con una vita pari a due anni (scadenza al 7 luglio 2022) ed una barriera ampia al 60%. Sono previste cedole condizionate fino al 6% annuo. L’interessante particolarità sta nella […]

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L’emittente svizzera Leonteq ha recentemente emesso sul SeDex di BorsaItaliana due nuovi certificates con capitale protetto al 60%. Tecnicamente si tratta di certificates floored autocallable con una vita pari a due anni (scadenza al 7 luglio 2022) ed una barriera ampia al 60%. Sono previste cedole condizionate fino al 6% annuo.

L’interessante particolarità sta nella presenza di un floor pari al 60%, che rappresenta il rimborso minimo garantito da questo prodotto alla scadenza. Si tratta di fatto di certificati a capitale protetto, con una protezione del capitale pari al 60%.

Certificates con Capitale protetto al 60%

Se uno o più sottostanti dovessero trovarsi al di sotto della barriera a scadenza, l’investitore riceverebbe comunque un rimborso pari al 60%. Questo anche se vi fossero crolli maggiori da parte dei sottostanti. Di fatto viene quindi garantita una protezione del capitale pari al 60%.

Cedole al 6% in questi certificates di Leonteq

Le cedole sono condizionate ad una barriera del 60% e pari all’1,50% per ogni data di osservazione, con un possibile rendimento massimo che si assesta quindi al 6% annuo. È presente l’effetto memoria: nel caso in cui una cedola non venisse staccata, non sarebbe persa, ma verrebbe portata a memoria e distribuita in una successiva data di osservazione nel caso in cui tutti i sottostanti fossero al di sopra del livello barriera.

Marco Occhetti, Leonteq
Il Managing Director di Leonteq Securities, Marco Occhetti

Date di osservazione delle cedole

La prima data di osservazione per entrambi i prodotti di Leonteq è fissata al 7 ottobre prossimo, mentre l’opzione autocallable è attiva dalla successiva, nel gennaio 2021. Il prodotto potrebbe essere richiamato al valore nominale di 1.000 euro, pagando la seconda cedola (ed anche la prima nel caso in cui fosse stata portata a memoria) se tutti i sottostanti si trovassero al di sopra del valore di fixing iniziale.

Nel caso di un richiamo anticipato già alla prima scadenza l’investitore riceverebbe quindi complessivamente 1.030 euro. Viceversa, il certificato proseguirebbe la sua vita, con altre date di osservazioni con cadenza trimestrale.

In tutte è presente la possibilità di richiamo. Se il certificato arriva a scadenza con i sottostanti al di sopra del livello barriera, l’investitore ottiene complessivamente cedole per un totale del 12% lordo. Come detto il capitale è garantito al 60%.

Certificato ISIN CH0555287009

I due certificates floored autocallable di Leonteq fanno riferimento a due settori differenti. Il primo ha codice ISIN CH0555287009 ed ha per sottostanti Allianz, Generali, AXA e Swiss Re. Le azioni cui fa riferimento appartengono al settore assicurativo, tradizionalmente abbastanza conservativo. Questo prodotto viene scambiato al momento a sconto, ossia sotto i mille euro, per via della leggera discesa di alcuni sottostanti. E’ un certificato con capitale protetto (o garantito) al 60%.

Certificato ISIN CH0555287025

Il secondo certificato di investimento emesso da Leonteq  (ISIN CH0555287025)  si focalizza invece sul settore bancario, con alcuni dei maggiori istituti bancari europei. I sottostanti sono tre in questo caso (BNP Paribas, ING, Société Générale). Anche in questo caso si tratta di un certificato con capitale garantito al 60%.

I certificates a capitale protetto di Leonteq sono molti ed alcuni non si fermano al 60%; possiamo investire anche su alcuni che coprono fino al 90% o con copertura totale, ma con parametri e condizioni diverse. Si possono selezionare nella piattaforma dell’emittente svizzero.

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Certificati a Capitale Protetto https://www.investire-certificati.it/certificati-a-capitale-protetto/ Sun, 18 Aug 2019 13:52:06 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=210 Cosa sono i Certificati a capitale protetto (o garantito). Guida per capire i certificati a capitale protetto I certificati di investimento a capitale protetto (anche detti certificati a capitale garantito) hanno la caratteristica di offrire agli investitori una protezione totale o in una determinata percentuale del capitale investito. Tendono a tornare particolarmente di moda nelle […]

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Cosa sono i Certificati a capitale protetto (o garantito). Guida per capire i certificati a capitale protetto

I certificati di investimento a capitale protetto (anche detti certificati a capitale garantito) hanno la caratteristica di offrire agli investitori una protezione totale o in una determinata percentuale del capitale investito. Tendono a tornare particolarmente di moda nelle fasi di grandi movimenti ribassisti sui mercati finanziari.

I certificati a capitale protetto sono strumenti finanziari derivati che permettono agli investitori di partecipare ai rialzi del sottostante o dei sottostanti cui fanno riferimento (in maniera proporzionale o fino a una barriera), senza però dover prendere parte ai ribassi dei medesimi. Per avere questo beneficio, l’investitore spesso rinuncia ad una parte dei potenziali rialzi del sottostante, ossia la partecipazione ad un eventuale rialzo avviene in maniera meno che proporzionale, oppure fino ad un livello di “cap”, per compensare il beneficio del capitale protetto offerto dal certificato in questione. Se acquistati sul mercato secondario permettono di definire la performance minima ottenibile dal certificato se mantenuto fino a scadenza.

I certificati di investimento a capitale protetto sono una delle categorie ACEPI in cui sono divisi gli investment certificates. Le categorie in cui sono divisi i certificati a capitale protetto sono: Digital certificates, Equity protection certificates ed Express protection certificates, butterfly e double win.

Chi emette i certificati a capitale protetto?

Ad occuparsi della creazione e della strutturazione dei certificati a capitale protetto sono le società emittenti, generalmente banche o emittenti specializzate appunto nei certificates, che si occupano anche di offrire la liquidità, ponendosi sul book in bid e ask (denaro e lettera) e svolgendo dunque il ruolo di market maker. Sono solitamente negoziati su mercati regolamentati, per il panorama italiano il SeDex di Borsa Italiana o il Cert-X di Euro-TLX. La contrattazione dei certificati a capitale protetto, come quella di ogni certificato quotato sui mercati regolamentati, è simile a quella di un’azione. Fra le societa’ che offrono certificati a capitale protetto troviamo praticamente tutte le principali emittenti, possiamo menzionare BNP, per proseguire con Leonteq, Vontobel, Unicredit e Banca Imi.

Come funzionano i certificati a capitale protetto?

I certificati di investimento a capitale protetto possono offrire una protezione totale del capitale (100% rispetto al valore nominale) oppure parziale (per esempio il 90 o il 95% del valore nominale iniziale). In base alla tipologia di certificato (Digital certificates, Equity protection certificates ed Express protection certificates i principali) cambiano le modalità di funzionamento del prodotto ed il possibile rendimento atteso dall’investitore.

Le scadenze

Con un certificato equity protection l’investitore si troverà di fronte ad alcuni possibili scenari alla scadenza del certificato. Nel caso in cui il sottostante si dovesse trovare ad un valore superiore rispetto a quello dell’osservazione iniziale, il possessore del certificato parteciperà in toto o in parte al profitto realizzato dal sottostante (in base a quanto definito nel prospetto iniziale del certificato), con un rendimento pertanto positivo, determinato dal rendimento percentuale del sottostante moltiplicato per il fattore di partecipazione, ricevendo inoltre il capitale nominale iniziale (100%).

Viceversa, se il sottostante dovesse trovarsi al di sotto del valore iniziale, l’investitore riceverebbe egualmente il capitale iniziale del certificato a capitale protetto oppure, il livello di protezione garantito (per esempio il 95% del valore nominale iniziale).

I certificati digital

I certificati a capitale protetto digital offrono una remunerazione all’investitore tramite un importo digitale (una cedola) che viene pagata al possessore del certificato, solitamente a cadenza annuale se il prezzo dell’attività sottostante del certificato è al di sopra di un prefissato valore (definito valore digital). Alla scadenza l’investitore riceve il capitale nominale e – se il valore del sottostante è al di sopra del valore digital – l’ultima cedola prevista dal contratto del certificato a capitale protetto digital.

Esempio di certificato a capitale protetto

Vediamo un esempio di funzionamento dei certificati a capitale protetto/garantito digital.  Poniamo un certificato (valore di emissione 100 euro) legato all’azione Intesa SanPaolo, con prezzo di fixing iniziale pari a 2 euro ed una durata di 3 anni, con cedola annuale del 7%. Al termine del primo anno avverrà la prima rilevazione intermedia: se il prezzo di osservazione è pari o superiore a 2 euro, l’investitore riceverà una cedola di 7 euro lordi (pari appunto al 7%, come premio del certificato digital). Se il prezzo fosse inferiore ai 2 euro iniziali, il certificato non distribuirà invece alcuna cedola all’investitore.

Lo scenario sarà simile al termine del secondo anno, con il successivo periodo di osservazione: anche in questo caso il certificato a capitale protetto distribuirà l’importo digitale pari a 7 euro lordi se l’azione di Intesa SanPaolo dovesse trovarsi ad un valore pari o superiore ai 2 euro. Al termine del terzo anno il discorso cedolare sarebbe il medesimo, con l’aggiunta della restituzione del valore nominale del certificato (pari al prezzo di emissione di 100 euro). Sostanzialmente l’investitore avrebbe, in questa ipotesi di certificato digital a capitale protetto, un rendimento positivo nel caso di un comportamento positivo dell’azione cui fa rifermento nelle date di osservazione, senza invece dover partecipare agli eventuali ribassi del titolo.

Esistono certificati short a capitale garantito?

I certificati a capitale protetto possono anche essere short, ossia in grado di permettere all’investitore di guadagnare dalle performance ribassiste dell’azione o della materia prima o dell’indice che fungono da sottostante, garantendo tuttavia una protezione totale o parziale del capitale nel caso in cui si muova invece al rialzo. Nel complesso, come facilmente intuibile, i certificati a capitale protetto (o garantito) sono strumenti indicati per un investitore con una bassa propensione al rischio.

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