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Che cosa è il pair trading e in cosa consiste questa operatività? Il pair trading, noto anche come spread trading, trading di coppia, o come arbitraggio statistico, è una strategia di trading neutrale rispetto al mercato, ossia market neutral. Non importa quindi se il mercato sale o scende.

Con pair trading si intende l’apertura di posizioni di segno opposto su asset correlati, come oro e argento, o due azioni di titoli collegati: Banca Intesa e Unicredit, Coca Cola e Pepsi.

In sostanza questa strategia cerca di trarre vantaggio dalla temporanea deviazione delle serie storiche dei prezzi di un asset (azioni, indici e materie prime) da un equilibrio di lungo periodo a cui questi tendono. Per arbitraggio statistico (o pair trading) si intende una strategia d’investimento che prevede la possibilità di ottenere un guadagno da una situazione di inefficienza di mercato nel fare il prezzo di determinati strumenti finanziari.

La strategia

Ma in cosa consiste lo spread trading? Questa tecnica consente agli operatori di trarre profitto praticamente da qualsiasi condizione di mercato, sia che si tratti di una tendenza al rialzo, al ribasso o di un movimento laterale. Negli ultimi anni, diversi hedge fund hanno utilizzato diversi modi per implementare con successo questa strategia di trading. Le tecniche più ampiamente utilizzate (correlazione, distanza, stocastico, residuo differenziale stocastico e cointegrazione) utilizzano metodologie e strumenti statistici per determinare i due elementi chiave della strategia: la selezione delle coppie e la correlazione a lungo termine tra di loro.

Sostanzialmente si cerca di capire quale dei due asset sia sopravvalutato rispetto all’altro con cui è correlato.

La correlazione

Facciamo un esempio facile per far capire meglio. Il classico esempio di trading di coppia è con le azioni Coca-Cola e Pepsi. Se le azioni della Coca-Cola salissero molto, mentre la Pepsi rimanesse invariata, potresti aprire una posizione short su Coca Cola acquistando contestualmente le azioni di Pepsi. Stessa cosa con la coppia le azioni Ford e GM che sono generalmente correlate (vedi grafico); se per un periodo vanno ciascuna in direzioni diverse, allora vado long sul titolo debole e short sul titolo forte. In seguito quando la deviazione standard supera certi livelli ho una discreta probabilità che entrambe le azioni ritornino alla media (resta da vedere l’arco temporale entro cui ciò potrebbe capitare). Da notare come ciò non sia garantito, soprattutto se una delle due aziende avesse problemi strutturali.

Perché si verifica questa divergenza che favorisce lo spread trading? Alcune delle ragioni di questa divergenza a breve termine nei prezzi relativi potrebbero dipendere da un gran numero di azioni acquistate da un singolo investitore; oppure differenze nei livelli di attenzione degli investitori riguardo a una coppia specifica o a più coppie rispetto a un’altra.

spread trading

La storia del Pair trading

Le origini del pair trading risalgono agli anni ’80, dove fu per la prima volta elaborato ed eseguito da un team di matematici, fisici ed informatici, guidato dall’analista quantitativo Nunzio Tartaglia della Morgan Stanley, con l’obiettivo di trovare opportunità di arbitraggio nel mercato dell’equity.

La strategia del pair trading consiste nell’identificare due asset che hanno mostrato una correlazione positiva nel tempo e il cui rapporto presenta un’anomalia in un particolare momento. Una volta identificati, si inizia a negoziare quegli asset supponendo che la correlazione e i prezzi torneranno nella media. Non è certo facile perché la de-correlazione può durare una ora, un giorno, una settimana.

Come costruire una strategia di pair trading?

Vediamo passo dopo passo come creare una strategia di trading di coppia.

  • Identificare due asset storicamente correlati: Il modo più semplice per individuare due asset positivamente correlati è scegliere titoli che appartengono alla stessa industria o settore. Discorso medesimo per due materie prime correlate, come WTI e Brent oppure oro e argento.
  • Aspettare che la correlazione e i prezzi divergano da ciò che si osserva normalmente.
  • Vendere l’asset che appare sopravvalutato rispetto ai dati storici e comprare quello che appare svalutato.
  • Le posizioni dovrebbero essere chiuse quando i prezzi e la correlazione tra gli asset tornano nella norma.

È importante notare che, nonostante la strategia del pair trading possa aiutare a mitigare alcuni rischi, non garantisce il successo e comporta comunque dei rischi, con possibilità quindi di generare minusvalenze se la divergenza fra i due asset perdurasse o dovesse acuirsi. Pertanto, è sempre consigliabile fare la propria ricerca e considerare attentamente i propri obiettivi di investimento e il proprio profilo Rischio – Rendimento prima di iniziare a fare trading.

Come funziona il coefficiente di correlazione tra due asset class?

Il coefficiente di correlazione è un indicatore statistico che misura l’intensità con cui due asset si muovono insieme sul mercato. Il suo valore può variare tra -1 e +1. Quando il coefficiente è pari a 1, la coppia di asset è perfettamente correlata. Questo significa che le attività si muovono nella stessa direzione, cioè se uno asset sale, anche l’altro sale, e viceversa.

correlazione strumenti finanziari

Quando il coefficiente è pari a -1, la coppia di asset è perfettamente de-correlata. Questo significa che le attività si muovono in direzione opposta, cioè se un asset sale, l’altro scende, e viceversa.
Un coefficiente pari a 0 indica che non vi è alcuna relazione tra le performance dei due asset. Quindi, il coefficiente di correlazione è uno strumento utile per capire come due asset si muovono l’uno rispetto all’altro, e questo può anche aiutare a diversificare il portafoglio di investimenti.

Quali sono le coppie di valute storicamente correlate, adatte al pair trading?

Nel mercato Forex, ci sono diverse coppie di valute che tendono ad essere storicamente correlate. Queste correlazioni possono essere positive (entrambe le valute si muovono nella stessa direzione) o negative (le valute si muovono in direzioni opposte). Ecco alcuni esempi:
EUR/USD e GBP/USD sono certamente le due coppie di valute più correlate positivamente a causa del loro rapporto con il dollaro. Quando l’EUR/USD sale, di solito anche il GBP/USD sale e viceversa.
AUD/USD e NZD/USD. Anche queste due coppie di valute tendono ad avere una forte correlazione positiva. Entrambe le economie sono fortemente influenzate dai prezzi delle materie prime, quindi i movimenti dei prezzi tendono ad essere simili.
EUR/USD e USD/CHF. Sono coppie di valute con una forte correlazione negativa. Quando l’EUR/USD sale, di solito il USD/CHF scende e viceversa.

Ricorda, tuttavia, che le correlazioni possono cambiare improvvisamente per alcuni giorni o periodi a causa di vari fattori economici e di mercato. Pertanto, è importante monitorare regolarmente le correlazioni se si prevede di utilizzare strategie di pair trading. Alcuni broker per favorire questa strategia offrono gratuitamente nella propria piattaforma le tavole di correlazione di un gran numero di coppie dalle quali si possono dedurre scostamenti e occasioni operative.

La cointegrazione

La cointegrazione nel pair trading è un concetto statistico utilizzato per verificare se esiste una relazione a lungo termine tra due serie storiche di prezzi. Per trovare e provare l’esistenza della relazione esistono vari test statistici: come il test di Engle-Granger e il test di Johansen, che possono essere utilizzati per verificare la cointegrazione tra due serie di prezzi. Un tema statistico ed econometrico questo che qui non possiamo trattare. Tuttavia per chi volesse approfondire la cointegrazione nel pair trading ci sono un libro e due tesi della Luiss:

Un esempio di Pair Trading su queste coppie di valute.

Ecco un esempio pratico di come potrebbe funzionare un’operazione di pair trading sulle coppie di valute EUR/USD e GBP/USD, che tendono ad avere una forte correlazione positiva.

Pair Trading

Identificazione delle coppie di valute. Dopo aver esaminato i dati storici, noti che EUR/USD e GBP/USD tendono a muoversi insieme.
Osservazione della divergenza. In un particolare giorno, noti che l’EUR/USD è salito, mentre il GBP/USD è rimasto stabile. Questo è insolito dato che statisticamente tendono a muoversi con una maggiore correlazione.
Apertura delle posizioni. Decidi di aprire una posizione lunga (compra) sul cambio GBP/USD, aspettandoti che salga per tornare in linea con l’EUR/USD. Allo stesso tempo, apri una posizione corta (vendi) sull’EUR/USD, aspettandoti che scenda per tornare in linea con il GBP/USD.
Chiusura delle posizioni: Dopo qualche tempo, noti che il GBP/USD è salito e l’EUR/USD è sceso, tornando alla loro correlazione normale. A questo punto, chiudi entrambe le posizioni, realizzando un profitto. In alternativa, se lo spread diverge in misura eccessiva, che è impostato di default a 2 std, incorriamo in uno stop loss. Alcuni trader usano il rapporto P/E o altri fondamentali per calcolare la divergenza.

Impostiamo in ogni caso lo stop loss per evitare che shock esterni causino perdite ingenti. Infatti questa tecnica, anche se neutrale, non garantisce alcuna certezza di ottenere profitti. Prendiamo per esempio il caso imprevedibile del voto della Brexit, quando la sterlina perse notevolmente terreno contro tutte le altre valute.

Quali indicatori si usano, metto stop loss e target price?

Nel pair trading, gli indicatori più comunemente utilizzati sono quelli che misurano la correlazione tra due asset. Alcuni esempi di questi indicatori sono indicatori di:
Volatilità: forniscono indicazioni sulla volatilità di un asset, ossia la valenza delle oscillazioni al rialzo ed al ribasso.
Tendenza: si basano essenzialmente sullo studio dei dati storici e danno possibili indicazioni sulla base della ciclicità degli eventi.
Volume: mostrando i volume di scambio, mostrano così le dinamiche del sentiment de mercato.
Momentum: questi indicatori si basano sullo studio accurato della velocità e della forza del trend, dando possibili indicazioni su come potrebbe evolversi la situazione.

Stop loss e target price

Per quanto riguarda lo stop loss e il target price, questi sono strumenti essenziali per la gestione del rischio nel trading. Lo stop loss è un ordine di trading che ha lo scopo di bloccare le perdite in caso di improvviso calo del prezzo di un’attività. Il target price, invece, è un ordine con il quale si va a chiudere una operazione in profitto, nel momento in cui ha raggiunto un determinato livello di prezzo, deciso in precedenza.
Nel contesto del pair trading, lo stop loss e il target price possono essere utilizzati per gestire il rischio associato a ciascuna posizione aperta.

Ad esempio, potresti impostare uno stop loss per limitare le perdite nel caso in cui l’asset che hai venduto inizi a salire di prezzo, o nel caso in cui l’asset che hai comprato inizi a scendere di prezzo. Allo stesso modo, potresti impostare un target price per prendere profitto quando l’asset che hai venduto scende al prezzo desiderato, o quando l’asset che hai comprato sale al prezzo desiderato.

Quanta leva e quale time frame è consigliato usare?

La scelta della leva finanziaria e del time frame dipende da vari fattori, tra cui la tua tolleranza al rischio, la tua strategia di trading e il tempo che puoi dedicare al trading. Per quanto riguarda la leva, non esiste una leva “consigliata” per il pair trading, poiché dipende molto dal tuo profilo di rischio e dalla tua strategia di trading.

Tuttavia, è importante ricordare che una leva più alta può aumentare sia i potenziali profitti che le potenziali perdite1. Pertanto, è fondamentale gestire attentamente il rischio quando si utilizza la leva finanziaria. Per quanto riguarda il time frame, gli intervalli di tempo più usati sono quelli a 15 minuti e a 30 minuti.

Tuttavia, la scelta del time frame dipende anche dal tipo di trader che sei. Ad esempio, se sei uno scalper e fai operazioni molto molto veloci, potresti preferire un time frame più breve, come 1 minuto o 5 minuti. Se invece sei un day trader che tiene aperte le posizioni per non più di qualche ora, potresti preferire un time frame di 30 minuti o 1 ora.

Strategie e modelli

Il metodo della distanza si basa sull’idea che la distanza tra i prezzi di due asset correlati dovrebbe rimanere costante nel tempo. Se la distanza aumenta o diminuisce significativamente, ci si aspetta che ritorni alla media. Come si procede? Nel “Metodo della Distanza”, si analizza la differenza dei prezzi normalizzati di tutte le combinazioni di titoli durante il periodo di formazione. Poi si selezionano una ventina di coppie che presentano la somma minima degli spread quadrati durante il periodo di formazione. Inoltre, si annota la loro deviazione standard.

Se lo spread di questi pair si discosta di due o più deviazioni standard calcolate nel periodo di formazione, si apre una posizione lunga e corta sulla coppia, in base alla direzione in cui la coppia si discosta.

Se la deviazione standard ritorna poi a zero, le posizioni vengono chiuse. In ogni caso considera che gli spread con volatilità più bassa avranno deviazioni standard più ridotte; quindi è più facile aprire posizioni su queste coppie, ma potrebbero chiudersi in perdita; non bisogna dimenticare che ci sono anche i costi delle transazioni.

I Modelli

Il modello stocastico; oscillatore stocastico, è un indicatore di momentum che analizza la forza e la velocità di un trend in atto nel grafico di uno strumento finanziario. L’indicatore stocastico è formato da due linee continue che oscillano tra valori compresi tra 0 e 100. Se il prezzo di chiusura corrente è vicino al prezzo più basso del periodo in questione, l’indicatore stocastico sarà vicino allo 0%. Se invece di avvicinarsi al prezzo basso, si avvicina al prezzo più alto, l’indicatore sarà più vicino al 100%.
Momentum Trading: questa strategia prevede l’acquisto di un titolo che si muove in una direzione e la vendita di un titolo correlato che si muove nella direzione opposta.
Arbitrage Trading: consiste nel trarre vantaggio dalle discrepanze di prezzo tra due titoli correlati.
Mean Reversion: si basa sull’idea che i prezzi degli asset e i loro rendimenti tendono a ritornare alla media nel tempo.
Cointegration: viene utilizzata per determinare se esiste una relazione a lungo termine tra due serie temporali.
Beta Trading: si basa sulla variabile Beta, che misura la sensibilità dei rendimenti di un asset rispetto ai rendimenti del mercato nel suo complesso.

Pair trading: altri fattori da considerare

Ci sono vari fattori che possono influenzare il successo del pair trading:
Correlazione tra gli asset: La correlazione tra i due asset selezionati è fondamentale per il successo del pair trading. Se la correlazione tra i due asset cambia nel tempo, ciò può influenzare l’efficacia della strategia.
Eventi macroeconomici: Gli eventi macroeconomici, come i cambiamenti nei tassi di interesse, l’inflazione, il debito pubblico, la bilancia commerciale e la fiducia degli investitori, possono influenzare il movimento dei prezzi nel Forex e nei mercati azionari3.
Fattori specifici dell’industria o del settore: Lo stato di salute dell’economia di un intero paese, i settori che stanno performando bene in quell’economia, le notizie e la politica internazionale, e il livello di competitività di un particolare mercato possono influenzare il movimento dei prezzi di un asset.
Volatilità del mercato: La volatilità del mercato può influenzare il successo del Pair Trading. Se il mercato è molto volatile, ciò può portare a grandi oscillazioni nei prezzi degli asset, rendendo più difficile prevedere il comportamento futuro.
Tempismo: Il tempismo è un altro fattore chiave nel Pair Trading.
È importante identificare il momento giusto per entrare e uscire da una posizione per massimizzare i profitti e minimizzare le perdite.

Considerazioni su profitti e rendimenti

Strategie nel trading online.

I profitti del trading di coppia sono potenzialmente maggiori nei mercati con più azioni idonee alla negoziazione; quindi si potrebbero escludere mercati meno liquidi (ad esempio i paesi con un numero inferiore alla media di azioni/titoli idonei alla negoziazione) dal loro ambito di potenziali coppie. 

Inoltre, le dimensioni del mercato azionario rispetto al PIL sono correlate positivamente con i profitti del Pair Trading, mentre la quota di mercato media del settore è correlata negativamente con i profitti, quindi anche i mercati di piccole dimensioni relative e i mercati dominati da pochi operatori possono essere eliminati.

Analizzando la distribuzione dei rendimenti, osserviamo due caratteristiche comuni alle strategie di ritorno alla media ovvero l’asimmetria positiva e l’eccesso di appiattimento degli estremi della distribuzione di dati. Ciò significa che tendono a verificarsi frequenti piccole perdite e pochi grandi guadagni. In ogni caso per il buon esito e del trading e per limitare i rischi, l’operazione long deve sempre sovra performare l’operazione short.

Quali sono i vantaggi del pair trading

Il pair trading presenta diversi vantaggi, non ultimo quello (almeno in teoria) di autofinanziarsi, poiché i rendimenti della vendita allo scoperto possono essere utilizzati per aprire la posizione lunga.

Neutralità rispetto al mercato. Il pair trading è una strategia di trading neutrale rispetto al mercato, ossia market neutral. Questa tecnica consente agli operatori di trarre profitto praticamente da qualsiasi condizione di mercato, sia che si tratti di una tendenza al rialzo, al ribasso o di un movimento laterale.

Riduzione del rischio. Il pair trading permette di evitare, o almeno di ridurre in gran parte, sia i rischi connessi ai movimenti dell’intero mercato, sia i rischi settoriali.

Adatto a investitori più lenti. Il pair trading può essere un’opzione interessante per gli investitori più lenti e più riflessivi, dato che presenta più movimenti rispetto al classico nervoso trading sui futures.

Pair trading di gruppo e su indici

Quando tutto un settore viene investito da novità potresti impostare un’operazione di gruppo aprendo posizioni lunghe per le società che ritieni avranno successo (con conseguente aumentando di quotazione delle loro azioni sottovalutate) o aprendo posizioni corte sulle società ritardatarie o più lente. Tra queste potrebbero esserci anche titoli importanti come Apple e Samsung contro Motorola e Nokia. Anche Google e Microsoft potrebbero essere inclusi in questa strategia di trading di coppie di azioni.

Non solo. Si può applicare una strategia di coppia agli indici. Se pensi che all’interno della Eurozona le prospettive economiche siano diverse da nazione a nazione, potresti effettuare operazioni di coppia su indici di borsa come DAX, CAC, IBEX, MIB, AEX o altri indici chiave. E così via in ogni settore possono arrivare variazioni di sovra performance relativa o volatilità; come il petrolio greggio rispetto al gas naturale o l’oro rispetto all’argento, come il petrolio greggio Usa (West Texas) rispetto al Regno Unito (Brent). Fino a fare pair trading su coppie di futures o forward.

Gli asset sui quali più frequentemente si impostano operazioni e strategie di pair trading sono nell’ordine:

  • Azioni correlate: le azioni di due aziende nello stesso settore possono essere utilizzate per il pair trading: Apple e Microsoft.
  • Indici di mercato: ad esempio, il Nasdaq 100 (ETF QQQQ) e l’S&P 500 (ETF SPY) sono due indici che generalmente si muovono insieme.
  • Criptovalute: per esempio, BTC/ETH, LTC/BTC, BTC/USDT sono gli asset crypto-fiat più usati.

Quali libri parlano di pair trading?

Ecco alcuni libri che parlano di pair trading:
Pairs Trading: Quantitative Methods and Analysis” di Ganapathy Vidyamurthy. Un libro-guida completa al pair trading, con un focus particolare sui metodi quantitativi.
Trading Pairs: Capturing Profits and Hedging Risk with Statistical Arbitrage Strategies” di Mark Whistler. Offre una panoramica delle strategie di arbitraggio statistico utilizzate nel Pair Trading.
Pairs Trading: A Bayesian Example” di David Ardia e Kris Boudt. Propone un esempio di come utilizzare i metodi bayesiani nel Pair Trading.
Optimal Pairs Trading: A Stochastic Control Approach” di Ren Liu e Johannes Muhle-Karbe. Qui l’autore esplora l’approccio del controllo stocastico al Pair Trading

Sì, ci sono alcuni libri di finanza in italiano che parlano di pair trading. Ecco alcuni titoli:
“Trading operativo sul Forex. Le strategie vincenti per guadagnare sul mercato dei cambi” di Giacomo Probo. Questo libro offre una panoramica completa del Forex trading e include una sezione sul pair trading.
Trading meccanico: Strategie e tecniche non convenzionali su Azioni, Opzioni, Future, Forex” di Luca Giusti. Questo libro presenta diverse strategie di trading, tra cui il pair trading.
Trading System vincenti: Le strategie operative utilizzate dagli investitori professionali” di Enrico Malverti. Questo libro esplora diverse strategie di trading utilizzate dagli investitori professionali, tra cui il Pair Trading.

Leggi anche:

Una nota finale – come detto già nel testo, ricordiamo che il pair trading riduce il rischio, ma non lo elimina completamente. Anche con queste tecniche è quindi possibile incorrere in perdite con gli investimenti. Questo articolo non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento o consulenza finanziaria.

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Le migliori Strategie di Trading Online: Guida Completa https://www.investire-certificati.it/le-migliori-strategie-di-trading-online-guida-completa/ Sat, 21 Mar 2026 10:03:45 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=30263 Introduzione al trading online: le strategie di trading efficaci. Il trading online è diventato un’attività sempre più popolare, permettendo a chiunque abbia un’adeguata preparazione e capitale di investire e – potenzialmente – guadagnare denaro attraverso la compravendita di asset finanziari tramite internet. Tuttavia, per avere successo nel trading online, è fondamentale comprendere i suoi fondamenti […]

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Introduzione al trading online: le strategie di trading efficaci.

Il trading online è diventato un’attività sempre più popolare, permettendo a chiunque abbia un’adeguata preparazione e capitale di investire e – potenzialmente – guadagnare denaro attraverso la compravendita di asset finanziari tramite internet.

Tuttavia, per avere successo nel trading online, è fondamentale comprendere i suoi fondamenti e sviluppare una serie di strategie efficaci. Non mancano infatti anche i rischi connessi al trading e al mondo degli investimenti finanziari. Il capitale è sempre a rischio e le scelte dell’investitore sono spesso complesse. In questo articolo, esploreremo le migliori strategie per il successo nel trading online. Vediamo prima cosa si intende per strategia.

Cosa è una strategia di trading?

Sulla base dei segnali generati da strumenti sia tecnici che fondamentali, per esempio indicatori, oscillatori, dati macroeconomici, correlazioni di asset ed altri, la strategia di trading genera delle operazioni di acquisto (long) o posizioni in vendita (corte). Le strategie e le combinazioni di trading nel mercato azionario come in quello valutario sono centinaia; per trovare quella più efficace e remunerativa bisogna quindi testarne molte e soprattutto applicarle correttamente.

Comprensione dei fondamenti del trading online

Prima di iniziare a fare trading online, è essenziale comprendere i suoi fondamenti. Questo significa avere una conoscenza approfondita dei mercati finanziari, delle diverse tipologie di asset e degli strumenti di trading disponibili. È fondamentale essere consapevoli dei rischi associati al trading online e di come gestirli in modo adeguato. Inoltre, è importante familiarizzarsi con i concetti di analisi tecnica e fondamentale, che sono strumenti essenziali per prendere decisioni di trading informate.

L’importanza di un sistema di trading

trader
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Un sistema di trading è una serie di regole che definiscono quando entrare e quando uscire da un trade. Avere un sistema di trading ben definito è fondamentale per il successo nel trading online. Questo aiuta a evitare decisioni impulsive basate sulle emozioni e a garantire una gestione disciplinata del denaro.

Un sistema di trading efficace dovrebbe includere criteri chiari per l’apertura e la chiusura di posizioni, nonché regole per il posizionamento di stop loss e take profit. Seguendo un sistema di trading solido, è possibile ridurre i rischi e aumentare le probabilità di successo nel trading online.

Indicatori chiave per il successo nel trading online

Gli indicatori sono strumenti tecnici che aiutano a identificare trend, pattern e segnali di trading sul mercato. Utilizzare gli indicatori corretti può fare la differenza tra un trade di successo e uno fallimentare. Alcuni degli indicatori più comuni utilizzati nel trading online includono le medie mobili, l’indice di forza relativa (RSI) e le bande di Bollinger. È importante studiare e comprendere come utilizzare correttamente questi indicatori per prendere decisioni di trading informate e aumentare le probabilità di successo.

Le migliori strategie per il successo nel trading online

Quali sono le migliori strategie di trading? Non esiste una risposta univoca, ma presentiamo seppur molto brevemente alcune strategie di trading.

  1. Strategia di trend following: questa strategia si basa sull’identificazione di trend nel mercato e sulla presa di posizioni in base a tali trend. Si tratta di seguire la direzione prevalente del mercato e di aprire posizioni in conformità con essa.
  2. Strategia di breakout: questa strategia si basa sull’identificazione di livelli di supporto e resistenza chiave, e sulla presa di posizioni quando il prezzo rompe questi livelli. Si tratta di sfruttare i movimenti di prezzo che si verificano dopo una rottura di un livello significativo.
  3. Strategia di media mobile: questa strategia si basa sull’utilizzo delle medie mobili per identificare trend e segnali di trading. Si tratta di prendere posizioni quando le medie mobili si incrociano o quando il prezzo si avvicina ad esse.
  4. Strategia di ritracciamento: questa strategia si basa sull’identificazione di livelli di possibile ritracciamento dei prezzi di mercato, e sulla presa di posizioni quando il prezzo si avvicina a questi livelli. Si tratta di sfruttare i movimenti di prezzo che si verificano dopo un ritracciamento. Come regola generale vanno monitorati attentamente i livelli di ritracciamento del 33%, 50% e 66%. Il ritracciamento del 33% non inverte la tendenza in atto, quello del 50% rende il titolo neutro e quella del 66% inverte la tendenza del titolo. Quando si assiste ad un ri-tracciamento del 100% ed oltre del movimento precedente le implicazioni tecniche sono importantissime e preludono a forti movimenti.
  5. Strategia di trading con i pattern di candele: questa strategia si basa sull’identificazione di pattern di candele che indicano inversioni di prezzo o continuità di trend. Si tratta di prendere posizioni in base a questi pattern, sfruttando le probabilità di successo che offrono. Ma quali sono questi pattern, queste formazioni, successioni di candele?

I Pattern di candele

I pattern di candele possono fornire agli operatori di mercato importanti segnali di inversione di prezzo o di continuità di trend. Ecco alcuni dei pattern di candele dell’analisi tecnica più comuni e come possono essere interpretati:

forex market
  • Martello invertito (Inverted Hammer): Questo pattern si forma quando il prezzo di apertura, il prezzo di chiusura e il prezzo minimo di una candela sono simili, ma il prezzo massimo è significativamente più alto.
  • Indica che i compratori stanno mettendo pressione sul mercato e potrebbe esserci una inversione di prezzo a seguito di un trend ribassista.
  • Uomo appeso (Hanging man): Questa formazione tecnica è l’opposto del martello invertito e si forma quando il prezzo di apertura, il prezzo di chiusura e il prezzo massimo di una candela sono simili, ma il prezzo minimo è significativamente più basso.
  • Indica che i venditori stanno mettendo pressione sul mercato e potrebbe esserci una inversione di prezzo a seguito di un trend rialzista.
  • Stella del mattino (Morning star): è un pattern composto da tre candele e si forma durante un trend ribassista. La prima candela è una candela ribassista, la seconda è una piccola candela con un corpo che può essere rialzista o ribassista e la terza è una candela rialzista che si apre al di sopra del corpo della prima candela. Tende a indicarci una possibile inversione di prezzo a favore dei compratori.
  • Stella del sera: è l’opposto della stella del mattino e si forma durante un trend rialzista. La prima candela è una candela rialzista, la seconda è una piccola candela con un corpo che può essere rialzista o ribassista e la terza è una candela ribassista che si apre al di sotto del corpo della prima candela. Indica una possibile inversione di prezzo a favore dei venditori.
  • Engulfing pattern: si forma quando il corpo di una candela “engulfs” completamente il corpo della candela precedente. Un engulfing pattern rialzista indica una possibile inversione di prezzo a favore dei compratori, mentre un engulfing pattern ribassista indica una possibile inversione di prezzo a favore dei venditori.
  • Candele Doji: sinonimo di incertezza si forma quando il prezzo di apertura e il prezzo di chiusura di una candela sono molto simili o uguali, creando un corpo molto piccolo o inesistente. Indica un’equilibrio tra compratori e venditori e può essere un segnale di indecisione di mercato o di inversione di prezzo.

È importante notare che i pattern di candele da soli potrebbero non essere sufficienti per prendere decisioni di trading. È consigliabile utilizzare i pattern di candele in combinazione con altri indicatori tecnici e analisi del contesto di mercato per confermare i segnali di inversione di prezzo o di continuità di trend.

Altre strategie di trading

Quali altre tecniche di investimento? Senz’altro sono molteplici. Qui presentiamo alcune strategie di trading in borsa.

  1. Price Action: Questa strategia si basa sull’analisi dei movimenti dei prezzi e dei livelli di supporto e resistenza senza l’uso di indicatori. È considerata la migliore strategia di trading al mondo. Gli operatori utilizzano i grafici per identificare modelli di prezzo e prendere decisioni di trading. Di solito si una su dati giornalieri ma anche sul time frame di 4 ore. effecacia molto alta.
  2. Oscillatore RSI: Questa strategia si basa sull’indicatore RSI (Relative Strength Index), che misura la forza e la velocità di un movimento dei prezzi. Gli operatori cercano segnali di ipercomprato e ipervenduto per prendere decisioni di trading. Molti usano lo StochRsi, una combinazione dei due indicatori oppure usano l’indicatore Williams. Gli esperti consigliano di impostare un time frame H1, mentre solo gli scalper saranno in grado di impostare anche un M15 o M30. Strategia per gli scalper.
  3. Fibonacci: Questa strategia si basa sui livelli di ri-tracciamento di Fibonacci, che sono livelli di supporto e resistenza calcolati in base a una serie di numeri. Gli operatori utilizzano questi livelli per identificare punti di inversione potenziali e prendere decisioni di trading. Strategia per day trading.
  4. Onde di Elliott: Questa strategia si basa sulla teoria delle onde di Elliott, che sostiene che i prezzi si muovono in modelli ripetitivi a causa della psicologia degli operatori. Gli operatori cercano di identificare queste onde e prendere decisioni di trading in base ad esse. Strategia per swing trader.
  5. Bande di Bollinger: Questa strategia si basa sull’indicatore delle bande di Bollinger, che misura la volatilità di un asset. Gli operatori cercano di identificare periodi di bassa volatilità in cui i prezzi sono confinati tra le bande e prendono decisioni di trading in base a ciò. Strategia per swing trader.

Queste sono solo alcune delle molte strategie di trading disponibili. È importante testare e praticare queste strategie su un conto demo prima di utilizzarle con denaro reale

Implementare tecniche di gestione del rischio nel trading online

La gestione del rischio è essenziale per proteggere il proprio capitale e minimizzare le perdite nel trading online. Ciò significa impostare stop loss per limitare le perdite in caso di movimenti di prezzo avversi e impostare take profit per prendere profitto quando il prezzo raggiunge un obiettivo desiderato.

È anche importante diversificare il proprio portafoglio di trading, investendo in diversi asset e settori, al fine di ridurre il rischio complessivo. Inoltre, è fondamentale seguire una dimensione di posizione appropriata, evitando di investire troppo in un solo trade.

Scegliere la giusta piattaforma di trading online

La scelta della piattaforma di trading online è un fattore chiave per il successo nel trading online. È importante optare per una piattaforma affidabile, sicura e di facile utilizzo. La piattaforma dovrebbe offrire strumenti di analisi tecnica, grafici in tempo reale e una vasta gamma di asset negoziabili.

Inoltre, la piattaforma dovrebbe consentire l’esecuzione rapida degli ordini e fornire supporto clienti efficiente. Prima di scegliere una piattaforma di trading, è consigliabile fare una ricerca approfondita e confrontare le diverse opzioni disponibili.

Risorse per imparare e migliorare le competenze nel trading online

Il trading online è un’attività in continua evoluzione e per avere successo è fondamentale continuare ad apprendere e migliorare le proprie competenze. Esistono numerose risorse disponibili per imparare il trading online, come libri, corsi online, webinar e forum di trading. È consigliabile investire tempo ed energie nella formazione e nello studio dei mercati finanziari. Inoltre, è importante seguire trader esperti e imparare dalle loro strategie e esperienze. Il trading online richiede un impegno costante nel migliorare le proprie competenze e rimanere aggiornati sulle ultime tendenze di mercato.

Errori comuni da evitare nel trading online

Nel trading online, è facile cadere in trappole comuni che possono portare a perdite finanziarie significative. Alcuni degli errori più comuni da evitare includono la mancanza di un piano di trading, l’investimento di somme di denaro che non si può permettere di perdere, l’impulso di seguire consigli di trading senza fare una propria analisi. Inoltre a volte il trader ignora gli indicatori di rischio e ha aspettative irrealistiche sulle proprie performance di trading. Evitare questi errori richiede disciplina, pazienza e un approccio razionale al trading online. Come detto, il trading è per natura un’attività a rischio.

Come diventare un maestro del trading online

Il trading online può essere un’attività altamente redditizia, ma richiede una conoscenza approfondita dei fondamenti, l’applicazione di strategie efficaci e una gestione adeguata del rischio. Speriamo che questo articolo ti abbia fornito le informazioni di base necessarie per iniziare il tuo percorso nel trading online.

Ricorda di continuare ad apprendere e migliorare le tue competenze, e di fare sempre una ricerca approfondita prima di prendere decisioni di trading. Con la giusta formazione e pratica, puoi padroneggiare l’arte delle strategie di trading online e raggiungere il successo finanziario desiderato. La strada per diventare un maestro del trading online è lunga…

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Dal 1° gennaio 2026 potrebbe entrare in vigore la nuova Tobin Tax. L’imposta sulle transazioni potrebbe raddoppiare (da 0,10% a 0,20%), per poi crescere fino ad arrivare allo 0,40% nel giro dei tre anni seguenti. Numeri pesanti per chi opera su grandi azioni italiane in overnight: la tassa passerebbe da 10 euro ogni 10.000 investiti a 20 euro, per poi salire potenzialmente fino a 40 euro.

L’imposta rivisitata sulle transazioni di borsa, proposta da Fratelli d’Italia, dovrebbe compensare il minor gettito derivante dall’eliminazione della doppia tassazione sui dividendi. Quali saranno le conseguenze per chi investe in azioni italiane? I volumi scambiati su Borsa Italiana potrebbero scendere?

Quando Nasce la Tobin Tax

La Tobin Tax viene introdotta in Italia con la Legge di Stabilità 2012, entrando in vigore dal 1° marzo 2013. Da questa data, l’imposta è applicata su azioni e titoli simili, successivamente estesa dal 1° luglio 2013 ai derivati come imposta sulle transazioni finanziarie.

L’imposta prende il nome da James Tobin, economista premio Nobel, che propose nel 1972 un’imposizione sulle valute per stabilizzare i mercati dopo la fine degli accordi di Bretton Woods. In Italia viene recepita – in maniera rivisitata, sull’azionario – dal governo Monti nel 2012 per allinearsi al contesto europeo dell’epoca sui temi della tassazione sulle transazioni finanziarie ed ovviamente anche per fare cassa.

Lo scopo ufficiale della Tobin Tax è la riduzione di volatilità sui mercati. Altra esigenza a cui la tassa rispondeva era quella di scoraggiare operazioni speculative, soprattutto in Italia in cui tra il 2011 e 2012 lo spread BTP‑Bund ha toccato picchi intorno a 575 punti base. I risultati, però, non sono stati quelli auspicati. E aumentando ulteriormente la Tobin Tax lo scenario non potrà che peggiorare, frenando la voglia di investire sull’Italia.

Le motivazioni sottese alla Tobin Tax

L’incremento della Tobin Tax risponde ad un’esigenza fondamentale per l’approvazione della Legge di Bilancio 2026: trovare le coperture per finanziare le spese dello Stato a saldo zero. Una prima proposta prevedeva un aumento graduale, con aliquota in crescita negli anni successivi, fino ad arrivare allo 0,40%. nel 2029.

Nelle giornate del 10-11 dicembre la Commissione Bilancio al Senato ha riformulato la proposta, rendendo l’aumento dello 0,40% immediato dal 2026. Con questo cambio, l’obiettivo è quello di reperire velocemente 1 miliardo di euro e coprire il buco di bilancio provocato dall’eliminazione della doppia tassazione sui dividendi.

Gli effetti della Tobin Tax su Piazza Affari

L’incremento della Tobin Tax potrebbe portare ad una drastica riduzione dei volumi di scambio sui mercati finanziari italiani. Inoltre, potrebbe causare una fuga delle società con capitalizzazione maggiore di 500 milioni, colpite dalla tassa, presso regimi fiscali più favorevoli.

Nel dettaglio, gli effetti colpiscono vari ambiti del trading e degli investimenti:

  • Costo di transazione e migrazione flussi: il prelievo sui mercati regolamentati passa dall’1 al 2 per mille, mentre sui mercati OTC da 2 al 4 per mille. Questo potrebbe portare a minori operazioni buy/sell sui titoli italiani, privilegiando le strategie buy&hold. Inoltre, potrebbe far spostare l’operatività degli operatori su mercati esteri o su strumenti non colpiti dalla tassazione, come ETF esteri, obbligazioni o fondi non azionari italiani;
  • High frequency trading: questo è il segmento maggiormente colpito, il quale vive di margini per trade minimi ad altissima rotazione giornaliera, rendendo queste operazioni più costose. Per gli High Frequency Trading system già al momento è in vigore una tassazione che colpisce anche l’intraday, in base al controvalore degli ordini trasmessi e cancellati che superano una determinata soglia di rapporto tra ordini immessi/modificati/cancellati e contratti eseguiti (analizzando un determinato arco temporale prefissato). 
  • Investitori retail e PAC: la tassa comporterebbe maggiori costi per il trading retail e i piani di accumulo in azioni italiane di società che capitalizzano più di 500 milioni.

La Tobin Tax e le conseguenze sulla liquidità

tobin tax

La Tobin Tax, come accennato prima, potrebbe ridurre i volumi di scambio e disincentivare la compravendita degli strumenti soggetti all’imposizione. Ciò si traduce in una liquidità più fragile, book di negoziazione meno densi, con scostamenti di prezzo elevati quando arrivano ordini di size elevata, causando maggiore volatilità.

Le conseguenze non si limitano solo al trading e agli investimenti, ma anche al reperimento di nuovi capitali. Infatti, aumenterebbe il costo del capitale raccolto per le società quotate e rende meno attrattivo le operazioni di IPO. Quindi il tutto potrebbe anche portare le società a valutare con più attenzione una quotazione in Italia e ad interfacciarsi con mercati più “amichevoli” in termini di tassazione e semplicità burocratica. Va detto che le small cap, fino a una capitalizzazione di mercato di 500 milioni di euro, sono esenti da questa imposta.

In sintesi, l’incremento della Tobin Tax nasce come misura di copertura di bilancio per compensare il minor introito derivante dall’eliminazione della doppia tassazione sui dividendi. L’effetto è quella di una piccola patrimoniale nascosta. Questo rischia di ridurre volumi, liquidità e attrattività di Piazza Affari, spingendo sia operatori professionali sia risparmiatori verso mercati o strumenti meno tassati. E’ quindi probabile che i gettiti dell’imposta alla fine saranno inferiori rispetto a quanto originariamente ipotizzato, come spesso accade.

Tasse – Tobin Tax e certificati: Approfondimenti

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Forex: come funziona il mercato delle valute? https://www.investire-certificati.it/forex-come-funziona-il-mercato-delle-valute/ Tue, 15 Apr 2025 12:37:58 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=37182 Una guida per capire il forex, il mercato dei cambi Il mercato valutario, spesso denominato come mercato dei cambi, o forex market, rappresenta uno dei centri nevralgici dell’economia globale. Passano infatti al suo interno tutti gli scambi in valuta, sia lato commerciale che lato finanza ed investimento. Il forex market è il più grande mercato […]

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Una guida per capire il forex, il mercato dei cambi

Il mercato valutario, spesso denominato come mercato dei cambi, o forex market, rappresenta uno dei centri nevralgici dell’economia globale. Passano infatti al suo interno tutti gli scambi in valuta, sia lato commerciale che lato finanza ed investimento.

Il forex market è il più grande mercato finanziario al mondo, con un volume di scambi giornaliero che supera i 6.600 miliardi di dollari: numeri decisamente maggiori sia del mercato azionario che di quello delle materie prime e dei bond. Anche gli investitori possono accedere al trading su valute, semplicemente aprendo un conto trading con un broker regolamentato.

Come Funziona il Forex

Il Forex è un mercato decentralizzato, senza un’unica sede fisica, differentemente dal mercato azionario. Le transazioni coinvolgono una rete globale di banche, società finanziarie, società commerciali, trader istituzionali e privati.

Fra gli elementi chiave del forex market troviamo il fatto che si tratta di un mercato attivo 24 ore al giorno, cinque giorni a settimana. Si inizia quando in Europa è domenica sera (all’apertura delle borse oceaniche), per chiudere le contrattazioni al venerdì sera, alla chiusura dei listini americani. Chiaramente ci sono orari con maggiore liquidità e scambi più elevati (nel pomeriggio europeo, quando troviamo aperte sia le borse europee che quelle americane) ed altri con scambi minori (come fra le 23 e l’1 di notte, orario europeo).

Forex trading

Coppie di valute sul forex market

Sul mercato forex le valute vengono scambiate in coppie, pensiamo a EUR/USD, GBP/USD, USD/JPY. Una è acquistata, mentre l’altra viene venduta. Il prezzo di una coppia valutaria, noto come tasso di cambio, riflette quanto costa una valuta in termini dell’altra.

Pertanto, se l’EUR/USD è a 1,10, serviranno 1,10 dollari per comprare un euro. Si può acquistare euro contro dollari, ma anche l’opposto: vendere euro contro dollari. Nel primo caso si avrà un profitto dall’apprezzamento dell’euro, nel secondo da un aumento di valore del dollaro. Per contro, un movimento opposto determinerebbe una perdita.

Glossario del Forex

Per chi è nuovo al Forex, è essenziale comprendere alcuni concetti chiave. Qui presentiamo soltanto i principali.

  • Pips: Solitamente definita come la più piccola unità di movimento del prezzo di una coppia valutaria. Oggi alcune piattaforme di trading arrivano al decimo di pip.
  • Book di negoziazione: qui sono indicate le quotazioni in acquisto (ask) e vendita (bid).
  • Spread: La differenza tra il prezzo di acquisto (ask) e quello di vendita (bid).
  • Leva Finanziaria: Strumento che consente ai trader di operare con capitali superiori a quelli realmente posseduti, aumentando potenzialmente i guadagni e perdita.
  • Intraday e overnight: trading all’interno di una singola giornata o mantenendo la posizione per più giorni.
  • Le valute sono indicate con sigle: EUR per indicare l’euro, GBP per la sterlina, USD per il dollaro, JPY per lo yen, AUD per il dollaro australiano, NZD per il dollaro neozelandese, CHF per il franco svizzero.

Strategie di Trading

Come funziona il forex? La strada per il successo nel trading Forex richiede studio, strategia e disciplina, oltre a molta esperienza. E’ importante trovare una metodologia che funzioni e seguire le regole che essa prevede, eventualmente adattandole al proprio stile di trading.

Coppie di valute, quotazioni in acquisto e vendita da piattaforma di Swissquote

Fra le tecniche di investimento maggiormente utilizzate troviamo:

  1. Scalping: con un elevato numero di operazioni a brevissimo termine, che mirano a guadagni ridotti in un arco temporale altrettanto ridotto.
  2. Day Trading: Trading entro la stessa giornata senza lasciare posizioni aperte overnight.
  3. Swing Trading: uno stile di investimento basato sulle oscillazioni del mercato nel medio termine.
  4. Trading di Posizione: Strategia a lungo termine basata su tendenze macroeconomiche o seguendo l’analisi fondamentale

Ogni strategia ha i suoi pro e contro, e la scelta dipende dal tempo disponibile, dalla tolleranza al rischio e dagli obiettivi personali del trader. L’analisi tecnica e l’analisi fondamentale sono poi da conoscere a fondo per lo studio di trend e dei fondamentali di ciascuna valuta.

Vantaggi del Forex

  • Liquidità Elevata e spread ridotti: Grazie al gran numero di partecipanti, è sempre possibile comprare o vendere una valuta. Non c’è il rischio di non poter vendere una valuta o di pagare uno spread particolarmente elevato
  • Accessibilità: Il trading Forex può essere praticato con piccoli capitali e oggi anche con piattaforme user-friendly. Servono studio e pratica per evitare di perdere denaro in breve tempo.
  • Flessibilità: Il forex è aperto 24 ore su 24, seguendo gli orari delle principali borse mondiali

Non mancano chiaramente i rischi. L’elevata volatilità e l’utilizzo della leva finanziaria in maniera eccessiva possono esporre l’investitore al rischio di perdite potenzialmente anche ingenti. Con leva 20, per esempio, una perdita dell’1% sarebbe amplificata al 20%. Occorre quindi considerare con attenzione anche i rischi degli investimenti sul mercato valutario.

Come Iniziare nel Forex

  1. Educazione: Imparare le basi è fondamentale sia per quanto riguarda il lessico che per quanto riguarda le metodologie di trading. Sono disponibili molti corsi online e risorse educative, da selezionare con attenzione, senza seguire chi promette facili profitti.
  2. Scelta di una Piattaforma di Trading: Le piattaforme devono essere affidabili e offrire strumenti di analisi. Evitare aziende non regolamentate nell’Unione Europea e – anche in questo caso – i broker che promettono facili profitti. Il trading è complesso e richiede studio e pratica.
  3. Piano di Gestione del Rischio: Impostare stop loss e monitorare l’andamento delle posizioni, rispettando le regole che ti sei dato per proteggere il capitale, evitando sovraesposizioni. Il mercato ha sempre ragione.
  4. Inizia con un Conto Demo: Offre l’opportunità di iniziare a far trading senza rischiare soldi reali. Il passaggio ad un conto reale è ovviamente d’obbligo.
  5. Lavora sull’aspetto psicologico: è fondamentale avere un metodo razionale per il trading, evitando panico ed euforia.

L’offerta di Swissquote

Con Swissquote è possibile accedere al trading su valute, indici, materie prime e tassi di interesse tramite CFD. Quali sono i punti di forza del broker?

  • Trading di oltre 80 coppie di valute, fra cui valute principali, minori ed emergenti
  • Prezzi trasparenti: spread competitivi e tassi di margine contenuti (nessuna commissione o spesa di trading nascosta)
  • Elevata liquidità garantita grazie ad una rete di banche Tier1 e a fornitori di liquidità regionali non bancari
  • Dimensioni delle transazioni flessibili: lotti micro, mini e standard disponibili per tutte le piattaforme.

Messaggio promozionale – Il trading comporta rischi di perdita sostanziale del capitale investito. La leva finanziaria espone l’investitore a notevoli rischi. I rendimenti passati non sono garanzia di rendimenti futuro. Il presente articolo è redatto a fine informativo e non è da intendersi in alcuna maniera come sollecito all’investimento in borsa.

Il 52.60 % di conti di investitori al dettaglio che perdono denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuti se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere il Suo denaro.

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Investire nell’intelligenza artificiale: conviene? https://www.investire-certificati.it/conviene-investire-nellintelligenza-artificiale/ Tue, 04 Feb 2025 10:09:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=35569 Si può investire nell’intelligenza artificiale? Conviene credere in questo settore? Quali sono le performance delle azioni legate all’intelligenza artificiale? Ci sono rischi e possibili fattori negativi con l’AI? In sintesi: conviene investire sull’intelligenza artificiale? Investire nell’intelligenza artificiale: l’andamento Nel corso dell’ultimo periodo uno dei principali elementi trainanti delle borse è sicuramente stato il settore dell’intelligenza […]

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Si può investire nell’intelligenza artificiale? Conviene credere in questo settore? Quali sono le performance delle azioni legate all’intelligenza artificiale? Ci sono rischi e possibili fattori negativi con l’AI? In sintesi: conviene investire sull’intelligenza artificiale?

Investire nell’intelligenza artificiale: l’andamento

investire nell'intelligenza artificiale

Nel corso dell’ultimo periodo uno dei principali elementi trainanti delle borse è sicuramente stato il settore dell’intelligenza artificiale, spesso menzionato come AI, dall’inglese “artificial intelligence“.

Quali i temi chiave? L’intelligenza artificiale, per quanto sia ancora agli albori, ha mostrato degli interessantissimi elementi che possono sviluppare delle over performance dei vari titoli in moltissimi settori dell’economia mondiale. L’AI per esempio può essere applicata dalla sanità alla finanza e all’industria manufatturiera, alla finanza, ma non soltanto.

L’intelligenza artificiale è in un circolo virtuoso in continua innovazione che potrebbe permettere di ottenere ancora per un lungo periodo degli alti rendimenti. A supporto dello sviluppo del settore, anche grazie agli elementi sopra descritti, c’è anche un significativo aumento della domanda complessiva, che punta a inserirsi in maniera stabile in ogni settore economico, ottimizzandolo.

Non mancano chiaramente rischi, con numerose professioni che potrebbero essere stravolte (o addirittura non più necessarie) proprio a causa dello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Un’opportunità, insomma, ma che deve essere gestita nella maniera corretta per evitare problemi forse grandi quanto i benefici che ne derivano.

Si possono comprare azioni di aziende AI?

Iniziamo subito rispondendo alla domanda principale: si possono comprare azioni di aziende che sviluppano l’intelligenza artificiale? La risposta è si.

Sebbene le azioni di Chat GPT di OpenAI non si siano ancora quotate in borsa (una loro eventuale quotazione potrebbe rappresentare una delle più importanti raccolte di capitale di sempre) ci sono numerose imprese con business strettamente legati all’AI su cui si può investire. Il segmento che ha performato meglio nell’ultimo periodo è quello delle infrastrutture a supporto dell’AI.

Dai produttori dei semiconduttori (come NVIDIA, AMD, STM), agli elementi di connessione di ultimissima generazione: gli investimenti continueranno ad arrivare (come previsto anche dai piani dei capex di molte società tech, ma non solo).

Forbes per esempio identifica come migliori società legate al mondo dell’intelligenza artificiale su cui investire nel 2025: Nvidia Corporation, Meta Platforms, Arista Networks, Amazon, Palo Alto Networks, Service Now, Advanced Micro Devices, UiPath, Tesla e C3.AI. Queste aziende si sono messe in evidenza in quanto il loro business legato all’AI si sta rivelando molto valido.

Sono inoltre a disposizione numerosi certificati di investimento su titoli legati all’intelligenza artificiale, così come tracker certificates che replicano l’andamento di più titoli del comparto. Fra questi ricordiamo quello di Vontobel qui analizzato.

Investire nell’intelligenza artificiale: non è tutto oro quel che luccica

Intelligenza artificiale

Potrebbe non convenire investire sull’intelligenza artificiale? Sebbene le premesse per delle ottime performance ci siano, bisogna ricordare che anche questo settore potrebbe essere condizionato da alcuni fattori negativi. Per esempio potrebbero intervenire delle legislazioni sfavorevoli (l’UE ha già emanato l’Artificial Intelligence Act), il mercato potrebbe sovrastimare il reale valore delle azioni, c’è una forte richiesta di capitale per favorire lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, la volatilità dei titoli è piuttosto elevata.

Insomma, al momento le aspettative per il settore sono molto elevate, così come i multipli dei titoli che lavorano con l’intelligenza artificiale. Sarà il tempo a dirci se tutto ciò corrisponderà alla realtà futura.

Quali rischi per l’intelligenza artificiale?

Un particolare tema sarà anche la gestione dei costi di energia elettrica. L’intelligenza artificiale consuma infatti moltissimo e non è assolutamente da escludere che a breve i legislatori inizieranno ad imporre delle attenzioni sul tema (soprattutto in Europa dove il tema transizione energetica green è ancora in voga). Inoltre questi altissimi consumi potrebbero causare dei colli di bottiglia nello sviluppo e integrazione sociale dell’AI.

Da non sottovalutare anche il tema legale: molto spesso l’AI non rispetta le norme del copyright e dei diritti d’autore e non di meno della privacy e il modellizzare tutto il mondo che ci circonda tende a discriminare le minoranze che non rispettano gli standard previsti dagli algoritmi sviluppati per l’AI. Questo potrebbe generare delle cause molto esose.

Infine potrebbe essere ancora troppo presto per comprendere appieno quali settori riusciranno a sfruttare appieno le innumerevoli opzioni che l’AI mette a disposizione e i vantaggi competitivi che offre. Tra i maggiormente favoriti potrebbero esserci il farmaceutico, le industrie di produzione, ma non è detto che i risultati siano immediati.

Conclusioni: conviene investire nell’intelligenza artificiale?

Abbiamo analizzato i possibili fattori di sviluppo del mercato dell’intelligenza artificiale e quali potrebbero invece rappresentare degli elementi di rallentamento. Sebbene i primi siano evidenti, un utilizzo indiscriminato dell’AI potrebbe essere nocivo in quanto andrebbe a scontrarsi coi problemi sopra citati.

Le diverse normative presenti nel mondo potrebbero giocare dei ruoli di importanza enorme sullo sviluppo delle tecnologie e sul loro utilizzo e quindi di conseguenza anche sulle economie mondiali. L’America, per quanto il Presidente Donald Trump non si è ancora espresso, potrebbe scegliere una via più soft, mentre ad esempio l’UE ha già adottato l’Artificial Intelligence Act per iniziare a regolamentare il settore.

Bisogna ricordare che siamo solamente all’inizio dello sviluppo dei questa tecnologia e i possibili scenari futuri sono ancora incerti. In base a questo, anche i possibili rendimenti non possono essere definiti, anche se le premesse per un mercato florido nel prossimo futuro potrebbero esserci.

Investire nell’intelligenza artificiale potrebbe quindi esser vantaggioso, ma bisognerà scegliere delle aziende che sapranno essere lungimiranti e sfruttare appieno le potenzialità degli strumenti che si stanno sviluppando in questi anni senza sovraesporsi al rischio di possibili ribassi. Diversificare gli investimenti, anche in questo caso, rimane importantissimo, visto che la volatilità non mancherà.

Per approfondire

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa o consulenza finanziaria.

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TASSE sui Trader USA https://www.investire-certificati.it/tasse-sui-trader-usa/ Thu, 02 Jan 2025 10:53:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=35239 Le tasse sui trader Usa: quali tasse pagano i trader Usa e quanto pagano di tasse negli Stati Uniti?I trader italiani si lamentano spesso delle tasse, anche quelli che da tempo hanno varcato i confini nazionali ed europei. Ma in America, nel più grande mercato finanziario del mondo, quali e quante tasse pagano i trader […]

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Le tasse sui trader Usa: quali tasse pagano i trader Usa e quanto pagano di tasse negli Stati Uniti?
I trader italiani si lamentano spesso delle tasse, anche quelli che da tempo hanno varcato i confini nazionali ed europei. Ma in America, nel più grande mercato finanziario del mondo, quali e quante tasse pagano i trader statunitensi?

Sono più alte le tasse nel trading in Usa o in Italian? Il metro di confronto è il 26% che si paga in Italia, la tassazione standard sui profitti che arrivano dal capital gain. Va ricordato che la tassazione scende al 12,50% quando si parla di titoli di Stato, come BOT e BTP. A questo valore andrebbero aggiunti il bollo sul conto deposito e conto titoli e la Tobin tax.

Prima di parlare di tasse americane bisogna però conoscere l’IRS, acronimo di Internal Revenue Service. E’ l’agenzia governativa statunitense responsabile della raccolta delle tasse federali e dell’amministrazione del codice tributario del paese. In poche parole, è la loro agenzia delle entrate e si occupa di assicurarsi che i contribuenti statunitensi paghino le tasse dovute.

Le tasse: funzioni e prerogative dell’IRS

Il compito è quello di sviluppare e interpretare le normative fiscali: L’IRS stabilisce le regole su come devono essere calcolate e pagate le tasse. Poi le tasse vanno raccolte: ci pensa l’IRS che gestisce tutta la riscossione delle imposte sul reddito, delle imposte sulla sicurezza sociale e di altre tasse federali. L’IRS aiutai contribuenti offrendo informazioni e assistenza su come compilare le dichiarazioni dei redditi e adempiere ai propri obblighi fiscali.
Anche l’evasione fiscale è materia sua: l’IRS indaga e persegue i contribuenti che evadono le tasse o che non pagano le tasse dovute.
La funzione dell’IRS è importante per il governo degli Stati Uniti, in quanto le tasse che raccoglie sono una fonte primaria di finanziamento per vari programmi e servizi pubblici. 

Due categorie di reddito: sezione 1256 e 988

Le entrate generate dal trading Forex possono essere suddivise principalmente in due categorie: redditi da capitale (capital gains) e redditi ordinari (ordinary income). La classificazione dipende dal tipo di contratto utilizzato e dalla scelta fiscale fatta dal trader.

I contratti futures e le opzioni sul Forex rientrano nella Section 1256 del Codice Fiscale Statunitense. Questo tipo di contratti prevede un trattamento fiscale misto: il 60% dei profitti è tassato come capital gain a lungo termine, mentre il restante 40% è considerato reddito ordinario. Questo approccio è vantaggioso perché le aliquote sui guadagni a lungo termine sono generalmente più basse rispetto a quelle sui redditi ordinari. Inoltre, le perdite possono essere riportate agli anni successivi per compensare eventuali guadagni futuri.

I contratti di scambio diretti in valuta estera (Forex Spot), rientrano invece nella Section 988. In questo caso, tutti i guadagni vengono tassati come reddito ordinario, a seconda dell’aliquota marginale del contribuente. Il vantaggio principale di questa classificazione è che le perdite possono essere completamente detratte contro altri redditi ordinari, un aspetto utile per i trader che affrontano perdite frequenti.

Queste due sezioni offrono quindi opzioni diverse che i trader possono valutare per ottimizzare la loro posizione fiscale in base alla loro attività di trading e alle loro esigenze personali.

Tasse sui trader che fanno trading sul Forex

Le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dal trading Forex sono considerate redditi da capitale e tassate come tali. Come vengono tassate le plus e minus valenze?

Tassazione delle plusvalenze: le plusvalenze a breve termine, se detenute per meno di un anno, sono tassate come reddito ordinario, con aliquote che variano dal 10% al 37%; quelle a lungo termine detenute per più di un anno, sono tassate a un’aliquota più bassa, che va dal 0% al 20%.

Forex trading

Tassazione delle minusvalenze: anche qui si distingue; le minusvalenze a breve termine: possono essere utilizzate per compensare le plusvalenze a breve termine e a lungo termine, riducendo l’importo di tasse da pagare; una compensazione che anche in Italia sarebbe molto apprezzata.

Le minusvalenze a lungo termine possono essere utilizzate per compensare le plusvalenze a breve termine e a lungo termine, e possono anche essere detratte dal reddito ordinario fino a un massimo di $3.000 all’anno ($6.000 per le coppie sposate che presentano la dichiarazione congiunta). Anche questa è una disposizione che sarebbe ben accolta in Italia.

Il trader e la dichiarazione dei redditi:

I Forex trader statunitensi devono compilare il modulo 1040 della dichiarazione dei redditi e includere le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dal trading Forex. Come da noi é importante conservare tutti i documenti relativi al trading, come le ricevute delle transazioni e i riassunti dell’account.

Come gestisce le tasse un Forex trader Usa? Più o meno come un trader italiano.

  • Tiene traccia di tutte le transazioni di trading.
  • Calcola le plusvalenze e le minusvalenze.
  • Sceglie il regime fiscale più vantaggioso.
  • Conserva tutti i documenti relativi al trading.
  • Consulta un commercialista per ricevere assistenza fiscale specifica.

Gli Stati Uniti sono uno dei mercati più importanti al mondo per lo scambio di valute. Il dollaro americano è ampiamente utilizzato come valuta di riserva, il che rende attraente per gli investitori stranieri investire in società statunitensi che utilizzano il dollaro come valuta principale. Il dollaro americano ha anche offerto molte opportunità agli investitori stranieri. Tuttavia, c’è ancora molto da capire sulla valuta, soprattutto per quanto riguarda le leggi statunitensi sulle imposte sul trading Forex.

Il trader Forex, non dovrebbe pensare solo al guadagno, ma anche al rischio e ed alle tasse. La tassa sui trader Forex negli Stati Uniti non è qualcosa da prendere alla leggera, poiché esistono regole stabilite per garantire che ogni trader statunitense paghi le tasse sui propri profitti. Con il fisco non si scherza.

Le basi delle tasse sui trader Forex negli Stati Uniti

Gli Stati Uniti hanno una lunga storia nella regolamentazione del Forex. Il quadro giuridico del Paese per il trading sul Forex è complesso, ma l’IRS ha emesso diverse sentenze per chiarire la propria posizione sulla tassazione nel settore. Come con qualsiasi altro tipo di trading, ci sono alcune regole che devi seguire quando vuoi fare trading sui mercati Forex. 

Come ogni altra negoziazione, devi sempre riportare i tuoi profitti e le tue perdite nella dichiarazione dei redditi. Sia che tu stia acquistando o vendendo valute estere, dovrai dichiarare il reddito derivante da transazioni in valuta estera sul modulo 1040 o modulo 1040NR e dichiarare in dichiarazione un importo pari al profitto lordo totale realizzato dalla transazione. Se utilizzi una qualche forma di protezione fiscale come strategie di copertura o arbitraggio, l’IRS tratterà questi guadagni e perdite in modo diverso rispetto ai redditi e alle perdite ordinari.

Tutti i trader Forex pagano le tasse?

tasse trading
tasse trading

Una delle domande più comuni dei principianti è se si pagano le tasse sul trading Forex negli Usa. La risposta è si. I trader Forex sono tenuti a pagare le tasse sui loro profitti. Il trading sul Forex è considerato un business, quindi i profitti derivanti dal trading sul Forex sono tassabili.

I trader Forex di solito sono soggetti all’imposta sul reddito nel paese in cui vivono; anche negli Stati Uniti. I cittadini americani che tradano utilizzando broker Forex esteri devono anche pagare le tasse sui profitti guadagnati in valuta estera. Ciò è vero anche se il trader non risiede sempre negli Stati Uniti e fa trading solo online con un broker situato all’estero.

Un trader americano può guadagnare denaro in una qualsiasi altra valuta estera; in questo caso il guadagno viene considerato un reddito quando viene convertito in dollari statunitensi. Viceversa il denaro è una spesa quando viene riconvertito in valuta estera. Il tasso di cambio tra le valute determina la quantità di reddito imponibile guadagnato quando si convertono fondi in dollari USA o viceversa.

Trader e imposta sul reddito

L’imposta sul reddito del trader Forex è il reddito imponibile guadagnato dal trading di valuta estera. È stato classificato sotto l’imposta sul reddito delle persone fisiche, il che significa che è tassato a un’aliquota più elevata rispetto al normale reddito da stipendio . L’importo dell’imposta sul reddito derivante dal trading Forex che un individuo paga dipende dal guadagno totale annuo in valuta estera e dall’aliquota marginale dell’imposta sul reddito personale.

L’imposta sulle società

L’imposta sulle società è un’imposta sugli utili delle società. Le aziende pagano l’imposta sulle società sui loro profitti dopo che sono state tassate con l’aliquota dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. L’imposta sulle società di trading Forex viene imposta a tutti i tipi di organizzazioni impegnate in transazioni di cambio. Viene riscosso con aliquote diverse a seconda della natura dell’attività, della transazione e della fonte da cui viene generato il reddito.

Imposta sulle plusvalenze

La plusvalenza è il profitto che ottieni quando vendi il tuo investimento. È anche ciò che ottieni vendendo un bene per un prezzo superiore a quello per cui lo hai acquistato o ricevendo un pagamento per quel bene. I trader Forex che hanno realizzato profitti sui loro investimenti possono essere soggetti all’imposta sulle plusvalenze quando vendono i propri asset. Questa tassa viene solitamente calcolata come percentuale del profitto ottenuto dalla vendita di un bene. L’aliquota fiscale sulle plusvalenze nella maggior parte dei paesi è compresa tra il 28 e il 35%.

Imposta sulla riserva di bollo

Negli Stati Uniti, l’imposta sulla riserva di bollo Forex è un’imposta imposta sul valore dei contratti finanziari non denominati in dollari statunitensi. L’imposta si applica  a qualsiasi transazione di swap su tassi di interesse, swap di valuta estera e opzioni, incluso se lo swap o l’opzione sono stipulati o meno da una società di investimento registrata ai sensi dell‘Investment Company Act del 1940 . L’imposta si applica anche alle transazioni che coinvolgono commercial paper, obbligazioni e obbligazioni emesse da emittenti stranieri.

Cambi e commissioni

Cambi – Le tasse sui trader che fanno trading valutario tengono conto di tutto. Incluse le commissioni. L’IRS prenderà in considerazione anche la quantità di tempo che il trader dedica al trading per determinare quanto reddito estero ha guadagnato. 
Contratti – L’acquisto e la vendita di contratti valutari è considerato un’attività commerciale nella maggior parte dei paesi, quindi ciò significherebbe che si pagherebbero le tasse su eventuali profitti realizzati dal trading di valute e si pagherebbero anche le tasse su eventuali perdite subite durante l’anno.
Commissioni – Tutte le commissioni e spese versate al broker per scambiare valute saranno considerati reddito imponibile se superano un determinato importo per transazione.
Oltre a ciò, i trader Forex statunitensi possono scegliere di presentare la dichiarazione dei redditi secondo le leggi indicate nella sezione 988 o nella sezione 1256.

Guadagni Forex a lungo e a breve termine

Vale anche la pena ricordare che il codice fiscale degli Stati Uniti distingue chiaramente tra i guadagni Forex a lungo e a breve termine. Ciò significa che verrà addebitato un importo in base ai guadagni annuali. Le plusvalenze fiscali a lungo termine possono variare dallo zero al 20%. Ecco una semplice tabella fiscale sul trading Forex che illustra gli scaglioni fiscali delle tasse sui trader negli Stati Uniti ;

Tabella delle leggi fiscali federali sul trading Forex

TAX RATE  Dichiarazione singola Capofamiglia
10% $ 0 – $ 9.876 $ 0 – $ 14.100
12%$ 9876 – $ 40.126 $ 14.100  – $ 53.701
22% $ 40.126 – $ 85.526$ 53.701 – $ 85.501 
24% $ 85.526 – $ 163.301$ 85.501 – $ 9.876
32% $ 163.301 – $ 207.351 $ 163.301 – $ 207.351
35% $ 207.351 – $ 518.401$ 207.351 – $ 518.401 
37% $ 518.401 o superiore $ 518.401 o superiore
La tabella Usa delle tasse sul trading

Non è necessariamente obbligatorio presentare la dichiarazione dei redditi ai sensi della sezione 988. Si può anche utilizzare la sezione 1256 per presentare con successo la dichiarazione dei redditi sugli utili e sulle perdite. In questa sezione, i tuoi guadagni annuali pari al 60% saranno tassati con un’aliquota costante o fissa del 15%. Il 40% sarà invece tassato, a seconda della fascia di reddito. Normalmente, la sezione 1256 è una buona opzione per i trader con una fascia di reddito del 22%.

Tutte qui le tasse sui trader? No, ci sono anche le tasse sui trader dei vari stati americani, con varie distinzioni. Alcuni però non impongono ulteriori tasse.

Le tasse aggiuntive degli stati

Stato% tasse massime sul RedditoNote
California13,3%Aliquota più alta tra gli stati; si applica ai redditi elevati.
New York10,9%Include un’aliquota progressiva con livelli più alti per redditi oltre $25.000.
Texas0%Nessuna imposta statale sul reddito personale; solo imposte federali.
Florida0%Come il Texas, non applica tasse statali sul reddito personale.
Illinois4,95%Aliquota fissa per tutti i redditi.
Washington0%Non applica tasse sul reddito personale, ma impone altre tasse indirette.
Pennsylvania3,07%Aliquota fissa bassa rispetto ad altri stati.
Massachusetts5%Tassa fissa su tutti i redditi, compresi quelli derivanti dal Forex.

Come si vede dalla tabella oltre alle imposte federali, molti stati americani applicano le proprie aliquote fiscali sui guadagni Forex. La California ha aliquote elevate fino al 13,3% per redditi elevati. In California e New York, le imposte statali si sommano a quelle federali, rendendo il carico fiscale significativamente più alto.

Altri stati, come il Texas o la Florida, non applicano imposte sul reddito personale e sono vantaggiosi per i trader. Il trading Forex offre opportunità significative, ma comporta complessità fiscali che richiedono un’attenzione particolare. La scelta tra la Section 1256 e la Section 988, la corretta rendicontazione e una gestione strategica delle perdite e dei guadagni sono fondamentali per massimizzare i profitti netti e rispettare le normative fiscali negli Stati Uniti. Ogni situazione fiscale richiede una valutazione, non è semplice.

Le tasse sui trader Usa richiedono una certa precisione a seconda della propria residenza in America. Alla fine anche negli Stati Uniti è quindi consigliato di rivolgersi ad un commercialista.

Disclaimer: il trading può comportare rischi significativi per il capitale, con perdite che potrebbero in alcuni casi eccedere il capitale iniziale. È pertanto fondamentale assicurarsi di aver compreso tali rischi. Il presente articolo non rappresenta in alcun modo consulenza finanziaria o sollecito all’investimento.

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I Migliori Trader Italiani Quanto Guadagnano? https://www.investire-certificati.it/i-migliori-trader-italiani-quanto-guadagnano/ Sun, 30 Jun 2024 18:02:26 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=31409 I migliori trader italiani guadagnano molto? Il trader è una persona che compra e vende strumenti finanziari attraverso le piattaforme di trading. Può lavorare nei mercati finanziari in forma indipendente, oppure come dipendente responsabile della negoziazione di azioni e titoli in qualche struttura bancaria o finanziaria. In generale sia che si tratti di un trader […]

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I migliori trader italiani guadagnano molto? Il trader è una persona che compra e vende strumenti finanziari attraverso le piattaforme di trading. Può lavorare nei mercati finanziari in forma indipendente, oppure come dipendente responsabile della negoziazione di azioni e titoli in qualche struttura bancaria o finanziaria. In generale sia che si tratti di un trader retail, sia che sia un trader istituzionale, l’oggetto della sua attività è gestire la liquidità con veloci operazioni di trading che possono durare anche pochi minuti.

Diversamente dall’investitore, che negozia invece degli asset che inserisce in portafoglio per un tempo più lungo. In entrambi i casi lo scopo, il fine comune è di ricavarne un guadagno sfruttando i movimenti delle quotazioni nel breve o nel lungo periodo. Fatta questa distinzione tra trader ed investitore vediamo quanto può guadagnare un trader.

Quanto guadagnano i migliori trader?

Conviene fare il trader? I trader senior che lavorano per grandi istituti di credito o i fondi di gestione quanto guadagnano in un anno? Hanno generalmente uno stipendio base mensile che si aggira intorno ai 5.000 euro al mese. Ma poi c’è un bonus annuale, che mediamente arriva a 11mila euro. In Italia, lo stipendio medio annuo per un Junior Trader è di circa 38.000 € al quale va aggiunto il bonus annuale medio in contanti che è mediamente di 2.745 €. Ma vediamo in questa tabella più in particolare le remunerazioni.

TRADERPAGA BASE MEDIA ANNUALEBONUS MEDIO
Junior trader32.134 € – 45.915 €4.260 €
Commodity trader34.769 € – 64.970 €5.691 €
Assistant trader30.041 € – 30.041 €non dichiarato
Equity trader23.558 € – 23.558 €non dichiarato
Senior trader44.696 € – 88.361 €3.909 €
Le stime degli stipendi di questa tabella si basano su stipendi inviati in forma anonima a “Glassdoor” da dipendenti con un ruolo di Junior o senior o altro, a Milano. Sono dati aggiornati al 19 settembre 2023.

Tuttavia, questi valori possono variare a seconda dell’istituzione per cui si lavora, dell’esperienza e delle competenze specifiche del trader dal suo curriculum e certificazioni. Inoltre le categorie di trader sono molte con remunerazioni diverse: junior, senior, derivatives, commodity, fixed income trader, Forex etc..

Poi ovviamente ciascuna banca o istituzione paga diversamente i propri trader. Per esempio Intesa San Paolo paga i propri senior trader da 33mila euro a 120mila euro con una media di 57mila euro. Se sono dei commodity trader li paga da 84.098 € a 90.772 € (il più alto del settore). Unicredit paga i seniore trader da 83.972 € a 243.260 €; MPS da  32.526 € a 80.164 €.

Il trader indipendente

trader

Il trader indipendente maneggia i propri soldi, rischia il proprio capitale. I trader retail in cerca di fortuna sono molto aumentati e, dopo il Covid, sembra siano più di 6 milioni e mezzo in Italia. Non si hanno statistiche precise sui guadagni (e sulle perdite) dei trader retail, i trader indipendenti, ma si sa per sicuro che una grande percentuale di trader retail, superiore al 70%, perde soldi nel fare trading online. Sono dati obbligatori che arrivano dai broker, cioè gli intermediari che danno accesso al mercato finanziario.

I guadagni dei trader retail poi sono proporzionati al capitale impiegato ed al rischio accettato. Stiamo parlando di persone non professioniste che fanno piccole operazioni durante l’anno. I trader professionisti, quelli che vivono di questo lavoro e controllano il rischio mentre lavorano a leva, sono molti di meno, ma possiamo affermare di sicuro che molti sono di alto livello. Alcuni infatti sono diventati anche campioni del mondo.

I trader Campioni del Mondo

Andrea Unger

Il trader più blasonato in Italia è certamente Andrea Unger. Andrea Unger è un trader professionista, l’unico trader ad aver vinto per ben 4 volte il Campionato del Mondo di Trading. Ha vinto infatti il suo primo titolo nel 2009 e poi ancora nel 2011, 2013 e 2015. Laureato con lode in Ingegneria Meccanica presso il Politecnico di Milano nel 1990.
ha iniziato la sua carriera nel 2001 come trader professionista indipendente specializzato in Covered Warrant. Ha scritto una guida operativa di grande successo su questo argomento.
Anche lui si affida al trading automatico. Ha sviluppato un metodo unico che offre attraverso una serie di servizi a pagamento.

Stefano Serafini

Ha un buon seguito sul web Stefano Serafini, un trader professionista che ha ottenuto il titolo di Campione del Mondo di Trading nel 2017. Ha combattuto per un anno intero contro i migliori trader del mondo e grazie alle sue grandi abilità, dimostrate nell’arco di tutta la gara, è riuscito a riportare la coppa in Italia con un fantastico +217.2%.

Stefano Serafini, perito informatico, ha studiato economia per tre anni e ha conseguito un master di due anni in finanza. Prima di diventare un trader a tempo pieno, Stefano Serafini era manager presso una banca locale in Italia. Successivamente, una società svizzera lo ha assunto come trader, motivo per cui si è trasferito in Svizzera da alcuni anni. E’ un sostenitore del trading automatico su mercati azionari americani e future in mean reversion, anche se considera lo scenario macroeconomico per migliorare le proprie performance di trading. Successivamente, ha iniziato a operare con sistemi trend follower sulle commodities. Utilizza Tradestation come data feed. Certamente una figura di riferimento per molti aspiranti trader.

Lorenzo Misino

Lorenzo Misino è un trader professionista di Bisceglie, in Puglia, che ha ottenuto il titolo di Campione del Mondo di Trading nel 2022. Ha partecipato alla “World Cup Trading Championships”, la competizione di trading più ambita al mondo, e ha primeggiato nella divisione Forex con una performance record del 405,5%.

Ha iniziato il suo percorso investendo nel mondo delle criptovalute quando pochi ne conoscevano l’esistenza. Questo lo ha portato ad appassionarsi al settore del trading, studiando fino a quando non sono iniziati ad arrivare i primi risultati. Nel trading ha un approccio sistematico ai mercati e ha iniziato a costruire robot automatici. Questi trading system si sono rivelati la chiave vincente nella sua partecipazione alla divisione forex della “World Cup Trading Championships”.

Gianluigi Ventre

Trader professionista di Avellino, in Campania, Gianluigi Ventre ha ottenuto il titolo di Campione del Mondo di Trading nella “World Trading Cup”, la competizione di trading più ambita al mondo. Gianluigi ha studiato economia e ha approfondito le sue conoscenze nel campo del trading con l’aiuto di diversi formatori, molti dei quali erano ex campioni del mondo. Il suo percorso di trader professionista è iniziato circa dieci anni fa.

Nel frattempo ha abbandonato il classico lavoro a reddito fisso per dedicarsi completamente al trading. Da alcuni anni ha lasciato l’Italia per vivere alle Canarie. Gestisce una software house specializzata nel campo del trading per sviluppare software e strumenti per automatizzare diverse strategie di trading. Ha partecipato a diversi campionati arrivando al terzo posto.

Si può affermare senza ombra di dubbio che i campioni del mondo italiani ed in genere i trader italiani professionisti siano molto apprezzati in Europa e nel mondo. Il movimento e le attività di trading online partite negli anni novanta hanno infatti creato un grande numero di esperti trader. Questi sono solo alcuni dei campioni del mondo italiani, ma molti sono i trader professionisti indipendenti esperti e preparati con una esperienza lunga almeno 20 anni.

Chi sono i migliori trader indipendenti?

Segnaliamo solo alcun dei migliori trader italiani. Abbiamo visto alcuni campioni del mondo; ma quali siano i trader che hanno realizzato i migliori guadagni in questi ultimi anni non è facile sapere. Ecco una lista (assolutamente non esaustiva) in ordine alfabetico di alcuni trader italiani e analisti sui mercati finanziari:

Alberto Poli, Alessandro Aldrovandi, Alessandro Magagnoli, Andrea Unger, Andrea Cartisano, Antonio Emanuele Fasciani, Antonio Carnevale, Antonio Ferlito, Antonio Landolfi, Arnaldo Luca Gisi, Bruno Moltrasio, Carlo Alberto De Casa, Carlo Vallotto, Celestino Brunetti, Dario Polo, Davide Biocchi, Daniele Ponzinibbi, Domenico Doronzo, Domenico Dall’Olio, Eduardo Grimaldi, Efisio Garau, Emilio Tomasini, Enrico Gei, Enrico Stucchi, Enrico Malverti, Eurgenio Sartorelli, Fabio Micchettoni, Fabrizio Mastroforti, Fernando Di Fazio, Gabriele Belleli, Gian Massimo Usai, Giancarlo Prisco, Giancarlo Dall’Olio, Gianluigi Ventre, Giovanni Borsi, Giuliano Decorato, Giuseppe Minnicelli, Guido Gennaccheri, Lorenzo Sentino, Loris Zoppelletto, Luca Giusti, Marco Casario, Marco Tosoni, Massimo Vita, Maurizio Possega, Mattia Buongiorno, Maxx Mereghetti, Morris Cipollone, Paolo Frigerio, Jacopo Marini, Paolo Nardovino, Paolo Luini, Paolo Peisino, Paolo Scandurra, Pietro Di Lorenzo, Renato Decarolis, Riccardo Zago, Roberto Anzelotti, Roberto Garnero, Salvatore Scarano, Saverio Berlinzani, Stefano Fanton, Stefano Bargiacchi, Tony Cioli Puviani, Ugo Selter.

Quanto guadagnano questi trader professionali indipendenti? Nessuno lo sa con precisione, tuttavia se lo stipendio base mensile di un trader dipendente si aggira intorno ai 5.000 euro al mese, è evidente che guadagnino di più. La loro lunga carriera, fatta certamente di alti e bassi come capita a tutti, fa pensare che il loro modo di fare trading alla fine sia vincente, anche se numeri ufficiali ovviamente non ve ne sono. Va poi ricordato che parte dei ricavi può arrivare anche da corsi e formazione al trading.

Le attività dei migliori trader italiani

Ciascuno ha raffinato un proprio sistema applicato ad una tipologia di strumenti finanziari, un sistema modificato nel tempo, aggiornato, ma ancora vincente. Molti nel tempo hanno accumulato un buon capitale e sono diventati anche investitori.

Molti dei migliori trader italiani fanno corsi di formazione per spiegare ai meno esperti come rischiare di meno. Oppure propongono trading system, scrivono libri o partecipano a webinar tecnici. Infine alcuni di loro si sono dedicati a operare con capitali non propri, ma finanziati dalle “Proprietary Firm“, società finanziarie che selezionano e finanziano i migliori trader condividendo il guadagno prodotto.

Il trader ha un altro modo legale per guadagnare: il “Copy trading“. Il trader esegue le operazioni sul proprio conto, e queste attraverso la piattaforma del broker vengono eseguite in automatico in contemporanea anche sul conto di chi lo segue a pagamento. E’ una forma di attività del tutto legale grazie alla mediazione del broker. Ci sono trader che hanno migliaia di follower. Fanno parte tutti di una schiera di formatori esperti che diffondono il loro sapere e la loro esperienza in piena libertà, senza conflitti di interesse, ma anche senza grandi regolamentazioni. Sono trader professionisti indipendenti che vivono di trading, un professione avvincente e piena di soddisfazioni se fatta con competenza e serietà.
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Trading AI. Investire Come un Genio! https://www.investire-certificati.it/trading-ai-investire-come-un-genio/ Sun, 02 Jun 2024 06:24:45 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=33356 L’intelligenza artificiale può essere utilizzata nel trading? Certamente sì. In molti cercano di utilizzare il potere dell’intelligenza artificiale per decisioni di trading intelligenti. Focus sul tema con questa guida per conoscere il mondo degli investimenti e le applicazioni dell’AI nel settore. Esplora i tipi di strumenti disponibili di trading basati sulla AI, dalle reti neurali […]

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L’intelligenza artificiale può essere utilizzata nel trading? Certamente sì. In molti cercano di utilizzare il potere dell’intelligenza artificiale per decisioni di trading intelligenti. Focus sul tema con questa guida per conoscere il mondo degli investimenti e le applicazioni dell’AI nel settore.

Esplora i tipi di strumenti disponibili di trading basati sulla AI, dalle reti neurali agli algoritmi genetici, e scopri i potenziali vantaggi e rischi associati a queste strategie innovative. Fare trading AI ed investire in modo intelligente con raffinati sistemi di Intelligenza Artificiale applicati al Trading è oggi possibile (anche se non semplice); il trading algoritmico e le strategie di investimento basate sull’intelligenza artificiale sono sempre più alla portata di tutti. Qui infatti parliamo di trading basato sull’intelligenza artificiale per gli investitori al dettaglio.

Come usare l’intelligenza artificiale per il trading online non è più fantascienza. Negli ultimi anni, l’AI ed i robot per negoziare hanno rivoluzionato il mondo finanziario, offrendo agli investitori nuovi strumenti per negoziare i mercati finanziari complessi e prendere decisioni di trading più informate.

Come investire con l’intelligenza artificiale? Quali sono gli strumenti ed i software? Questa guida spiega il trading basato sull’intelligenza artificiale per gli investitori al dettaglio, come avere accesso a grandi quantità di dati; tutto ciò produce un grande potenziale per rendimenti più elevati. Non mancano ovviamente anche i rischi.

Guida al trading ed agli investimenti basati su AI

Facile da dirsi, ma come posso creare i robot del futuro per un trading automatico e redditizio? Molti trader vogliono battere il mercato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale che ottimizza i propri sistemi. In questa guida, esploreremo il mondo del trading con l’AI, esaminando:

  • Quali sono i sistemi di trading basati sull’AI e chi li produce
  • Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del trading con l’AI
  • Esempi di strategie e sistemi intelligenti di successo
  • Come iniziare con il trading con l’AI.

Modelli di Trading intelligente: il futuro

I sistemi di trading basati sull’AI utilizzano algoritmi complessi per analizzare grandi quantità di dati di mercato, identificare modelli e prendere decisioni di trading automatizzate. Questi sistemi possono utilizzare diverse tecniche e modelli di intelligenza artificiale, tra cui:

Apprendimento automatico: Gli algoritmi di apprendimento automatico imparano dai dati storici per identificare modelli e relazioni che possono essere utilizzati per prevedere i movimenti futuri del mercato.
Reti neurali: Le reti neurali artificiali sono ispirate al cervello umano e sono in grado di apprendere da grandi quantità di dati complessi. Possono essere utilizzate per identificare modelli non lineari nei dati di mercato che potrebbero essere difficili da individuare per gli esseri umani.
Intelligenza artificiale basata su regole: Questi sistemi utilizzano regole predefinite per prendere decisioni di trading. Le regole possono essere basate su indicatori tecnici, analisi fondamentale o altri fattori. Per valutare quanto il trading automatico sia un reale progresso nelle tecniche di trading vediamone i vantaggi e svantaggi.

Guida ai software di intelligenza artificiale

investire sull'intelligenza artificiale
Investire con l’intelligenza artificiale

In generale quali sono i software di intelligenza artificiale disponibili al momento sul mercato che potrebbero servire per creare una propria AI utile per dialogare con il proprio pc? Ne elenchiamo brevemente alcuni qui; possono essere di aiuto a chi ha qualità di sviluppatore nell’organizzare la propria attività di investitore; mentre invece quelli specifici per i trader li trovate di seguito.

  • Azure Machine Learning apprendimento automatico su prodotti e servizi Microsoft.
  • Ai-one libreria di archivi, agent di costruzione e API per gli sviluppatori di software.
  • Diffblue  piattaforma dedicata all’automazione del codice 
  • TensorFlow  libreria di programmazione open source per il calcolo numerico che utilizza i diagrammi di flusso di dati.
  • Amazon Web Services (AWS) tre nuovi strumenti di Intelligenza Artificiale per gli sviluppatori di software.
  • Protege offre la possibilità di creare, trasferire, modificare e condividere applicazioni.
  • MLlib libreria di machine learning fornita con Apache Spark, il sistema di elaborazione dati open source.

Vediamo ora quali sono le migliori aziende impegnate nella ricerca di sistemi intelligenti per il trading AI

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Trader: Come Diventare Pro https://www.investire-certificati.it/trader-come-diventare-pro/ Fri, 08 Mar 2024 20:04:06 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=31421 Trader Pro, vivere di trading: voglio diventare un trader Professionale. Come fare? Molti investitori principianti e mediamente esperti si chiedono come possono fare. Ma la stessa domanda se la fanno spesso, dopo molti anni di trading, i più bravi trader retail: come si può diventare un trader riconosciuto e certificato come professionista? Un secondo aspetto […]

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Trader Pro, vivere di trading: voglio diventare un trader Professionale. Come fare? Molti investitori principianti e mediamente esperti si chiedono come possono fare. Ma la stessa domanda se la fanno spesso, dopo molti anni di trading, i più bravi trader retail: come si può diventare un trader riconosciuto e certificato come professionista?

Un secondo aspetto riguarda la profittabilità dei trader: si può vivere di trading? Per molti ciò è possibile come professionista indipendente o come dipendente di qualche banca o istituzione. La strada è lunga e difficile, perché la formazione non finisce mai. Inoltre in Italia non ci sono normative chiare e non esistono licenze per trader autonomi e professionisti del trading, come per gli avvocati commercialisti etc. Chi sono allora in Italia i trader professionisti che vivono di trading?

Il trader in Italia secondo MiFID II

Partiamo da una premessa. Generalmente un investitore gestisce un portafoglio e quindi compra e vende asset di medio e lungo periodo, mentre un trader gestisce la liquidità, con operazioni più di breve termine. Vediamo come è considerato un trader.

In Italia un trader è preso in considerazione come “investitore” professionista se lavora o ha già lavorato nel settore bancario. Per essere considerato un professionista da un trading broker presso il quale apre il conto, è necessario soddisfare almeno due dei seguenti tre requisiti introdotti con la MIFID II:

  • Aver effettuato transazioni di dimensioni significative sul mercato pertinente ad una frequenza media di 10 operazioni di dimensioni significative (??) al trimestre negli ultimi quattro trimestri.
  • Gestire un portafoglio di strumenti finanziari, compresi depositi in contanti, maggiore di 500mila euro.
  • Aver maturato una esperienza di lavoro nel settore finanziario per almeno un anno in una posizione professionale che richieda conoscenza delle transazioni o dei servizi previsti.

Il trader investitore

trader

E’ evidente che ben pochi trader privati possono ottemperare alle confuse condizioni della MIFID II. Infatti è altrettanto chiaro che al sistema finanziario italiano, tradizionalmente banco-centrico, non importa granché della attività dei trader retail indipendenti. Vengono presi in considerazione solo gli “investitori” che aprono conti trading in banca, gestiti poi in fondi con portafogli gestiti da manager esperti o a Trader dipendenti da finanziarie bancarie.

Inoltre si tratta di una normativa Esma e Mifid che ha lo scopo di tutelare gli investitori che per il loro trading chiedono tutele minori. Quali? Come per es. leva superiore a 30, che comporta rischi maggiori. Quindi come posso ottenere un riconoscimento ufficiale come trader professionale? Vediamo quali sono le associazioni che si dichiarano professionali nel settore finanza e quali possibilità di qualificazione offrono ai trader che intendono qualificarsi come “trader professionisti“.

Trading: le associazioni professionali

In Italia sono attive tre associazioni che si dichiarano professionali; hanno come oggetto della loro attività la finanza ed i mercati finanziari: AIAF, nata nel 1971 (circa 700 iscritti), SIAT nata nel 1986 (circa 1000 iscritti) e CPE Trader nata nel 2019 (circa 100 iscritti). Tutte queste tre associazioni professionali sono no profit e curano la formazione finanziaria con formatori esperti e corsi professionali specifici di ottimo livello. Vediamo le caratteristiche di ciascuna associazione professionale.

AIAF – Associazione Italiana per l’Analisi Finanziaria

Associazione Italiana per l'Analisi Finanziaria - AIAF

La Scuola Finanziaria AIAF offre una formazione finanziaria rilasciando i diplomi internazionali CEFA “The Certified European Financial Analyst”, CIIA “Certified International Investment Analyst” e CEESGA “Certified EFFAS Environmental Social and Governance Analyst“, quest’ultimo dedicato alla sostenibilità. Da oltre dieci anni, AIAF promuove lo sviluppo della Finanza Sostenibile e collabora con accordi mirati alla formazione professionale finanziaria con le Università di Genova, Università Milano Cattolica, degli Studi di Milano Bicocca e Ca’ Foscari. La sua mission: promuovere e diffondere lo studio, la cultura e l’educazione per l’analisi finanziaria.

Questa associazione a livello europeo è membro di EFFAS, “The European Federation of Financial Analysts Societies”, che conta oltre 15.000 iscritti. L’AIAF svolge un ruolo di  responsabile dell’emanazione e dell’aggiornamento degli standard contabili e finanziari. In altre parole, l’AIAF potrebbe può elaborare nuovi standard contabili e finanziari per il settore con gruppi di lavoro dedicati a vari temi influenti per l’attività finanziaria, come l’Analisi Fondamentale, la Sostenibilità e Fintech. Una associazione quindi di valenza bancaria e non rivolta precisamente al trader ed al trading, ma tuttavia importante dal punto di vista culturale e della formazione.

SIAT – Società Italiana Analisi Tecnica

SIAT - Società Italiana Analisi Tecnica

Decisamente rinomata la Società Italiana Analisi Tecnica (SIAT). Questa associazione forma gli Analisti Tecnici Italiani con un Master sia in presenza che Online è collegata ai principi ispiratori di IFTA – International Federation of Technical Analysts (costituita dalle varie associazioni nazionali di analisti tecnici). Oltra allo studio e diffusione della analisi tecnica persegue lo scambio di informazioni e la diffusione delle conoscenze tecniche fra i Soci, promuovere la ricerca e l’approfondimento delle tematiche della disciplina attraverso seminari ed incontri settimanali.

Requisiti per l’iscrizione

E’ possibile entrare a far parte delle attività della SIAT attraverso tre gradi associativi legati a diversi livelli di requisiti come soci:

  • Socio Sostenitori SIAT: non devono aver alcun prerequisito, ma sono interessati a vivere la vita associativa;
  • Ordinari Affiliati SIAT: devono avere frequentato i corsi SIAT e superato un esame di idoneità di primo livello;
  • Ordinari Professional: hanno superato l’esame di secondo livello. Questo tipo di socio è l’unico riconosciuto da SIAT come figura professionale qualificata nell’utilizzo della analisi tecnica;
  • Soci Onorari SIAT: sono soggetti che ricoprono o hanno ricoperto cariche di elevata responsabilità nella comunità economica e finanziaria o che nello svolgimento della propria attività professionale abbiano ottenuto particolari riconoscimenti o posizioni di prestigio. Oppure hanno contribuito a promuovere la conoscenza dell’analisi tecnica. La SIAT gli riconosce il merito con questo titolo.

Associazione con personalità giuridica

Siat, a tutela della propria attività, ha chiesto ed ottenuto la personalità giuridica; lo scopo è quello di garantire una maggiore stabilità e continuità nel perseguimento dei propri fini sociali; ciò comporta anche alcuni vantaggi per l’associazione:

  1. Autonomia Patrimoniale: che significa separazione del proprio patrimonio da quello dei singoli membri.
  2. Acquisto e Ricezione: può effettuare acquisti immobiliari, ricevere eredità e donazioni senza necessità di alcuna autorizzazione.
  3. Responsabilità Limitata: Gli associati hanno responsabilità limitata nei confronti dei creditori dell’associazione.
  4. Contributi Pubblici: ha la possibilità di richiedere contributi da parte di enti pubblici.
  5. Riconoscimento Ufficiale: questa associazione ha un riconoscimento istituzionale ed un’autonomia giuridica che fornisce ai terzi garanzie e certezza del diritto.

Il master, che costa circa 4.300 euro, è suddiviso in tre moduli. In aggiunta al prezzo del corso, la quota di Socio Sostenitore pari a 90,00 €/anno. Il Diploma finale, molto apprezzato per la bontà dei formatori, ma senza valore legale, costituisce un’attestazione che si hanno delle approfondite conoscenze nell’ambito delle materie trattate nel piano formativo.

CPE Trader Collegio Professionale Europeo

Questa giovane associazione professionale di categoria (riconosciuta dalla legge 04/01/2013 n°4 come “Collegio”) ha come mission la formazione e tutela dei trader ed analisti finanziari esperti al fine di ottenere per loro la certificazione professionale. Ma cosa significa “Collegio”?

Collegio Professionale Trader

Collegio ed Ordine Professionale

Il “Collegio” è una istituzione simile ad un “Ordine” professionale, ma di livello inferiore e con alcune precise caratteristiche. La differenza tra “Ordine” professionale e “Collegio” professionale è stabilita dal Regio Decreto Legge n.103 che riunisce infatti in “Ordine” le professioni per il cui l’esercizio è necessario un percorso universitario, ed in “Collegio” le professioni per il cui l’esercizio serve un percorso scolastico medio superiore. Esistono già vari collegi dai geometri, ai maestri di sci, alle guide alpine, ai periti. Per poter rientrare nelle previsioni di legge quindi, questa associazione di categoria dei trader ha preso il nome di “Collegio” come richiesto dalla legge.

Per chiarire: i “Collegi” sono in gran parte “enti pubblici non economici” istituiti per garantire l’osservanza dei doveri deontologici e disciplinari da parte dei professionisti iscritti; sono istituiti con legge dello Stato, o con decreto del Presidente della Repubblica. Ma possono essere anche enti privati, uno per ogni categoria, (come per es. il collegio dei geometri o dei periti) riconosciuti da una autorità. Gli Albi professionali nei quali i professionisti stessi vengono iscritti servono a tutelare la qualità e regolarità della loro categoria attraverso l’osservanza di un codice deontologico.

Chi può iscriversi a CPE trader?

Possono iscriversi a CPE “Collegio Professionale Europeo”, come soci ordinari dopo un test di ammissione, i cittadini che sono in possesso dei seguenti requisiti:

  • dimostrino di aver svolto per almeno 3 anni l’attività propria del Trader;
  • sono laureati e abbiano svolto l’attività propria del Trader da almeno un anno;
  • sono diplomati di scuola superiore, ed almeno due anni di attività come Trader; 

In base al livello tecnico raggiunto gli iscritti vengono inseriti in 6 categorie, più i soci onorari.

Tutela ed interessi dei trader

CPE Trader per meglio tutelare i trader è registrata nel Registro dei rappresentanti di interessi diffusi presso la Camera dei deputati; quindi può accedere liberamente alla Camera e prendere contatto con i deputati per sollecitare la difesa degli interessi dei trader. Dopo la Camera dei Deputati anche il Ministero per lo Sviluppo Economico, il MISE, ha riconosciuto CPE Trader come associazione di categoria e quindi nelle previsioni di legge per rilasciare una “Certificazione professionale“.

Non solo in Italia. CPE, come rappresentante di categoria, può accedere anche al Parlamento Europeo. Tutte le informative sulle leggi europee che si stanno discutendo consentono a CPE di far pervenire ai legislatori europei le osservazioni e le proposte di questa associazione professionale, che raccoglie anche attraverso lo “sportello per il cittadino” tutte le istanze più significative.

In quanto portatore degli interessi dei trader CPE Trader è quindi è stata inserita nel Registro Europeo per la Trasparenza come associazione professionale della categoria dei trader. Inoltre come associazione di settore CPE può essere destinataria del 5 x mille.

Certificazione UNI CEI EN ISO/IEC 17024

Questa associazione di categoria, riconosciuta come “Collegio” professionale, prepara con corsi di formazione i trader a sostenere l’esame per la certificazione professionale UNI CEI EN ISO/IEC 17024 (che è la certificazione specifica per le capacità delle persone, diversa da quella delle aziende). Questa “Certificazione”, riconosciuta in tutto il mondo, é rilasciata, non da CPE Trader, ma da soggetto terzo, un “Organismo di Certificazione Accreditato” ai sensi della legge 28/06/2012 n° 92 in G.U. 03/07/2012 e del Regolamento (CE) n° 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 luglio 2008. Questa attestazione rilasciata da CPE ha un valore legale in Italia dalla legge 4/2013, artt. 4, 7 e 8, ma anche in Europa essendo CPE iscritta e riconosciuta dalla Unione europea.

Per certificare la propria professionalità in forma ufficiale al trader serve quindi:

  • la Certificazione delle competenze professionali di un Ente certificatore accreditato
  • l’appartenenza ad una associazione di categoria riconosciuta dal Ministero per lo sviluppo economico “ex” legge 04/2013 come CPE Trader.

Chi è il Trader Professionista?

Un riferimento arriva dal Dlgs 22 dicembre 1986 n 917, Art. 53 che così recita: “Per esercizio di arti e professioni si intende l’esercizio per professione abituale”; pertanto si richiederà l’apertura di Partita Iva per svolgere l’attività di Trader Finanziario come richiesto dall’art.53. Il lavoratore sarà identificato come professionista autonomo con codice Ateco 74.90.99 riservato a: altre attività professionali NCA. Come si vede si tratterà di un lavoratore professionista nel settore finanza sulla base di normativa diversa dalla Mifid II.

Questo cosa implica? Che per aprire un conto trading professionale un trading broker, accettando questa certificazione con valore legale, può evitare ogni problema; cioè la responsabilità collegata all’apertura di un conto professionale a minor tutela (leggi: alta leva) in violazione delle previsioni della MIFID, che d’altronde, come dichiara lei stessa, sono rivolte agli investitori e non ai trader.

Cosa posso fare con la certificazione CPE?

Un “Collegio” garantisce l’osservanza dei doveri deontologici e disciplinari da parte dei professionisti iscritti. Il Mise prevede che questo tipo di associazioni di categoria riconosciute ufficialmente possano, su richiesta, rilasciare qualificazione professionale dei servizi prestati (legge 4/2013, artt. 4, 7 e 8). Questa legge agli articoli 6 e 9, prevede dopo corsi di formazione, di ottenere da un organismo accreditamento la certificazione di conformità all’esercizio della professione. Tali norme vengono elaborate dall’UNI Ente Italiano di Normazione. In questo modo CPE soggetta alla Vigilanza del MISE, può svolgere attività di tutela dei trader, come un vero e proprio Albo professionale, e formarli fino alla certificazione. Anche in ambito europeo.

Cosa si può fare quindi con questa certificazione? Per esempio grazie ad accordi con il Miur (Ministero dell’Istruzione e del Merito) svolgere corsi di formazione finanziaria a qualsiasi livello e grado d’istruzione; insegnare quindi nelle scuole Statali, Paritarie e delle Università, italiane, europee e internazionali, e Master. Chi ha questa certificazione può essere chiamato dai tribunali per perizie sulla attività di trading online.

Quali sono i vantaggi?

Ottenere una certificazione professionale come trader offre due vantaggi principali. Il primo è che con la formazione, e poi con l’aggiornamento, ti dà una comprensione più profonda degli investimenti e del trading. Questo è importante poiché una maggiore conoscenza può aiutare a prendere decisioni di investimento migliori.

L’altro vantaggio di una certificazione professionale di trader è che può aiutare la tua carriera. L’aggiunta di un “Certificazione professionale” al tuo curriculum è spesso un buon modo per trovare un nuovo lavoro. Può anche fornire ai potenziali clienti conforto nella tua consulenza sugli investimenti. Una maggiore conoscenza delle strategie di investimento e del trading, può anche aiutarti a far avanzare la tua carriera.

Tasse: Regime forfettario al 5% senza Iva

Poi ci sono altri vantaggi più concreti. Un trader finanziario professionista autonomo, nel 2024 può svolgere l’attività di consulenza relativa al trading mediante contratto di prestazione d’opera professionale. Fino a 85.000 €/anno per 5 anni, chi inizia paga solo il 5% di tasse (come per le startup), oltre chiaramente gli obblighi previdenziali Inps. C’è però per tutti da gennaio 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica. Dopo i primi 5 anni al 5% il trader professionista pagherà il 15% sempre in regime forfettario; regime che comporta anche alcune importanti semplificazioni contabili e amministrative, come l’esenzione da ogni adempimento Iva.

Il trader “certificato può esercitare inoltre la professione anche sotto forma di “studio associato”, e quindi fare trading con altri trader, ma con un conto unico aziendale dello studio.

La formazione del trader

È importante notare che, sebbene non sia sempre necessario avere un diploma di trader, molte persone che entrano in questo campo cercano comunque una qualificante formazione in finanza. Inoltre, molte persone acquisiscono esperienza pratica attraverso stage, corsi o collaborazioni con società di brokeraggio o di investimento.

Tutti i percorsi formativi proposti da queste tre associazioni (Aiaf, Siat e CPE trader) sono apprezzati per la grande esperienza dei formatori, il cui valore è riconosciuto in campo finanziario. Tuttavia, la scelta finale (attestato, diploma o certificazione professionale) dovrebbe essere basata sulle proprie esigenze specifiche, sui propri interessi ed obiettivi di carriera.

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Intervista a Nicky Maan, CEO di Spectrum

Una borsa paneuropea, un mercato innovativo per il trading che cambia. Ecco, in sintesi gli obiettivi di Spectrum Markets, che abbiamo analizzato con Nicky Maan, CEO dell’azienda. Ovviamente non sono mancati i commenti su bitcoin e criptovalute, uno dei temi del momento

Spectrum vuole rappresentare una risposta concreta per tutti gli investitori privati che vogliono fare trading in maniera innovativa” ha spiegato il CEO di Spectrum Markets “il progetto parte da lontano. Lavoriamo per un mercato paneuropeo dal 2017, per creare una sede di negoziazione a misura di investitore retail. Siamo partiti anche dall’esperienza di IG, che vanta ormai mezzo secolo di storia con i trader retail. Nel tempo abbiamo riscontrato un progressivo cambiamento nel comportamento di questa fascia di investitori.

Anche i piccoli investitori chiedevano maggiore controllo sul proprio denaro e quindi la possibilità di investire direttamente, senza affidarsi a prodotti terzi. Credo possiamo collegare questo a una sorta di cambiamento sociale, nel quale le persone ripongono meno fiducia nelle istituzioni, nei fondi pensione tradizionali, e vogliono agire in prima persona quando si parla dei loro risparmi”. 

Spectrum: focus sugli investitori Privati

trader
Cosa fa il Trader?

Secondo il CEO di Spectrum, poi, la maggior parte delle aziende erano orientate per il trading B2B, piuttosto che per il trading retail. “Come Gruppo, IG ha voluto quindi valutare quali fossero le opzioni per andare ad arricchire le soluzioni a disposizione di una fascia di investitori che si faceva più esigente. Ci siamo chiesti: quali caratteristiche dovrebbe avere una sede di negoziazione per rispondere alle esigenze degli investitori individuali? Molti dei nostri tratti distintivi derivano da ciò.

Uno dei primi punti è stata la possibilità di scambiare 24 ore su 24, 5 giorni su 7. Il motivo è abbastanza intuitivo: una persona comune normalmente lavora mentre i mercati sono aperti, oppure vuole avere la possibilità di reagire a una notizia o a un fatto che accade a mercati chiusi. Non è pensabile di ideare oggi, con la tecnologia e il flusso di notizie alle quali siamo esposti, una sede di negoziazione per investitori retail che non sia aperta 24 ore al giorno”.

Criptovalute

Uno scenario simile a quello delle criptovalute, dove la negoziazione è possibile 24 ore al giorno senza interruzioni. Le borse esistenti non prevedono questo tipo di apertura, ma ciò è giustificato dal fatto che la maggior parte dei loro volumi non è legata alla clientela retail.

“Fra gli altri elementi chiave su cui Spectrum ha puntato troviamo la velocità di emissione di nuovi prodotti, la rapidità delle operazioni di settlement e quindi di tutte le attività di back office.  Ma soprattutto, volevamo un mercato che fosse già da subito paneuropeo.  Al momento il mercato è frammentato con molte borse nazionali: quelle tedesche, quella italiana, quella francese, ecc. Per noi non aveva senso proseguire nella frammentazione: una Europa, un mercato. La regolamentazione, d’altronde, è concepita per essere una unica a livello europeo e applicata nei diversi Paesi con principi comuni”.

Quali sono gli obiettivi di Spectrum?

Il CEO di Spectrum si è poi focalizzato sugli obiettivi aziendali: “Vogliamo diventare una sede di negoziazione che permetta all’investitore individuale di trovare tutte le soluzioni di investimento che ritiene opportuno inserire all’interno del suo portafoglio di investimento.

Nel lungo termine questo non si limita alle asset class tradizionali. In Spectrum vogliamo continuare a rimanere all’avanguardia, a spingere sull’innovazione. Questo significa andare oltre e permettere l’inserimento di nuove soluzioni, che sia un diverso sottostante o strumenti con profili di rischio differenti. Inoltre, nei prossimi 12/18 mesi vogliamo ampliare la gamma di prodotti disponibili, aggiungendo singole azioni ed ETF. In questo modo andremo a coprire sia il trading di breve periodo, sia un orizzonte temporale di più lungo termine, in linea alle diverse esigenze dell’investitore retail.

Collaborazione con i broker

La crescita passa anche dalla sinergia, ha poi illustrato Nicky Maan “Le nostre ambizioni spaziano inoltre nell’ampliamento della rete di distribuzione. Essendo Spectrum paneuropeo, questo significa coinvolgere broker da più Paesi. I broker italiani sono stati tra i primi a comprendere la visione di Spectrum e a volerne far parte e ad oggi possiamo contare su partner come Equita Sim, Intermonte Sim e Directa Sim. A questi si aggiungeranno presto nuovi nomi di spicco dell’industria, insieme a broker tedeschi e francesi.

È da ricordare che ciascun prodotto disponibile su Spectrum, che siano oggi i securitised derivative e domani le azioni, gli Etf o altri strumenti, sono accessibili in tutti i mercati in cui Spectrum è attiva, con un unico ISIN. Crediamo che l’espansione dell’offerta andrà di pari passo con l’espansione della distribuzione”.

Regolamentazione – Bafin e Esma

Spectrum è regolamentato dalla BaFin, ma anche a livello di Esma. C’è grande interesse in Europa nell’avere una sede di negoziazione che sia paneuropea, focalizzata sugli investitori individuali, e che possa offrire loro nuovi prodotti, ma in maniera tutelata. L’azienda sta lavorando con BaFin e con le altre autorità competenti per capire come diverse asset class possano essere scambiate su un exchange in maniera regolamentata.

Pensiamo agli asset digitali. Il lavoro con le autorità si spinge a comprendere come questi asset possano essere liberamente scambiati con un impianto regolatorio ancora relativamente giovane. Come è possibile migliorare la regolamentazione? Quali caratteristiche deve avere una sede di negoziazione affinché gli scambi possano avvenire? Ecco quindi come si sta muovendo Spectrum in ambiti regolamentativi.

Fra le news dei mesi scorsi troviamo il via libera agli ETF su Bitcoin spot da parte della SEC. Lo scenario Europeo è molto diverso e continua a cambiare.

Bitcoin e Criptovalute: come cresce il mercato?

Spectrum è stata la prima a introdurre i certificates su Bitcoin ed Ethereum, in un momento in cui gli unici strumenti accessibili – oltre la possibilità di investire direttamente sul token – erano degli ETC.

Bitcoin e Crypto
Bitcoin e Crypto

“Avremmo potuto lanciare Spectrum nel 2019 includendo già strumenti con Bitcoin come sottostante. Tutto era pronto, ma non lo abbiamo fatto. È stata proprio una mia decisione: un conto è che tutto sia in ordine per emettere lo strumento, un altro è avere la certezza che ci sia il giusto livello di liquidità che permetta la regolarità degli scambi. Non ero certo all’epoca che ci fosse abbastanza liquidità per uno strumento negoziabile 24/5; per lo meno non abbastanza da consentire a un investitore di aprire o vendere una posizione con facilità.

Quando abbiamo deciso di lanciare i certificates con Bitcoin e Ethereum come sottostante eravamo invece sicuri di poter assicurare un trading senza interruzioni. Questo principio deve governare le scelte sull’emettere o no un certo tipo di strumento. Si tratta di responsabilità, soprattutto da parte di un exchange.

Un altro aspetto fondamentale è il fatto che le autorità devono seguire il tutto. Nonostante non ci fosse nulla nella regolamentazione vigente all’epoca (2019) che ci proibisse il lancio di un ETP o di qualsiasi altro strumento avente come sottostante Bitcoin, le conversazioni intrattenute con BaFin ci hanno fatto capire chiaramente che, anche lato loro, non era ancora il momento.

Questo è un esempio di come a volte è giusto trattenere i progressi che la tecnologia permetterebbe di fare per dare ascolto alle preoccupazioni che emergono dal lato regolamentare e/o per tutelare la propria struttura di trading nel medio e lungo termine.

Questa è la stessa filosofia che adotteremo nell’andare a valutare nuove proposte. Siamo coinvolti attivamente nei panel di discussione su Mica, sul suo sviluppo. Proporremo strumenti aventi come base altre criptovalute o asset digitali solo se saranno allineati alla regolamentazione. Deve esserci allineamento tra le normative, l’interesse del cliente finale e la propria struttura per avere un’innovazione effettiva.

Regolamentazione nel settore delle criptovalute

Restando sul tema dei Cripto Asset, il CEO di Spectrum ha spiegato quale pensa sia la prospettiva per questa asset class.

investire criptovalute
investire sulle criptovalute e sul bitcoin conviene?

“Innanzitutto, le criptovalute hanno superato un punto di ritorno. In altre parole, questa asset class non scomparirà. Abbiamo iniziato a sentir parlare di Bitcoin nel 2010 e siamo ormai nel 2024, questo significa un lasso di tempo di quattordici anni. Detto ciò, quando si è alzato il velo sul bitcoin e le criptovalute si è molto parlato della forza rivoluzionaria che portavano con sé. Ci ricordiamo i vari: sostituiranno le normali valute, il contante sparirà, sfideranno le istituzioni, ecc. A conti fatti, non credo che tutto ciò succederà.

Il valore dell’asset class, nel suo complesso, aumenterà. Credo che un aspetto che non viene tenuto particolarmente in considerazione in questo momento sia l’impatto generazionale. L’asset class si espanderà, sì, ma oltre quelle che sono le criptovalute. Diventerà un insieme di asset digitali che prenderà piede man mano che le nuove generazioni, più a loro agio con la tecnologia, e con questo tipo di tecnologie nello specifico, si sentirà a suo agio nell’includerle come investimento nei prossimi 10 o 15 anni.

Investitori moderni

In Europa, e nel mondo occidentale nel suo complesso, molta della ricchezza si concentra su fasce di età over 40. E’ altamente improbabile che questo tipo di investitori sposti la propria allocazione dalle asset class tradizionali per metterle in asset digitali. Le attuali generazioni, però, che adesso sono prossime ai 20 anni, cresceranno e accumuleranno ricchezza. Andando a investire i loro risparmi, si sentiranno a proprio agio nell’allocarne il 20% o il 30% in un paniere di asset digitali.

E’ uno scenario molto diverso rispetto alla fotografia di investitori che possiamo scattare ora, dove ci sono giovani entusiasti della novità e più adulti che riservano una percentuale minima del loro portafogli.

Non ritengo, tuttavia, che gli asset digitali possano soppiantare le asset class tradizionali. Soprattutto non le criptovalute. Le istituzioni non lasceranno che bitcoin arrivi a imporsi come valuta e stiamo già vedendo i passi in avanti che si stanno facendo sulle CBDC. Una sorta di istituzionalizzazione del bitcoin andrà a deludere alcuni che hanno appoggiato l’animo rivoluzionario che il progetto aveva ai suoi albori e a scoraggiare chi è interessato al token per il suo aspetto speculativo. Questo non è un fattore negativo, poiché porterà a una maggiore stabilità della criptovaluta, anche se al momento le dimensioni – se comparate con quelle dei mercati – sono ancora decisamente ridotte. L’infrastruttura è molto giovane e deve crescere. Con la crescita dei volumi ciò potrà avvenire, ma ci vorrà tempo.

Approfondimenti

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