Previsioni Materie Prime Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/category/previsioni/previsioni-materie-prime/ I migliori certificati di investimento li trovi su investire-certificati.it Thu, 22 Jan 2026 09:56:46 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.5 https://www.investire-certificati.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-android-chrome-192x192-1-32x32.png Previsioni Materie Prime Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/category/previsioni/previsioni-materie-prime/ 32 32 Previsioni per le materie prime – Analisi di Vontobel https://www.investire-certificati.it/previsioni-per-le-materie-prime-analisi-di-vontobel/ Thu, 22 Jan 2026 09:54:22 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=41331 Vontobel: Commodities, cosa aspettarsi nel trimestre per le materie prime? Dispersione destinata a continuare? Analisi e previsioni sulle materie prime a cura di Kerstin Hottner, Head of Commodities, Vontobel Guardando al 2026, le commodity restano una componente rilevante per i portafogli multi-asset. In un contesto di politiche monetarie e fiscali accomodanti, le allocazioni in materie prime […]

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Vontobel: Commodities, cosa aspettarsi nel trimestre per le materie prime? Dispersione destinata a continuare? Analisi e previsioni sulle materie prime a cura di Kerstin Hottner, Head of Commodities, Vontobel

Guardando al 2026, le commodity restano una componente rilevante per i portafogli multi-asset. In un contesto di politiche monetarie e fiscali accomodanti, le allocazioni in materie prime assumono un valore crescente in termini di diversificazione e copertura dall’inflazione. L’esperienza recente lo conferma: nel 2022, in una fase di elevato rischio geopolitico, le commodity sono state l’unica asset class di rilievo a conseguire rendimenti positivi.

Metalli preziosi

Sebbene l’intensità dei recenti rialzi sia stata certamente notevole, riteniamo che nel prossimo trimestre i rischi di rialzo superino quelli di ribasso per i metalli preziosi.

ORO FEDERAL RESERVE

La nostra convinzione è di mantenere un posizionamento overweight, con alcune differenziazioni tra i singoli metalli in funzione della propensione al rischio. Restiamo decisamente positivi sull’oro e confermiamo una posizione overweight. La forza dell’oro è sempre più legata al suo ruolo macroeconomico piuttosto che a tensioni sul mercato fisico.

In un contesto caratterizzato da persistente incertezza sulle politiche economiche, l’oro continua a beneficiare di una solida domanda da parte delle banche centrali, di rischi geopolitici elevati e del suo status di bene rifugio per eccellenza.

Previsioni per il prezzo dell’argento

Le prospettive dell’argento possono invece essere definite cautamente ottimistiche, ma con una volatilità elevata. Il metallo prezioso ha già messo a segno un rally straordinario, con un rialzo di circa +138% nel 2025, e riteniamo rischioso inseguire i prezzi a questi livelli.

A differenza dell’oro, il movimento non poggia su solidi fondamentali ed è stato in larga parte alimentato da posizionamenti speculativi. Con l’attenuarsi del cosiddetto scarcity trade, una possibile contrazione della domanda e un aumento del riciclo potrebbero innescare correzioni anche marcate.

Argento: le scorte al COMEX

Un fattore chiave alla base delle recenti dinamiche dei prezzi è stato l’anticipo degli scambi in vista dei dazi (tariff front-loading) e la dislocazione dei mercati. Le speculazioni sui dazi statunitensi all’importazione hanno spinto ingenti volumi di argento a essere pre-posizionati nei caveaux del COMEX, lasciando invece insolitamente esigue le scorte a Londra, che rappresenta il mercato di riferimento per la formazione dei prezzi.

previsioni argento

Questo squilibrio ha generato una temporanea tensione sul mercato fisico, evidente nei tassi di leasing elevati: gli operatori sono disposti a pagare premi significativi per prendere in prestito il metallo. Ne deriva una configurazione instabile, in cui livelli elevati di scorte al COMEX coesistono con una situazione di scarsità a Londra, amplificando i movimenti dei prezzi in entrambe le direzioni.

Se emergesse maggiore chiarezza sulle politiche tariffarie e l’argento defluisse dagli Stati Uniti, la liquidità sul mercato londinese potrebbe normalizzarsi rapidamente, aprendo la strada a una correzione marcata. In caso contrario, la tensione sull’offerta e l’elevata volatilità sono destinate a persistere.

Previsioni platino e palladio

Per platino e palladio manteniamo un approccio attendista. Entrambi i metalli hanno registrato un rialzo dall’inizio dell’anno, sostenuti dal movimento positivo dell’intero comparto dei metalli preziosi, dalle tensioni commerciali e dai vincoli sull’offerta; tuttavia, una parte significativa dei guadagni riflette più le preoccupazioni legate ai dazi e la speculazione che solidi fondamentali. Di conseguenza, l’ulteriore potenziale di rialzo appare, nella migliore delle ipotesi, fragile. Il recente rally è stato innescato dal lancio dei futures su palladio e platino alla Borsa di Shanghai.

Nel giro di poche settimane, l’open interest ha raggiunto circa un quarto di quello del CME. L’elevata volatilità su entrambi i metalli è quindi destinata a persistere. Un possibile catalizzatore di una correzione più marcata potrebbe essere rappresentato dagli esiti dell’indagine ai sensi della Section 232.

Previsioni per i metalli industriali

Il rame è stato recentemente sotto i riflettori, con un balzo da 10.700 dollari per tonnellata a metà novembre fino al record di 13.000 dollari a inizio gennaio, pari a un rialzo di circa +20% in sole sei settimane. Riteniamo che da questi livelli i prezzi possano incontrare crescenti difficoltà.

I fattori che possono frenare il prezzo del rame

Rischio di indebolimento della domanda: ai massimi storici, il rame sta già mostrando un calo della domanda. Il fenomeno è particolarmente evidente in Cina, il principale consumatore mondiale di rame, dove la crescita della domanda è diventata nettamente negativa negli ultimi mesi.

Eccesso di importazioni negli Stati Uniti: il recente rally è stato sostenuto dagli Stati Uniti, che hanno assorbito l’eccesso di offerta di rame a fronte delle preoccupazioni legate ai dazi. Questo materiale viene accumulato in scorte piuttosto che utilizzato.

Con l’arbitraggio COMEX/LME ormai chiuso, tali flussi di importazione in eccesso potrebbero esaurirsi a breve. Riteniamo inoltre possibile che già nel corso di quest’anno venga emessa una decisione contraria all’introduzione di dazi sul rame, anche in considerazione dell’attenzione dell’amministrazione Trump nel 2026 al tema dell’affordability. Uno scenario di questo tipo innescherebbe una correzione marcata dei prezzi del rame.

Fondamentali: una volta esaurito l’eccesso di assorbimento di rame da parte degli Stati Uniti, l’attenzione tornerà sui fondamentali: la domanda cinese debole e le scorte globali ai massimi degli ultimi cinque anni (vedi Figura 1 per la suddivisione delle scorte totali per mercato).

Esportazioni dalla Cina: storicamente netta importatrice, la Cina sta ora esportando rame a causa della debole domanda interna. Questo flusso è destinato probabilmente a ricostituire le scorte del LME, richiamando quanto avvenuto con l’interruzione brusca del rally del rame nella prima metà del 2024, quando la Cina esportava massicciamente.

Posizionamento di mercato: le posizioni sui futures sul rame sono attualmente estremamente lunghe. Qualsiasi calo dei prezzi potrebbe innescare un’ondata di realizzi, amplificando la correzione.

Perché il rame potrebbe salire ancora?

Previsioni per materie prime e rame: dove potremmo sbagliare e cosa potrebbe spingere i prezzi del rame ancora più in alto? Ecco alcuni fattori.

Proseguimento delle importazioni statunitensi: se l’arbitraggio COMEX/LME dovesse riaprirsi e gli Stati Uniti continuassero a importare rame in eccesso, i prezzi potrebbero salire ulteriormente. Questo scenario dipende fortemente dagli sviluppi relativi ai dazi.

Interruzioni nella produzione mineraria: il 2025 ha registrato più interruzioni produttive del previsto. Se le miniere non dovessero rispettare le stime di produzione, ulteriori vincoli sull’offerta potrebbero restringere il mercato.

Previsioni Nichel

Quali previsioni per il prezzo del nichel in borsa? Per il nichel manteniamo una visione neutrale, prevedendo che i prezzi resteranno all’interno di un intervallo stabile. Sul fronte ribassista, l’offerta abbondante e le scorte elevate esercitano pressione sul mercato.

Tuttavia, l’Indonesia, principale fornitore globale, sta segnalando misure a sostegno dei prezzi, comprese possibili riduzioni delle quote nel 2026 per il nichel. L’alluminio ha seguito il rame al rialzo. Manteniamo un modesto sottopeso, poiché i prezzi si stanno negoziando significativamente al di sopra della curva dei costi, una situazione che storicamente tende a essere temporanea.

Il presente articolo non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento o consulenza finanziaria. Rendimenti passati non sono indicazione di rendimenti futuri.

Analisi e approfondimenti

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Succo d’Arancia in Borsa https://www.investire-certificati.it/succo-arancia-in-borsa-prezzo/ Thu, 28 Dec 2023 17:34:23 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=31639 Come si sta muovendo il prezzo del succo d’arancia in borsa? Focus sull’andamento di questa materia prima e sulle previsioni per il 2024 per il succo d’arancia. Il succo d’arancia in borsa Negli ultimi mesi il celebre film “Una poltrona per due” (di cui parleremo fra qualche paragrafo) è stato più volte menzionato in vari […]

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Come si sta muovendo il prezzo del succo d’arancia in borsa? Focus sull’andamento di questa materia prima e sulle previsioni per il 2024 per il succo d’arancia.

Il succo d’arancia in borsa

Negli ultimi mesi il celebre film “Una poltrona per due” (di cui parleremo fra qualche paragrafo) è stato più volte menzionato in vari articoli che trattavano il tema del succo d’arancia, analizzando il rally dei prezzi.

La quotazione del prezzo futures, infatti, è arrivata oltre quota 400 per la prima volta nella sua storia, prima di ritracciare. Il prezzo è espresso in cent per libbra. Esaminiamo lo scenario, analizzando il prezzo, ma anche le ragioni che hanno spinto al rialzo la quotazione del succo di arancia. Fra queste troveremo le problematiche legate alla produzione, con un’offerta di agrumi in calo sia in America che in Europa.

Analisi del prezzo del succo di arancia

Ad inizio 2023 il succo d’arancia navigava in area 2 dollari per libbra, circa 200 cents quindi. In autunno è arrivato a superare i 4 dollari per libbra. La salita è ancora più importante se consideriamo che il prezzo nel 2020 e 2021 si è mosso fra i 100 ed i 130 cents per libbra. Di fatto ci troviamo di fronte ad un trend di lungo periodo positivo, che ha spinto il prezzo a quadruplicare nel giro di meno di tre anni.

Attenzione, però, in area 420 cents si è creato un doppio massimo, che ha determinato una violenta correzione. Il prezzo del succo d’arancia è quindi sceso verso i 3,30 dollari. Un calo superiore al 20% dai massimi. L’ipercomprato è stato scaricato, ma quali sono ora le previsioni? L’area 300 potrebbe fornire un primo supporto, anche se la volatilità resta alta. I compratori sono pronti a tornare attivi per puntare su altri rialzi del contratto future del succo d’arancia.

grafico prezzo succo di arancia
Grafico del prezzo del succo d’arancia in borsa. Si nota la forte salita del 2023 e le turbolenze di fine anno. Come si muoverà il prezzo nel 2024?

Cosa spinge al rialzo il prezzo del succo d’arancia

Perché il succo d’arancia è salito? Nonostante la discesa di dicembre, il 2023 è stato decisamente positivo per questa materia prima. A spingere al rialzo il prezzo del succo d’arancia non è la forte richiesta, quanto il crollo della produzione. Secondo vari report, la domanda complessiva di succo d’arancia, infatti, è addirittura scesa rispetto ai picchi di qualche decennio fa. Unica eccezione il periodo del Covid (2020-2021), quando si era diffusa l’idea che la vitamina C potesse mettere al riparto dal virus.

I timori per ulteriori cali nella produzione hanno spinto gli investitori a puntare su altri rialzi dei prezzi, comprando prodotti derivati come i contratti future legati al succo di arancia concentrato surgelato.

Chi produce agrumi

I maggiori produttori di succo d’arancia sono Brasile, Stati Uniti, Unione Europea, Cina e Messico. Ben l’85% della produzione mondiale arriva da Usa e Brasile. Il Brasile esporta quasi tutti gli agrumi prodotti, mentre il 90% della produzione della Florida è consumata dal mercato americano. Il succo d’arancia è negoziato concentrato e surgelato per ridurre i volumi e conseguentemente i costi. Si negozia in dollari per libbra, anche se spesso si parla di cents per libbra.

Perché scende la produzione di agrumi?

Produrre arance è sempre più complicato. Fattori climatici, con piogge troppo intense e siccità, ma anche un batterio che flagella le piante sono i principali nemici degli agricoltori specializzati. In sintesi, ci troviamo di fronte ad una vera tempesta perfetta, in particolare per quanto riguarda gli Stati Uniti ed il Sudamerica, dove i raccolti sono letteralmente crollati.

Negli Stati Uniti, il grosso della produzione di arance (e conseguentemente “orange juice“) arriva dallo stato della Florida (circa il 90% del totale), duramente colpito in questi ultimi anni da una serie di uragani, soprattutto nel 2022. Sono poi seguite ondate di gelo, danneggiando ulteriormente le piantagioni.

Come detto, gli agricoltori sono da tempo alle prese con una malattia delle piante per cui non risulta attualmente disponibile una cura efficace (Citrus greening). Una malattia, di origine batterica, che progressivamente riduce la produzione delle piante, danneggiandole e provocandone lentamente la morte. L’outlook è quindi ancora negativo per la produzione americana, con ribassi che in alcune aree arrivano anche all’80-90%.

Conviene investire sul future del orange juice?

Conviene investire sul succo d’arancia in borsa? Se analizziamo l’andamento della produzione su scala globale lo scenario è cupo. Meno negativo rispetto a quello americano, ma le cose non vanno molto meglio.

Anche in Messico e Brasile le problematiche climatiche (in particolare carenza di precipitazioni) sono un tema centrale che riduce la produzione. Le discese sono più modeste in Europa, con una riduzione della produzione di arance pari a circa un quarto della produzione in Spagna ed Italia. Numerosi pasi europei sono stati costretti ad alzare i volumi importati dall’Africa.

Quanto può durare la corsa del prezzo del succo d’arancia?

Dai massimi oltre quota 4 dollari il prezzo del succo d’arancia ha stornato, perdendo circa il 20%. La volatilità resta quindi elevata. Quali previsioni per il prezzo nel 2024? A causa delle innumerevoli difficoltà che sta riscontrando il settore produttivo è difficile ipotizzare che vi siano grandi crolli delle quotazioni delle arance. Al tempo stesso, bisogna capire quanto lo scenario sia già prezzato agli attuali valori.

Solitamente, salite di queste proporzioni nel comparto delle materie prime tendono ad essere, almeno in parte, riassorbite nel tempo. Se i prezzi salgono in maniera notevole, cresce l’interesse sul settore. Pertanto, altri agricoltori iniziano a coltivare questo frutto. Insomma, la produzione viene spostata altrove e tende a risalire. Problemi climatici, siccità, batteri permettendo. Infatti, in questo caso, lo scenario è più complesso a causa di fattori difficilmente controllabili, come eventi meteorologici e malattie delle piante. Non è pertanto facile capire il vero punto di arrivo della salita dei prezzi.

Al tempo stesso anche violente correzioni come quelle di novembre e dicembre 2023 sono fisiologiche, in un mercato salito troppo in fretta. Quasi scontato, invece, anche per il 2024, che la volatilità resti alta sino a quando il mercato non avrà trovato il prezzo giusto del succo concentrato di agrumi.

Il succo d’Arancia: un film ne parla

Il concentrato di succo d’arancia surgelato è una materia prima di nicchia in borsa. Se ne parla spesso anche quando si ricade sull’argomento dei film di borsa e film di Natale, grazie al celebre “Una poltrona per due”. Il film ha ormai 40 anni, essendo uscito nel 1983, ma è ancora regolarmente trasmesso alla Vigilia di Natale. Nel finale del film Eddie Murphy e Dan Aykroyd, nei panni di Billy Ray Valentine e Louis Winthorpe, mandano sul lastrico gli avidi fratelli Duke, proprio con il trading sui contratti futures legati al prezzo del succo d’arancia. Un caso di inside trading, proprio sul succo d’arancia, nello splendido contesto vintage della borsa alle grida.

Altri articoli su materie prime

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Previsioni Argento https://www.investire-certificati.it/previsioni-argento/ Fri, 07 Oct 2022 07:24:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=24681 Quali previsioni per il prezzo dell’argento? Analisi e previsioni per l’argento a cura del team di UBP. Il report analizza il mercato dell’oro, il prezzo dell’argento e quello del platino. Previsioni sui metalli preziosi. Previsioni Prezzo dell’argento A settembre, i prezzi dell’argento sono saliti in modo netto, passando da livelli di poco inferiori a 18 […]

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Quali previsioni per il prezzo dell’argento?

Analisi e previsioni per l’argento a cura del team di UBP. Il report analizza il mercato dell’oro, il prezzo dell’argento e quello del platino. Previsioni sui metalli preziosi.

Previsioni Prezzo dell’argento

A settembre, i prezzi dell’argento sono saliti in modo netto, passando da livelli di poco inferiori a 18 dollari a massimi di 21 dollari l’oncia. Il rialzo dell’argento è stato determinato da diversi fattori, fra cui la crescita del prezzo dell’oro, che ha portato l’argento a salire di pari passo con il suo alto beta rispetto all’oro. La prima parte di ottobre, invece, è stata segnata da nuovi ribassi in scia ad un nuovo rialzo del dollaro e ad aspettative per altri rialzi dei tassi da parte della Banca Centrale americana. Prima di focalizzarci sulle analisi e previsioni per l’argento, ripartiamo dall’analisi sull’oro

Analisi prezzo oro

A settembre, l’oro ha avuto un mese volatile: è sceso da livelli di circa 1.700 dollari a minimi di circa 1.600 dollari, per poi risalire a 1.700 dollari. Il rally dell’oro ha seguito due eventi. In primo luogo, la Banca d’Inghilterra (Bank of England) costretta a intervenire sul mercato dei gilt del Regno Unito e ad acquistare obbligazioni.

I mercati lo hanno erroneamente interpretato come un riavvio del programma di QE, provocando un coincidente aumento dei prezzi dell’oro. In secondo luogo, i rendimenti dei TIPS statunitensi (che utilizziamo come proxy dei rendimenti reali USA) sono diminuiti di quasi 30 punti base verso la fine del mese. È questo il fattore determinante e che spiega il rimbalzo dell’oro da quota 1.600 dollari. Se i rendimenti reali statunitensi hanno effettivamente raggiunto il massimo – e ci sono prove sempre più evidenti che sia così – allora è logico che l’oro abbia probabilmente visto i minimi di questo ciclo, a meno che non si verifichi un grave calo del mercato azionario.

Previsioni prezzo oro

Quali previsioni per il prezzo dell’oro e per l’argento? Ripartiamo dallo scenario statunitense. Il calo dei rendimenti reali americani riflette l’ampio calo dei rendimenti decennali, dovuto alle ipotesi di uno stallo nella crescita degli Stati Uniti. Le ultime rilevazioni dell’indice ISM dipingono un quadro negativo sia in termini di scorte che di nuovi ordini, suggerendo che la Fed potrebbe assumere un atteggiamento meno falco in futuro. Anche gli indicatori prospettici dell’inflazione sono scesi in modo significativo: i prezzi delle auto usate sono diminuiti per diversi mesi consecutivi e anche i costi di trasporto sono crollati. Se la lettura dell’indice Cpi statunitense del 13 ottobre mostrerà che l’inflazione core si è moderata, allora potremo dire che l’oro ha probabilmente toccato il fondo.

previsioni prezzo oro

Ci aspettiamo che nel corso del prossimo anno i mercati prezzino un massimo per il tasso dei Fed funds (e, di conseguenza, per i rendimenti a lungo termine), portando ad un modesto rialzo dell’oro. Se il dollaro Usa si indebolirà, come ci aspettiamo, spingerà a sua volta l’oro leggermente in rialzo. Nel complesso, è sempre più evidente che abbiamo visto i minimi di questo ciclo per il metallo giallo.

Previsioni per il prezzo dell’argento

La prospettiva di un tetto nel tassi della Federal Reserve e di un apparente rallentamento dei rialzi dei tassi nelle economie avanzate è stato un elemento costruttivo per l’argento. Più in generale anche per l’intero settore dei metalli preziosi.

In precedenza, avevamo osservato che gli investitori si erano spostati verso una posizione corta netta sull’argento. L’apparente cambiamento di regime ha chiaramente portato a una modesta riduzione della posizione ribassista. Ci sarà chiaramente un altro movimento in questa direzione se le prossime letture dell’inflazione statunitense saranno inferiori alle aspettative.

In prospettiva, se i rendimenti reali statunitensi hanno raggiunto il picco nell’attuale ciclo, come sospettiamo, allora l’ipotesi di un ribasso per l’argento e per i metalli preziosi più in generale è meno realistica. Sembra che la maggior parte, se non tutte, le notizie negative siano state prezzate. Questo è certamente il caso delle letture dell’ISM, che sono ora ai livelli del 2008/2009. Il sentiment in generale è estremamente negativo, il che significa che ci vorrà molto perché le prospettive peggiorino oltre le attuali aspettative.

Domanda di argento

Nei prossimi mesi la domanda industriale di argento resterà probabilmente contenuta, a causa dell’impatto della carenza di gas in Europa e del generale rallentamento della crescita globale. Ciò peserà sulla domanda manifatturiera e, di conseguenza, c’è la possibilità di un modesto ribasso verso la fine dell’anno. Tuttavia, riteniamo che si tratti di un minimo e che le prospettive per il 2023 siano ora più costruttive, soprattutto grazie alla dinamica dei rendimenti reali.

Stiamo assistendo ad un forte calo dei prezzi dall’inizio dell’anno ha portato a un aumento sostanziale della domanda di argento fisico, in particolare dall’India. Quest’anno le importazioni indiane di argento hanno raggiunto circa 5.100 tonnellate, molto più delle 2.773 tonnellate importate lo scorso anno. Questo potrebbe riflettere un certo livello di scorte in vista di un eventuale dazio sull’importazione di argento (l’India ha imposto un dazio sull’importazione di oro all’inizio di quest’anno). Finora, però, l’aumento della domanda fisica e dei consumatori non ha compensato il calo della domanda industriale e manifatturiera. Se la dinamica dovesse cambiare, le previsioni per l’argento migliorerebbero nettamente. In conseguenza di questi sviluppi, abbiamo modificato le nostre previsioni, prevedendo un profilo in crescita per il prossimo anno.

Previsioni prezzo Platino

Quali previsioni per il prezzo del platino? A settembre il platino è sceso ai minimi di circa 830 dollari l’oncia. Avevamo previsto il rischio di un declino verso i 840 dollari nel nostro precedente Precious Metals Outlook, ma la rottura al ribasso non è stata sostenuta. Infatti, il platino è poi risalito fino a livelli superiori ai 900 dollari, di pari passo con il più ampio rialzo dell’oro e dell’argento.

A nostro avviso, le previsioni a breve termine per il platino restano deboli. Le prospettive per il settore manifatturiero sono chiaramente fragili, a giudicare dall’andamento dei dati PMI manifatturieri e dei dati sulle previsioni di nuovi ordini. L’industria automobilistica sarà chiaramente in difficoltà dal punto di vista della domanda e questo peserà sulle prospettive a breve termine. Di conseguenza, non prevediamo che i prezzi del platino salgano presto a livelli superiori a 1.000 dollari l’oncia. 

Le previsioni per il platino a più lungo termine rimangono costruttive, grazie ai minori livelli di offerta e ai crescenti effetti di sostituzione sul palladio.

Analisi e previsioni su argento, oro e platino a cura di Peter Kinsella, Global Head of Forex Strategy di Union Bancaire Privée

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ETF su Materie Prime https://www.investire-certificati.it/etf-su-materie-prime/ Thu, 10 Jun 2021 06:45:06 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=12855 ETF sulle Materie Prime. Come battere l’inflazione con materiali e commodities? Quali ETF sulle commodities? Ecco un’analisi sul tema. ETF su Materie prime per battere l’inflazione? ETF sulle materie prime. Analisi a cura di Francesco Lomartire, responsabile di SPDR ETFs per l’Italia Per molti investitori, a marzo l’inflazione ha superato il COVID come maggiore minaccia […]

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ETF sulle Materie Prime. Come battere l’inflazione con materiali e commodities? Quali ETF sulle commodities? Ecco un’analisi sul tema.

ETF su Materie prime per battere l’inflazione?

ETF sulle materie prime. Analisi a cura di Francesco Lomartire, responsabile di SPDR ETFs per l’Italia

Per molti investitori, a marzo l’inflazione ha superato il COVID come maggiore minaccia per i mercati. Mentre la natura transitoria di alcuni aumenti dei prezzi è dibattuta, ci aspettiamo che i timori sull’inflazione persistano per alcuni mesi. Man mano che gli stimoli e le riaperture proseguono, di pari passo prosegue l’incremento dei prezzi delle materie prime. In questo contesto, continuiamo a vedere opportunità per investire nel settore dei materiali.

Focus: rischio inflazione

Conviene investire sul settore dei materiali? E’ un buon momento per mettere in portafoglio ETF su materie prime? I dati sull’inflazione di aprile hanno evidenziato un aumento dei prezzi ancora più pronunciato delle attese. Gli analisti avevano previsto una pressione significativa, a causa di fattori legati alla domanda a seguito dalla riapertura dell’economia e l’impatto sull’offerta delle interruzioni delle catene di approvvigionamento legate al COVID. Ciononostante, l’indice dei prezzi al consumo statunitense, con i prezzi al consumo in aumento del 4,2% anno su anno, è stato molto più alto del previsto. Inoltre è stato seguito da un incremento del Producer Price Index (PPI) del 6,2% anno su anno.

Mentre il dato CPI cinese dello 0,9% a/a è stato relativamente contenuto, alcuni movimenti dei prezzi della produzione (PPI +6,8%) hanno mostrato le pressioni sui costi derivanti dalle materie prime. Inoltre, le implicazioni della riapertura potrebbero trasmettersi ad altre economie. La carenza globale di semiconduttori ha anche causato problemi di approvvigionamento. Per esempio nel settore dell’usato dell’auto; in futuro potremmo assistere a un’ulteriore riduzione delle scorte.

Materie Prime
Materie Prime

Inflazione e settore dei materiali

Per molti investitori, a marzo l’inflazione ha superato il COVID come principale minaccia per i mercati. Mentre la natura transitoria di alcune pressioni sui prezzi è oggetto di dibattito, soprattutto da parte della Federal Reserve, ci aspettiamo che i timori per l’inflazione persistano per alcuni mesi.

Il tutto di pari passo con gli stimoli delle banche centrali, con le riaperture e con l’aumento dei prezzi delle materie prime. È probabile che l’inflazione sarà più forte negli Stati Uniti, che si trovano in una fase di rapida ripresa economica, rispetto ad altre parti del mondo che affrontano persistenti gap produttivi. I commenti da parte della BCE e della BoE della scorsa settimana hanno suggerito che le pressioni inflazionistiche sono sotto osservazione. Non sono però ancora ai livelli degli Stati Uniti.

Le pressioni sull’inflazione stanno esacerbando le preoccupazioni di alcuni investitori sulle valutazioni eccessive nei mercati azionari, che espongono i già cari titoli growth, come i FAANG, alle possibili turbolenze di breve termine. In effetti, i settori statunitensi della tecnologia, dei servizi di comunicazione e dei beni di consumo discrezionali sono stati i peggiori performer nelle ultime due settimane.

Le prese di profitto in questi settori sono anche guidate dalla ricerca, tra le imprese più cicliche. Ma anche dei beneficiari della riapertura e della ripresa delle economie grazie al progressivo allentamento delle restrizioni. Bisogna essere consapevoli che l’elevato peso di questi tre settori potrebbero avere un effetto negativo sui livelli di mercato in generale. Proseguiamo l’analisi per cercare di capire se conviene investire su materiali e materie prime.

Materie prime per battere l’inflazione

Nel contesto attuale, gli investitori dovrebbero considerare quali settori sono destinati a guadagnare o perdere di più a causa delle pressioni inflazionistiche. È importante valutare il potere delle aziende di determinare i prezzi e la loro capacità di trasferire sui consumatori i costi più elevati dei fattori di produzione, che in parte dipende dall’elasticità della domanda dei consumatori, così come dalla disponibilità del prodotto e dai “colli di bottiglia” dell’offerta, che ora sono più rilevanti.

Guardando ai rendimenti degli indici, vediamo che i settori ciclici (come industriali e materiali – commodities) tendono a sovraperformare quelli difensivi (come i beni di consumo durevoli) durante i periodi di inflazione crescente. La relazione più forte, con una correlazione all’inflazione più di tre volte superiore alla media di mercato, è quella del settore energetico, a causa dell’impatto dell’aumento dei prezzi del petrolio.

Anche i titoli del settore finanziario tendono a sovraperformare durante i periodi di maggiore inflazione, con una relazione positiva determinata principalmente dal contemporaneo aumento dei tassi di interesse.

Il potere di determinazione dei prezzi delle società energetiche varia a seconda della loro posizione a monte o a valle, ma nel complesso la capacità di trarre vantaggio da questo potere può essere vista nelle importanti revisioni delle previsioni sugli utili negli ultimi mesi. Anche se vediamo che la forte domanda degli investitori per gli ETF sulle commodity del settore dell’energia continuerà nel breve termine, in realtà preferiamo un altro settore delle materie prime, i materiali, per la loro esposizione all’attuale contesto reflazionistico. Mentre l’attuale equilibrio tra domanda e offerta di petrolio potrebbe indebolirsi con qualsiasi deterioramento dell’accordo OPEC+ volto a limitare la produzione, crediamo che le forze che guidano i prezzi dei metalli industriali abbiano un impatto più duraturo.

Investire su materiali e materie prime?

I prezzi dei metalli come il rame, lo zinco e l’alluminio sono ai massimi da diversi decenni. Le società minerarie (pari al 36% del settore materiali) sono ben posizionate nel ciclo attuale per trasferire i prezzi più alti dei metalli industriali ai loro clienti. Anche se gli aumenti di prezzo spesso stimolano una nuova offerta in questo settore, l’autorizzazione e la costruzione di nuove miniere possono richiedere anni.

Pertanto le attuali dinamiche positive di domanda e offerta potrebbero persistere. Altrove nel settore dei materiali, i produttori di prodotti chimici (50%) e i produttori di prodotti per l’edilizia, l’imballaggio e la carta affrontano dinamiche positive di domanda e offerta simili. Gli aggiornamenti delle stime sugli utili hanno lasciato le valutazioni a livelli poco costosi rispetto a quelli storici. Tutto ciò emerge dall’analisi del grafico sottostante. Nel paragrafo seguente vedremo invece ETF per investire sulle materie prime, ossia le commodities.

Indice MSCI World Sector – Rapporto prezzo/utili relativo

Fonte: State Street Global Advisors, Bloomberg Finance L.P., dati al 13 maggio 2021.

Come investire su materie prime con gli ETF?

Gli investitori che cercano di contrastare le dinamiche inflattive possono esaminare alcuni ETF sulle materie prime. Si tratta di fondi passivi settoriali SPDR elencati di seguito:

SPDR S&P U.S. Materials Select Sector UCITS ETF 

SPDR MSCI Europe Materials UCITS ETF 

La presente analisi su ETF su materiali e materie prime non costituisce in alcun modo sollecito all’investimento

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Previsione Prezzo Materie Prime https://www.investire-certificati.it/previsione-prezzo-materie-prime/ Tue, 06 Apr 2021 03:42:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=7266 Quali Previsioni per il prezzo delle Materie Prime? E’ sostenibile il rally delle commodities? I prezzi delle materie prime sono saliti notevolmente negli ultimi mesi. Vediamo alcune previsioni di mercato per le commodities. Analisi e Previsioni sui Prezzi delle Materie Prime Dopo il crollo del marzo 2020, i prezzi delle materie prime hanno iniziato a […]

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Quali Previsioni per il prezzo delle Materie Prime? E’ sostenibile il rally delle commodities? I prezzi delle materie prime sono saliti notevolmente negli ultimi mesi. Vediamo alcune previsioni di mercato per le commodities.

Analisi e Previsioni sui Prezzi delle Materie Prime

Dopo il crollo del marzo 2020, i prezzi delle materie prime hanno iniziato a salire. I numeri sono chiari: Il rame vale l’80% in più rispetto ad un anno fa, il nickel il 44%, l’alluminio il 53%. Il fenomeno riguarda anche le materie prime agricole, come soia e cotone. Il future legato alla carne di maiale è quasi raddoppiato rispetto a dodici mesi fa. Il derivato che segue il prezzo del legname ha più che triplicato il suo valore.

Fra i metalli preziosi, anche l’oro è salito rispetto ai valori pre-crisi. Meglio ancora ha fatto l’argento, trascinato al rialzo dalla sua elevata componente industriale nella domanda. Il LBMA di Londra per il 2021 prevedeva un altro incremento del 30%, grazie al traino della domanda industriala di argento. Avrà ragione?

Il caso più eclatante, fra le materie prime, però, riguarda il petrolio. Sul finire dell’aprile 2020 le quotazioni del future del WTI, il benchmark per l’oro nero texano, scivolarono per qualche ora in territorio negativo. Oggi sia il WTI che il Brent sono scambiati fra i 60 ed i 65 dollari al barile. Le previsioni rialziste sul petrolio hanno sin qui avuto ragione. Soprattutto grazie alle aspettative per una ripresa economica dopo la crisi del Covid ed alle mosse dell’OPEC. Quali previsioni per i prezzi delle materie prime nel 2021 e 2022?

Grafico prezzo petrolio WTI
Grafico prezzo petrolio. Quotazioni WTI in costante salita

Analisi Prezzi Materie prime

Dopo la grande paura, derivante dalla pandemia, il sistema economico pare aver trovato un nuovo equilibrio. La domanda è ripartita e – soprattutto – le aspettative per un ulteriore ripresa nei prossimi mesi hanno spinto al rialzo il prezzo delle principali materie prime.

In tutto ciò, la Cina nel 2020 ha importato quantitativi crescenti di numerose materie prime, in particolare rame, ferro ed i loro derivati, ma anche materie prime agricole. Il tutto in uno scenario generale dove la produzione è stata limitata sia dalle restrizioni derivanti dai lockdown del covid che da fattori climatici (come le scarse piogge in Sudamerica, che hanno fatto lievitare il prezzo del grano).

Effetto cambio sulle commodities in Borsa

Nei primi mesi del 2021 il dollaro ha guadagnato circa 3 punti percentuali contro l’euro. Questa ha ovviamente contribuito ad incrementare il prezzo delle commodities, tradizionalmente denominate con la banconota verde.

La salita dei prezzi è quindi stata ulteriormente incrementata dall’effetto cambio, che ha reso le materie prime più costose per traders ed investitori europei. Ma anche per le aziende che devono acquistarle a prezzi sempre più elevati. Questo determina spesso problemi, sia per il petrolio, che per l’acciaio ed altre commodities industriali.

Previsione Prezzo Materie Prime

Perché le materie prime salgono? Quali previsioni per i prezzi?

Sono in molti a chiedersi perché il prezzo delle materie prime salga in borsa, nonostante lo scenario complessivo di difficoltà dell’economia. La risposta è semplice: perché la domanda supera l’offerta.

La grande richiesta di commodities, soprattutto industriali, come rame e acciaio, ma non soltanto, spinge al rialzo dei prezzi in borsa. Anche il settore delle auto elettriche sta facendo correre metalli come il litio o il cobalto. Negli ultimi anni, poi, anche il palladio è salito notevolmente. Quali previsioni per il settore delle materie prime? Vediamo insieme lo scenario.

Rio Tinto: dividendo record

Il rally delle materie prime ha ridato slancio a numerose aziende del settore commodities. Fra queste troviamo Rio Tinto, che ha totalizzato oltre 44 miliardi di ricardi. Sempre Rio Tinto ha annunciato il maggior dividendo in quasi 150 anni di storia. Glencore ha ripreso i pagamenti, mentre anche BHP ha annunciato un dividendo record.

Previsioni per le materie prime

Quanto può durare questa corsa delle materie prime in borsa? Insomma, quali sono le previsioni per le materie prime per il 2021 e 2022?  

Difficile fare previsioni sulle commodities, la storia lo insegna. Chiaramente la ripresa economica determina una maggiore domanda complessiva. Questo fenomeno può avere una durata anche lunga. Nel caso in cui ricomparisse un’elevata inflazione, il fenomeno potrebbe anche ampliarsi.

Una previsione per le materie prime può guardare al passato. Infatti, Questi cicli tendono tuttavia a calmierarsi da soli, in quanto la salita del prezzo nel lungo termine frena la domanda. Ma non è un fenomeno rapido. Inoltre, in numerosi casi alcune materie prime si sono assestate stabilmente su prezzi più alti rispetto a quelli del passato. Insomma, possiamo prevedere correzioni quando vi sono forti impennate del prezzo non giustificate o bolle, ma non è il caso di tutte le materie prime. Nei primi anni duemila, per esempio, l’oro valeva poco più di 200 dollari l’oncia. Dopo il rally del primo decennio degli anni Duemila, il prezzo dell’oro non è mai più tornato su questi valori. Si è mosso fra i 1.060 ed i 2.070 dollari l’oncia, ossia fra il 400 e l’800 in più circa. Non è quindi facile fare previsioni per le materie prime. Quello che è certo è che l’interesse dei traders e degli investitori sul settore delle commodities è ai massimi da anni.

Rischi per le Materie Prime

Cosa potrebbe far scendere il prezzo delle commodities? Anche qui non è semplice fare previsioni per le materie prime. Tuttavia, possiamo segnalare come numerosi fattori potrebbero determinare un raffreddamento della domanda. Da un lato un rialzo dei tassi di interesse, seguito da un eventuale rafforzamento del dollaro.

Chiaramente un rallentamento economico dell’Asia e degli Usa, le due locomotive dell’economia mondiale negli ultimi anni, sarebbe altrettanto dannoso.

Inoltre, alcune materie prime, fra cui il petrolio, potrebbero risentire della crescita degli Investimenti ESG, ossia quelli sostenibili sia per l’ambiente che dal punto di vista sociale.

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