Investire in criptovalute Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/category/investire/investire-in-criptovalute/ I migliori certificati di investimento li trovi su investire-certificati.it Wed, 31 Dec 2025 08:01:26 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.5 https://www.investire-certificati.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-android-chrome-192x192-1-32x32.png Investire in criptovalute Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/category/investire/investire-in-criptovalute/ 32 32 Ethereum: come funziona questa Criptovaluta? https://www.investire-certificati.it/ethereum-come-funziona-questa-criptovaluta/ Wed, 31 Dec 2025 08:01:22 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40802 Cosa è esattamente Ethereum? In questo articolo proponiamo un breve viaggio virtuale dentro l’universo digitale di Ethereum: Perché se ne parla tanto? In che cosa si differenzia da Bitcoin, e quali sono le applicazioni pratiche di Ethereum? Ethereum è la seconda criptovaluta per importanza e capitalizzazione di mercato, dopo Bitcoin. A dieci anni dal lancio, […]

L'articolo Ethereum: come funziona questa Criptovaluta? proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Cosa è esattamente Ethereum? In questo articolo proponiamo un breve viaggio virtuale dentro l’universo digitale di Ethereum: Perché se ne parla tanto? In che cosa si differenzia da Bitcoin, e quali sono le applicazioni pratiche di Ethereum?

Ethereum è la seconda criptovaluta per importanza e capitalizzazione di mercato, dopo Bitcoin. A dieci anni dal lancio, ha raggiunto un valore complessivo di 358 miliardi di dollari. Introdotto nel 2015 da Vitalik Buterin e da un team di co-fondatori, Ethereum ha rivoluzionato il concetto di blockchain portandolo ben oltre il semplice trasferimento di valore, come avviene con Bitcoin.

Cerchiamo di comprendere meglio il funzionamento di questa piattaforma innovativa, le sue origini, in cosa si distingue da Bitcoin e perché oggi rappresenta una delle colonne portanti del web decentralizzato e della nuova finanza digitale.

Origini e storia di Ethereum

La nascita di Ethereum si deve a Vitalik Buterin, che nel 2013 pubblicò un white paper visionario: una blockchain programmabile per applicazioni di ogni tipo, non solo trasferimento di moneta. Sostenuto da altri co-fondatori, il progetto raccolse nel 2014, con una delle prime grandi ICO, oltre 18 milioni di dollari e lanciò la piattaforma il 30 luglio 2015.

Dai suoi inizi, Ethereum si è caratterizzato per una rapida innovazione tecnica e una comunità globale in crescita. La storia degli aggiornamenti di Ethereum è una corsa verso maggiore efficienza, scalabilità e sostenibilità, culminata con eventi epocali come “The Merge” (settembre 2022): che ha permesso il passaggio al Proof-of-Stake (PoS) che ha ridotto i consumi energetici del 99% e ha trasferito la responsabilità della validazione dei blocchi dai miner (Proof-of-Work, PoW) ai validatori, rendendo la rete più accessibile e a basso impatto ambientale.

La roadmap verso il futuro punta verso gli aggiornamenti “Glamsterdam” e “Hegota” (attesi nel 2026): previsti per portare l’elaborazione parallela delle transazioni e un aumento significativo del limite di gas, elementi che spingeranno Ethereum verso velocità ancora maggiori e costi ridotti.

Oggi Ethereum è un vero pilastro del web3: la piattaforma su cui sviluppatori, aziende e comunità di tutto il mondo stanno costruendo la nuova generazione di servizi digitali decentralizzati.

Caratteristiche principali di Ethereum

Ethereum non è solo una criptovaluta: rappresenta un ecosistema versatile e programmabile, capace di ospitare una vasta gamma di applicazioni digitali innovative. Ecco gli aspetti fondamentali che ne definiscono l’unicità.

  • Smart contract: sono codici informatici auto-esecutivi che permettono di stipulare accordi digitali senza intermediari. Gli smart contract, una volta pubblicati sulla blockchain, sono immutabili e forniscono la garanzia che le regole inserite vengano rispettate sempre in modo automatico.
  • Applicazioni decentralizzate (dApp): Ethereum consente agli sviluppatori di creare applicazioni resistenti alla censura e immuni a punti di fallimento centralizzati. Queste dApp spaziano dalla finanza decentralizzata (DeFi) ai giochi, dai mercati NFT alle organizzazioni autonome (DAO), segnando una nuova frontiera dell’innovazione digitale.
  • Ethereum Virtual Machine (EVM): l’EVM è l’ambiente di esecuzione che rende universale la programmazione su Ethereum. Permette a chiunque di scrivere ed eseguire codice in modo uniforme in tutta la rete, rendendo praticabile l’interoperabilità tra progetti e smart contract.
  • Ether (ETH): oltre a essere una delle principali criptovalute globali, l’Ether funge da “carburante” della rete. Serve per pagare le transazioni, avviare smart contract e incentivare i validatori a mantenere sicura e operativa la blockchain.

Bitcoin ed Ethereum: due filosofie per la decentralizzazione

Pur condividendo la tecnologia di base della blockchain, Bitcoin ed Ethereum perseguono obiettivi e modalità operative differenti.

ethereum in crescita

Bitcoin nasce come “oro digitale”, pensato principalmente come riserva di valore e mezzo di scambio decentralizzato, con un protocollo relativamente fisso e orientato alla sicurezza.

Ethereum si pone come piattaforma aperta e programmabile, adattabile a diversi casi d’uso. Grazie agli smart contract, Ethereum è la base dell’innovazione nel web3 e nell’economia digitale.

Un punto di svolta è stato il passaggio di Ethereum al Proof-of-Stake, mentre Bitcoin continua a utilizzare il Proof-of-Work. Questa differenza rende Ethereum più sostenibile e accessibile, pur mantenendo un alto livello di sicurezza e decentralizzazione.

Ethereum come investimento

Il valore di Ether (ETH), la sua criptovaluta nativa, ha sperimentato una crescita notevole in questi 10 anni: nel 2015, durante la ICO, 1 ETH valeva meno di un dollaro; nel gennaio 2018 ha superato per la prima volta i 1.000 dollari; il massimo storico (“all time high”, ATH) è stato raggiunto nel novembre 2021, con ETH oltre quota 4.800 dollari. Nel corso del 2025, Ethereum si è mantenuta saldamente tra le principali criptovalute mondiali, con una capitalizzazione tra i 350 e i 400 miliardi di dollari e prezzi oscillanti tra i 2.000 e i 5.000 dollari, arrivando vicino al massimo storico nel mese di agosto.

Oltre alla sua funzione tecnologica e al ruolo fondamentale nell’evoluzione del web decentralizzato, Ethereum ha attirato attenzione mondiale anche come asset d’investimento.

Proprio questa oscillazione dei prezzi testimonia la grande volatilità che caratterizza Ethereum, uno degli aspetti principali da considerare in ottica di investimento.

Come tutte le criptovalute non ancorate ad una valuta fiat (come invece accade per le stablecoin), ETH può subire brusche variazioni in tempi molto brevi, sia in positivo che in negativo. Questa volatilità rappresenta al tempo stesso un’opportunità e un rischio: da un lato offre possibilità di rendimento elevato, dall’altro espone a rischi consistenti di perdita, soprattutto per chi non adotta una corretta strategia di gestione del rischio.

Altri articoli su bitcoin e criptovalute

L'articolo Ethereum: come funziona questa Criptovaluta? proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Tether: la criptovaluta che vuole comprare la Juventus https://www.investire-certificati.it/tether-la-criptovaluta-che-vuole-comprare-la-juventus/ Tue, 16 Dec 2025 17:39:45 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40562 Cos’è Tether e cosa sono le stablecoin? Quali sono i punti di forza di quella che è oggi la terza criptovaluta per capitalizzazione globale?Come fa Tether a mantenere stabile il suo valore nel tempo? Negli ultimi giorni è arrivata la proposta di acquisto della Juventus da parte di Tether: scopriamo insieme altri dettagli sulla criptovaluta […]

L'articolo Tether: la criptovaluta che vuole comprare la Juventus proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Cos’è Tether e cosa sono le stablecoin? Quali sono i punti di forza di quella che è oggi la terza criptovaluta per capitalizzazione globale?
Come fa Tether a mantenere stabile il suo valore nel tempo?

Negli ultimi giorni è arrivata la proposta di acquisto della Juventus da parte di Tether: scopriamo insieme altri dettagli sulla criptovaluta nata nel 2014 e che oggi è la stablecoin più utilizzata a livello globale. Tether ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di circa 186 miliardi di dollari. Numeri da capogiro: basteranno per convincere Exor e John Elkan a vendere la Juventus?

Cosa sono le stablecoin?

Chi segue l’andamento delle principali criptovalute (Bitcoin, Ethereum, Binance, Ripple…) sa bene quanto questi asset possano essere volatili: è normale vedere oscillazioni giornaliere del 5%, 10% o addirittura 15% nel giro di poche ore cosa difficile per i titoli di borsa.
Negli ultimi anni non sono mancati esempi di Bitcoin che perde o guadagna oltre 30% in una settimana, mettendo a dura prova anche gli investitori più esperti.

Per rispondere a questa volatilità estrema, stanno avendo particolare successo le “stablecoin”. Si tratta di una tipologia di criptovaluta progettata per mantenere, appunto, un valore stabile nel tempo. Questo poichè tipicamente ancorato a una valuta tradizionale come può essere il dollaro statunitense o l’euro.
A differenza delle crypto più “speculative”, le stablecoin sono nate per offrire un mezzo di scambio affidabile e prevedibile nei mercati digitali. Così, chi opera nel settore crypto può conservare liquidità, muovere fondi o effettuare pagamenti senza esporsi ai tipici alti e bassi del mondo delle criptovalute.

Come funziona Tether?

Il cuore del funzionamento di Tether è la promessa di stabilità basata su riserve. Non a caso, il suo nome significa letteralmente “aggancio” o “ancoraggio”: Tether nasce infatti per essere sempre legata, cioè “tethered”, al valore di una valuta reale. Ogni token (USD₮) è emesso con l’impegno di essere sempre convertibile, uno a uno, con un dollaro statunitense.

A differenza di molte criptovalute tradizionali, per le quali la creazione delle monete avviene tramite processo di mining, nel caso di Tether si parla invece di minting (conio): i nuovi token vengono “coniati” esclusivamente dall’emittente, in base ai depositi ricevuti e alle riserve detenute, seguendo una logica centralizzata e controllata.
Diversamente da molte criptovalute nate come asset puramente digitali, per ogni USD₮ in circolazione viene garantita una riserva a copertura del suo valore, custodita sotto forma di asset liquidi e di alta qualità. Chi acquista o detiene Tether può così essere certo che il proprio token sarà sempre convertibile in un dollaro americano, a prescindere dalle turbolenze del mercato crypto.

Com’è composta la riserva di Tether? I numeri dell’ultimo report

Per assicurare trasparenza agli investitori, Tether pubblica ogni trimestre un report certificato dalla società di revisione BDO (non una delle big four, ma un’altra società di revisione), in cui viene chiaramente illustrata la composizione delle riserve che coprono ciascun token in circolazione.
Secondo l’ultimo report di settembre 2025, le risorse di Tether sono suddivise così:

  • circa il 77% delle risorse è rappresentato da liquidità, strumenti equivalenti e depositi a breve termine (soprattutto titoli del Tesoro americano)
  • circa il 7% in metalli preziosi.
  • Circa il 5% in Bitcoin.
  • circa il 2% in altri investimenti.
  • circa l’8% in prestiti garantiti.
  • una percentuale residuale in obbligazioni societarie e altre voci minori.

Questo modello di gestione delle riserve permette a Tether di mantenere fede al proprio impegno di stabilità, offrendo agli utenti una soluzione efficace per navigare l’universo crypto senza doversi preoccupare delle forti oscillazioni di prezzo tipiche del settore.

USD₮ nella pratica: trading e gestione della volatilità

Al di là degli aspetti tecnici e teorici, Tether ha rivoluzionato la gestione operativa degli investimenti e delle transazioni nel mondo crypto grazie ai suoi vantaggi concreti.

Rischi criptovalute

Un caso esemplare è quello del trading: chi desidera proteggere i profitti ottenuti da Bitcoin o Ethereum, senza abbandonare l’ecosistema crypto (ossia tenendo l’investimento in criptovalute e senza convertirlo in altre valute flat come euro o dollari), spesso opta per una conversione temporanea in USD₮. Così facendo, il proprio capitale viene “parcheggiato” su un asset stabile, pronto a essere reinvestito su altre criptovalute in qualsiasi momento. Il tutto senza le attese o i costi tipici del ritorno alle valute tradizionali.

Immaginiamo un investitore che abbia acquistato 1 Bitcoin a 90.000 dollari. Nel momento in cui il prezzo raggiunge 100.000 dollari, decide di venderlo convertendo in 100.000 USD₮. Se alcuni giorni dopo il prezzo del Bitcoin (BTC) scende a 85.000 dollari, l’investitore, avendo mantenuto la sua posizione nel mondo crypto in USD₮, può ora ricomprare 1 BTC a un prezzo inferiore, salvaguardando il suo capitale e sfruttando a proprio vantaggio la volatilità del mercato, senza mai perdere liquidità né dipendere dai tempi bancari.

Altri utilizzi: trasferimenti globali rapidi

L’utilità di Tether, però, non si esaurisce nel trading. Sempre più spesso viene utilizzato anche per trasferire somme di denaro a livello internazionale, sia per ragioni personali che aziendali. Inviare 10.000 USD₮ a un collaboratore, un familiare o un fornitore in qualsiasi parte del mondo richiede oggi solo pochi minuti e non comporta né l’intervento di banche, né pratiche burocratiche, né costi rilevanti. Il destinatario riceverà importi immediatamente disponibili, il cui valore è ancorato al dollaro, facilmente utilizzabili su qualsiasi exchange o wallet compatibile. Una modalità che sta progressivamente soppiantando i tradizionali bonifici e i servizi di money transfer.

Tether o valuta tradizionale? Vantaggi e motivi di scelta

Usare Tether al posto delle valute tradizionali può portare ulteriori benefit. Le operazioni bancarie, specie se internazionali, sono spesso lente, costose e sottoposte a vincoli di orario e giorni feriali. Il passaggio da crypto a fiat e viceversa, inoltre, può generare complessità dal punto di vista fiscale: in numerosi Paesi ogni conversione in moneta “reale” va rendicontata ed eventualmente tassata come plusvalenza. Al contrario, uno scambio diretto tra criptovalute (come da BTC a USDT) resta, a seconda delle normative, in una sorta di “zona grigia” che consente maggiore flessibilità nelle strategia di gestione e dichiarazione fiscale.

Considerazioni sui rischi e sulla trasparenza

Sebbene Tether rappresenti una risposta efficace alla volatilità tipica del settore crypto, il suo utilizzo comporta comunque alcuni rischi importanti.
In primo luogo, tutto si basa sulla fiducia nella società emittente, Tether Limited: la reale disponibilità di riserve adeguate e la trasparenza nella loro gestione sono essenziali perché USD₮ mantenga il suo valore. Anche se oggi vengono pubblicati report revisionati da società indipendenti, non sono mancate in passato controversie, investigazioni legali e dubbi sulla reale copertura degli asset. Un eventuale problema sulla solidità finanziaria di Tether potrebbe avere ripercussioni immediate sia sul token sia, per effetto domino, sull’intero mercato crypto.

Un altro fattore di rischio è quello regolamentare. Le stablecoin sono nel mirino delle autorità finanziarie in molti Paesi e nuove leggi, restrizioni o sentenze potrebbero limitare o stravolgere il funzionamento di Tether, creando incertezza per chi la detiene o la utilizza.

Infine restano i rischi tecnologici: nessuna criptovaluta è immune da attacchi informatici, problemi sugli exchange o vulnerabilità operative che potrebbero compromettere la sicurezza dei fondi.

Ecco, quindi, una panoramica su Tether. Il tutto in attesa di conoscere se l’azienda guidata da Ardoino e Devasini riuscirà a comprare la Juventus.

L'articolo Tether: la criptovaluta che vuole comprare la Juventus proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
L’aggiornamento Fusaka rafforzerà il prezzo di Ethereum? https://www.investire-certificati.it/laggiornamento-fusaka-rafforzera-il-prezzo-di-ethereum/ Sun, 07 Dec 2025 13:58:42 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40358 Ethereum, la seconda criptovaluta per capitalizzazione al mondo, sta soffrendo molto il risk-off che si sta avendo sui mercati. Dai massimi di agosto, il prezzo è sceso del 37%, rispecchiando l’attuale situazione di avversione al rischio. Il nuovo aggiornamento Fusaka darà slancio a Ethereum? Per chi segue il mondo delle criptovalute ricordiamo anche che nei […]

L'articolo L’aggiornamento Fusaka rafforzerà il prezzo di Ethereum? proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Ethereum, la seconda criptovaluta per capitalizzazione al mondo, sta soffrendo molto il risk-off che si sta avendo sui mercati. Dai massimi di agosto, il prezzo è sceso del 37%, rispecchiando l’attuale situazione di avversione al rischio. Il nuovo aggiornamento Fusaka darà slancio a Ethereum?

Per chi segue il mondo delle criptovalute ricordiamo anche che nei prossimi giorni è in programma un webinar con Jacopo Marini e Carlo Alberto De Casa sul tema Oro e Bitcoin, con iscrizioni gratuite.

Il nuovo aggiornamento Fusaka su Ethereum

L’evento principale è stato l’aggiornamento Fusaka di Ethereum, attivato il 3 dicembre 2025. Si tratta del secondo hard fork di Ethereum nel 2025, il cui obiettivo è migliorare la scalabilità della rete e ridurre le commissioni. La caratteristica tecnologica più importante dell’upgrade è PeerDAS, una delle 12 migliorie incluse, che consente a Ethereum di gestire il volume elevato di transazioni provenienti dalle soluzioni layer-2.

L’upgrade di Ethereum più importante, PeerDAS

Prezzo Ethereum

PeerDAS (Peer Data Availability Sampling) è l’innovazione centrale di Fusaka. Cambia radicalmente il modo in cui Ethereum verifica i dati provenienti dai rollup di layer 2. In precedenza, i nodi dovevano scaricare e verificare completamente ogni “blob” (blocco di dati) dalla rete. Con PeerDAS, i nodi eseguono invece un campionamento casuale di piccoli pezzi di dati (chunks) anziché verificare l’intero carico. Questa verifica “semplificata” utilizza una tecnica di “erasure coding” per garantire la disponibilità complessiva del blocco.​

I benefici concreti per la rete Ethereum sono significativi. I requisiti di storage per nodo si riducono a circa un ottavo di quelli precedenti e il consumo di banda si abbassa drasticamente. Questo rende possibile un potenziale aumento di 8-10 volte della capacità di elaborazione dati di Ethereum, eliminando un collo di bottiglia storico per i rollup.

Gli effetti dell’aggiornamento Fusaka su Ethereum

Il risultato complessivo è una riduzione significativa delle fee su layer 2 (Arbitrum, Optimism, Base, ecc.), data dalla riduzione di competizione per lo spazio di storage sui blob. Inoltre, il minor carico per i nodi rende Ethereum più accessibile per più partecipanti. In sintesi: un’ infrastruttura sottostante di Ethereum maggiormente scalabile, economica, decentralizzata e user-friendly.

Analisi tecnica su Ethereum

Grafico Ethereum
Prezzo Ethereum, fonte: Tradingview

Passando all’analisi tecnica, dopo i massimi storici toccati ad agosto, Ethereum ha avviato una marcata fase correttiva, toccando un minimo di $2.621 nel mese di novembre. Proprio su tale livello le quotazioni di Ethereum hanno testato la media mobile a 200 periodi, innescando un rimbalzo che ha riportato i prezzi al di sopra della soglia psicologica dei $3.000.

Quali previsioni per il prezzo di Ethereum? Gli scenari ipotizzabili sono:

  • La tenuta del supporto a $2.800 potrebbe segnalare la fine della correzione iniziata dopo il rally tra marzo e agosto. Se questo livello regge, il primo target rialzista è a $3.300 (media mobile a 50 periodi). Una rottura al rialzo di tale media potrebbe spingere il prezzo verso i $3.500, un’area di resistenza testata più volte nel corso del tempo);
  • Se Ethereum non dovesse riuscire a mantenere i $2.800, il movimento negativo potrebbe trasformarsi in qualcosa di più profondo. In caso di breakdown, il primo target intermedio è la media mobile a 200 periodi a $2.600; se il ribasso dovesse proseguire, il prezzo potrebbe scivolare verso i $2.300.

Un catalizzatore chiave per i due scenari è la decisione della FED sui tassi d’interesse. Il taglio dei tassi potrebbe favorire un ritorno al risk-on, sostenendo l’ipotesi di un nuovo rialzo. Al contrario, una politica monetaria restrittiva prolungata alimenterebbe l’incertezza, penalizzando le quotazioni di Ethereum e di tutto il settore cripto.

Approfondimenti su Criptovalute

Il presente articolo non è da considerarsi in alcun modo sollecito all’investimento. L’acquisto di Ethereum sottopone l’investitore a rischi di perdita sostanziale del capitale. Prestazioni pregresse non sono da ritenersi indicatore per prestazioni future.

L'articolo L’aggiornamento Fusaka rafforzerà il prezzo di Ethereum? proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Cosa è un wallet di criptovalute? https://www.investire-certificati.it/cosa-e-un-wallet-di-criptovalute-bitcoin/ Thu, 18 Sep 2025 15:16:09 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=38729 Perché è necessario un wallet per le criptovalute? Come funziona? Quali sono le tipologie principali di wallet per bitcoin e monete digitali? Quali aspetti bisogna considerare per custodire le criptovalute in sicurezza?I wallet, o portafogli digitali, sono strumenti fondamentali per chiunque voglia operare nel mondo delle criptovalute: vediamo insieme come funzionano, quali caratteristiche hanno e […]

L'articolo Cosa è un wallet di criptovalute? proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Perché è necessario un wallet per le criptovalute? Come funziona? Quali sono le tipologie principali di wallet per bitcoin e monete digitali? Quali aspetti bisogna considerare per custodire le criptovalute in sicurezza?
I wallet, o portafogli digitali, sono strumenti fondamentali per chiunque voglia operare nel mondo delle criptovalute: vediamo insieme come funzionano, quali caratteristiche hanno e perché è importante conoscerli per partecipare attivamente all’ecosistema blockchain.

Wallet: lo strumento per entrare nel mondo delle criptovalute

Nonostante venga chiamato portafogli (wallet), questo non contiene fisicamente le criptovalute o i token, ovvero il corrispondente digitale delle monete o banconote tradizionali. Nel mondo delle criptovalute, infatti, i fondi non sono mai “dentro” il wallet, ma sono sempre registrati sulla blockchain: un registro digitale distribuito, pubblico e sicuro che tiene traccia di tutte le transazioni.

Quando si crea un wallet, viene generato automaticamente un indirizzo pubblico, ovvero una sequenza di caratteri crittografata che funge da “coordinate” per ricevere le criptovalute. Questo indirizzo può essere condiviso senza rischi, ad esempio per ricevere un pagamento o un trasferimento: è simile, in un certo senso, all’IBAN di un conto bancario. Tutti i movimenti associati a quell’indirizzo sono pubblici e consultabili sulla blockchain ma, nonostante ciò, solo chi possiede il portafoglio può realmente disporre dei fondi collegati.

Per poter gestire e movimentare le criptovalute associate a quell’indirizzo, sono necessari, infatti, altri due codici crittografati: la chiave pubblica e la chiave privata. Queste due chiavi sono fondamentali per la sicurezza e il funzionamento dei wallet delle criptovalute.

Chiave pubblica e privata: il cuore del wallet

Per accedere e gestire un portafoglio di criptovalute servono due “chiavi” speciali: una pubblica e una privata. Queste chiavi sono lunghe sequenze di lettere e numeri, spesso composte da decine di caratteri, generate attraverso complessi algoritmi crittografici. 
La chiave pubblica viene utilizzata per ricevere fondi, mentre la chiave privata permette di autorizzare le operazioni e disporre delle criptovalute.
Dalla chiave pubblica viene ricavato l’indirizzo del wallet, una versione più corta e facilmente condivisibile, che viene normalmente comunicata per ricevere pagamenti o trasferimenti. L’indirizzo è quindi quello che si fornisce a chi vuole inviarti criptovalute, mentre la chiave pubblica vera e propria rimane “dietro le quinte”.

Per comprendere meglio la differenza, si può pensare al mondo bancario: l’indirizzo del wallet può essere paragonato all’IBAN, che puoi fornire a chiunque per ricevere un bonifico, mentre la chiave pubblica è assimilabile al numero di conto corrente sottostante, associato all’IBAN.

Entrambi identificano la stessa entità (cioè il tuo portafoglio digitale), ma l’IBAN (indirizzo) è pensato per essere condiviso, mentre il numero di conto (chiave pubblica) resta un’informazione più tecnica e meno utilizzata nella pratica quotidiana.

La chiave privata, invece, può essere assimilata a una password segreta: è il codice personale che permette di accedere e disporre realmente dei fondi associati al wallet. Proprio come la password del tuo conto online, solo chi la possiede può autorizzare pagamenti e movimentazioni. Per questo motivo, è fondamentale custodirla con la massima attenzione e non condividerla mai con nessuno.

Quale wallet scegliere?

Quali sono i migliori wallet per le criptovalute? Quando si parla di portafogli per criptovalute, non esiste una soluzione unica: esistono diverse tipologie di wallet, ognuna con caratteristiche, vantaggi e svantaggi specifici. La scelta dipende da quanto si vuole privilegiare la comodità o la sicurezza.

Criptovalute investire

Gli hot wallet, sempre connessi a Internet, sono perfetti per chi fa operazioni frequenti e vuole la massima praticità. Usare app come Trust Wallet o MetaMask permette di inviare e ricevere criptovalute in pochi secondi e di interagire facilmente con il mondo delle applicazioni decentralizzate.

Anche i wallet integrati negli exchange, come Binance o Coinbase, rientrano in questa categoria: sono ideali per chi vuole gestire le proprie crypto senza troppi pensieri, ma c’è da considerare che in questi casi le chiavi private sono affidate alla piattaforma. Il grande vantaggio degli hot wallet è la velocità d’uso, ma il prezzo da pagare è una sicurezza inferiore, perché essere sempre online li rende più vulnerabili a furti digitali e attacchi hacker.

I cold wallet, invece, sono pensati per chi vuole mettere al sicuro le proprie criptovalute lontano da ogni rischio digitale. Un hardware wallet come Ledger o Trezor, per esempio, è un piccolo dispositivo fisico che custodisce le chiavi private offline. In questo caso basta collegarlo al computer solo per firmare una transazione, riducendo al minimo le occasioni di esposizione a internet. Chi preferisce invece una soluzione ancora più “analogica” può optare per un paper wallet, cioè stampare le chiavi private su carta e conservarle in un luogo sicuro, come una cassaforte. Queste soluzioni sono considerate le più sicure, perché immuni agli attacchi informatici, ma richiedono più attenzione: se si perde il dispositivo o la stampa, non c’è modo di recuperare i fondi. Anche qui, quindi, non mancano i rischi.

Wallet e password

Un’altra distinzione importante riguarda il controllo delle chiavi private. Nei wallet custodial, come quelli degli exchange, è la piattaforma a gestire la sicurezza delle chiavi. Di fatto questo semplifica la vita agli utenti meno esperti e permette di recuperare facilmente l’accesso in caso di smarrimento della password. Al tempo stesso significa anche dover riporre fiducia in un soggetto terzo.

Al contrario, i wallet non custodial mettono l’utente al centro che ha il pieno controllo dei fondi: solo chi possiede la chiave privata può eseguire transazioni di criptovalute. Questo garantisce pieno controllo e massima privacy, ma implica una grande responsabilità, perché perdere la chiave privata equivale a perdere per sempre l’accesso alle criptovalute.

In sintesi: i wallet caldi sono comodi e adatti all’uso quotidiano, ma più rischiosi. I portafogli cripto che possiamo definire “freddi” sono perfetti per mettere al sicuro grandi somme a lungo termine. La scelta tra wallet custodial e non custodial dipende dal livello di autonomia e responsabilità che si vuole avere sulla gestione dei propri fondi digitali.

Un ultima nota: prima di iniziare a investire con le monete digitali, ricordiamo di leggere la Guida ai rischi delle criptovalute, utile vademecum per non dimenticare la rischiosità del settore.

L'articolo Cosa è un wallet di criptovalute? proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Come investire sulle aziende che puntano sul Bitcoin? https://www.investire-certificati.it/come-investire-sulle-aziende-che-puntano-sul-bitcoin/ Thu, 21 Aug 2025 14:13:30 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=38397 Da Vontobel un certificato per investire sulle società che comprano Bitcoin Come investire sul bitcoin senza acquistare direttamente la criptovaluta? Un’interessante proposta arriva da Vontobel, che ha emesso un certificato tracker open end – ossia senza una scadenza prefissata – che replica il Solactive Bitcoin Holder Index. Di fatto, un indice che replica l’andamento di […]

L'articolo Come investire sulle aziende che puntano sul Bitcoin? proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Da Vontobel un certificato per investire sulle società che comprano Bitcoin

Come investire sul bitcoin senza acquistare direttamente la criptovaluta? Un’interessante proposta arriva da Vontobel, che ha emesso un certificato tracker open end – ossia senza una scadenza prefissata – che replica il Solactive Bitcoin Holder Index. Di fatto, un indice che replica l’andamento di un paniere scelto di aziende che hanno scelto di detenere il bitcoin come asset strategico.

Il certificato ha codice ISIN DE000VK934M7 ed è negoziabile su Borsa Italiana con i tradizionali orari dell’exchange. La liquidità è garantita da Vontobel, emittente di questo innovativo prodotto. Da notare come, trattandosi di un certificato, un eventuale profitto derivante da vendita ad un prezzo superiore a quello di acquisto potrà servire a compensare minusvalenze presenti nello zainetto fiscale, qualora vi siano.

Investire su aziende che detengono bitcoin

Come funziona questo indice legato al bitcoin? Il concetto di indice del Solactive Bitcoin Holder Index parte dal fatto che le aziende che investono in bitcoin e criptovalute avranno una performance che in qualche maniera rispecchierà l’andamento delle stesse.

Un esempio fra tutti può essere quello di Microstrategy, azienda che detiene oltre mezzo milione di Bitcoin, circa il 3% del totale globale. Le criptovalute – stando ai dati attuali – sono state acquistate ad un prezzo medio di circa 66.000 dollari, generando quindi un importante plusvalenza, almeno in linea teorica, per Microstrategy, che si rispecchia anche nel valore dell’azione in borsa.

Ci troviamo in un’epoca in cui l’interesse del mondo finanziario ed istituzionale per le criptovalute è cresciuto notevolmente. Il tutto, poi, sembra essere accelerato dalle mosse degli Stati Uniti, con il bitcoin che potrebbe entrare nelle riserve della Federal Reserve con altre criptovalute. Una serie di news che ha spinto il prezzo del bitcoin a nuovi record.

Un indice di Solactive sul mondo delle criptovalute

Investire sul Bitcoin
Investire sul Bitcoin e sulle aziende che comprano criptovalute

L’indice include un massimo ditrenta società con partecipazioni significative in Bitcoin (devono detenere almeno un Bitcoin). Le azioni delle aziende incluse sono poi pesate in base al rapporto tra le loro partecipazioni in Bitcoin e la rispettiva capitalizzazione di mercato. In questo modo si garantisce che i Bitcoin abbiano una rilevanza strategica per la società rispetto alla sua capitalizzazione di mercato.

Ogni azienda inserita nell’indice Solactive Bitcoin avrà un peso fra lo 0,5% (minimo) ed i 15% (massimo), con eventuali adeguamenti su base semestrale. Da notare come le commissioni di gestione non risultino elevate, in quanto pari all’1%.

Le azioni dell’indice Solactive sul Bitcoin

Ecco di seguito la composizione originaria dell’indice seguito dal certificato tracker emesso da Vontobel con ISIN DE000VK934M7. Quella aggiornata è reperibile sul sito dell’emittente, nella pagina dedicata al prodotto.

Indice Solactive Bitcoin

Chiudiamo con il tradizionale disclaimer. I certificates sono prodotti complessi e il capitale investito è a rischio. Nel caso di discese del bitcoin e delle azioni in questione l’investitore sarebbe esposto ad una perdita. Vale poi la pena ricordare come eventuali rendimenti siano lordi, tassazione al 26%.

L'articolo Come investire sulle aziende che puntano sul Bitcoin? proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Ethereum: nuova corsa verso i massimi? https://www.investire-certificati.it/ethereum-e-iniziata-una-nuova-corsa-verso-i-massimi-criptovalute-bitcoin/ Wed, 23 Jul 2025 09:47:43 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=38058 Il valore della valuta nativa della blockchain Ethereum ha superato i 3.700 dollari, spinto da una nuova ondata di domanda legata agli ETF e conferma la forte ripresa nel secondo trimestre 2025 capace di annullare le perdite del primo trimestre e aumentando di circa il 175% rispetto ai minimi di aprile. Decisive le prossime sedute […]

L'articolo Ethereum: nuova corsa verso i massimi? proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Il valore della valuta nativa della blockchain Ethereum ha superato i 3.700 dollari, spinto da una nuova ondata di domanda legata agli ETF e conferma la forte ripresa nel secondo trimestre 2025 capace di annullare le perdite del primo trimestre e aumentando di circa il 175% rispetto ai minimi di aprile.

Decisive le prossime sedute di borsa per vedere se la moneta digitale della seconda blockchain più importante al mondo sarà in grado di sfondare la soglia dei 4.000 dollari e riprendere così la sua corsa verso il suo massimo storico. Un massimo raggiunto ormai quasi 4 anni fa, il 10 novembre 2021, non lontano dai 5.000 dollari.

Bitcoin: moneta digitale. Ethereum: per la finanza decentralizzata

Bitcoin nasce nel 2008. L’idea è di uno sviluppatore informatico anonimo, noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Il suo scopo principale? Creare una valuta digitale decentralizzata, pensata come riserva di valore e mezzo di pagamento alternativo alle valute tradizionali. Tutto questo, svincolato dal controllo di governi e istituzioni finanziarie.

Ethereum diventa operativa nel 2015, grazie a Vitalik Buterin. L’approccio è molto diverso. Anche Ethereum usa la tecnologia blockchain, ma nasce come piattaforma programmabile. Serve per ospitare smart contract: contratti digitali auto-esecutivi che rispettano regole prestabilite, senza intermediari. Inoltre, permette applicazioni decentralizzate (dApp) distribuite tra molti partecipanti. Così, Ethereum diventa un’infrastruttura centrale per la finanza decentralizzata (DeFi) e il web3. Offre agli sviluppatori la possibilità di creare servizi innovativi, che vanno oltre il semplice trasferimento di denaro.

Due modi diversi per decentralizzare

Un’altra differenza fondamentale riguarda il meccanismo di consenso delle due reti.
Bitcoin usa ancora oggi il sistema Proof of Work (PoW). I “miner” devono risolvere problemi matematici e consumano molta energia per validare le transazioni e creare nuovi blocchi.

Ethereum, invece, dal 2022 ha abbandonato il Proof of Work e adottato il Proof of Stake (PoS). Qui la sicurezza e la validazione sono affidate ai “validatori”, che bloccano una certa quantità di Ether come garanzia. Il processo diventa così più efficiente dal punto di vista energetico e accessibile a più persone.
Questa evoluzione mostra l’approccio innovativo di Ethereum e la sua attenzione alla sostenibilità, rendendola diversa da Bitcoin.

Ethereum non è una moneta, Ether sì

Spesso nel linguaggio comune si utilizza il termine Ethereum per riferirsi alla criptovaluta, ma questa è una semplificazione impropria. Ethereum, infatti, è il nome della piattaforma decentralizzata basata su blockchain.

La vera moneta digitale utilizzata all’interno di questa piattaforma si chiama Ether (simbolo ETH). Ether funge da mezzo di scambio per pagare le transazioni e le commissioni (gas) necessarie al funzionamento della rete.

10 anni di Ethereum

Il 30 luglio 2025, Ethereum raggiungerà la sua prima decade. Per celebrare questa pietra miliare, ha creato una torcia digitale simbolica sotto forma di NFT (non fungible token), dedicata alla comunità e alla crescita della piattaforma.

La torcia passerà ogni giorno da un wallet all’altro, tra figure importanti dell’ecosistema Ethereum, fino a essere simbolicamente “bruciata” il giorno del decimo compleanno. Il primo a riceverla nel suo portafoglio digitale è stato Joseph Lubin, cofondatore di Ethereum.

Investire in criptovalute: il ruolo della volatilità

Ethereum

La volatilità di Ethereum e Bitcoin, come delle altre criptovalute, è molto alta. I loro prezzi possono subire forti oscillazioni in poco tempo, sia al rialzo che al ribasso.

Questo rende le criptovalute strumenti interessanti ma anche rischiosi per gli investitori meno esperti. I risparmiatori devono essere consapevoli di questi movimenti e valutare attentamente il proprio profilo di rischio prima di entrare nel mercato. Le criptovalute hanno una volatilità mediamente 3-5 volte superiore rispetto ai titoli azionari, agli indici di borsa e ai beni rifugio come oro e argento.

Una possibile soluzione per chi desidera esporsi al settore, pur mitigando il rischio diretto legato alle forti oscillazioni delle criptovalute, è investire in certificati finanziari che hanno come sottostanti azioni di società attive nel mondo della blockchain e delle criptovalute.

Altri articoli su bitcoin, Ethereum e criptovalute

L'articolo Ethereum: nuova corsa verso i massimi? proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Quanto valgono le criptovalute? https://www.investire-certificati.it/quanto-valgono-le-criptovalute/ Mon, 21 Jul 2025 15:12:52 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=38037 Quanto valgono le criptovalute a livello di market cap? Focus sul bitcoin e altri asset digitali. Cosa sono e qual è il loro valore oggi? Analizziamo la capitalizzazione di mercato delle monete digitali, partendo ovviamente dal bitcoin e da Ethereum. Cosa sono le criptovalute? Ma cosa sono le criptovalute? Se vogliamo definire le criptovalute, possiamo […]

L'articolo Quanto valgono le criptovalute? proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Quanto valgono le criptovalute a livello di market cap? Focus sul bitcoin e altri asset digitali. Cosa sono e qual è il loro valore oggi? Analizziamo la capitalizzazione di mercato delle monete digitali, partendo ovviamente dal bitcoin e da Ethereum.

Cosa sono le criptovalute?

Ma cosa sono le criptovalute? Se vogliamo definire le criptovalute, possiamo dire che sono asset digitali che utilizzano la tecnologia blockchain per garantire sicurezza e decentralizzazione agli investitori. Tra le migliaia di monete esistenti, quelle con maggiore capitalizzazione di mercato rappresentano i pilastri del settore. Fra queste ovviamente il bitcoin e l’Ethereum, ma non solo. Si tratta certamente di un comparto in forte crescita, ma con ancora molti buchi neri e falle nella sicurezza.

Come si calcola la capitalizzazione delle criptovalute?

La capitalizzazione di mercato si ottiene moltiplicando il prezzo corrente per il numero totale di monete in circolazione. Il processo, dunque, è lo stesso utilizzato per calcolare la capitalizzazione di un’azienda (numero di azioni per valore unitario). Di fatto si tratta di un indicatore chiave per valutare la dimensione, la stabilità e l’influenza di una criptovaluta.

Bitcoin e Crypto
Bitcoin e Crypto

Infatti, a fronte di una maggiore capitalizzazione, troviamo solitamente maggiore fiducia degli investitori e maggiore liquidità. Inoltre, nonostante la volatilità nel settore delle criptocurrency sia generalmente alta, le monete con maggiore capitalizzazione sono solitamente quelle con una volatilità inferiore. In altre parole, hanno una maggiore resilienza alle fluttuazioni di mercato

Quanto valgono le criptovalute?

Se consideriamo la capitalizzazione di mercato di tutte le criptovalute, il valore complessivo è di quasi 4.000 miliardi di dollari, circa 3400 miliardi di euro. Numeri in forte crescita, anche se le fasi rialziste del bitcoin e delle altre monete virtuali sono spesso alternate a forti ribassi, potenzialmente pericolosi soprattutto per chi investe nel breve termine.

Quali sono le criptovalute con il maggior valore?

Il bitcoin è la criptovaluta con il valore unitario più elevato, ha recentemente raggiunto record oltre i 120.000 dollari, una cifra intorno ai 100.000 euro. Il valore del bitcoin varia in continuazione in base all’andamento di domanda e offerta sul mercato. Maggiore è il numero di compratori, maggiore sarà la spinta rialzista del bitcoin, maggiore sarà il numero di venditori e più forte sarà la discesa.

RankingCriptovalutaSimboloPrezzo indicativo (21 luglio 2025)Capitalizzazione in dollari (USD)Categoria
1BitcoinBTC120.0002.430 miliardiProof-of-Work
2EthereumETH3.030365 miliardiSmart Contract
3XRPXRP2,94174 miliardiPagamenti
4TetherUSDT1,00160 miliardiStablecoin
5BNBBNB70292 miliardiExchange Token
6SolanaSOL190,0085 miliardiSmart Contract
7USD CoinUSDC1,0056 miliardiStablecoin
8DogecoinDOGE0,2433 miliardiMeme Coin
9TRONTRX0,3026 miliardiPagamenti
10CardanoADA0,8025 miliardiSmart Contract

I rischi delle criptovalute

Le criptovalute sono salite notevolmente negli ultimi anni, con un valore ormai miliardario per molti token. Non dobbiamo però dimenticare i notevoli rischi legati agli investimenti e al trading con le monete virtuali, soprattutto se si utilizza la leva finanziaria.

Le criptovalute sono estremamente volatili. I loro prezzi ballano ben più di quelli di oro e argento, per esempio. Non è raro, infatti, vedere il bitcoin muoversi anche del 5-10% nel giro di poche ore. Ancora più ampi, poi, possono essere gli scossoni sulle altre monete digitali, soprattutto se la liquidità è scarsa. Dobbiamo poi ricordarci che, a differenza dei mercati finanziari tradizionali, il mondo cripto è ancora poco regolamentato. Pertanto, non esistono garanzie istituzionali in caso di frodi, fallimenti di piattaforme o problemi tecnici. Inoltre, il settore è pieno di progetti fasulli, schemi Ponzi, “rug pull” e token creati solo per ingannare gli utenti ed estorcere loro denaro.

Wallet digitali

Le criptovalute sono conservate in portafogli digitali, comunemente denominati wallet. Come facile immaginare, questi wallet possono essere vulnerabili agli attacchi hacker. Se un malintenzionato riesce ad accedere al tuo wallet, non esistono autorità in grado di recuperare i fondi rubati e si va quindi incontro ad una perdita.

L'articolo Quanto valgono le criptovalute? proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Investire su Coinbase con i certificates https://www.investire-certificati.it/investire-su-coinbase-con-i-certificates/ Mon, 16 Dec 2024 13:03:22 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=35529 Come investire sulle azioni di Coinbase con un importante margine di protezione? Arriva da Vontobel un certificato con barriera al 50% che permette di incassare un rendimento potenziale fino al 12% su base annua. Focus sul certificato ISIN DE000VC7UB52. Coinbase e il mondo delle criptovalute Il rally del bitcoin e delle criptovalute è stato uno […]

L'articolo Investire su Coinbase con i certificates proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Come investire sulle azioni di Coinbase con un importante margine di protezione? Arriva da Vontobel un certificato con barriera al 50% che permette di incassare un rendimento potenziale fino al 12% su base annua. Focus sul certificato ISIN DE000VC7UB52.

Coinbase e il mondo delle criptovalute

Il rally del bitcoin e delle criptovalute è stato uno dei temi chiave di questi ultimi mesi. La vittoria di Donald Trump nelle elezioni americane 2024 ha aperto la strada alla corsa del bitcoin verso i 100.000 dollari.

Gli investitori puntano su un ambiente maggiormente “friendly” per le criptovalute, come promesso da Trump. Da notare, poi, le aperture da parte di Jerome Powell, governatore della Federal Reserve, che ha definito il bitcoin come “oro digitale”. Insomma, una serie di news, unite alla nomina di Paul Atkins – grande sostenitore delle monete virtuali – alla guida della Sec (Securities and Exchange Commission), che hanno spinto gli acquisti su bitcoin e criptovalute.

Ma l’apprezzamento del bitcoin è una notizia decisamente positiva anche per le aziende operative nel comparto. Fra queste troviamo Coinbase, la maggiore piattaforma di trading per le criptovalute che nelle ultime settimane ha seguito il rally del bitcoin, apprezzandosi a Wall Street.

Come funziona il certificato per investire su Coinbase

Coinbase criptovalute

Vediamo il funzionamento del certificato ISIN DE000VC7UB52. Il prodotto ha un unico sottostante, Coinbase, titolo quotato sul mercato azionario americano. La barriera capitale e quella cedolare coincidono, risultando posizionate al 50% dei prezzi di osservazione iniziale. Da notare come il certificato abbia una barriera discreta, con osservazione quindi soltanto a scadenza.

Il fixing è avvenuto a 324,42 dollari e l’investitore è quindi protetto fino ad un livello di 162,21 dollari. Anche le cedole si incassano a patto che Coinbase si trovi sopra questi livelli. Si ottiene quindi un rendimento potenziale in doppia cifra anche in caso di ribassi del 30 o 40% da parte di Coinbase, partecipando alle perdite soltanto se a scadenza le azioni si troveranno sotto il 50% dei prezzi iniziali.

Cedole a memoria e rischio di cambio coperto

Da notare, fra i punti di forza del certificato, anche la presenza dell’effetto memoria delle cedole, elemento che potrebbe essere utile considerando la volatilità di Coinbase.

Con questo certificato l’investitore non è soggetto al rischio di cambio grazie alla presenza dell’effetto quanto. Anche le cedole – se dovute – sono pagate in euro.

Scheda del certificato su Coinbase –  ISIN DE000VC7UB52

  • Emittente: Vontobel
  • Sottostante: azione Coinbase
  • Cedole: 1% mensile lordo
  • Rendimento potenziale annuo: 12%
  • Prezzo di osservazione iniziale: 324,42 dollari
  • Barriera cedolare e barriera capitale: 50%
  • Livello barriera: 162,21 dollari
  • Tipologia di Barriera: discreta, con osservazione soltanto a scadenza
  • Effetto memoria delle cedole: sì
  • Valore nominale del certificato: 100 euro
  • Rischio di cambio: coperto.

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non costituisce in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. I certificati sono prodotti complessi e l’investimento con questi prodotti espone l’investitore al rischio di perdita parziale o totale del capitale. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, con tassazione al 26%.

L'articolo Investire su Coinbase con i certificates proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Investire su aziende del settore criptovalute e blockchain con un certificato https://www.investire-certificati.it/investire-su-aziende-del-settore-criptovalute-e-blockchain-con-un-certificato/ Wed, 24 Jul 2024 12:17:19 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=34136 Il certificato con ISIN DE000VD8MAK6 è un Cash Collect Memory che offre agli investitori la possibilità di incassare cedole condizionate dell’1,96% su base mensile al verificarsi di determinate condizioni di prezzo su quattro azioni sottostanti del settore delle criptovalute e della blockchain. I sottostanti di cui si parla sono Microstrategy, Coinbase, Marathon Digital e Riot Platforms. Titoli decisamente […]

L'articolo Investire su aziende del settore criptovalute e blockchain con un certificato proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Il certificato con ISIN DE000VD8MAK6 è un Cash Collect Memory che offre agli investitori la possibilità di incassare cedole condizionate dell’1,96% su base mensile al verificarsi di determinate condizioni di prezzo su quattro azioni sottostanti del settore delle criptovalute e della blockchain. I sottostanti di cui si parla sono Microstrategy, Coinbase, Marathon Digital e Riot Platforms. Titoli decisamente volatili, ma il rischio è ripagato da premi che possono arrivare al 23,52% lordo su base annua.

Microstrategy è un’azienda operativa nel settore della business intelligence, fra le maggiori al mondo per detenzione di bitcoin. Coinbase è una piattaforma per il trading online di criptovalute, mentre Marathon Digital è operativa nel settore mining di criptovalute, con focus sulla blockchain. Anche Riot Platforms è operativa nel mining di bitcoin e criptovalute. Vediamo nel dettaglio le caratteristiche, i punti di forza e i rischi associati a questo strumento finanziario.

Un certificato su aziende del settore criptovalute e blockchain

Anche se gli ambiti operativi delle aziende sottostanti sono diversi fra loro, le azioni sottostanti sono tutte in qualche modo legate al mondo degli investimenti su monete virtuali e blockchain. Il certificato può quindi essere interessante per chi vede margini di crescita nel comparto e ritiene che tutti e quattro i titoli non siano destinati a perdere il 40% o più dai prezzi di osservazione iniziale.

La barriera del certificato, infatti, è collocata al 60% dei prezzi di osservazione iniziale. Questo livello rappresenta sia la soglia per l’incasso dei premi mensili che il livello da monitorare per la protezione del capitale a scadenza. Da notare come la barriera capitale sia monitorata soltanto a scadenza. Questo può offrire una maggiore protezione per l’investitore contro le fluttuazioni temporanee dei titoli.

Per incassare tutte le cedole ed avere garantita la protezione del capitale è infatti sufficiente che alla scadenza i sottostanti si trovino sopra barriera (ossia non abbiano perso il 40% o più).

Cedole mensili

investire criptovalute
investire sulle criptovalute e sul bitcoin conviene?

Le cedole sono pagate su base mensili, con premi pari all’1,96%. Siccome il valore nominale è pari a 100 euro, i premi sono pari a 1,96 euro per certificato detenuto.

Fra i vantaggi del certificato troviamo anche la presenza dell’effetto memoria, che può risultare vantaggioso per l’investitore – in particolare con sottostanti volatili come il quartetto in questione – in quanto offre la possibilità di recuperare i pagamenti mancati in periodi di mercato sfavorevoli, ossia quando uno o più titoli fossero scesi sotto barriera.

Le aziende sottostanti sono denominate in dollari. L’investitore, però, non è soggetto al rischio di cambio in quanto il certificato è quotato in euro, su Borsa Italiana, con valore nominale pari a 100 euro. La liquidità è garantita dall’emittente, Vontobel.

Rischi del certificato su azioni del comparto criptovalute

Vediamo ora i rischi legati a questo certificato. Nel caso in cui uno o più sottostanti si trovino sotto barriera a scadenza, l’investitore riceverebbe un rimborso finale inferiore al prezzo iniziale e pari al valore nominale decurtato della perdita fatta registrare dal worst of fra i sottostanti.

Pertanto, nel caso in cui le azioni sottostanti si muovessero al rialzo o in laterale, o vi fossero cali – entro il 40% – il certificato pagherebbe regolarmente le cedole garantendo il rimborso del capitale investito. In caso contrario (ossia se uno o più sottostanti fossero sotto barriera a scadenza) il certificato rimborserebbe un valore inferiore al 60% del valore nominale, con una potenziale perdita per l’investitore.

Fra i rischi del prodotto troviamo anche quello legato all’emittente, Vontobel. Si tratta però di un’azienda decisamente solida, con migliaia di prodotti quotati su Borsa Italiana e sui principali mercati europei.

Il presente articolo è redatto a fine informativo. Ricordiamo che non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. I certificati di investimento sono prodotti finanziari complessi ed il capitale investito è a rischio. Infine, i rendimenti indicati sono lordi.

L'articolo Investire su aziende del settore criptovalute e blockchain con un certificato proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Trading sulle Criptovalute https://www.investire-certificati.it/trading-sulle-criptovalute/ Tue, 12 Mar 2024 08:00:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=32747 Come fare trading sulle criptovalute? Un libro per imparare il trading sulle criptovalute, partendo dalle basi ed utilizzando l’analisi tecnica. Nei primi mesi del 2024 il bitcoin è tornato ad aggiornare i suoi massimi storici, arrivando anche a 70.000 dollari. La capitalizzazione del settore criptovalute ha superato i 2.500 miliardi di dollari, confermando la crescente […]

L'articolo Trading sulle Criptovalute proviene da Investire-Certificati.it.

]]>
Come fare trading sulle criptovalute? Un libro per imparare il trading sulle criptovalute, partendo dalle basi ed utilizzando l’analisi tecnica.

Nei primi mesi del 2024 il bitcoin è tornato ad aggiornare i suoi massimi storici, arrivando anche a 70.000 dollari. La capitalizzazione del settore criptovalute ha superato i 2.500 miliardi di dollari, confermando la crescente attenzione del mondo finanziario e non solo per le monete virtuali. A inizio 2024, poi, la SEC, ha anche approvato il lancio dei primi ETF sul prezzo spot del bitcoin.

Come investire e come far trading sulle criptovalute? Per rispondere a questi quesiti presentiamo il libro “Trading sulle Criptovalute”, pubblicato da Hoepli Editore.

Come imparare a fare trading sulle criptovalute?

L’obiettivo del libro è quello di fornire al lettore le basi per costruire valide strategie operative per il breve termine utilizzando l’analisi tecnica.  In particolare, è presentata una serie di metodologie operative che, attraverso degli screening, consentono di individuare quali sono le criptovalute più adatte al trading e agli investimenti. Insomma, su quali cavalli puntare per un trading redditizio, senza perdersi nei complessi meandri del mondo delle criptovalute.

Cosa sono le criptovalute

Il libro parte dalle basi: cosa sono le criptovalute? Bitcoin, Ethereum, Altcoin, stablecoin, exchange token, ma anche un focus sulle coin nate dai fork. Si entra poi nel vivo studiando le correlazioni fra bitcoin, altcoin, ma anche quelle fra le criptovalute, gli indici azionari ed il bitcoin.

L’autore riprende poi una serie di tematiche chiave, fra cui le tipologie di ordine in borsa (ordine a mercato, ordine limite, ordine stop, ordine stop-limit), ma anche la gestione della fase post acquisto. Insomma, tutti i temi chiave per avvicinarsi al trading sulle monete virtuali conoscendo il complesso mondo delle criptovalute.

Quando comprare una criptovaluta?

Uno dei punti chiave nell’acquisto di un qualsiasi strumento finanziario è legato al timing. Comprare (e vendere) una criptovaluta nel momento corretto è fondamentale per non perdere denaro, anche considerando l’elevata volatilità del settore. Per questa ragione occorre effettuare un accurato screening pre-acquisto. Bisogna conoscere la liquidità presente sullo strumento in questione, tema chiave soprattutto sulle criptovalute meno scambiate, ma anche analizzare i dati storici, per passare all’analisi on chain.

Si passa poi alle strategie di investimento passive e attive sulle criptovalute, per la costruzione di un portafoglio di investimento con monete virtuali. Il passo successivo è legato all’analisi tecnica applicata al mondo delle criptovalute. Quali grafici utilizzare per individuare il trend? Perché le trendline sono fondamentali per capire l’andamento dei prezzi? Sempre a proposito di analisi tecnica nel mondo cripto, l’autore si focalizza sui pattern di prezzo, su triangoli, rettangoli, pattern di continuazione e di inversione, come i “Testa e spalle”. Insomma, le basi dell’analisi tecnica applicata al mondo delle monete virtuali.

Trading con bitcoin e monete virtuali

investire sulle criptovalute

Il libro prosegue con una ricca serie di esempi pratici, che presentano strategie operative concrete per investire sulle monete virtuali. Come controllare le proprie emozioni nel trading? Un tema chiave quando si parla di criptovalute, un mondo in forte crescita, ma anche con elevata volatilità. Un altro tema decisamente interessante riguarda i tentativi di creazione di PAC, ossia piani di accumulo, con criptovalute. Il tutto, ovviamente, ha senso soltanto per chi si attende che le monete virtuali possano apprezzarsi in futuro.

Il libro si chiude poi con un alto tema delicato nel complesso mondo delle criptovalute: quello del risk management, ossia della gestione del rischio negli investimenti su monete virtuali. In definitiva, una serie di principi ed indicazioni (utili sia per l’investitore neofita che per l’investitore esperto) per selezionare le criptovalute sulle quali investire e gestire la creazione di un portafoglio di monete virtuali. L’analisi tecnica, poi, può fornire indicazioni sul market timing, in modo da massimizzare i rendimenti ottenibili nel corso del tempo.

L’autore del libro

Nicola Iurilli è un trader professionista. Laureato in economia e gestione di impresa, si occupa di trading ed investimenti da anni. Membro SIAT (Società Italiana Analisi Tecnica), è specializzato sul mercato dei cambi e su quello delle criptovalute.

Altri libri su trading e finanza (Hoepli)

L'articolo Trading sulle Criptovalute proviene da Investire-Certificati.it.

]]>