Indicatori analisi tecnica Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/category/corso-trading/indicatori-analisi-tecnica/ I migliori certificati di investimento li trovi su investire-certificati.it Fri, 19 Jul 2024 20:16:01 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.5 https://www.investire-certificati.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-android-chrome-192x192-1-32x32.png Indicatori analisi tecnica Archivi - Investire-Certificati.it https://www.investire-certificati.it/category/corso-trading/indicatori-analisi-tecnica/ 32 32 Advance – Decline Line https://www.investire-certificati.it/advance-decline-line/ Sun, 08 Sep 2024 13:17:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=4017 Cosa è l’Advance – Decline Line nell’analisi tecnica e nello studio dei prezzi di borsa? Come si usa e quali segnali di trading può dare? A/D è un indicatore molto importante per indicare l’ampiezza del mercato, cioè quanti operatori sono al rialzo/ribasso su indici e titoli e la forza e debolezza del movimento dei prezzi. […]

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Cosa è l’Advance – Decline Line nell’analisi tecnica e nello studio dei prezzi di borsa? Come si usa e quali segnali di trading può dare? A/D è un indicatore molto importante per indicare l’ampiezza del mercato, cioè quanti operatori sono al rialzo/ribasso su indici e titoli e la forza e debolezza del movimento dei prezzi.

Advance – Decline Line: definizione


Uno degli indicatori più osservati da analisti tecnici e trader per misurare la forza di un mercato è l’Advance-Decline Line. Quest’ultima è la somma cumulata della differenza tra il numero dei titoli che hanno terminato la giornata in rialzo (Advances Issues) e il numero dei titoli che hanno terminato la giornata in ribasso (Declines Issues).

Segnali di Trading con l’indicatore Advance – Decline line

Dall’andamento di questo indicatore si possono ottenere segnali di forza o di debolezza relativi al mercato analizzato. Sotto questo punto di vista:
a) se il numero dei titoli in crescita è superiore al numero dei titoli in discesa la linea dell’Advance – Decline Line sale;
b) se il numero dei titoli in crescita è inferiore al numero dei titoli in discesa la linea dell’Advance – Decline Line scende.
Sul mercato americano:
a) un trend rialzista presente a livello grafico per chi fa trading su indici S&P500/Nyse/Nasdaq deve essere confermato da un’Advance – Decline line crescente. Questo segnala che la maggior parte dei titoli quotati segue l’andamento positivo dell’indice di riferimento.
b) una tendenza ribassista su S&P500/Nyse/Nasdaq deve essere confermata da un’AD line decrescente. Ciò segnala che la maggior parte dei titoli segue l’andamento negativo dell’indice di riferimento.

Advance - Decline Line

Altri segnali operativi con l’Advance – Decline line


All’opposto:
1) si verifica una divergenza ribassista tra l’indice di mercato e l’AD line quando il primo disegna nuovi massimi crescenti e la seconda disegna massimi decrescenti. Questo comportamento segnala che il trend rialzista sta perdendo forza. Solo pochi titoli hanno accompagnato l’ultimo allungo da parte dei prezzi. Ciò tende ad anticipare molto spesso la formazione di un top sul mercato.
2) si verifica invece una divergenza rialzista tra l’indice di mercato e l’AD line quando il primo scende su nuovi minimi (decrescenti e) la seconda disegna minimi crescenti. Questo comportamento segnala che il trend ribassista sta perdendo forza. Potrebbe essere iniziata una fase accumulativa. Questa fase anticipa molto spesso un’inversione rialzista di tendenza dei prezzi.
È opportuno sottolineare che sul mercato Usa non esiste un’unica Advance – Decline line ma diverse linee. Ognuna della quali viene calcolata su un paniere di titoli diversi. C’è infatti l’AD line calcolata sull’universo dei titoli quotati al Nyse, l’AD line calcolata sui 500 titoli dell’S&P500, l’AD line dei titoli tecnologici quotati al Nasdaq.

Analisi grafica con questo indicatore

Alcuni analisti, anziché visualizzare una singola AD Line preferiscono invece monitorare due linee. Una mostra il numero dei titoli in crescita. La seconda, invece, mostra il numero dei titoli in discesa. Dall’incrocio di queste due linee si possono ottenere interessanti indicazioni operative.

Infatti, si ha un segnale rialzista quando la linea che registra il numero dei titoli al rialzo incrocia, dal basso verso l’alto, la linea che registra il numero dei titoli al ribasso.

Viceversa, si ha un segnale ribassista quando la linea che registra il numero dei titoli al ribasso incrocia, dall’alto verso il basso, la linea che registra il numero dei titoli al rialzo.
Altri analisti, anziché utilizzare la semplice Advance – Decline Line, calcolano l’Advance-Decline Ratio, ottenuta calcolando una media mobile (a 10/20 periodi) del rapporto tra il numero dei titoli in rialzo e il numero dei titoli in ribasso. Si ottiene in questo modo un indicatore che segnala situazioni di ipercomprato/ipervenduto. Ma può evidenziare anche divergenze positive/negative, rispetto all’andamento dell’indice di riferimento.

Advance – Decline Volume Line

Un secondo indicatore utilizzato per misurare sia la forza dei compratori (pressione rialzista) sia la forza dei venditori (pressione ribassista) è l’Advance – Decline Volume Line. Questa linea viene ottenuta cumulando, giorno dopo giorno, il valore ottenuto come differenza tra il volume dei titoli che hanno terminato giornata al rialzo e il volume dei titoli che hanno terminato la giornata al ribasso.

Questa differenza (Net Advancing Volume):
– è positiva quando il volume dei titoli che hanno terminato giornata al rialzo è superiore al volume dei titoli che hanno terminato la giornata al ribasso.
– è negativa quando il volume dei titoli che hanno terminato giornata al rialzo è inferiore al volume dei titoli che hanno terminato la giornata al ribasso.

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Volume Flow Indicator https://www.investire-certificati.it/volume-flow-indicator/ Thu, 04 May 2023 13:35:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=3802 Analisi dei Volumi di Borsa con il Volume Flow Indicator. Come funziona e come si usa il Volume Flow Indicator? Per poter valutare in modo adeguato l’andamento dei prezzi sui diversi mercati finanziari è necessario combinare l’analisi della Price Action con lo studio dei volumi. Questi ultimi, infatti, costituiscono il vero motore del mercato e […]

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Analisi dei Volumi di Borsa con il Volume Flow Indicator. Come funziona e come si usa il Volume Flow Indicator?

Per poter valutare in modo adeguato l’andamento dei prezzi sui diversi mercati finanziari è necessario combinare l’analisi della Price Action con lo studio dei volumi. Questi ultimi, infatti, costituiscono il vero motore del mercato e sono chiamati a confermare (o a non confermare) il movimento compiuto dai prezzi.

Il presupposto di partenza è che i volumi debbano seguire il trend espresso dal mercato. In particolare:
– durante un trend rialzista i volumi devono essere consistenti duranti le fasi di salita e diminuire nel corso delle fasi di correzione e/o di consolidamento;
– in un trend ribassista i volumi devono consistenti duranti le fasi di discesa e diminuire nel corso delle fasi di rimbalzo e/o di consolidamento.

Misurare i Volumi di Borsa con il Volume Flow Indicator

Il Volume Flow Indicator è uno degli indicatori più interessanti per misurare, tramite l’andamento dei prezzi e dei volumi, la pressione rialzista/ribassista presente sul mercato.

Il Volume Flow Indicator svolge diverse funzioni particolarmente interessanti. Infatti, consente di valutare il trend primario presente sul mercato. Un trend rialzista deve essere confermato da un Volume Flow Indicator che assume valori crescenti e superiori alla linea dello 0 (linea di equilibrio) mentre un trend ribassista deve essere confermato da un VFI che assume valori decrescenti e inferiori alla linea dello zero.

Inoltre, l’incrocio dal basso verso l’alto della linea dello zero può confermare un’inversione rialzista di tendenza da parte del mercato mentre l’incrocio dall’alto verso il basso della linea dello zero può confermare un’inversione ribassista da parte del mercato.

Un altro punto legato al volume flow indicator è che può disegnare interessanti divergenze rispetto all’andamento dei prezzi.

Divergenze dei prezzi e volumi

Sotto questo punto di vista possiamo definire divergenze rialziste o divergenze ribassiste nel trading.

Si verifica una divergenza negativa quando i prezzi allungano al rialzo (e disegnano massimi crescenti) mentre il Volume Flow Indicator si appiattisce o si indebolisce (e disegna massimi decrescenti).

Questo comportamento segnala che nel corso dell’ultimo allungo compiuto dal mercato la pressione rialzista è diminuita (o è aumentata la pressione ribassista). Si tratta di una situazione che può segnalare l’esaurimento di un trend al rialzo e il raggiungimento di un top di breve termine. 

Si verifica una divergenza positiva quando subiscono una flessione (e disegnano minimi decrescenti) mentre il Volume Flow Indicator si appiattisce o si rafforza. In questo caso disegna minimi crescenti.

Questo comportamento segnala che nel corso dell’ultima discesa subita dal mercato la pressione ribassista è diminuita (o è aumentata la pressione rialzista). E’ una situazione che può segnalare l’esaurimento di un trend al ribasso e il raggiungimento di un minimo di breve termine.

Analisi di prezzi e volumi

L’analisi congiunta di prezzi e volumi consente poi di individuare alcune situazioni ricorrenti:
1) in situazioni di tensione e di paura, tipiche delle fasi di panic selling, i volumi tendono ad un aumentare in modo consistente;
2) volumi particolarmente elevati si registrano molto spesso nei punti di inversione del mercato (in particolare sui minimi finali di un forte movimento ribassista);
3) volumi ridotti precedono volumi particolarmente elevati. Nelle tipiche figure di continuazione, ad esempio, i volumi si riducono. Aumentano invece in modo consistente quando i prezzi escono dalla figura e accelerano con decisione al rialzo o al ribasso (breakout);
4) una salita dei prezzi accompagnata da volumi in aumento è positiva in quanto segnala un deciso aumento della domanda (ossia un incremento della pressione rialzista); una discesa dei prezzi accompagnata da volumi in aumento è negativa in quanto segnala deciso un aumento dell’offerta (ossia un incremento della pressione ribassista);
5) quando i prezzi superano una resistenza o cedono un supporto i volumi devono aumentare. Se non dovessero aumentare potrebbero segnalare una falsa rottura (ossia una bull/bear trap).

Un’eventuale correzione o rimbalzo che riporta i prezzi verso una resistenza precedentemente superata o un supporto precedentemente ceduto (il cosiddetto movimento di pullback) deve invece avvenire con volumi ridotti.

Ecco i principali elementi per comprendere il Volume Flow Indicator. A proposito dello studio dei volumi in borsa si rimanda a questa pagina per ulteriori approfondimenti.

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Indicatore ATR https://www.investire-certificati.it/indicatore-atr/ Thu, 07 Jan 2021 13:00:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=3304 Cosa è l’indicatore ATR (Average True Range)? Come si costruisce l’indicatore ATR? Qual è il ruolo di Welles Wilder nell’analisi tecnica? Indicatore ATR – Definizione L’Average True Range (ATR) è un indicatore, ideato da Welles Wilder, che misura la volatilità che si è verificata su una determinata attività finanziaria nel corso di un certo periodo […]

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Cosa è l’indicatore ATR (Average True Range)? Come si costruisce l’indicatore ATR? Qual è il ruolo di Welles Wilder nell’analisi tecnica?

Indicatore ATR – Definizione

L’Average True Range (ATR) è un indicatore, ideato da Welles Wilder, che misura la volatilità che si è verificata su una determinata attività finanziaria nel corso di un certo periodo di tempo.

Sotto questo punto di vista l’ATR costituisce una valida alternativa alla classica Deviazione Standard (utilizzata, ad esempio, per la costruzione delle Bande di Bollinger).

La differenza principale è che quest’ultima, per misurare la volatilità, utilizza solo i prezzi di chiusura mentre l’ATR considera anche i prezzi massimi e i prezzi minimi registrati dal mercato.

Come si costruisce l’indicatore ATR

Per costruire l’Iindicatore Average True Range è necessario calcolare il “vero” (True) range giornaliero. Questo vuol dire di includere anche il range che considera anche l’eventuale presenza di gap-up o di gap-down.

Il range giornaliero è l’escursione massima compiuta dai prezzi nel corso di una giornata. In pratica non è altro che la differenza tra il prezzo massimo e il prezzo minimo che sono stati registrati durante una seduta. Questa distanza rappresenta, di fatto, la volatilità giornaliera.

Ma poiché il range giornaliero non considera gli eventuali strappi, al ribasso o al rialzo, che si possono verificare tra una seduta e l’altra (detti movimenti overnight) Wilder ha creato il concetto di “True Range”. L’indicatore ATR mette in relazione il massimo e il minimo di ogni seduta con il prezzo di chiusura della seduta precedente. Il True Range, infatti, è il più ampio tra una di queste tre misure:
a) la differenza tra il massimo e il minimo dell’ultima seduta;
b) la differenza tra il massimo dell’ultima seduta e il prezzo di chiusura della seduta precedente;
c) la differenza tra il prezzo di chiusura della seduta precedente e minimo dell’ultima seduta.

Indicatore Average True Range

Il valore che si ottiene, tuttavia, è molto erratico e difficilmente utilizzabile per finalità operative. Per ottenere un indicatore meno nervoso e più lineare viene calcolata una media mobile di tipo semplice (che prende il nome di Average True Range), degli ultimi X valori (l’arco temporale consigliato da Wilder è 14) del True Range.
Quindi: Average True Range = Media Mobile a 14 osservazioni del True Range.

Strategie di trading con l’Indicatore Average True Range

Per comprendere le indicazioni fornite dall’ATR è sufficiente sapere che:
– se l’ATR aumenta significa che sul mercato c’è stato un aumento della volatilità, situazione che solitamente si verifica quando i prezzi si trovano all’interno di una fase direzionale di trend (rialzista o ribassista);
– se l’ATR diminuisce significa che sul mercato c’è stata una diminuzione della volatilità, situazione che solitamente si verifica quando i prezzi si trovano all’interno di una fase laterale di consolidamento.

L’Average True Range può essere utilizzato anche per finalità speculative.
In particolare, vediamo di seguito due possibili modalità operative.
– se l’indicatore Average True Range registra valori bassi significa che il mercato viene da una prolungata fase di congestione, con la volatilità che si è progressivamente scaricata. Questa è la tipica situazione che precede l’inizio di movimenti direzionali. Per questo motivo occorre prepararsi ad un’accelerazione (molto spesso in breakout) da parte dei prezzi.
– se l’indicatore Average True Range registra valori elevati significa che il mercato viene da un forte movimento impulsivo (in particolare se è stato al ribasso). Questa situazione potrebbe segnalare il raggiungimento di un minimo o di massimo significativo e l’inizio di una fase correttiva. Per questo motivo occorre prepararsi ad impostare una strategia di inversione (Reversal).

È necessario evidenziare che l’Average True Range viene anche utilizzato all’interno di altri indicatori (ad esempio il Supertrend) come trailing-stop di tipo dinamico (in quanto legato all’andamento della volatilità).

TRADING ANALISI TECNICA
Analisi tecnica nel trading ed indicatore ATR. Come si costruisce e perchè può essere utile?

Welles Wilder e l’analisi tecnica

L’indicatore Average True di Wilder è stato creato dall’analista americano partendo dallo studio delle materie prime. Può tuttavia essere utilizzato anche su altri strumenti finanziari, come le valute, le azioni o gli indici.

Va ricordato come l’ingegner Welles Wilder sia stato il creatore di numerosi indicatori su cui oggigiorno si basa l’analisi tecnica. Sono infatti stati ideati da lui indicatori quali il Relative Strenght Index (RSI), l’indicatore ADX e l’indicatore parabolico SAR.

Lo stesso Wilder ha coniato una serie di frasi legate al trading. Fra queste ricordiamo:

 “If you can’t deal with emotion, get out of trading.” Può essere tradotta così: “Se non sai controllare le tue emozioni, lascia perdere il trading”.

Nel giugno del 1978 Welles Wilder ha pubblicato “New Concepts in Technical Trading System”. Nel 1980 Forbes indicava Wells Wilder come il maggior analista tecnico per importanza delle sue pubblicazioni.

Sempre a proposito di Wilder, inventore dell’indicatore ATR e di numerosi altri oscillatori, il Financial World scriveva nel 1985, menzionandolo come l’economista che aveva realizzato il maggior numero di trading system su materie prime.

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Analisi Algoritmica https://www.investire-certificati.it/analisi-algoritmica/ Sat, 26 Dec 2020 13:34:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=3261 Cosa è l’analisi algoritmica? Quali segnali di trading fornisce l’analisi algoritmica? Come è possibile combinare gli indicatori dell’analisi tecnica con l’analisi algoritmica per generare segnali di acquisto e vendita? Ecco alcuni dei principali temi che esamineremo in questo articolo. Analisi Algoritmica – Definizione L’analisi algoritmica viene utilizzata per lo studio dei prezzi di borsa al […]

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Cosa è l’analisi algoritmica? Quali segnali di trading fornisce l’analisi algoritmica? Come è possibile combinare gli indicatori dell’analisi tecnica con l’analisi algoritmica per generare segnali di acquisto e vendita? Ecco alcuni dei principali temi che esamineremo in questo articolo.

Analisi Algoritmica – Definizione

L’analisi algoritmica viene utilizzata per lo studio dei prezzi di borsa al fine di fornire spunti operativi al trader ed all’investitore. Si tratta di sistemi che prendono in esame vari strumenti finanziari ed utilizzano algoritmi, ossia formule matematiche, per analizzarli e prevedere l’andamento dei prezzi futuro.

Per poter studiare l’andamento dei mercati finanziari tramite analisi algoritmica si possono utilizzare alcuni oscillatori/indicatori tecnici.

L’analisi algoritmica serve all’investitore per:
– ottenere segnali operativi di entrata e di uscita dal mercato;
– segnalare eventuali situazioni di ipercomprato e di ipervenduto;
– misurare la pressione rialzista (la forza dei compratori) e la pressione ribassista (la forza dei venditori) presente sul mercato. In questo modo vengono individuate eventuali divergenze di comportamento tra i prezzi e degli indicatori stessi.

Segnali di trading con l’Analisi Algoritmica

Tramite questo tipo di analisi algoritmica si possono:
– ottenere segnali di entrata e di uscita dal mercato. Alcuni oscillatori forniscono un’indicazione rialzista/ribassista quando escono dalle rispettive aree di ipervenduto o di ipercomprato, altri quando attraversano la linea dello zero, altri ancora tramite l’incrocio delle due linee che li costituiscono.
– di individuare situazioni di ipercomprato e di ipervenduto (talvolta definiti con la nomenclatura inglese overbought e oversold).

In particolare:
a) una situazione di ipercomprato si crea, ad esempio, quando i prezzi hanno compiuto, in un breve arco temporale, un veloce balzo in avanti;
b) una situazione di ipervenduto si verifica, ad esempio, quando i prezzi hanno subito, in un breve arco di tempo, una brusca flessione.
Per l’investitore sarà quindi fondamentale cercare di evidenziare divergenze di comportamento tra l’andamento dei prezzi e gli indicatori stessi.

Va ricordato che la presenza di ipervenduto così come la presenza di una divergenza, non sia un segnale di trading necessariamente corretto. Spetterà al trader impostare la propria operatività con l’analisi algoritmica rispettando i consueti parametri del money management. Fra questi l’utilizzo di stop loss per la gestione delle posizioni di trading.

Le divergenze nel trading

L’analisi algoritmica presta particolare attenzione alle divergenze che emergono dallo studio dei prezzi.

La divergenza costituisce un segnale di allerta che segnala una certa difficoltà, da parte del mercato, nel proseguire il trend di breve periodo nel quale è inserito.

Si parla di divergenze positive/rialziste quando l’oscillatore non conferma la tendenza negativa nella quale i prezzi sono inseriti.

Avremo invece divergenze negative/ribassiste quando l’oscillatore non conferma la tendenza positiva nella quale i prezzi sono inseriti.

Analisi algoritmica con indicatori

Spesso gli indicatori/oscillatori vengono combinati tra di loro in modo da ottenere valide indicazioni operative. Uno dei modelli più utilizzati prevede di utilizzare in modo congiunto un indicatore di tipo lagging con uno leading.

Ricordiamo come l’indicatore ladding consenta di individuare il trend primario presente sul mercato, mentre un oscillatore di tipo leading è maggiormente in grado di sfruttare le oscillazioni di breve termine compiute dai prezzi). Combinando ad esempio il MACD con lo stocastico è possibile in costruire una classica operatività di tipo trend-following che sfrutta le correzioni e i rimbalzi che si possono verificare nel corso di una fase direzionale.

Vediamo di seguito due strategie operative che utilizzano analisi algoritmica ed alcuni indicatori.

Una possibile strategia operativa di tipo long consiste nell’individuare una solida tendenza rialzista. Questa deve essere confermata dalla posizione long dell’indicatore MACD (con la linea continua che si trova sopra la linea tratteggiata e in fase crescente). Dopo che i prezzi hanno compiuto un allungo si attende una fisiologica correzione (pullback) che porta lo stocastico all’interno della sua area di ipervenduto. Quando i prezzi, dopo questa breve pausa di consolidamento, riprendono la loro salita lo stocastico fornirà un segnale rialzista (long). In questo caso avremo la linea %K che incrocerà, dal basso verso l’alto, la %D.

analisi algoritmica in borsa

Possiamo anche ipotizzare una strategia di trading short con l’utilizzo di indicatori ed analisi algoritmica.

Segnali di trading short

Una possibile strategia operativa di tipo short consiste nell’individuare una tendenza ribassista, confermata dalla posizione short dell’MACD (con la linea continua che si trova sotto la linea tratteggiata e in fase decrescente). Dopo che i prezzi hanno subito una rapida flessione si attende un rimbalzo tecnico che porta lo Stocastico all’interno della sua area di ipercomprato. Quando i prezzi riprendono la loro discesa lo Stocastico fornirà un segnale ribassista (short), con la linea %K che incrocerà, dall’alto verso il basso, la %D.

analisi algoritmica trading

Conclusioni

Ecco alcuni spunti operativi legati all’analisi algoritmica. Utilizzando questa metodologia di studio dei prezzi di borsa si possono costruire trading system, che forniscono segnali automatici di ingresso ed uscita sul mercato. Numerosi hedge funds utilizzano l’analisi algoritmica per la creazione di strategie di trading ed anche per il trading automatico.

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Commodity Channel Index https://www.investire-certificati.it/commodity-channel-index/ Thu, 26 Nov 2020 20:34:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=2972 In questo articolo vedremo come funziona il Commodity Channel Index e quali sono le sue principali applicazioni nel trading. Illustriamo anche la formula per il calcolo del valore di questo indicatore, spesso usato nell’analisi tecnica. In questo articolo vedremo anche quelli che sono i valori entro cui solitamente si colloca questo indicatore presente su tutte […]

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In questo articolo vedremo come funziona il Commodity Channel Index e quali sono le sue principali applicazioni nel trading. Illustriamo anche la formula per il calcolo del valore di questo indicatore, spesso usato nell’analisi tecnica. In questo articolo vedremo anche quelli che sono i valori entro cui solitamente si colloca questo indicatore presente su tutte le principali piattaforme di trading.

Cosa è il Commodity Channel Index

Il Commodity Channel Index è un indicatore tecnico decisamente interessante per analizzare il comportamento dei diversi mercati finanziari. Il Commodity Channel Index viene solitamente abbreviato con la dicitura CCI.

Da chi è stato costruito questo importante indicatore? Il CCI è stato ideato da Donald Lambert e misura di quanto il prezzo medio si discosta, in positivo o in negativo, rispetto a una sua media di riferimento (di solito 14 periodi).

Come funziona il Commodity Channel Index

La formula per calcolare il Commodity Channel Index (CCI) è la seguente:
CCI = [prezzo medio – (media mobile del prezzo medio)] / (0.015 x scarto medio)

Vediamo ora come si legge la formula per calcolare questo indicatore.

Il prezzo medio è ottenuto dividendo per 3 la somma fra il massimo, il
minimo e il prezzo di chiusura ossia: (prezzo massimo + prezzo minimo + prezzo di chiusura )/3 ;
Lo scarto medio, invece, è la sommatoria delle differenze tra il prezzo medio e la sua media mobile diviso per il periodo;
• 0.015 è un coefficiente che garantisce che il 70-80% dei valori ricadranno
all’interno del range +100/-100 punti.

Per come viene costruito l’indicatore fluttua molto spesso attorno alla linea dello zero, con la maggior parte dei valori compresi tra -100 e +100. Per oltre il 70% del tempo, statisticamente, questo indicatore si trova in questi valori, che sono molto importanti per il Commodity Channel Index.

Valori da monitorare nel CCI

Come funziona questo indicatore?

Quando l’indicatore Commodity Channel Index assume valori superiori ai +100 punti significa che il prezzo medio corrente si trova su valori più alti rispetto alla sua media. Ciò indica che la forza dei rialzisti ha avuto il sopravvento e che sul mercato si è instaurata una tendenza rialzista;
Quando invece l’indicatore assume valori inferiore ai -100 punti significa che il prezzo medio corrente è su valori più bassi rispetto alla sua media. Ciò indica che la forza dei ribassisti ha avuto il sopravvento e sul mercato si è instaurata una tendenza ribassista.

Capire come funziona il Commodity Channel Index è utile perché può essere utilizzato come un indicatore di breakout. Quando si porta sopra i 100 punti segnala che sul mercato si è istaurato un trend rialzista e questa, fino a prova contraria, sarà la direzione che i prezzi tenderanno a seguire.

Quando l’indicatore CCI scende sotto i -100 punti segnala che sul mercato si è istaurato un trend ribassista e questa, fino a prova contraria, sarà la direzione che i prezzi tenderanno a seguire.

Analisi dei prezzi

I vantaggi sono molti; il Commodity Channel Index infatti consente poi di individuare possibili situazioni di ipercomprato (quando l’oscillatore sale su valori maggiori ai +200 punti) o ipervenduto (quando l’oscillatore scende su valori inferiori ai -200 punti). Queste situazioni di eccesso assumono particolare rilevanza quando sono associate a divergenze, positive o negative, tra l’andamento dei prezzi e lo stesso indicatore.
Sotto questo punto di vista è necessario individuare situazioni nelle quali:
– se il mercato viene da un trend negativo si deve attendere che il CCI scenda al di sotto dei -200 punti. In tal caso si registra quindi una situazione di ipervenduto.

Se i prezzi accusano un’ulteriore flessione (disegnando minimi decrescenti) mentre l’oscillatore non conferma quest’ultimo impulso ribassista (ossia disegna minimi crescenti), si verifica una divergenza rialzista. Questa situazione segnala che il mercato potrebbe aver raggiunto un minimo importante e che potrebbe pertanto iniziare una risalita dei prezzi.

Se invece il mercato viene da un trend positivo è necessario che il Commodity Channel Index salga al di sopra dei +200 punti e quindi registri una situazione di ipercomprato. Se i prezzi strappano ancora al rialzo (disegnando massimi crescenti) mentre l’oscillatore non conferma quest’ultimo impulso rialzista (disegna massimi decrescenti). Si verifica quindi una divergenza ribassista. Questa situazione segnala che il mercato potrebbe aver raggiunto un massimo importante e che potrebbe pertanto iniziare una discesa dei prezzi.

Il CCI può essere utilizzato in differenti timeframe. Lo si può impostare per l’analisi tecnica su vari strumenti finanziari, come azioni, indici o valute. Il E’ presente su tutte le principali piattaforme per il trading online.

Ecco quindi riassunti i principali aspetti legati all’utilizzo dell’indicatore CCI. Altri appunti su come funziona il Commodity Channel Index sono reperibili nei vari libri di analisi tecnica di Gianluca Defendi.

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Il Momentum Oscillator https://www.investire-certificati.it/momentum-oscillator/ Fri, 02 Oct 2020 06:03:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=2457 Cosa è il Momentum Oscillator? Quali segnali per l’operatività di trading può fornire il Momentum Oscillator? Cosa è il Momentum Oscillator Per spiegare la formazione del Momentum Oscillator occorre ripartire dal concetto di Momentum; indicatore spesso utilizzato per analizzare l’andamento dei diversi mercati finanziari. Questo indicatore, in particolare, evidenzia la velocità con la quale i […]

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Cosa è il Momentum Oscillator? Quali segnali per l’operatività di trading può fornire il Momentum Oscillator?

Cosa è il Momentum Oscillator

Per spiegare la formazione del Momentum Oscillator occorre ripartire dal concetto di Momentum; indicatore spesso utilizzato per analizzare l’andamento dei diversi mercati finanziari. Questo indicatore, in particolare, evidenzia la velocità con la quale i prezzi di borsa si stanno muovendo.

Un’applicazione operativa di questo indicatore consiste nel calcolare la differenza tra due indicatori di Momentum; due indicatori con diverso orizzonte temporale (uno di breve-brevissimo termine, ad esempio a 5 periodi, e uno di ampiezza maggiore, ad esempio 20 periodi).

Si ottiene in questo modo un indicatore di tipo ciclico (chiamato Momentum Oscillator) che è in grado di segnalare l’esaurimento dei vari movimenti di impulso/correzione che caratterizzano il comportamento dei prezzi.

Il Momentum Oscillator e le divergenze

Il Momentum Oscillator viene spesso utilizzato per individuare la presenza di divergenze positive/negative con l’andamento dei prezzi. È utile evidenziare che si possono avere divergenze rialziste e divergenze ribassiste.
Si ha una divergenza rialzista quando i prezzi, che si trovano all’interno di una tendenza ribassista, disegnano minimi decrescenti mentre l’oscillatore disegna minimi crescenti.

I prezzi proseguono quindi nella loro discesa, confermando il trend negativo nel quale si trovano inseriti. L’oscillatore non solo interrompe la sua flessione ma riesce a rimbalzare. L’oscillatore, andando in divergenza, segnala all’investitore che l’ultima ondata ribassista ha avuto un’intensità inferiore rispetto alla flessione precedente.

Questo comportamento può essere dovuto sia a una diminuzione della pressione ribassista sia a un rafforzamento della pressione rialzista: per questo motivo le divergenze rialziste si verificano molto spesso alla fine di trend ribassista e all’inizio di fasi accumulative.

Divergenza ribassista

Si ha invece una divergenza ribassista quando i prezzi, che si trovano all’interno di un trend rialzista, disegnano massimi crescenti mentre l’oscillatore disegnata massimi decrescenti. I prezzi proseguono quindi nella loro salita, confermando il trend positivo nel quale si trovano inseriti, mentre l’oscillatore accusa una flessione e interrompe quindi la sua crescita.

I prezzi registrano cioè massimi più alti rispetto ai massimi precedenti mentre l’oscillatore, andando in divergenza, segnala che l’ultimo impulso rialzista è stato meno intenso rispetto all’allungo precedente.

Questo comportamento può essere dovuto sia a una diminuzione della pressione rialzista sia a un rafforzamento della pressione ribassista: per questo motivo le divergenze ribassiste si verificano molto spesso alla fine di un trend rialzista e all’inizio di fasi distributive.

Segnali di Trading con il Momentum Oscillator

Da un punto di vista operativo il Momentum Oscillator fornisce un segnale rialzista quando: 
1) l’oscillatore, incrocia dal basso verso l’alto, la sua linea di equilibrio (ossia la linea dello 0). È la situazione che si verifica quando i prezzi escono da una fase accumulativa e accelerano con decisione al rialzo (breakout rialzista);
2) quando l’oscillatore, che già si trova sopra la linea dello 0, storna leggermente per poi riprendere a salire con decisione. È la situazione che si verifica quando i prezzi, che già si trovano all’interno di un trend positivo, accusano una correzione/pullback o consolidano lateralmente per qualche sedute. In questa situazione vanno utilizzate le tipiche strategie di trend following di tipo long;
3) quando l’oscillatore disegna una divergenza positiva rispetto all’andamento dei prezzi. Il segnale operativo arriverà dal completamento di un pattern di inversione al rialzo (ad esempio un Hammer).

Un grafico con il Momentum Oscillator che può fornire interessanti indicazioni per l’operatività del trader in borsa

Segnali di trading ribassisti

Il Momentum Oscillator fornisce invece un segnale ribassista quando: 
1) l’oscillatore, incrocia dall’alto verso il basso, la sua linea di equilibrio (ossia la linea dello 0). È la situazione che si verifica quando i prezzi escono da una fase distributiva e accelerano con decisione al ribasso (breakout ribassista);
2) quando l’oscillatore, che si trova sotto la linea dello 0, rimbalza leggermente per poi riprendere a scendere con decisione. È la situazione che si verifica quando i prezzi, che già si trovano all’interno di un trend negativo, provano un rimbalzo o consolidano lateralmente per qualche sedute. In questa situazione vanno utilizzate le tipiche strategie di trend following di tipo short.
3) quando l’indicatore (Momentum Oscillator) disegna una divergenza negativa rispetto all’andamento dei prezzi.

Il segnale operativo arriverà dal completamento di un pattern di inversione al ribasso. Per esempio, con la formazione di un pattern Shooting Star oppure Evening Star.
Ecco i punti centrali per poter utilizzare nel trading e negli investimenti di borsa il Momentum Oscillator.

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Indicatore Parabolic SaR https://www.investire-certificati.it/indicatore-parabolic-sar/ Wed, 30 Sep 2020 16:46:10 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=2560 Come funziona l’indicatore Parabolic SaR? Qual è la formula di questo indicatore e perchè il Parabolic SaR è definito dai traders un indicatore trend following? Ecco i punti centrali che vedremo in questo articolo, dove sono anche esaminati i segnali di trading forniti dal Parabolic SaR. Indicatore Parabolic SaR L’indicatore Parabolic SaR (dove SaR significa […]

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Come funziona l’indicatore Parabolic SaR? Qual è la formula di questo indicatore e perchè il Parabolic SaR è definito dai traders un indicatore trend following? Ecco i punti centrali che vedremo in questo articolo, dove sono anche esaminati i segnali di trading forniti dal Parabolic SaR.

Indicatore Parabolic SaR

L’indicatore Parabolic SaR (dove SaR significa Stop and Reversal) appartiene alla categoria degli indicatori di tipo trend following, ossia in grado di fornire interessanti indicazioni operative quando il mercato segue una solida tendenza direzionale.


Da un punto di vista visivo il Parabolic SaR viene visualizzato con dei pallini che si collocano al di sotto o al di sopra dei prezzi, fornendo in questo modo chiare indicazioni operative:
– quando i pallini si trovano al di sotto dei prezzi il SaR si trova in posizione long e segnala che sul mercato è presente un trend rialzista;
– quando i pallini si trovano al di sopra dei prezzi il SaR è in posizione short e segnala che sul mercato è presente un trend ribassista.

La Formula dell’Indicatore Parabolic SaR

L’indicatore Parabolic SaR, ideato da Welles Wilder, viene calcolato con una formula abbastanza complessa che utilizza:
– il prezzo estremo (PE) recentemente raggiunto dai prezzi. Se il trend è rialzista il prezzo estremo è costituito dal prezzo più alto recentemente raggiunto dai prezzi mentre se il trend è ribassista il prezzo estremo è costituito dal prezzo più basso recentemente raggiunto dai prezzi;
– un fattore di accelerazione (FA, da cui deriva il nome Parabolic dell’indicatore) è il valore (0,02, con un massimo a 0,20) che determina la distanza del SaR dai prezzi.

La formula completa dell’Indicatore Parabolic SaR è:
SaR(t+1) = SaR(t0) + FA x (PE – SaR(t0))

Come si legge la formula? In pratica, il prezzo estremo indica il livello di prezzo più alto/basso raggiunto nella direzione del trend mentre il fattore di accelerazione influisce sul posizionamento del Parabolic SaR. Il valore del Parabolic indica:
1) il prezzo al di sotto del quale il mercato non deve scendere per rimanere all’interno di un trend rialzista principale.

Pertanto:
– finchè i prezzi rimangono al di sopra del Sar la tendenza rimane positiva;
– una discesa sotto il Sar fornisce un segnale d’inversione ribassista;
2) il prezzo al di sopra del quale il mercato non deve salire per rimanere all’intero di un trend ribassista principale. Quindi:
– finchè i prezzi rimangono al di sotto del parabolic SaR la tendenza rimane negativa;
– una salita sopra il parabolic SaR fornisce un segnale d’inversione rialzista.

Strategie di Trading con il Parabolic SaR

Una delle caratteristiche principali del Parabolic SaR è quello di avere sempre una posizione sul mercato. Sotto questo punto di vista, quindi, l’operatore che segue le sue indicazioni ha sempre una posizione aperta (al rialzo o al ribasso). In particolare:
– se il mercato è in trend rialzista il Sar segue la salita dei prezzi (i pallini sono sotto i prezzi) e rimane in posizione Long fino a quando non si verifica un segnale d’inversione che fa girare il Sar in posizione Short (i pallini salgono sopra i prezzi);
– se il mercato è in trend ribassista il Sar segue la discesa dei prezzi (i pallini sono sopra i prezzi) e rimane in posizione Short fino a quando non si verifica un segnale d’inversione che fa girare il Sar in posizione Long (i pallini scendono sotto i prezzi).

Indicatore Parabolic Sar

Trailing stop con il Parabolic Sar

Il Parabolic Sar, può fornire segnali di entrata dal mercato; per questi è necessario ricorrere ad altre metodologie, soprattutto di tipo grafico, che consentono di ridurre il più possibile il livello di rischio. Il SaR viene spesso utilizzato come indicatore di trailing-stop. In questo modo:
– se viene aperta una posizione long e il mercato inizia a salire la posizione viene mantenuta; finché i prezzi, dopo aver raggiunto un massimo significativo, subiscono una brusca flessione e scendono sotto il valore del Parabolic Sar.

L’indicatore, infatti, nelle fasi iniziali di un movimento al rialzo si colloca ben al di sotto dei prezzi. Quando i prezzi rallentano la loro salita il Parabolic si avvicina progressivamente agli stessi in modo da intercettare i primi segnali di debolezza; fornisce quindi un segnale di uscita da eventuali posizioni long e  proteggere in questo modo una parte dei profitti ottenuti.

Vediamo invece il caso di trailing stop su posizioni short:
– se viene aperta un posizione short e il mercato inizia a scendere la posizione viene mantenuta; fino a quando i prezzi, dopo aver raggiunto un minimo significativo, compiono un importante recupero e si portano sopra il valore del Parabolic Sar.

L’indicatore, infatti, nelle fasi iniziali di un movimento ribassista si colloca ben al di sopra dei prezzi. Quando i prezzi rallentano la loro discesa il Parabolic si avvicina progressivamente agli stessi in modo da intercettare i primi segnali di recupero e fornire un adeguato segnale d’uscita da eventuali posizioni short.

Conclusioni

È opportuno sottolineare che il Parabolic SaR, essendo un indicatore di tipo trend-following, fornisce interessanti spunti operativi quando sul mercato si instaura un trend direzionale al rialzo o al ribasso. Invece, durante le fasi laterali di oscillazione fornisce frequenti falsi segnali di trading in entrata e uscita dal mercato. Spetta quindi al trader o all’investitore un corretto utilizzo dell’indicatore Parabolic Sar e dei segnali di trading che fornisce.

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Come Funziona il Supertrend? https://www.investire-certificati.it/come-funziona-il-supertrend/ Thu, 03 Sep 2020 08:30:30 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=2146 Cosa è l’indicatore Supertrend? Come funziona nel trading il Supertrend? Quali segnali di acquisto e vendita fornisce agli investitori? La Definizione di Supetrend L’indicatore Supertrend, ideato da Oliver Seban, è uno degli indicatori direzionali più utilizzati nel trading. Il Supertrend è un indicatore di tipo trend-following che consente all’investitore di:– individuare il trend primario seguito […]

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Cosa è l’indicatore Supertrend? Come funziona nel trading il Supertrend? Quali segnali di acquisto e vendita fornisce agli investitori?

La Definizione di Supetrend

L’indicatore Supertrend, ideato da Oliver Seban, è uno degli indicatori direzionali più utilizzati nel trading. Il Supertrend è un indicatore di tipo trend-following che consente all’investitore di:
– individuare il trend primario seguito dal mercato;
– ottenere segnali di trading per l’entrata e l’uscita dal mercato (buy and sell);
– posizionare adeguati trailing-stop per la gestione di posizioni di trading in essere, evitando un numero eccessivo di acquisti e vendite soprattutto nelle fasi direzionali.
Come la maggior parte degli indicatori tecnici può essere utilizzato per analizzare il prezzo di differenti strumenti finanziari, quali indici, azioni, materie prime o coppie valutarie del Forex Market. Può essere utilizzato in combinazione con altri oscillatori o indicatori per il trading, come l’indicatore RSI o l’oscillatore stocastico.

Come si calcola il Supertrend

Per il calcolo del Supertrend vengono presi in considerazione tre elementi:

a) il prezzo medio della seduta. Questo valore viene ottenuto sommando il prezzo massimo al prezzo minimo e dividendo poi il totale per 2;
b) la volatilità registrata dal mercato nel corso di un certo arco temporale. Per calcolarla viene utilizzato l’Average True Range (ossia un indicatore che calcola il range medio delle ultime X sedute);
c) la volatilità così ottenuta viene poi moltiplicata per un coefficiente fisso (che varia da un minimo di 2 ad un massimo di 3).Si ottengono in questo modo due bande di riferimento (anche se solitamente ne viene visualizzata una sola, in base al tipo di tendenza espressa dal mercato).

Le bande del Supetrend

Le bande del Supertrend sono così calcolate:
– Banda Superiore = prezzo medio + (moltiplicatore * volatilità)
– Banda Inferiore = prezzo medio – (moltiplicatore * volatilità)
In pratica:
– il valore della Banda Superiore è ottenuto aggiungendo al prezzo medio un multiplo della volatilità;
– il valore della Banda Inferiore è ottenuto sottraendo al prezzo medio un multiplo della volatilità.

Segnali di trading con il Supertrend

Quali segnali di trading ed operatività fornisce il Supertrend? Da un punto di vista operativo:
– se il prezzo di chiusura è maggiore al valore della Banda Superiore il Supertrend segnala la presenza di un trend rialzista e il valore della Banda Inferiore, che viene disegnata sul grafico, funge da trailing-stop (per eventuali posizioni long) di tipo dinamico. In particolare, fino a quando i prezzi rimangono al di sopra della Banda Inferiore il trend si deve considerare positivo;
– se il prezzo di chiusura è inferiore al valore della Banda Inferiore il Supertrend segnala la presenza di un trend ribassista e il valore della Banda Superiore, che viene disegnata sul grafico, funge da trailing-stop (per eventuali posizioni short) di tipo dinamico. Nel dettaglio, fino a quando i prezzi rimangono al di sotto della Banda Superiore del Supertrend il trend di mercato si deve considerare negativo.

Il supertrend funziona nelle fasi direzionali ed è importante che sia impostato correttamente al fine di evitare un numero di segnali eccessivi in ingresso ed uscita, aumentando inutilmente l’operatività dell’investitore.

Il Supertrend può essere utilizzato come un indicatore Stop&Reverse. In questo caso:
– quando i prezzi scendono al di sotto della Banda Inferiore occorre chiudere eventuali posizioni long e aprire una nuova posizione short;
– al contrario, quando i prezzi salgono al di sopra della Banda Superiore occorre chiudere eventuali posizioni short e aprire una nuova posizione long.

L’indicatore Supertrend fornisce interessanti segnali di ingresso ed uscita per acquistare e vendere azioni, indici o altri strumenti in borsa e nel trading.

Come scaricare l’indicatore Supertrend MT4 e SuperTrend MT5

Le piattaforme MetaTrader 4 e MetaTrader 5 sono tuttora un punto di riferimento per il trading online retail, risultando quelle più offerte dalla maggior parte dei broker per il trading.

L’indicatore Supetrend può essere scaricato direttamente sulla piattaforma MT4 o MT5 dal sito MQL4 o MQL5.  Una volta scaricato, è possibile che sia necessario decomprimere il file.

A questo punto, il trader deve aprire la MetaTrader e seguire il percorso:

File -> Apri cartella dati -> MQL4 o MQL5-> Indicatori

È poi necessario trascinare l’indicatore di cui si è appena fatto il download nella cartella “indicatori”. A questo punto è possibile chiudere la cartella ed il Supertrend è aggiunto su MetaTrader 4 o MetaTrader 5. Il Supertrend compare nella lista degli indicatori della piattaforma MT4 o MT5.

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Indicatore OBV https://www.investire-certificati.it/indicatore-obv/ Mon, 31 Aug 2020 13:20:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=2081 L’indicatore On Balance Volume analizza i volumi di un determinato sottostante, ove presenti, fornendo interessanti spunti operativi agli investitori. Vediamo di seguito alcuni elementi chiave dell’indicatore OBV. L’Indicatore OBV – Definizione L’On Balance Volume (OBV) è un indicatore che, valutando l’andamento dei volumi, misura la pressione rialzista/ribassista presente sul mercato analizzato. Come per la maggior […]

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L’indicatore On Balance Volume analizza i volumi di un determinato sottostante, ove presenti, fornendo interessanti spunti operativi agli investitori. Vediamo di seguito alcuni elementi chiave dell’indicatore OBV.

L’Indicatore OBV – Definizione

L’On Balance Volume (OBV) è un indicatore che, valutando l’andamento dei volumi, misura la pressione rialzista/ribassista presente sul mercato analizzato. Come per la maggior parte degli indicatori, anche l’OBV può essere usato su vari sottostanti, sia titoli azionari, che indici o materie prime o cambi valutari.

L’indicatore OBV è stato creato da Joe Granville ed è stato illustrato nel libro “New Key to Stock Market profits”. Secondo Granville lo studio dei volumi e l’andamento dell’oscillatore OBV erano vitali per comprendere il funzionamento dei mercati azionari ed ottenere un trading profittevole.

Il presupposto teorico alle spalle dell’indicatore OBV è che nelle giornate positive si verifichi un aumento dei volumi in entrata/in acquisto (ossia un rafforzamento della pressione rialzista). Per l’indicatore OBV nelle giornate negative è invece lecito attendersi che vi sia invece un aumento dei volumi in uscita/in vendita (ossia un rafforzamento della pressione ribassista).

Come si Calcola l’Oscillatore OBV

L’OBV viene calcolato come somma cumulata dei volumi registrati sul mercato. In particolare:
a) se l’ultimo prezzo di chiusura è superiore alla chiusura del giorno precedente significa che la giornata è stata positiva e i volumi totali vengono sommati al valore dell’indicatore;
b) se l’ultimo prezzo di chiusura è inferiore alla chiusura del giorno precedente significa che la giornata è stata negativa e i volumi totali registrati vengono sottratti al valore dell’indicatore.

Indicatore OBV
Indicatore OBV applicato al grafico delle azioni Prysmian

Come funziona l’indicatore OBV?

La cosa importante non è il valore assoluto dell’indicatore OBV quanto il suo andamento. In particolare:

OBV conferma il trend

a) una tendenza rialzista deve essere confermata da un OBV crescente mentre una tendenza ribassista deve essere confermata da un OBV decrescente. Nel primo caso, infatti, l’OBV crescente evidenzia che ci sono volumi alti nelle giornate in cui i prezzi allungano al rialzo e volumi deboli durante le giornate di correzione o di consolidamento. Nel secondo caso, invece, l’OBV deve segnalare volumi alti nelle giornate in cui i prezzi subiscono una flessione e volumi deboli durante le giornate di rimbalzo o di consolidamento laterale.

Volumi e prezzi

b) in alcuni casi può accadere che i volumi anticipino i prezzi. Ossia:
– se l’Obv sale mentre i prezzi si spostano lateralmente significa che sul mercato ci sta sviluppando una fase accumulativa; situazione che spesso anticipa l’inizio di un movimento rialzista;
– se l’Obv scende mentre i prezzi si muovono di lato significa che sul mercato ci sta sviluppando una fase distributiva; questa situazione spesso anticipa la partenza di un movimento ribassista.

Le divergenze

c) l’indicatore OBV può disegnare interessanti divergenze rispetto al andamento dei prezzi. In questo caso:

Divergenza negativa

– si ha una divergenza negativa quando i prezzi allungano al rialzo (e disegnano massimi crescenti); mentre l’indicatore OBV si appiattisce o si indebolisce (e disegna massimi decrescenti). Questo comportamento segnala che nel corso dell’ultimo spunto rialzista compiuto dal mercato si è verificata una riduzione dei volumi.

La pressione rialzista si sta pertanto contraendo, con sempre meno compratori che aprono nuove posizioni long. I prezzi, quindi, diminuiscono la velocità con la quale stanno crescendo, situazione che spesso anticipa la formazione di un top/massimo di breve termine. 

Divergenza positiva

–  si ha una divergenza positiva quando subiscono una flessione (e disegnano minimi decrescenti) mentre l’OBV si appiattisce o si rafforza (e disegna minimi crescenti). Questo comportamento segnala come l’ultima ondata ribassista si sia sviluppata con volumi in diminuzione; la pressione ribassista si sta pertanto contraendo, con i prezzi che si stanno avvicinando ad un bottom/minimo di breve termine.

Indicatore OBV
Indicatore OBV applicato al titolo azionario Tenaris

Conclusioni

In conclusione l’OBV è un indicatore interessante che presenta tuttavia alcuni difetti. In particolare, questo indicatore non considera la variazione percentuale che è stata registrata nella singola giornata. Per esempio, i volumi vengono sommati sia che il mercato salga dell’1% sia che il mercato salga dello 0,10%.

È chiaro che, in termini di valutazione della forza espressa dai compratori, non è la stessa cosa. Al tempo stesso l’indicatore OBV può essere utile per essere utilizzato nel trading online; è utile tuttavia anche negli investimenti di borsa, anche in congiunzione con altri indicatori.

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Oscillatore RSI nel Trading https://www.investire-certificati.it/oscillatore-rsi-nel-trading/ Wed, 26 Aug 2020 07:50:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1963 Cosa è l’indicatore RSI? Qual è la formula dell’RSI? Cosa si intende con ipervenduto e ipercomprato di RSI? Ecco i principali spunti operativi per investire sui mercati finanziari e fare trading con l’indicatore RSI. Oscillatore RSI – Cosa è? L’RSI è uno degli oscillatori tecnici più diffusi, risultando presente in quasi tutte le piattaforme di […]

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Cosa è l’indicatore RSI? Qual è la formula dell’RSI? Cosa si intende con ipervenduto e ipercomprato di RSI? Ecco i principali spunti operativi per investire sui mercati finanziari e fare trading con l’indicatore RSI.

Oscillatore RSI – Cosa è?

L’RSI è uno degli oscillatori tecnici più diffusi, risultando presente in quasi tutte le piattaforme di trading. L’RSI ha la particolarità di muoversi fra 0 e 100, generando aree di ipercomprato e di ipervenduto che sono usate dai trader per trovare segnali di acquisto e vendita in borsa.

Il termine RSI è l’acronimo di Relative Strength Index, indicatore ideato da Welles Wilder nel 1978 e descritto all’interno del volume “New Concepts in Technical Trading System”.

Oscillatore RSI – La Formula

La formula per calcolare l’oscillatore RSI è la seguente:

RSI = 100 – (100 / (1 + RS))

Nella formula dell’RSI, RS è la media delle chiusure al rialzo degli ultimi x giorni/media delle chiusure al ribasso degli ultimi x giorni.

L’RSI viene solitamente calcolato a 14 periodi anche se la sua lunghezza può essere accorciata o allungata al fine di rendere l’oscillatore più o meno reattivo nel recepire l’andamento dei prezzi.

È opportuno evidenziare che riducendo l’arco temporale di riferimento l’oscillatore diventa più reattivo ma può fornire false indicazioni operative. Allungando l’orizzonte temporale i segnali forniti dall’RSI sono più affidabili ma vengono forniti con un certo ritardo, posticipando quindi eventuali segnali di ingresso ed uscita per l’investitore.

Ipercomprato ed Ipervenduto di RSI

L’oscillatore, che si muove a l’interno del range 0-100 punti, ha una linea di equilibrio a 50 punti e due zone critiche: definite ipercomprato ed ipervenduto di RSI.

L’area di ipercomprato, compresa tra 70 e 100 punti, il cui raggiungimento segnala che si è creato uno squilibro eccessivo tra la forza dei compratori e quella dei venditori, con i primi che potrebbero ridurre momentaneamente la loro pressione. Ciò potrebbe arrestare la salita dei prezzi e innescare una fisiologica correzione.

L’opposto del ipercomprato è invece l’ipervenduto, che si ha quanto l’indicatore RSI crolla su valori molto bassi.

L’area di ipervenduto è infatti compresa tra 30 e 0 punti per l’RSI. Il suo raggiungimento segnala uno squilibro eccessivo tra la forza dei venditori e quella dei compratori, con i primi che potrebbero diminuire momentaneamente la loro pressione. Ciò potrebbe arrestare la discesa dei prezzi e innescare un fisiologico rimbalzo tecnico.

RSI e Segnali di Trading

Come cogliere i segnali che ci arrivano dall’RSI? Per fornire dei segnali di inversione il raggiungimento delle aree di ipercomprato e di ipervenduto da parte dell’indicatore RSI deve essere associato alla formazione di divergenze tra i prezzi e l’oscillatore e alla presenza di pattern di reversal, ossia da altri segnali di inversione che vadano a rafforzare l’ipotesi di un cambio di trend da parte dei prezzi. Fra questi possiamo ricordare il “doppio minimo e doppio massimo“, oppure il “testa e spalle

Divergenze nel Trading

Le divergenze possono essere rialzista o ribassista e possono rafforzare i segnali in arrivo dall’indicatore RSI. Nel dettaglio si ha una divergenza rialzista/positiva quando i prezzi, che vengono da una discesa di una certa consistenza, disegnano minimi decrescenti mentre l’oscillatore, dopo essere sceso all’interno della sua area di ipervenduto, disegna minimi crescenti. Questo comportamento può essere dovuto sia a una diminuzione della pressione ribassista sia a un rafforzamento della pressione rialzista.

Le divergenze rialziste si verificano molto spesso alla fine di trend ribassista e possono segnalare il raggiungimento un importante minimo/bottom di mercato e l’inizio di una fase accumulativa.

Grafico con una divergenza rialzista. L’RSI sale mentre i prezzi dell’azione scendono. La fine del trend ribassista sembra vicina.

Si ha una divergenza ribassista quando i prezzi, che vengono da una salita di una certa consistenza, disegnano massimi crescenti mentre l’oscillatore, dopo essere salito all’interno della sua area di ipercomprato, disegna massimi decrescenti. Questo comportamento può essere dovuto sia a una diminuzione della pressione rialzista sia a un rafforzamento della pressione ribassista. Le divergenze ribassiste/negative si verificano molto spesso alla fine di trend rialzista e possono segnalare il raggiungimento un importante massimo/top di mercato e l’inizio di una fase distributiva.

Oscillatore RSI –  Conclusioni

L’indicatore RSI può anche essere utilizzato in combinazione con altri indicatori per il trading. Va segnalato come possa essere usato per esaminare l’andamento dei prezzi di qualsiasi strumento finanziario. Sarà compito dell’investitore scegliere il miglior timeframe ed il settaggio dell’RSI per ottimizzare il rendimento.

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