Analisi grafica Archivi - Investire-Certificati.it Analisi grafica https://www.investire-certificati.it/category/corso-trading/analisi-grafica/ I migliori certificati di investimento li trovi su investire-certificati.it Fri, 19 Jul 2024 20:16:01 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.5 https://www.investire-certificati.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-android-chrome-192x192-1-32x32.png Analisi grafica Archivi - Investire-Certificati.it Analisi grafica https://www.investire-certificati.it/category/corso-trading/analisi-grafica/ 32 32 Advance – Decline Line https://www.investire-certificati.it/advance-decline-line/ Sun, 08 Sep 2024 13:17:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=4017 Cosa è l’Advance – Decline Line nell’analisi tecnica e nello studio dei prezzi di borsa? Come si usa e quali segnali di trading può dare? A/D è un indicatore molto importante per indicare l’ampiezza del mercato, cioè quanti operatori sono al rialzo/ribasso su indici e titoli e la forza e debolezza del movimento dei prezzi. […]

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Cosa è l’Advance – Decline Line nell’analisi tecnica e nello studio dei prezzi di borsa? Come si usa e quali segnali di trading può dare? A/D è un indicatore molto importante per indicare l’ampiezza del mercato, cioè quanti operatori sono al rialzo/ribasso su indici e titoli e la forza e debolezza del movimento dei prezzi.

Advance – Decline Line: definizione


Uno degli indicatori più osservati da analisti tecnici e trader per misurare la forza di un mercato è l’Advance-Decline Line. Quest’ultima è la somma cumulata della differenza tra il numero dei titoli che hanno terminato la giornata in rialzo (Advances Issues) e il numero dei titoli che hanno terminato la giornata in ribasso (Declines Issues).

Segnali di Trading con l’indicatore Advance – Decline line

Dall’andamento di questo indicatore si possono ottenere segnali di forza o di debolezza relativi al mercato analizzato. Sotto questo punto di vista:
a) se il numero dei titoli in crescita è superiore al numero dei titoli in discesa la linea dell’Advance – Decline Line sale;
b) se il numero dei titoli in crescita è inferiore al numero dei titoli in discesa la linea dell’Advance – Decline Line scende.
Sul mercato americano:
a) un trend rialzista presente a livello grafico per chi fa trading su indici S&P500/Nyse/Nasdaq deve essere confermato da un’Advance – Decline line crescente. Questo segnala che la maggior parte dei titoli quotati segue l’andamento positivo dell’indice di riferimento.
b) una tendenza ribassista su S&P500/Nyse/Nasdaq deve essere confermata da un’AD line decrescente. Ciò segnala che la maggior parte dei titoli segue l’andamento negativo dell’indice di riferimento.

Advance - Decline Line

Altri segnali operativi con l’Advance – Decline line


All’opposto:
1) si verifica una divergenza ribassista tra l’indice di mercato e l’AD line quando il primo disegna nuovi massimi crescenti e la seconda disegna massimi decrescenti. Questo comportamento segnala che il trend rialzista sta perdendo forza. Solo pochi titoli hanno accompagnato l’ultimo allungo da parte dei prezzi. Ciò tende ad anticipare molto spesso la formazione di un top sul mercato.
2) si verifica invece una divergenza rialzista tra l’indice di mercato e l’AD line quando il primo scende su nuovi minimi (decrescenti e) la seconda disegna minimi crescenti. Questo comportamento segnala che il trend ribassista sta perdendo forza. Potrebbe essere iniziata una fase accumulativa. Questa fase anticipa molto spesso un’inversione rialzista di tendenza dei prezzi.
È opportuno sottolineare che sul mercato Usa non esiste un’unica Advance – Decline line ma diverse linee. Ognuna della quali viene calcolata su un paniere di titoli diversi. C’è infatti l’AD line calcolata sull’universo dei titoli quotati al Nyse, l’AD line calcolata sui 500 titoli dell’S&P500, l’AD line dei titoli tecnologici quotati al Nasdaq.

Analisi grafica con questo indicatore

Alcuni analisti, anziché visualizzare una singola AD Line preferiscono invece monitorare due linee. Una mostra il numero dei titoli in crescita. La seconda, invece, mostra il numero dei titoli in discesa. Dall’incrocio di queste due linee si possono ottenere interessanti indicazioni operative.

Infatti, si ha un segnale rialzista quando la linea che registra il numero dei titoli al rialzo incrocia, dal basso verso l’alto, la linea che registra il numero dei titoli al ribasso.

Viceversa, si ha un segnale ribassista quando la linea che registra il numero dei titoli al ribasso incrocia, dall’alto verso il basso, la linea che registra il numero dei titoli al rialzo.
Altri analisti, anziché utilizzare la semplice Advance – Decline Line, calcolano l’Advance-Decline Ratio, ottenuta calcolando una media mobile (a 10/20 periodi) del rapporto tra il numero dei titoli in rialzo e il numero dei titoli in ribasso. Si ottiene in questo modo un indicatore che segnala situazioni di ipercomprato/ipervenduto. Ma può evidenziare anche divergenze positive/negative, rispetto all’andamento dell’indice di riferimento.

Advance – Decline Volume Line

Un secondo indicatore utilizzato per misurare sia la forza dei compratori (pressione rialzista) sia la forza dei venditori (pressione ribassista) è l’Advance – Decline Volume Line. Questa linea viene ottenuta cumulando, giorno dopo giorno, il valore ottenuto come differenza tra il volume dei titoli che hanno terminato giornata al rialzo e il volume dei titoli che hanno terminato la giornata al ribasso.

Questa differenza (Net Advancing Volume):
– è positiva quando il volume dei titoli che hanno terminato giornata al rialzo è superiore al volume dei titoli che hanno terminato la giornata al ribasso.
– è negativa quando il volume dei titoli che hanno terminato giornata al rialzo è inferiore al volume dei titoli che hanno terminato la giornata al ribasso.

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Le Candele Heikin Ashi https://www.investire-certificati.it/le-candele-heikin-ashi/ Sun, 31 Jan 2021 08:35:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=3508 Come funzionano le candele Heikin Ashi? Perché talvolta gli analisti tecnici usano le Heikin Ashi al posto dei tradizionali grafici di borsa? Quali sono le strategie operative con queste candele? Le Candele Heikin Ashi Le candele Heikin Ashi sono una delle varie tecniche di visualizzazione dei prezzi. Si tratta di un’alternativa sia alle classiche bar […]

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Come funzionano le candele Heikin Ashi? Perché talvolta gli analisti tecnici usano le Heikin Ashi al posto dei tradizionali grafici di borsa? Quali sono le strategie operative con queste candele?

Le Candele Heikin Ashi

Le candele Heikin Ashi sono una delle varie tecniche di visualizzazione dei prezzi. Si tratta di un’alternativa sia alle classiche bar chart sia alle candele giapponesi. Fra i punti di forza delle candele Heikin Ashi vi è quello di individuare il trend direzionale principale presente del sottostante.

Il loro nome deriva dal giapponese Heikin Ashi, ossia “barra della media”. In sintesi, le candele Heikin Ashi cercano di eliminare o quantomeno ridurre i rumori di fondo del mercato. Provano quindi a minimizzare l’impatto grafico di quei movimenti, che spesso condizionano anche l’andamento dei mercati, tendendo a fornire però segnali operativi non rilevanti o erronei.

Le candele Heikin Ashi esprimono infatti la forza e la consistenza dei vari movimenti di mercato. L’obiettivo delle candele Heikin Ashi è quello di rende più chiare i trend dei vari strumenti finanziari analizzati.

Analisi dei prezzi

Queste candele, nel dettaglio, non mostrano il prezzo di apertura, il prezzo di chiusura, il prezzo massimo e il prezzo minimo nei punti tradizionali che sono invece evidenziati dalle barre o dalle candele giapponesi. Per contro, calcolano, attraverso dei parametri specifici, il valore di ogni singola candela. Questo avviene in base alla forza dominante presente in un determinato spazio temporale.

Vediamo un esempio. Nel caso in cui il mercato si trovi all’interno di una tendenza rialzista, ad esempio, la candela Heikin Ashi rimarrebbe di colore bianco (rialzista) anche se il prezzo di chiusura è inferiore al prezzo di apertura. Ciò è possibile grazie al modo particolare di costruire ogni singola candela Heikin Ashi. Sono infatte costruite con un sistema che si basa su alcune regole precise legate fra loro.

Come si costruiscono le candele Heikin Ashi

Vediamo ora quali sono i parametri su cui sono costruite le candele Heikin Ashi.

Nei grafici con candele Heikin Ashi l’apertura è calcolata dalla media del corpo della candela precedente. Pertanto la formula è: (Apertura della candela precedente + Chiusura della candela precedente)/2.

Invece, la Chiusura della candela è il risultato della media dei seguenti valori: (Apertura + Massimo + Minimo + Chiusura)/4.

Per quanto riguarda il massimo, si ottiene prendendo in esame il valore più elevato fra: il Massimo della candela in corso, l’Apertura della candela Heiken Ashi e la Chiusura della candela Heiken Ashi.

La parte inferiore, ossia il minimo della candela Heikin Ashi, corrisponde al valore più basso tra il Minimo della candela in corso, l’Apertura della candela Heiken Ashi e la Chiusura della candela Heiken Ashi.

Il calcolo delle candele Heikin Ashi

Le candele Heiken Ashi sono calcolate in base ad alcuni parametri che provengono dalle candele precedenti, creando quindi una corrispondenza tra le varie candele (a differenza di ciò che avviene con le bar chart e con le candele giapponesi dove la formazione di ogni singola barra/candela è autonoma e dove spesso si assiste spesso alla formazione di gap).

Grafico Heikin Ashi
Candele giapponesi e candele Heiking Ashi. Grafico da Piattaforma Visual Trader

Strategie operative con le candele Heikin Ashi

Vediamo perché le Le candele Heikin Ashi possono essere utili per creare strategie operative di trading.
Se i prezzi si trovano all’interno di una solida tendenza rialzista e si verifica una correzione fisiologica le candele Heiken Ashi non cambiano colore (come le candele giapponesi) ma conservano un colore positivo (bianco), segnalando che i compratori hanno ancora il controllo del mercato e che, esaurita questa flessione, i prezzi potrebbe proseguire nella loro salita. Questa situazione, che viene evidenziata anche dalla mancanza di ombre (shadows) nella parte inferiore delle candele Heikin Ashi, evita di far chiudere prematuramente eventuali posizioni long.

Viceversa, se i prezzi si trovano all’interno di una solida tendenza ribassista e si verifica un veloce rimbalzo tecnico le candele Heiken Ashi non cambiano colore (come le candele giapponesi). Conservano invece un colore negativo (nero), segnalando che i venditori hanno ancora il controllo del mercato. Pertanto, esaurito questo recupero, i prezzi potrebbe scendere ulteriormente. Questa situazione, che viene evidenziata dalla mancanza di ombre nella parte superiore delle candele Heikin Ashi, evita di chiudere prematuramente eventuali posizioni short.

L’utilizzo nel trading

Le candele Heiken Ashi possono essere utilizzate congiuntamente alle candele giapponesi o alle classiche bar chart per ottenere eventuali segnali di inversione.

Vediamo un possibile esempio: nel caso in cui un’azione si trovi all’interno di una solida tendenza rialzista le candele Heiken Ashi sono chiare, con un corpo ben esteso e con delle ombre solo nella parte superiore della candela. Quando vi sono candele di questo genere se ne deduce che il trend rialzista è ancora forte. I segnali di esaurimento del trend arrivano quando i corpi delle candele (che sono ancora chiare) iniziano a ridursi e compaiono delle ombre (di dimensioni lunghe) nella parte inferiore ed anche in quella alta delle candele Heikin Ashi. Questi segnali di allerta possono essere confermati dalla presenza di figure di indecisione (ad esempio un doji). Ma anche dai tradizionali pattern di inversione ribassista disegnati dalle candele giapponesi, come la evening star o la shooting star.

Dobbiamo poi ricordare che questi segnali ottengono una rilevanza ulteriore si si generano in prossimità di una solida area di resistenza grafica e se alcuni indicatori tecnici disegnano le tipiche divergenze negative.

Esempio per il trading

Un secondo esempio può essere legato ad una solida tendenza ribassista. In questo caso le candele Heiken Ashi sono scure, con un corpo ben esteso e con delle ombre solo nella parte inferiore della candela. Candele di questo tipo segnalano al gtrader o all’investitore che il trend ribassista è ancora forte.

I primi segnali di allerta arrivano quando i corpi delle candele (ancora scure) iniziano a ridursi e contestualmente compaiono delle ombre (lunghe) nella parte superiore (ma anche nella parte inferiore) delle candele Heikin Ashi. Questi segnali di allerta possono essere confermati dalla presenza di figure di indecisione. Per esempio un doji. Ma anche da alcuni pattern di inversione rialzista (una morning star o un hammer), disegnati dalle candele giapponesi. Inoltre, questi segnali acquistano maggiore importanza se si sviluppano a ridosso di un’importante area di supporto grafico. Varrebbe lo stesso discorso se in concomitanza con divergenze positive degli indicatori dell’analisi tecnica.

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La Teoria di Gann https://www.investire-certificati.it/la-teoria-di-gann/ Mon, 16 Nov 2020 12:25:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=3001 Chi era Gann? Su cosa si basa la Teoria di Gann? Ripartendo dalla biografia di Gann abbiamo ripercorso i principali punti della teoria di Gann, uno dei più grandi trader di tutti i tempi. Biografia di Gann William Delbert Gann è stato un celebre trader americano, nato in Texas nel 1878 e morto nel 1955. […]

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Chi era Gann? Su cosa si basa la Teoria di Gann? Ripartendo dalla biografia di Gann abbiamo ripercorso i principali punti della teoria di Gann, uno dei più grandi trader di tutti i tempi.

Biografia di Gann

William Delbert Gann è stato un celebre trader americano, nato in Texas nel 1878 e morto nel 1955. Suo padre era un trader di bovini e cavalli, anche se la famiglia lavorava nel cotone. Gann proveniva da una famiglia umile, era infatti il primo di otto fratelli. Questo non gli impedì di appassionarsi alla matematica ed alla finanza, le grandi passioni di Gann insieme allo studio della Bibbia. Già a 23 anni, ad inizio Novecento, Gann iniziò a fare trading.

Gann ha applicato con notevole successo (in particolare sui mercati delle materie prime) un insieme di regole matematiche e di forme geometriche. Le sue teorie si fondano sia sull’analisi dei prezzi sia sull’analisi del fattore temporale.

Teoria di Gann

Le Teoria di Gann

Quali sono i punti chiave della teoria di Gann?

Vediamo alcuni punti fondamentali della Teoria di Gann partendo dallo studio di supporti e resistenze.

Con le tecniche della Teoria di Gann è possibile determinare i futuri livelli di resistenza (ossia dei livelli di prezzo che potrebbe arrestare la salita del mercato) e di supporto (ossia dei livelli di prezzo che potrebbe arrestare la discesa mercato) che il mercato analizzato potrà incontrare nel prossimo futuro. Questo permette di costruire opportune strategie di acquisto (sui livelli di supporto) e di vendita (sui livelli di resistenza).

Questi livelli di supporto e di resistenza rintracciabili con le tecniche di Gann vengono calcolati dividendo il movimento dei prezzi in ottavi (1/8, 2/8, 3/8, 4/8, 5/8, 6/8, 7/8, 8/8) e in terzi (1/3 e 2/3). Si ottiene in questo modo una serie di percentuali che costituiscono i più frequenti livelli di ritracciamento. La più importante di queste divisioni è sicuramente il 4/8 (50%), seguono 3/8 (37,5%) e 5/8 (62,5%) che equivalgono sostanzialmente ai ritracciamenti di Fibonacci del 50%, del 38,2% e del 61,8%.

Angoli geometrici nel trading

Un metodo utilizzato dalla Teoria di Gann per il calcolo dei probabili livelli di supporto e di resistenza si basa sull’utilizzo di angoli geometrici: partendo da un minimo o da un massimo significativo Gann disegnava infatti delle linee di tendenza (trendline) i cui coefficienti angolari sono ottenuti combinando fra loro prezzo e tempo. Ha una grande valenza fra questi angoli quello con un ampiezza di 45 gradi (1×1). Infatti, rappresenta il perfetto equilibrio tra il movimento dei prezzi e il trascorrere del tempo. Altre linee di tendenza vengono ottenute grazie alla combinazione di tempo il prezzo con i seguenti rapporti: 1×2 (631/4°) e 2×1 (261/4°), 1×3 (711/4°) e 3×1 (183/4°), 1×4 (75°) e 4×1 (15°), 1×8 (821/2°) e 8×1 (71/2°).
Fra questi: 1×2, 1×3, 1×4, 1×8 indicano l’incremento/decremento di un numero di unità di prezzo in funzione di una singola unità di tempo. Invece 2×1, 3×1, 4×1, 8×1 l’incremento/decremento di un’unità di prezzo in funzione di un certo numero di unità di tempo.

Forme Geometriche Gann - Quadrato

Gli indicatori per l’analisi dei prezzi

Gann ha poi costruito alcuni indicatori che, considerando congiuntamente il movimento dei prezzi e il trascorrere del tempo, individuano non solo i livelli di resistenza e di supporto di una certa importanza, ma anche le aree temporali durante le quali i prezzi potrebbero invertire la loro tendenza. Uno di questi indicatori è il “Gann Square”. Al centro del quadrato di Gann viene posto il prezzo minimo fatto registrare sul mercato. Ogni minimo incremento di prezzo (i tick dei mercati future) è registrato in senso orario nelle varie caselle. I numeri che cadono all’interno della riga e della colonna centrale di questo quadrato costituiscono i livelli di supporto e di resistenza più importanti. Sono in altre parole i livelli che devono essere raggiunti dopo un numero preciso di periodi temporali.

La Teoria di Gann e le forme geometriche nel trading

Gann ha poi utilizzato una serie di forme geometriche quali cerchi, triangoli e quadrati. Questo al fine di determinare potenziali aree temporali in cui si potrebbero verificare dei cambiamenti nella tendenza dei prezzi. Il “Gann Hexagon”, (esagono di Gann), ad esempio, partendo da un minimo o da un massimo di particolare importanza, calcola dopo quanti giorni è possibile che si verifichi un’inversione sia del trend di breve termine (dopo 7, 10, 14, 20 e 21, 28 e 30 giorni). Ma studia e prevede anche quando potremmo avere un’inversione del trend di borsa di medio e lungo termine (dopo 30, 60, 90, 120, 135, 180, 225, 270, 300, 315 e 360 giorni).

Gann e la Bibbia

Gann fin da ragazzo dimostrò un grande interesse, oltre che per la matematica e la finanza, anche per la Bibbia, di cui era grande conoscitore. Proprio la Bibbia fu uno dei punti di ispirazione di Gann anche nel trading e nel mondo degli investimenti di borsa. Infatti, fra le massime di Gann, troviamo alcune frasi bibliche.

Una delle frasi preferite di Gann proviene dal libro dell’Ecclesiaste: “Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole.”  Una seconda frase che ha ispirato Gann nel trading dal Vangelo di Giovanni: “conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”.

Ecco alcuni dei punti chiave legati alla vita ed alle teoria di Gann per il trading. I suoi lavori sono ancora oggi studiati da numerosi investitori con l’obiettivo di analizzare e prevedere il comportamento futuro degli strumenti finanziari in borsa.

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Il Pattern di Gartley https://www.investire-certificati.it/pattern-di-gartley/ Wed, 23 Sep 2020 07:15:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=2416 Cosa è il pattern di Gartley? Come funziona la figura di Gartley nel trading? Quali differenze fra il pattern di Gartley bullish e quello bearish? Ecco come riconoscere con l’analisi tecnica e grafica questo pattern legato a Fibonacci. Il pattern di Gartley Per arrivare a parlare dei pattern di Gartley nel trading dobbiamo fare alcune […]

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Cosa è il pattern di Gartley? Come funziona la figura di Gartley nel trading? Quali differenze fra il pattern di Gartley bullish e quello bearish? Ecco come riconoscere con l’analisi tecnica e grafica questo pattern legato a Fibonacci.

Il pattern di Gartley

Per arrivare a parlare dei pattern di Gartley nel trading dobbiamo fare alcune premesse.

Sui mercati finanziari i prezzi non si muovono in modo lineare ma procedono a strappi. Durante un trend rialzista si verificano infatti delle rapide accelerazioni al rialzo a cui seguono delle veloci correzioni o delle fasi laterali di consolidamento. All’opposto, nel corso di una tendenza ribassista si verificano delle brusche accelerazioni al ribasso. Queste sono seguite da veloci rimbalzi tecnici o da brevi fasi laterali di assestamento.
I movimenti compiuti dai prezzi possono essere pertanto suddivisi in due categorie, particolarmente importanti per chi fa trading:
a) i movimenti impulsivi, che seguono la tendenza primaria che si è instaurata sul mercato. Quindi: in un trend rialzista sono i movimenti di accelerazione al rialzo; in un trend ribassista sono le accelerazioni al ribasso.
b) i movimenti correttivi, che sono contrari alla tendenza primaria presente sul mercato. Sono quindi le correzioni che si sviluppano all’interno di un trend rialzista o i rimbalzi che si verificano all’interno di una tendenza ribassista.

Figure grafiche nell’analisi tecnica


Da questa premessa teorica è possibile individuare alcune figure ricorrenti che spesso sono visibili sui grafici.

La prima figura viene chiamata AB=CD ed è caratterizzata dalla proporzione esistente tra due swing rialzisti (o ribassisti). Questa figura richiede che, dopo un movimento al rialzo, i prezzi subiscano una fisiologica correzione. Alla fine di questa discesa inizia un secondo allungo la cui estensione è identica al primo spunto rialzista. All’opposto, dopo un movimento al ribasso, segue molto spesso un rimbalzo, terminato il quale si verifica una seconda ondata ribassista la cui estensione è identica alla prima discesa.


La seconda situazione è il tipico ritracciamento del 50%, 61,8%o 78,6% del precedente impulso direzionale. Questa tecnica non è altro che il tipico utilizzo delle percentuali di ritracciamento di Fibonacci, spesso usato da trader che seguono analisi tecnica ed investitori.
La terza situazione è la classica proiezione (ottenuta utilizzando le percentuali dell’1,27% e 1,618%) calcolata sulla base del precedente impulso direzionale.

Una quarta figura, particolarmente interessante, è quella che viene chiamata figura di “Gartley”.

Il pattern di Gartley può essere di due tipi: a) bullish (ossia rialzista), in quanto segnala il possibile esaurimento di una tendenza ribassista e può pertanto anticipare un recupero dei prezzi; b) bearish (ossia ribassista) quando segnala il possibile esaurimento di una tendenza rialzista e può pertanto anticipare una discesa dei prezzi. Vediamo nel dettaglio come funzionano il bullish pattern di Gartley e quello bearish.

I pattern di Gartley – Bullish Gartley

Il Bullish Gartley consente di individuare dove, da un punto di vista teorico, potrebbe terminare un movimento ribassista principale al cui interno si perfeziona con un pattern di tipo AB=CD. Il mercato, dopo un veloce balzo in avanti che ha spinto i prezzi da un minimo X fino ad un massimo A, subisce una correzione che termina al punto B, livello che costituisce il ritracciamento del 61,8% della precedente salita (X-A). Da questo livello inizia un recupero che spinge i prezzi ad un massimo C che costituisce il ritracciamento del 61,8% o del 78,6% della discesa A-B. Dal massimo al punto C il mercato accusa un’ulteriore flessione e scende fino al minimo D sul quale confluiscono diverse proiezioni. D, infatti, è:
– il ritracciamento del 78,6% del rialzo X-A;
– il livello ottenuto dal pattern AB=CD;
– la proiezione dell’1,27% o dell’1,618% del rialzo B-C.

I pattern di Gartley – Ecco la conformazione rialzista, ossia bullish di questa figura dell’analisi tecnica delineata da Gartley.

I pattern di Gartley – Bearish Gartley

Il Bearish Gartley è un pattern dell’analisi tecnica che consente di individuare dove, da un punto di vista teorico, potrebbe terminare un movimento rialzista principale al cui interno si perfeziona un pattern di tipo AB=CD. Il mercato, dopo una flessione che ha spinto i prezzi da un massimo X fino ad un minimo A, inizia un recupero che termino al punto B, livello che costituisce il ritracciamento del 61,8% della precedente discesa (X-A). Da questo livello inizia un’ulteriore correzione che spinge i prezzi ad un minimo C che costituisce il ritracciamento del 61,8% o del 78,6% del recupero A-B. Dal minimo al punto C il mercato compie un veloce recupero e sale fino al massimo D sul quale confluiscono diverse proiezioni.
In questo grafico rappresentante i pattern di Gartley, il punto D è infatti:
– il ritracciamento del 78,6% della discesa X-A;
– il livello ottenuto dal pattern AB=CD;
– la proiezione dell’1,27% o dell’1,618% della discesa B-C.

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Grafici Point and Figure https://www.investire-certificati.it/grafici-point-and-figure/ Mon, 21 Sep 2020 13:00:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=2092 Cosa sono i Grafici Point & figure? Come si leggono i grafici Point&figure? Ecco alcuni spunti di analisi su questa modalità di visualizzazione dei prezzi utlizzata in borsa e nel trading. I grafici Point&Figure Per visualizzare l’andamento dei prezzi nel trading online sui diversi mercati finanziari si utilizzano solitamente le bar chart o le candele […]

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Cosa sono i Grafici Point & figure? Come si leggono i grafici Point&figure? Ecco alcuni spunti di analisi su questa modalità di visualizzazione dei prezzi utlizzata in borsa e nel trading.

I grafici Point&Figure

Per visualizzare l’andamento dei prezzi nel trading online sui diversi mercati finanziari si utilizzano solitamente le bar chart o le candele giapponesi. Esistono tuttavia anche altre modalità di rappresentazione che possono fornire valide indicazioni operative. Una di queste è il Point&Figure (anche detta nella versione inglese Point and figure).

È una metodologia che si focalizza sull’andamento dei prezzi e che non considera il fattore temporale.

Come si costruisce il grafico Point and Figure

Per costruire un grafico Point&Figure è necessario scegliere la variazione minima che i prezzi devono far registrare per poter considerare significativo un movimento.

Questo parametro assume particolare importanza in quanto:
– se la variazione dei prezzi è inferiore al livello prestabilito il grafico Point&Figure non registra nessun cambiamento.

In questo modo vengono eliminati/filtrati quei movimenti di scarsa rilevanza, che non forniscono chiare indicazioni operative e che costituiscono molto spesso dei movimenti erratici (il cosiddetto “noise” o rumore di mercato);
– se invece la variazione dei prezzi è superiore al livello prestabilito il grafico Point&Figure si muove.
Per questo motivo è necessario definire a priori sia l’ampiezza di questa variazione minima; nel linguaggio Point&Figure viene definita Box. Definire anche il numero di box che sono necessari per poter ottenere un segnale di Reversal (ossia un segnale di inversione rialzista o ribassista).

Sui grafici giornalieri, ad esempio, molti analisti utilizzano 3 box per ottenere un segnale di inversione. Ecco di seguito come si leggono per costruire eventuali strategie di trading con i grafici point and figure.

Grafico Point & Figure come si legge

Un grafico Point&Figure disegna una X, dal basso verso l’alto, ogni volta che il prezzo registra una variazione percentuale superiore al Box prestabilito. In questo modo se il prezzo continua a salire vengono disegnate delle “X” una sopra l’altra.

Se, in un secondo momento, i prezzi subiscono una flessione la cui entità è superiore alla percentuale prestabilita come Reverse (ossia è superiore ai 3 box prestabiliti) il grafico si sposta di una colonna verso destra e disegna, dal basso verso l’alto, delle “O”.

Il grafico delle azioni di Fineco rappresentato con i “Point and Figure”

Segnali di trading con i Point&figure

Il grafico Point&Figure consente di individuare:
a) la presenza di un trend rialzista (evidenziato da almeno tre X una sopra l’altra) e la presenza di una tendenza ribassista (individuabile da almeno tre O una sotto l’altra);
b) i rimbalzi e le correzioni tecniche. Infatti:
– quando il numero di X è inferiore a 3 significa che sul mercato c’è stato un rimbalzo tecnico che non è stato tuttavia sufficiente per provocare un’inversione rialzista di tendenza;
– quando il numero di O è inferiore a 3 significa che sul mercato c’è stata una veloce correzione che non ha tuttavia provocato un’inversione ribassista di tendenza;
c) i breakout (ossia le accelerazioni al rialzo e/o ribasso). In particolare:
– un breakout rialzista si evidenzia on un box (X) che supera il massimo di una fila di box al rialzo (X) disegnata in precedenza;
– un breakout ribassista si evidenzia con un box (O) che scende sotto il minimo di una fila di box al ribasso (O) disegnata in precedenza;
d) i reversal. Quando si verifica un cambio di colonna arriva il segnale di inversione rialzista (se dalle O si passa alle X) o di inversione ribassista (se dalle X si passa alle O);
e) importanti livelli di supporto e/o di resistenza di tipo statico. In particolare:
– un supporto è il livello dal dove inizia una sequenza crescente di X;
– una resistenza è il livello da quale inizia una sequenza decrescente di O;
f) alcune figure grafiche. Le stesse figure individuabili sul grafico a barre o a candele si possono individuare anche sui grafici Point&Figure (ad esempio un doppio minimo o un doppio massimo piuttosto che un triangolo o un testa e spalle).

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Numeri di Fibonacci nel Trading https://www.investire-certificati.it/numeri-di-fibonacci-nel-trading/ Thu, 27 Aug 2020 07:52:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1920 I numeri di Fibonacci sono spesso utilizzati anche in borsa e nel trading. Le onde di Elliott sono strettamente collegate con le serie numeriche di Fibonacci. I ritracciamenti di Fibonacci si basano su alcune serie numeriche. Le serie di Fibonacci Gran parte della teoria di Elliott si fonda sui numeri e le proporzioni “scoperte” da […]

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I numeri di Fibonacci sono spesso utilizzati anche in borsa e nel trading. Le onde di Elliott sono strettamente collegate con le serie numeriche di Fibonacci. I ritracciamenti di Fibonacci si basano su alcune serie numeriche.

Le serie di Fibonacci

Gran parte della teoria di Elliott si fonda sui numeri e le proporzioni “scoperte” da Lorenzo Pisano, detto Fibonacci. Fu matematico fiorentino che ha introdotto nella cultura occidentale la numerazione araba, che ha sostituito i numeri romani.
Nella sua opera principale, “Liber Abaci” (1202 DC), Fibonacci descrive una particolare sequenza numerica, definita come la serie o sequenza di Fibonacci.       
0,1,2,3,5,8,13,21,34,55,89,144…

Le proprietà della serie di Fibonacci

Questa serie numerica è spesso usata anche nel trading online come vedremo in seguito. Viene appunto definita serie o successione di Fibonacci e gode di particolari proprietà.
1) la somma di due numeri consecutivi dà come risultato il numero successivo (ossia 2+3=5; 8+13=21; 21+34=55 ecc.);
2) la proporzione esistente tra un numero e quello successivo nella serie di Fibonacci tende a 0,618 (così 5/8 è 0,625, 8/13 è 0,615, 13/21 è 0,619 e così di seguito);
3) la proporzione tra ogni numero e quello che lo precede si avvicina 1,618 (ossia l’inverso di 0,618);
4) la proporzione tra due numeri alternati nella serie di Fibonacci si avvicina a 2,618 o al suo inverso 0,382 (per esempio, 13/34 è 0,382; 34/13 è 2,615).
I coefficienti più utilizzati sono: 0,236; 0,382; 0,50; 0,618; 1; 1,618; 2,618.

I numeri di Fibonacci nel trading. Un esempio di sequenza in un grafico di borsa nelle onde di Elliott.

I numeri di Fibonacci nel trading

I rapporti che si possono costruire rapportando i numeri di questa serie di Fibonacci forniscono una spiegazione matematica di alcuni fenomeni naturali come la struttura i rapporti e le dimensioni del DNA, l’orbita della galassia, la struttura dell’orecchio umano, le proporzioni di crescita negli alberi, la dimensione della piramide di Giza, ma non soltanto. Secondo alcune correnti di traders è possibile applicarli anche alla borsa ed ai mercati finanziari.

Nella costruzione della sua teoria Elliott si avvale proprio di questi rapporti numerici. Un movimento completo, ad esempio, è costituito da 8 Onde (numero della sequenza di Fibonacci), dove le prime 5 Onde (numero della sequenza di Fibonacci) compongono la fase impulsiva mentre le Onde correttive 2 e 4 possono essere calcolate utilizzano i livelli di ritracciamento (23%, 38%, 50%, 61,8%) ottenuti rapportando tra loro i numeri che compongono la serie di Fibonacci.

Fibonacci e le onde di Elliott nel trading

È possibile quindi utilizzare alcuni coefficienti di Fibonacci (1,618 – 0,618 – 0,382) per individuare le relazioni esistenti tra le varie onde di Elliott (impulsive e correttive) e calcolare i ritracciamenti e le proiezioni teoriche delle varie onde.
Ad esempio:
a) il target minimo per il massimo dell’Onda 3 può essere ottenuto moltiplicando l’altezza dell’Onda 1 per 1,618, uno dei numeri chiave per Fibonacci, e sommando il valore totale al minimo dell’Onda 2;
b) il massimo dell’Onda 5 può essere approssimata moltiplicando l’Onda 1 per 3,236 (1,618 x 2) e sommando il valore ottenuto al massimo o al minimo dell’Onda 1 per ottenere, rispettivamente, l’obiettivo massimo e minimo.

c) quando una delle 3 onde impulsive si estende le altre due sono uguali sia nell’estensione di prezzo sia da un punto di vista temporale. In un trend rialzista quando l’Onda 5 si estende l’obiettivo di prezzo è ottenuto misurando la distanza tra il minimo dell’Onda 1 e il massimo dell’Onda 3, moltiplicando tale valore per 1,618 e sommando il totale al minimo dell’Onda 4. Quando è l’Onda 1 ad estendersi il massimo dell’Onda 5 può essere calcolato sommando al minimo dell’Onda 2 il valore ottenuto calcolato lo 0,618 dell’Onda 1.

Ecco dunque il rapporto fra le onde di Elliott e le serie numeriche di Elliott.

fibonacci trading
Fibonacci e le serie numeriche ideate dal matematico fiorentino, tuttora utilizzate nel trading ed in borsa

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Le Figure di Continuazione del Trend https://www.investire-certificati.it/le-figure-di-continuazione-del-trend/ Fri, 14 Aug 2020 09:00:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1864 Quali sono le figure di continuazione del trend? Quali segnali di trading arrivano dalle figure di continuazione e come sfruttarle con l’analisi tecnica? Le figure di continuazione: definizione Le figure di continuazione del trend assumono una valenza strategica nel trading online e nella analisi tecnica. Infatti, le figure di continuazione indicano una elevata possibilità di […]

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Quali sono le figure di continuazione del trend? Quali segnali di trading arrivano dalle figure di continuazione e come sfruttarle con l’analisi tecnica?

Le figure di continuazione: definizione

Le figure di continuazione del trend assumono una valenza strategica nel trading online e nella analisi tecnica. Infatti, le figure di continuazione indicano una elevata possibilità di continuazione del trend in essere e sono pertanto l’opposto delle figure di inversione del trend (come il testa e spalle o il doppio minimo, per esempio).

Il trading con le figure di continuazione

Come si identificano le figure di continuazione del trend? Vediamo alcuni punti sul tema.

Raramente i mercati finanziari hanno un andamento di tipo lineare. I prezzi alternano infatti fasi direzionali (di tipo impulsivo) a fisiologiche fasi laterali di consolidamento (di tipo correttivo).

Nel corso delle fasi direzionali si registra un incremento di volatilità, con i prezzi che strappano con decisione al rialzo o al ribasso sostenuti da un deciso incremento dei volumi.
Durante le fasi correttive, invece, la volatilità si contrae con i prezzi che si muovono all’interno di bande ben definite e i volumi subiscono una marcata contrazione.

Queste ultime costituiscono delle semplici pause di consolidamento all’interno delle quali si verificano delle figure di continuazione. Una volta completate il mercato continuare infatti nella stessa direzione (rialzista o ribassista) che le aveva precedute. Quindi se il trend era rialzista i prezzi, dopo questa breve pausa, strapperanno ancora al rialzo, se il trend era ribassista i prezzi subiranno un’ulteriore flessione.

Quali sono le figure di continuazione

Le tipiche figure di continuazione sono i triangoli, le flag (bandiere), i pennant e i rettangoli. Ognuna di essere ha implicazioni differenti nel trading. Sostanzialmente si tratta di una pausa nel trend in essere, ma non di un’inversione. Ecco perché si parla di figure di continuazione del trend nella analisi tecnica dei grafici di borsa. Possono essere riscontrate in qualsiasi asset finanziario analizzato, sia su azioni, che su indici di borsa, materie prime o valute.

Vediamo nel dettaglio alcuni esempi di figure di continuazione, partendo dal triangolo.

Le figure di continuazione del trend. Ecco un esempio di continuazione del trend in chiave ribassista ed un uno rialzista.

Il triangolo nell’analisi tecnica

Il triangolo è forse la figura di continuazione più conosciuta e può essere di tre tipi.
– Triangolo simmetrico: è caratterizzato dalla convergenza di due trendline (la trendline superiore è discendente mentre quella inferiore è ascendente) che uniscono rispettivamente i massimi decrescenti e i minimi crescenti che si sviluppano all’interno del triangolo.
– Triangolo ascendente: la trendline superiore è piatta mentre quella inferiore è ascendente. La prima unisce infatti dei massimi sostanzialmente coincidenti mentre la seconda unisce minimi crescenti.
– Triangolo discendente: la trendline superiore è discendente mentre quella inferiore è piatta. La prima unisce infatti dei massimi decrescenti mentre la seconda unisce dei minimi sostanzialmente coincidenti.

Le flag nell’analisi tecnica

La flag è invece un rettangolo delimitato da due trendline parallele che hanno un’inclinazione opposta rispetto al trend principale.
In un trend rialzista, quindi, la flag (bull-flag) ha un’inclinazione negativa. Le due trendline uniscono i massimi e i minimi decrescenti disegnati dai prezzi nel corso della correzione.
In un trend ribassista, invece, la flag (bear flag) ha un’inclinazione positiva con le due trendline che uniscono i massimi e i minimi crescenti disegnati dai prezzi nel corso del rimbalzo.

Altre figure di continuazione del trend

Ci sono anche altre due tipologie di figure di continuazione del trend per gli analisti tecnici e grafici: i pennant ed i rettangoli.

I pennant sono delimitati da due trendline convergenti e il loro sviluppo è molto simile a quello dei triangoli simmetrici.

La differenza tra queste due figure di continuazione del trend dipende dall’orizzonte temporale. I pennant hanno infatti uno sviluppo molto più rapido e veloce rispetto a quello dei triangoli.
4) i rettangoli sono invece caratterizzati da un andamento laterale delle quotazioni che si muovono lateralmente in un range delimitato da due trendline orizzontali. La trendline orizzontale superiore funge da resistenza statica mentre la trendline orizzontale inferiore fa da supporto statico.
Da un punto di vista operativo il superamento della trendline orizzontale superiore (la resistenza) fornirà un segnale rialzista. Invece, il breakout della trendline orizzontale inferiore (il supporto) fornirà un segnale ribassista in questa figura di continuazione del trend.

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Doppio Minimo e Doppio Massimo https://www.investire-certificati.it/doppio-minimo-e-doppio-massimo/ Thu, 13 Aug 2020 07:33:19 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1858 Cosa è un doppio massimo in borsa? E cosa intende un trader quando parla di un doppio minimo su un’azione? Quali segnali può offrire un doppio minimo? Vediamo dunque in questo articolo cosa significano doppio minimo e doppio massimo. Doppio minimo e doppio massimo: Introduzione Il doppio massimo ed il doppio minimo sono due fra […]

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Cosa è un doppio massimo in borsa? E cosa intende un trader quando parla di un doppio minimo su un’azione? Quali segnali può offrire un doppio minimo? Vediamo dunque in questo articolo cosa significano doppio minimo e doppio massimo.

Doppio minimo e doppio massimo: Introduzione

Il doppio massimo ed il doppio minimo sono due fra le figure di inversione più conosciute nell’analisi tecnica di borsa.

Doppio minimo e il doppio massimo sono definiti in inglese double bottom e double top.  

Prima di entrare nel dettaglio nel descrivere questa figura occorre sottolineare che i pattern di inversione come quello definito “testa e spalle” e i doppi minimi/doppi massimi provocano un’inversione del trend primario nel quale il mercato era inserito.

Se il trend precedente era ribassista i prezzi, dopo aver completato la figura di inversione (come il doppio massimo), si girano al rialzo e iniziano un trend positivo. Viceversa, se il trend precedente era rialzista i prezzi, dopo aver completato la figura di inversione (come il doppio massimo), si girano al ribassista e iniziano un trend negativo.

Il doppio minimo: definizione

Il doppio minimo si verifica al termine di un movimento ribassista e provoca un’inversione al rialzo del mercato. Dopo un primo minimo (punto A), il mercato rimbalza senza troppa convinzione (i volumi sono solitamente scarsi) sino ad un punto B. Da quest’ultimo livello inizia una nuova discesa sino a un livello di prezzo (C) sostanzialmente coincidente con quello del punto A.

La tenuta di questo importante supporto provoca un rialzo del mercato. Da un punto di vista grafico, tuttavia, sarà soltanto il superamento del massimo posto al punto B a completare la figura di doppio minimo. A tal punto sarà dunque sancito l’inizio di un trend rialzista.

Doppio minimo e Doppio massimo sono figure dell’analisi tecnica e grafica particolarmente importanti.

Quali segnali può offrire un doppio minimo?

Quali segnali può offrire un doppio minimo? Insomma vediamo come individuare possibili target di prezzo dopo un doppio minimo. Il target teorico di questa figura di ottiene proiettando al rialzo, partendo dal punto B, la distanza tra lo stesso punto B e i punti A-C.

La figura di doppio minimo, quindi ruota sostanzialmente, attorno al secondo minimo (punto C). E’ la tenuta di quest’ultimo livello che evidenzia come nel corso dell’ultima fase negativa i ribassisti abbiamo diminuito la loro forza. Nel frattempo si è registrato un aumento della pressione rialzista (ossia della forza dei compratori). I venditori, quindi, stanno perdendo il controllo del mercato. Non sono riusciti a spingere il mercato su nuovi minimi decrescenti, mentre qualche compratore ha iniziato ad accumulare posizioni. Questo talvolta capita perchè si prova ad anticipare la successiva risalita delle quotazioni. Molto spesso i volumi che si registrano nel corso di questa seconda discesa (B – C) sono inferiori a quelli che hanno portato i prezzi al livello A. Questo ci segnala una minore intensità della pressione ribassista nell’azione o nel mercato di che stiamo seguendo.

Il doppio massimo: cosa è?

Il doppio massimo si verifica invece al termine di un movimento rialzista e provoca un’inversione ribassista del mercato. Dopo un massimo al punto A il mercato rintraccia leggermente sino al punto B, la cui tenuta sembra consentire al mercato di riattaccare il massimo del punto A. L’incapacità nel superare quest’ultimo livello provoca tuttavia una nuova correzione: il cedimento del minimo del punto B completa la figura di doppio massimo e sancisce l’inizio di un movimento ribassista. Il target teorico di questa figura di ottiene proiettando al ribasso, partendo dal punto B, la distanza tra lo stesso punto B e i punti A-C.

La figura di doppio massimo ruota attorno al secondo massimo (punto C). E’ il mancato superamento di quest’ultimo livello che evidenzia come nel corso dell’ultima salita i rialzisti abbiamo diminuito la loro forza e si sia nel frattempo registrato un aumento della pressione ribassista. È opportuno segnalare che molto spesso la risalita che spinge il mercato fino al massimo C avviene con volumi inferiori rispetto all’impulso precedente che ha portato il mercato al massimo A. Ciò segnala al trader che i compratori stanno perdendo il controllo del mercato (il mercato non disegna infatti nuovi massimi crescenti, condizione di base per evidenziare la presenza di un trend positivo).

Sta invece aumentando la pressione ribassista. Questo avviene per la liquidazione di posizioni long aperte nel corso della salita precedente, ma anche per l’apertura di posizioni short, volte ad anticipare e sfruttare la successiva discesa delle quotazioni.

Un esempio di doppio massimo: i prezzi in borsa arrivano a testare un precedente massimo senza riuscire a rompere al rialzo tali valori

Conclusioni

Ecco dunque le principali implicazioni legate a doppio minimo e doppio massimo.

Va evidenziato come si tratti di figure che possono essere valide in vari mercati di borsa, sia su azioni, che su indici o materie prime, nonchè sul forex trading. Chiaramente si tratta di figure dell’analisi tecnica e non di elementi infallibili. Sarà pertanto compito dell’investitore seguire e – se necessario – modificare le proprie posizioni di trading anche dopo un chiaro doppio massimo o un evidente doppio minimo.

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Morning Star ed Evening Star https://www.investire-certificati.it/morning-star-ed-evening-star/ Fri, 10 Jul 2020 21:00:29 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=1604 Morning Star ed Evening Star sono due figure particolarmente interessanti nell’analisi tecnica. Cosa indica la Morning Star? E cosa attendersi dopo una Evening Star? Ecco cosa ci indicano queste serie di candele giapponesi, pilastro dell’analisi tecnica. Pattern di analisi tecnica Partiamo dunque presentando due noti pattern: Morning Star ed Evening Star. Tra le figure grafiche […]

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Morning Star ed Evening Star sono due figure particolarmente interessanti nell’analisi tecnica. Cosa indica la Morning Star? E cosa attendersi dopo una Evening Star? Ecco cosa ci indicano queste serie di candele giapponesi, pilastro dell’analisi tecnica.

Pattern di analisi tecnica

Partiamo dunque presentando due noti pattern: Morning Star ed Evening Star.

Tra le figure grafiche più interessanti che arrivano dall’analisi candlestick (candele giapponesi) ci sono sicuramente la Morning Star e la Evening Star. Per il loro perfezionamento sono necessarie tre candele consecutive che presentano determinate caratteristiche.

Vediamo di seguito gli elementi centrali per comprendere le candele giapponesi Morning Star ed Evening Star

La stella del mattino: cosa è?

La Morning Star (Stella del mattino) è un pattern di inversione; si verifica alla fine di un trend ribassista e spesso segnala il raggiungimento di minimo importante da parte del mercato.
La figura Morning Star è composta da tre candele:
1) la prima candela, caratterizzata da un lungo corpo nero (Long Black), che sembra confermare la tendenza negativa nella quale i prezzi sono inseriti.
2) una seconda candela con minimo inferiore a quello della candela precedente; poi un real body di piccole dimensioni il cui colore è sostanzialmente ininfluente (se è un Doji si parla di Morning Doji Star).
3) la terza candela della Morning Star deve essere una Long White (ossia un lungo corpo bianco); il prezzo di chiusura si deve collocare oltre la metà del corpo nero della prima candela e in prossimità dei massimi di giornata.

Questa è la candela chiave della Morning Star in quanto deve segnalare che la pressione rialzista è aumentata in modo consistente. Per questo motivo deve essere accompagnata da volumi consistenti.

Il Pattern Morning Star nell’analisi tecnica (a candele giapponesi) rappresenta un segnale positivo per l’investitore

Il sentiment del mercato

La Morning Star segnala un cambiamento nel sentiment presente sul mercato. Dopo una giornata ribassista si passa da una visuale negativa ad un moderato rialzo. I prezzi, infatti, prima hanno ridotto la velocità con quale stavano scendendo e poi, nel corso della Long White, hanno iniziato un importante recupero.

Volumi

I volumi, con quest’ultima candela, devono aumentare in modo consistente, segnalando un marcato rafforzamento della pressione rialzista. Nel corso di questa terza candela, infatti, si verifica sia l’apertura di nuove posizioni long sia la chiusura di posizioni short aperte nel corso della precedente discesa (con i venditori short che si accorgono che il mercato non ha più la forza per continuare a scendere e chiudono in stop-loss/trailing-stop le loro posizioni, contribuendo quindi ad alimentare la risalita del mercato).

In un secondo momento questa risalita interromperà la sequenza di minimi e massimi decrescenti che caratterizzava il precedente impulso ribassista, perfezionando in questo modo un’inversione rialzista di tendenza.

Evening Star nell’analisi tecnica

La Evening Star (Stella della sera) è invece un pattern di inversione ribassista che si verifica alla fine di un trend rialzista e spesso segnala il raggiungimento di massimo importante da parte del mercato.

La figura dell’evening star è composta da tre candele giapponesi così posizionate:
1) la prima candela dell’evening star, caratterizzata da un lungo corpo bianco (Long White), che sembra confermare la tendenza positiva nella quale i prezzi sono inseriti.
2) una seconda candela che deve avere un massimo superiore a quello della candela precedente e un real body di piccole dimensioni il cui colore è sostanzialmente ininfluente (se è un Doji si parla di Evening Doji Star).
3) la terza candela per parlare di Evening Star deve essere una Long Black (ossia un lungo corpo nero) il cui prezzo di chiusura si deve collocare sotto la metà del corpo bianco della prima candela e in prossimità dei minimi di giornata.

Questa è la candela chiave nell’ Evening Star in quanto deve segnalare un chiaro rafforzamento della pressione ribassista: per questo motivo nell’analisi tecnica si ricorda che la Evening Star deve essere accompagnata da volumi consistenti.

Evening Star: conformazione di questo pattern ribassista

Ecco dunque i punti cardini per comprendere i pattern derivanti dall’analisi tecnica che generano Morning Star ed Evening Star.

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