Le azioni sono un titolo finanziario, una quota della proprietà di una società http://investire-cert-1419291754.eu-west-3.elb.amazonaws.com/category/azioni-3/ I migliori certificati di investimento li trovi su investire-certificati.it Thu, 08 Jan 2026 21:34:08 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.4 https://www.investire-certificati.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-android-chrome-192x192-1-32x32.png Le azioni sono un titolo finanziario, una quota della proprietà di una società http://investire-cert-1419291754.eu-west-3.elb.amazonaws.com/category/azioni-3/ 32 32 Analisi azioni Snam: focus sul settore energetico https://www.investire-certificati.it/analisi-azioni-snam-focus-sul-settore-energetico/ Thu, 08 Jan 2026 21:34:04 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40961 Focus sulle azioni Snam (TICKER: SRG). Il titolo azionario Snam rimane uno dei pilastri del settore infrastrutturale italiano, confermato dalla recente operazione di green bond convertibile da 500 milioni di euro in azioni Italgas, collocata con successo negli ultimi giorni. L’utility di trasporto gas si consolida nel 2026 come gestore strategico di asset critici per […]

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Focus sulle azioni Snam (TICKER: SRG). Il titolo azionario Snam rimane uno dei pilastri del settore infrastrutturale italiano, confermato dalla recente operazione di green bond convertibile da 500 milioni di euro in azioni Italgas, collocata con successo negli ultimi giorni. L’utility di trasporto gas si consolida nel 2026 come gestore strategico di asset critici per la transizione energetica europea, con prospettive di creazione di valore sia per gli azionisti che per gli stakeholder. Analizziamo i fondamentali di Snam, le dinamiche di business e le implicazioni della recente mossa finanziaria.

Azioni Snam analisi fondamentale: profilo aziendale e posizione di mercato

Snam è il primo operatore europeo di infrastrutture per il trasporto di gas naturale, con una rete capillare in Italia e una significativa esposizione ai mercati di transito europei. Con una capitalizzazione di mercato poco sotto i 20 miliardi di euro, la società beneficia di un modello di business utility caratterizzato da flussi di cassa stabili e prevedibili, generati da tariffe regolate e asset a lunga vita economica.

La società è controllata da CDP (Cassa Depositi e Prestiti) con quota del 31,35%, con un flottante del 60% circa. Snam detiene l’11,5% di Italgas, posizionandosi come secondo azionista dopo CDP (22%), confermando una strategia integrata nel segmento della distribuzione gas e della transizione energetica.

Snam analisi fondamentale: redditività e cash flow

I fondamentali di Snam mostrano resilienza nei cicli economici, grazie al modello di business regolato. Nel 2024, la società ha registrato ricavi consolidati di 3,6 miliardi di euro, con EBITDA adjusted intorno a 2,753 miliardi (13,93% YoY), riflettendo la qualità dei margini e la capacità di gestire inflazione e costi operativi. L’utile netto ha registrato un valore di 1,289 miliardi di euro, con un dividend yield storicamente sostenuto da una remunerazione generosa per i soci.

Il Cash Flow rimane positivo e robusto, oscillando tra 1,8 – 1,9 miliardi di euro, allocato tra investimenti capex (infrastrutture di transizione, smart metering, decarbonizzazione) e remunerazione azionaria. La struttura finanziaria della società, coerente con il rating A- (S&P) e Baa2 (Moody’s), consente a Snam ampi margini di manovra finanziaria per operazioni strategiche come la recente emissione di bond convertibili.

L’operazione green bond Italgas: dettagli strategici

BTP Green ESG

Il 5 gennaio 2026, Snam ha annunciato l’emissione di un green bond convertibile da 500 milioni di euro, collocato con successo il 7 gennaio 2026. Lo strumento prevede cedola fissa del 1,75% annuo (semestrale, pagamenti 14 gennaio/luglio), scadenza 2031 (5 anni), conversione in azioni Italgas con premium del 25% sul prezzo medio del 7 – 9 gennaio 2026.

I proventi finanzieranno progetti green (infrastrutture energia sostenibile). Questa operazione consente a Snam di:

  • ridurre il costo finanziamento medio da 3,25% a 1,75%;
  • preservare la quota in Italgas almeno fino al 2031 senza diluizione immediata;
  • allinearsi agli ESG investor grazie alla natura green;
  • valorizzare il portafoglio Italgas in un contesto di consolidamento settoriale.

Il mercato ha accolto positivamente l’iniziativa: Italgas ha guadagnato circa il 5% in Borsa nella giornata di mercoledì, riflettendo fiducia nel piano industriale combinato.

Prospettive Strategiche: Transizione Energetica e Diversificazione

Snam sta gradualmente diversificando il portafoglio verso infrastrutture di transizione energetica: idrogeno, biometano, energia rinnovabile e stoccaggio. L’investimento in Italgas rappresenta un’esposizione alla distribuzione locale del gas e ai progetti di efficientamento energetico.

Il piano strategico 2025 – 2029 prevede capex per circa 12,4 miliardi euro, focalizzati su: ammodernamento rete (smart grid), interconnessioni europee (corridoi ad alta capacità verso Nord Europa), e sviluppo dell’economia circolare dell’idrogeno. Questi investimenti sono supportati dalle tariffe regolate ARERA e dalla disponibilità di funding sia equity che debt, confermata dal recente successo di collocamento. La società rimane esposta ai rischi geopolitici (transito gas russo), ma ha dimostrato capacità di adattamento e diversificazione geografica.

Analisi Tecnica azioni Snam

Azioni Snam
Grafico settimanale prezzo Snam, fonte: Tradingview

Sul piano tecnico, Snam ha consolidato un trend rialzista nel 2025, con il titolo che ha raggiunto massimi a 5,80 € per poi arrivare a quotare circa 5,90 €. Il supporto tecnico rilevante è posizionato sul livello di prezzo a 5,50 € (minimi di dicembre). La prima possibile resistenza che il prezzo potrebbe incontrare è la soglia dei 6,00 €. La volatilità rimane contenuta (beta 0,7), conforme al profilo difensivo di utility.

Sul piano valutativo, l’azione Snam tratta a multipli P/E 2025E di 13,9x e EV/EBITDA di 11,4x, valutazioni premium rispetto alla media del settore utility, ma giustificato da crescita e stabilità dei dividendi. Target price medio degli analisti oscilla intorno a 5,65 €, leggermente superiore rispetto all’attuale prezzo di mercato. La quotazione superiore è supportata dal pagamento continuo e in crescita dei dividendi e dall’accresciuto valore strategico della posizione Italgas post-bond convertibile.

Come investire sul settore energetico con i certificates?

Messaggio promozionale – British Petroleum, Enel, Veolia Environnement e Nextera Energy sono le azioni sottostanti del certificato ISIN XS3178881390. Il prodotto è legato a quattro grandi azioni del settore Energy & Oil e paga cedole mensili fino allo 0,80%, per un rendimento potenziale del 9,60% annuo lordo. Da notare come al momento quoti a sconto, aumentando quindi il rendimento potenziale.

Non troviamo quindi né Italgas né Snam fra le azioni sottostanti, ma altri grandi nomi europei nel settore energia. Ecco di seguito i valori chiave da monitorare nel prodotto di Barclays, già quotato su Borsa Italiana.

AzioniPrezzo inizialeBarriera capitalebarriera cedolare
British Petroleum467,85 GBP280,71 GBP280,71 GBP
Enel8,938 EUR5,36 EUR5,36 EUR
Veolia Environnement25,25 EUR15,15 EUR15,15 EUR
Nextera Energy85,89 USD51,53 USD51,53 USD

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito

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Azioni Commerzbank +130% nel 2025: quali previsioni per il 2026? https://www.investire-certificati.it/azioni-commerzbank-130-nel-2025-quali-previsioni-per-il-2026/ Tue, 30 Dec 2025 16:09:55 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40731 Le azioni Commerzbank hanno registrato un +130% da inizio anno, tra le migliori performance dell’indice DAX nel 2025. L’ascesa è sostenuta da un management che ha saputo affrontare l’incertezza geopolitica e la normalizzazione dei tassi, trasformandole in opportunità di crescita. Certo, il risiko bancario ed una certa dose di speculazione hanno fatto il resto. La […]

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Le azioni Commerzbank hanno registrato un +130% da inizio anno, tra le migliori performance dell’indice DAX nel 2025. L’ascesa è sostenuta da un management che ha saputo affrontare l’incertezza geopolitica e la normalizzazione dei tassi, trasformandole in opportunità di crescita. Certo, il risiko bancario ed una certa dose di speculazione hanno fatto il resto.

La quotazione ha ulteriormente beneficiato dall’attività di consolidamento del settore, con UniCredit che ha accumulato una forte partecipazione nel capitale della banca tedesca. Nonostante i tentativi di acquisizione di UniCredit, il management di Commerzbank ha ribadito la sua determinazione a mantenere l’indipendenza, proseguendo autonomamente il percorso di trasformazione strategica.

Azioni Commerzbank, i motivi dietro il rally 2025

Il rally delle azioni Commerzbank nel 2025 è principalmente sostenuto da risultati operativi record e dall’esecuzione di una strategia trasformativa di successo.

Nei primi nove mesi, la banca tedesca ha dimostrato una crescita solida. I ricavi sono aumentati dell’11% a 9 miliardi di euro, il risultato operativo ha segnato un +21% a 3,4 miliardi e l’utile netto ha raggiunto 1,9 miliardi. Il CET1 del 14,6% posiziona l’istituto ben al di sopra dei requisiti normativi della BCE, confermando una solida struttura patrimoniale. La struttura perseguita dalla banca consente di sostenere sia la crescita che la remunerazione degli azionisti.

A questi risultati si aggiunge una guidance 2025 rivista al rialzo. Commerzbank prevede un reddito netto da interessi di 8,2 miliardi di euro (precedentemente 8,0 miliardi), un rapporto costi/ricavi del 57% e un utile netto di 2,5 miliardi di euro. La guidance appena esposta fornisce segnali di fiducia nella prosecuzione della traiettoria positiva.

Azioni Commerzbank e la strategia Momentum

Banca

I risultati dei 9M 2025 e la guidance rivista al rialzo riflettono l’attuazione della strategia “Momentum” di Commerzbank. La strategia fissa ambiziosi obiettivi per il 2028. La banca punta ad un rapporto costi/ricavi del 50% (vs. attuale 56%), un RoTE del 15% e una distribuzione del 100% dell’utile netto agli azionisti. Il raggiungimento di questi target poggia su tre pilastri: efficienza dei costi, innovazione digitale e diversificazione geografica.

Sul fronte dell’efficienza dei costi, Commerzbank ha avviato un programma di ristrutturazione con 3.900 riduzioni di posti di lavoro e oneri complessivi di 1,1 miliardi di euro.

Dal punto di vista tecnologico, la banca ha stretto partnership strategiche con Google Cloud e Microsoft per potenziare le capacità di AI e l’efficienza operativa. Nel segmento Corporate Clients, sono stati lanciati servizi di depositi di mercato monetario online, mentre nel segmento Private and Small-Business Customers è stato introdotto l’assistente virtuale Ava per migliorare l’esperienza cliente.

Geograficamente, Commerzbank sta consolidando il suo posizionamento attraverso la controllata mBank. Infatti quest’ultima ha generato un utile di 300 milioni di euro nel Q2 2025, diversificando il profilo di rischio del gruppo.

Analisi tecnica azioni Commerzbank

Azioni Commerzbank
Grafico azioni Commerzbank, fonte: Tradingview

Le azioni Commerzbank hanno raggiunto nuovi massimi ad agosto, prima di avviare una fase correttiva. Il prezzo ha trovato supporto in area € 30,50, un livello tecnico importante che ha favorito il rimbalzo delle ultime settimane.

Nel contesto del closing di fine anno, caratterizzato da volumi ridotti legati alle festività, è probabile che i movimenti direzionali rimangono contenuti fino al 2026. Tuttavia, il mantenimento del supporto a € 30,50 continua a suggerire una struttura rialzista di medio termine.

Nel nuovo anno, il superamento dei massimi di agosto (€ 38,40) rappresenterebbe un segnale rilevante di continuazione del trend rialzista e potrebbe spingere il prezzo verso nuovi target. Al contrario, una chiusura sotto € 30,50 segnalerebbe un’inversione della dinamica rialzista e richiederebbe una rivalutazione dello scenario tecnico.

Il titolo ha un’elevata volatilità ed è ovviamente fra quelli considerabili speculativi, pur appartenendo al comparto banking. Come vedremo di seguito i certificates possono offrire una certa protezione con barriere relativamente ampie.

Certificato su azioni Commerzbank

Ecco di seguito un articolo legato a certificato su azioni Commerzbank e settori energia, automotive e semiconduttori. Il certificato ha barriera al 40% con effetto airbag, barriera cedolare al 55% e cedola mensile lorda all’1,35% mensile.

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito

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Azioni Banco BPM: analisi e prospettive sul titolo https://www.investire-certificati.it/azioni-banco-bpm-analisi-e-prospettive-sul-titolo/ Sun, 28 Dec 2025 20:40:58 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40634 Le azioni Banco BPM hanno registrato, come tutto il comparto bancario italiano, una forte crescita nel 2025. Complice del rally è il risiko bancario che ha spinto diverse realtà verso il consolidamento in entità più grandi. L’esempio più immediato e attuale è MPS-Mediobanca, al centro delle cronache finanziarie. Il tutto in una fase di boom […]

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Le azioni Banco BPM hanno registrato, come tutto il comparto bancario italiano, una forte crescita nel 2025. Complice del rally è il risiko bancario che ha spinto diverse realtà verso il consolidamento in entità più grandi. L’esempio più immediato e attuale è MPS-Mediobanca, al centro delle cronache finanziarie. Il tutto in una fase di boom di ricavi e profitti del comparto banking.

Questo articolo si pone l’obiettivo di analizzare il titolo Banco BPM sotto il profilo tecnico e fondamentale. Inoltre, esamineremo gli investimenti effettuati nel corso del 2025 e i loro effetti a lungo termine sui bilanci della banca.

Azioni Banco BPM, i risultati dei nove mesi 2025

Il rally delle azioni Banco BPM nel 2025 è stato sostenuto non solo dal favorevole contesto settoriale, ma anche dalla solidità dei risultati finanziari. Nei primi nove mesi dell’anno, l’istituto ha registrato una raccolta diretta di 134,6 miliardi di euro, in crescita del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2024.

I proventi operativi hanno raggiunto i 4,48 miliardi di euro (+5% su base annua), trainati dal forte contributo delle commissioni nette (+18%), favorite dal consolidamento di Anima Holding. Il margine operativo è salito del 15% a 2,47 miliardi, con un cost/income ratio migliorato, che si attesta in area 45,5%.

L’utile netto consolidato è balzato a 1,66 miliardi di euro (+17% sui 9 mesi 2024): un risultato che copre già l’85% dell’obiettivo (guidance) annuale di 1,95 miliardi.

Alla luce di queste performance, il Gruppo guidato da Giuseppe Castagna ha confermato i target per l’intero 2025.  Il management prevedeun utile netto compreso tra 1,9 e 2 miliardi di euro. A conferma della capacità remunerativa, è stato distribuito un dividendo di 0,46 euro per azione, messo in pagamento lo scorso 26 novembre.

Azioni Banco BPM: acquisizione di Anima Holding

Banco BPM

Il principale catalizzatore per le azioni Banco BPM è stato l’acquisizione di Anima Holding. Ad aprile 2025, infatti, Banco BPM Vita ha perfezionato l’acquisto dell’89,9% del capitale per un controvalore di 1,776 miliardi di euro.

L’integrazione ha dato vita a un polo da oltre 220 miliardi di euro tra risparmio gestito e assicurativo. Ciò ha contribuito a registrare un +18% dalle commissioni nette. L’impatto sul capitale è stato contenuto: il CET1 ratio Fully Phased si attesta al 13,52%, confermando la solidità patrimoniale e il rispetto della guidance.

Sul fronte della qualità degli attivi, a marzo 2025 la banca ha concluso la cessione di un portafoglio leasing non performing (Progetto Toledo) per circa 340 milioni di esposizione lorda. L’operazione si inserisce nella strategia di de-risking continuativo, volta a migliorare ulteriormente il profilo di rischio dell’istituto.

Azioni Banco BPM: analisi fondamentale e tecnica

Analisi fondamentale

Il rally delle azioni Banco BPM riflette le performance operative registrate nel 2025. La solida dinamica di crescita è confermata da un utile netto in aumento del 17%, dal mantenimento della guidance annuale e da una robusta struttura patrimoniale.

A riprova della solidità finanziaria, il CET1 ratio si attesta al 13,52%, livello ampiamente superiore al target del 13% fissato nel piano strategico. Eccellente anche la qualità degli attivi, con un NPE ratio netto all’1,37% e un default rate annualizzato contenuto allo 0,81%.

Tali risultati sono il frutto della strategia “capital light”, focalizzata su un modello di business a basso assorbimento di capitale che integra le fabbriche prodotto (Anima Holding per l’asset management e BPM Vita per la bancassurance) con la rete distributiva.

Il sentiment delle principali case d’investimento rimane costruttivo: Barclays classifica il titolo come “Buy” con target price a € 14,70, seguita da Deutsche Bank che fissa l’obiettivo a € 13,30. Tuttavia, emerge una divergenza rispetto ai modelli di valutazione fondamentale. Nonostante i giudizi positivi degli analisti, il fair value medio calcolato dai modelli matematici si attesta a € 10,19, suggerendo un potenziale ribasso di circa il 20% rispetto alle quotazioni attuali.

Le agenzie di rating premiano le azioni di Banco BPM

Le azioni di Banco BPM hanno beneficiato anche dei giudizi migliorati delle principali agenzie di rating. Fitch Ratings ha alzato l’issuer default rating di lungo termine da BBB- a BBB con outlook a lungo termine da “stabile” a “positivo”.

Moody’s Ratings ha altrettanto migliorato il Long-Term Issuer Rating e il Senior Unsecured Debt a “Baa2” da “Baa3”, e il Long-Term Deposit Rating a “A3” da “Baal”.

Il 2025 è stato un anno importante per le azioni di Banco BPM, beneficiarie di una forte redditività e da una solida performance finanziaria. Il miglioramento dei rating e la strategia “capital light” rafforzano la visione positiva sul titolo.

Analisi tecnica azioni Banco BPM

Grafico azioni Banco BPM

Il risiko bancario e le prospettive settoriali positive hanno alimentato il rally delle azioni di  Banco BPM. Dopo una fase laterale tra aprile e luglio, il titolo ha accelerato al rialzo, toccando i massimi annuali a €13,53 a novembre. Da quel picco, ha perso momentum, scendendo a €12,74 (al 17 dicembre 2025).

Il prezzo sta testando la resistenza a €12,73, coincidente con un nodo di volumi elevato (settembre-ottobre). Una rottura convinta aprirebbe la strada ai massimi di accumulo a €13,00, con target successivo sui picchi di novembre (€13,53).

In caso di fallimento, il primo supporto si colloca sulla media mobile a 50 periodi a €12,51, con rischio di test del supporto statico a €12,01 (minimi di novembre). Sotto tale livello, si aprirebbe spazio per un ritracciamento verso €11,50.

Certificato su Banco BPM, Stellantis e BPER Banca

Ecco di seguito un articolo legato ad un certificato con azioni Banco BPM, Stellantis e BPER Banca. Il derivato ha una barriera capitale al 40% e cedolare al 50% e paga premi mensili condizionati fino all’1% mensile lordo (12% annuo).

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito

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Un credit linked su Stellantis che paga il 5% annuo lordo https://www.investire-certificati.it/un-credit-linked-su-stellantis-che-paga-il-5-annuo-lordo/ Sat, 20 Dec 2025 08:29:18 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40672 Cedole fisse per puntare sul debito di Stellantis Fra le nuove emissioni di Citigroup su Borsa Italiana troviamo un credit linked certificates che ha per sottostante il merito creditizio di Stellantis con codice ISIN XS3077249525. La vita di questo prodotto è pari a 10 anni, con scadenza nel dicembre 2035 e sono previsti premi annuali […]

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Cedole fisse per puntare sul debito di Stellantis

Fra le nuove emissioni di Citigroup su Borsa Italiana troviamo un credit linked certificates che ha per sottostante il merito creditizio di Stellantis con codice ISIN XS3077249525. La vita di questo prodotto è pari a 10 anni, con scadenza nel dicembre 2035 e sono previsti premi annuali del 5,00% lordo, pagati tramite cedole semestrali del 2,50%.

Il rendimento non è quindi legato all’andamento dell’azione, in quanto i premi sono garantiti. L’unica condizione per il loro pagamento è legata al fatto che non si verifichino eventi di credito per Stellantis. Fra i vari eventi di credito possiamo annoverare fallimento, mancati pagamenti del debito, ristrutturazione del debito e simili. Nel caso in cui invece si verificasse un evento di credito, le cedole non verranno più corrisposte e il rimborso a scadenza sarà calcolato utilizzando il Tasso di Recupero (Recovery Rate) sul debito.

Premi fissi nel certificato sul debito di Stellantis con scadenza 2035

Da notare come non sia presente alcun meccanismo di richiamo anticipato dei certificates (nemmeno discrezionale da parte dell’emittente). Pertanto, i certificates arriveranno alla naturale scadenza, nel 2035. L’investitore ha quindi il vantaggio di conoscere fin da ora rendimento e durata dell’investimento. Complessivamente, nei prossimi dieci anni, è quindi possibile incassare 50 punti percentuali complessivi di cedole.

certificato Stellantis

I premi sono fissi, con una struttura ibrida fra certificato e bond. Sono tassati al 26%, ma permettono la compensazione di eventuali minusvalenze pregresse in quanto generati da certificates e quindi reddito diverso (e non reddito da capitale).

Il primo premio semestrale è in calendario per il 15 giugno 2026, seguito dal 14 dicembre 2026. Ecco di seguito le varie date di rilevazione, anche se si rimanda al KID e al sito dell’emittente (Citigroup Bank) per record date e tutte le informazioni documentative aggiuntive: 15/06/2026, 14/12/2026, 14/06/2027, 13/12/2027, 13/06/2028, 13/12/2028, 13/06/2029, 13/12/2029, 13/06/2030, 13/12/2030, 13/06/2031, 15/12/2031, 14/06/2032, 13/12/2032, 13/06/2033, 13/12/2033, 13/06/2034, 13/12/2034, 13/06/2035, 20/12/2035.

Come in tutti i certificates l’investitore è anche soggetto al rischio emittente, in questo caso la solida banca d’investimento Citigroup.

Messaggio promozionale – I certificates sono prodotti complessi e il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, tassazione al 26%.

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Certificati Banco BPM su NEXI con cedole mensili https://www.investire-certificati.it/certificati-banco-bpm-su-nexi-con-rendimenti-lordi-fino-all11/ Wed, 17 Dec 2025 09:46:20 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40590 Certificates di Banco BPM su azioni NEXI – Tra i certificati a capitale condizionatamente protetto di Banco BPM con 18 cedole incondizionate è presente un prodotto con sottostante NEXI (ISIN IT0005678112). Il derivato è negoziato sul segmento Cert-X del mercato EuroTLX e nel momento in cui scriviamo ha un prezzo spot sotto la pari, anche […]

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Certificates di Banco BPM su azioni NEXI – Tra i certificati a capitale condizionatamente protetto di Banco BPM con 18 cedole incondizionate è presente un prodotto con sottostante NEXI (ISIN IT0005678112). Il derivato è negoziato sul segmento Cert-X del mercato EuroTLX e nel momento in cui scriviamo ha un prezzo spot sotto la pari, anche se Nexi non è scesa rispetto ai prezzi iniziali. La data di emissione è il 19 novembre 2025 e il certificato scadrà – salvo autocall – il 17 novembre 2028, per una durata complessiva massima di tre anni.

Certificato BPM su NEXI, barriera al 60% e cedole incondizionate per 18 mesi

azioni Nexi

Il certificato di Banco BPM su azioni NEXI prevede una barriera capitale e cedolare posta a 2,37 euro, ossia al 60% del valore iniziale del titolo, pari a € 3,95. La barriera è di tipo europeo, quindi l’evento barriera verrà osservato alla scadenza del certificato.

Il derivato distribuisce 18 cedole incondizionate tra il 19 dicembre 2025 e il 19 maggio 2027 per un rendimento cedolare lordo del 9% annuo.

È inoltre presente l’effetto memoria per le cedole non garantite: le cedole eventualmente non corrisposte vengono recuperate e pagate nella prima data utile in cui il prezzo del titolo sottostante risulti superiore al 60% dello strike. Attualmente, il certificato quota sotto la pari, offrendo così uno sconto d’ingresso.

Il prodotto incorpora anche l’opzione l’autocallable esercitabile dall’emittente qualora – alle date di osservazione mensili (a partire dal 12 maggio 2027) – il prezzo di NEXI risulti pari o superiore al 100% del valore iniziale. In tale scenario, il certificato viene rimborsato anticipatamente al valore nominale, con il pagamento di tutte le cedole a memoria maturate fino a quel momento.

Certificato Banco BPM su NEXI, i livelli da monitorare

Per il certificato con ISIN IT0005678112 questi sono i livelli di prezzo da monitorare per verificare se si ha diritto al pagamento delle cedole e al rimborso del capitale.

AzioniPrezzo iniziale (€)Barriera capitale (€)Barriera cedolare (€)
NEXI3,952,372,37

Di seguito le caratteristiche centrali dell’emissione di Banco BPM:

  • ISIN: IT0005678112;
  • Emittente: Banco BPM;
  • Mercato di quotazione: CERT-X (Borsa Italiana);
  • Data di emissione: 19 novembre 2025;
  • Data di scadenza: 17 novembre 2028;
  • Prezzo di emissione: 100 euro;
  • Tipologia: Autocallable Equity Premium Certificates su azione NEXI;
  • Barriera capitale: 60% del valore di strike;
  • Barriera cedolare: 60% del valore di strike;
  • Cedole mensili: garantite da dicembre 2025 a maggio 2027; successivamente premi condizionati a barriera 60%
  • Autocallable: 100% del valore di strike alle rilevazioni mensili dal 12 maggio 2027;
  • Premi condizionati: 0,75% lordo mensile;
  • Effetto memoria delle cedole: sì;
  • Sottostante: azione NEXI

Certificato Banco BPM con sottostanti NEXI, STM e Leonardo

Fra i certificates di BPM troviamo anche un Equity First Fixed Premium Certificate con sottostanti Nexi, insieme a Leonardo e STMicroelectronics. Il codice ISIN del certificato è IT0005640088 e Nexi è il worst of.

Banca Akros

La barriera capitale è posizionata al 50% dei prezzi iniziali, garantendo all’investitore protezione anche a fronte di importanti ribassi. Il derivato strutturato da Banco BPM prevede cedole fisse fino a marzo 2026 e poi l’effetto memoria delle cedole ed una barriera capitale europea, con osservazione soltanto alla scadenza del certificato.

La barriera per l’incasso dei premi (0,90% lordo su base mensile) è collocata al 50%. Le cedole incondizionate sono dodici e sono pagate mensilmente dal 17 aprile 2025 al 19 marzo 2026.

È inoltre presente l’opzione autocallable, che si attiva qualora — alle date di rilevazione — il valore del worst-of del basket sia pari o superiore al 100% del livello iniziale. In tal caso, l’investitore riceverà il rimborso anticipato del valore nominale e tutte le cedole eventualmente accumulate a memoria.

La discesa dei mesi scorsi delle azioni Nexi (dallo strike di 5,17 a circa 4 euro) ha portato il certificato a quotare a sconto, nonostante la distanza dalla barriera capitale resti ampia. Il rendimento potenziale lordo delle cedole si attesta attorno al 10,80% annuo. Sale decisamente, però, considerando il prezzo di acquisto in area 93,5.

I livelli da monitorare su certificato NEXI, Leonardo e STM

Alla scadenza il rimborso integrale a 100 euro è previsto qualora nessuno dei sottostanti perda oltre il 50% rispetto al valore iniziale. Al tempo stesso, le cedole vengono invece incassate finché le azioni non segnano cali superiori al 50%, con una perdita del capitale solo in presenza di ribassi più profondi.

AzioniPrezzo inizialeBarriera cedolaBarriera capitale
STMicroelectronics (MI)22,6111,30511,305
Leonardo47,2023,6023,60
NEXI5,1742,5872,587

Di seguito le caratteristiche del certificato di Banco BPM:

  • ISIN: IT0005640088;
  • Emittente: Banco BPM;
  • Mercato di quotazione: CERT-X (Borsa Italiana);
  • Data di emissione: 19 marzo 2025;
  • Data di scadenza: 17 marzo 2028;
  • Prezzo di emissione: 100 €;
  • Tipologia: Equity First Fixed Premium Certificates su azioni NEXI, Leonardo e STM;
  • Barriera capitale: 50% del valore di strike;
  • Barriera cedolare: 50% del valore di strike;
  • Cedole incondizionate: mensili dal 17 aprile 2025 al 19 marzo 2026;
  • Autocallable: 100% del worst-of alle rilevazioni a partire dal 12 marzo 2026;
  • Premi condizionati: 0,75% lordo mensile;
  • Effetto memoria delle cedole: sì;
  • Sottostanti: NEXI, Leonardo e STM

Messaggio promozionale – I certificati sono prodotti complessi. Il capitale investito è a rischio. Tutti i rendimenti indicati sono lordi, con tassazione al 26%Verificare di aver compreso il funzionamento dei certificati e i rischi associati all’investimento. Si ricorda che con i certificates l’investitore è esposto al rischio emittente.

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News Azioni Juventus – Cosa capiterà in borsa? https://www.investire-certificati.it/news-azioni-juventus-cosa-capitera-in-borsa/ Sun, 14 Dec 2025 22:23:20 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40523 News sulle azioni Juventus – In questi giorni si parla molto di Tether, dopo che il CEO Paolo Arduino ha presentato un’offerta per l’acquisto di Juventus. La notizia arriva dopo che l’azienda operante nel mondo criptovalute è arrivata nei mesi scorsi a detenere oltre l’11% delle azioni Juventus. Il flottante, però, è basso e non […]

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News sulle azioni Juventus – In questi giorni si parla molto di Tether, dopo che il CEO Paolo Arduino ha presentato un’offerta per l’acquisto di Juventus.

La notizia arriva dopo che l’azienda operante nel mondo criptovalute è arrivata nei mesi scorsi a detenere oltre l’11% delle azioni Juventus. Il flottante, però, è basso e non c’è modo di acquisire la maggioranza salvo vendita da parte di Exor, storica società cassaforte della famiglia Agnelli. Proprio da Exor – e da John Elkan in persona, con un video – è arrivato un rifiuto secco alla vendita.

L’offerta di Tether per comprare la Juventus

Al momento l’offerta di Tether per l’acquisto di Juventus è di circa 1,1 miliardi di euro (cui si sommano i 300 circa di debiti). Tutto ciò con validità fino al 22 dicembre prossimo con successivo decadimento in caso di non accettazione.

Numeri relativamente bassi, soprattutto se consideriamo che il titolo Juventus nell’ultimo mese ha perso oltre il 25% del suo valore su Borsa Italiana. Le azioni Juventus, infatti, sono scese da oltre 3 euro fino a 2,1960 euro.

La proposta di Tether sul club calcistico torinese, poi, arriva in un periodo di magra in termini di risultati sportivi (le due finali di Champions League 2015 e 2017 sono ormai lontane, così come la striscia di nove scudetti di fila della Juve fra il 2012 ed il 2020).

Quanto vale Juventus in borsa?

azioni squadre di calcio

Al momento dell’offerta di Tether la capitalizzazione di borsa di Juventus era leggermente superiore ai 940 milioni di euro. “L’offerta di 2,66 euro ad azione risulta superiore all’attuale valore di borsa di circa 20 punti percentuali. Ma la chiusura di John Elkann è netta, quindi servirebbe un rilancio deciso, sicuramente su valori superiori al miliardo e mezzo” ha spiegato Carlo Alberto De Casa, in un commento rilasciato al Messaggero.

“Più ci si avvicina ai 2 miliardi, più l’operazione avrebbe possibilità di andare in porto: in altre parole servirebbe un rilancio verosimilmente sopra i 3,5 euro”. Considerando il secco no iniziale, c’è da ipotizzare che si debba salire anche su valori più elevati.

Tutto questo interesse verosimilmente potrebbe nuovamente spingere al rialzo il titolo, dopo tanta discesa. Va detto, poi, che circolano voci anche su un interesse arabo per Juventus, stimolando le fantasie per una possibile sfida al rialzo fra Tether ed Arabia Saudita. Ma tutto ciò soltanto se John Elkan deciderà di rinunciare ala Juventus, staccando – dopo oltre un secolo – il nome della Famiglia Agnelli da quello della squadra più titolata d’Italia.

Azioni Juventus News

Aggiornamento lunedì 15 dicembre ore 9:10- Apertura in forte rialzo, con il titolo che dall’area 2,20 apre in gap positivo a 2,34, arrivando anche a superare i 2,40 euro.

Nei primi dieci minuti di contrattazioni sono stati scambiati circa 1.200.000 pezzi, per un controvalore non lontano dai 3 milioni di euro, in12 minuti circa 1.500.000 pezzi, numeri simili a quelli di un’intera seduta. Le azioni Juventus guadagnano circa il 10% su Borsa Italiana, il mercato premia l’interesse di Tether per la Juventus (e quello degli Arabi, forse).

Cosa è Tether?

Diversamente da bitcoin o ethereum il valore di Tether – almeno in linea teorica – è fisso con e pari a quello del dollaro. Si tratta quindi di una criptovaluta ponte fra il mondo delle monete digitali e quello delle valute flat.

L’azienda di Ardoino e Devasini – ora interessata alla Juventus – muove miliardi: la capitalizzazione di mercato, infatti. È di circa 186 miliardi di dollari. Tether, poi, avrebbe acquistato oltre 100 tonnellate di oro, oltre a essere nella top 20 dei maggiori detentori di debito pubblico americano.

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Azioni Amplifon, quali previsioni per il titolo in borsa? https://www.investire-certificati.it/azioni-amplifon-quali-previsioni-per-il-titolo-in-borsa/ Fri, 12 Dec 2025 20:31:31 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40386 Le azioni Amplifon hanno registrato un crollo del 46% da inizio 2025, perdendo oltre il 60% dai massimi del 2024. Nonostante la crescita dei ricavi, la compressione dei margini e il rallentamento della crescita organica hanno alimentato il pessimismo dei mercati. In questo articolo analizziamo i risultati di Amplifon disponibili per i primi nove mesi […]

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Le azioni Amplifon hanno registrato un crollo del 46% da inizio 2025, perdendo oltre il 60% dai massimi del 2024. Nonostante la crescita dei ricavi, la compressione dei margini e il rallentamento della crescita organica hanno alimentato il pessimismo dei mercati.

In questo articolo analizziamo i risultati di Amplifon disponibili per i primi nove mesi del 2025, i motivi per cui le azioni Amplifon stanno scendendo, le prospettive e le previsioni per il 2026. Il sell-off rappresenta un’opportunità di ingresso o il trend ribassista continuerà?

Azioni Amplifon, i risultati 9M 2025 e previsioni per l’anno

I risultati dei primi 9 mesi del 2025 di Amplifon mostrano una situazione mista. I ricavi consolidati hanno raggiunto €1,74 miliardi con una crescita dell’1,8% rispetto allo stesso periodo del 2024, ma la performance è stata deludente dal lato dei margini e della redditività. L’EBITDA adjusted ha registrato €395 milioni con un margine del 22,7%, in contrazione di 90 punti base rispetto al 23,6% dei 9 mesi 2024. Tale compressione riflette una minore leva operativa e un andamento geografico sfavorevole nell’area EMEA, dove la domanda rimane debole.

Per Amplifon troviamo pressioni significative anche sulla redditività netta. Il risultato netto adjusted è sceso a €109,6 milioni dai €134,3 milioni del medesimo periodo 2024, un calo del 18,4%. A pesare sono stati gli ammortamenti derivanti dai forti investimenti nel network diretto e l’incremento degli oneri finanziari. L’indebitamento netto ha raggiunto €1,17 miliardi, con una leva finanziaria di 2,09x, in significativo aumento rispetto ai 1,63x di fine 2024. Tale deterioramento è stato alimentato da investimenti totali di oltre €320 milioni per M&A, Capex, riacquisto di azioni proprie e dividendi.

Quali previsioni per Amplifon? La guidance 2025 rimane prudente. Amplifon prevede una crescita dei ricavi tra il 2% e il 2,5% a cambi costanti e un margine EBITDA del 23%. Il management ripone fiducia nel piano strategico “Fit4Growth” per il ripristino dei margini. Tuttavia il mercato rimane scettico sulla tempistica e sulla capacità del piano di compensare il rallentamento della crescita organica.

Azioni Amplifon: investimenti e disinvestimenti 2025

Azioni Amplifon

Nel corso del 2025, Amplifon ha effettuato numerose operazioni di M&A volte ad accrescere la propria competitività. A marzo 2025, Amplifon ha acquisito in Polonia una rete di oltre 120 punti vendita dal gruppo tedesco Kind, con un indotto di circa 10 milioni di euro annui.

Nel nostro Paese, a gennaio 2025, la società ha acquisito 27 centri acustici nel Nord della penisola per rafforzare la presenza territoriale. Inoltre, ha effettuato altre acquisizioni in Francia, Germania, USA e Cina volte a supportare il processo di crescita internazionale.

Oltre agli investimenti, Amplifon ha effettuato anche delle chiusure di centri non profittevoli. Ha chiuso circa 100 centri acustici negli USA, Canada, Francia, Germania, Australia e Cina. Inoltre è uscita dal business wholesale in Cina, in quanto non strategico nell’ambito del programma “Fit4Growth”.

Azioni Amplifon, Analisi Tecnica e Fondamentale

Analisi Fondamentale azioni Amplifon

Il valore delle azioni Amplifon risulta molto compresso dall’attuale trend ribassista. Il trend attuale è determinato da una serie di fattori legati ai risultati della società e fattori strutturali del settore. Il principale motivo è la revisione al ribasso della guidance comunicata a luglio. Si è passati da una crescita dei ricavi tra il 5% e il 10% ad una crescita tra il 2% e il 2,5% a cambi costanti.

ALT - Azioni Amplifon

Le aspettative ribassiste sono amplificate anche da una crescita interna in stallo. Nei primi 9 mesi del 2025, la crescita organica del business è risultata negativa dello 0,3%. Nonostante le preoccupazioni legate al core business aziendale, gli analisti stimano un fair value medio di €19,87.

Secondo questa stima, l’upside potenziale è del 49% rispetto all’attuale quotazione di mercato. Nonostante il valore equo attraente, secondo i multipli di mercato il titolo risulta scambiato a valori molto alti. Le azioni scambiano a 25,7 volte gli utili contro una media settoriale di 18,3x. Anche l’EV/EBITDA risulta superiore a quello settoriale con un valore di 14,1x contro una media di 10,3x.

La compressione della quotazione delle azioni Amplifon è causata anche dal debito che appesantisce il bilancio. Rispetto alla fine del 2024, nei primi 9 mesi 2025 l’indebitamento finanziario netto risulta peggiorato per via dei forti investimenti e la leva finanziaria è arrivata al valore di 2,09 volte l’EBITDA. Anche se il valore è sotto a 3, soglia sotto la quale il debito risulta sostenibile nel medio-lungo termine, l’aspetto finanziario di Amplifon è da tenere sott’occhio.

Gli istituti finanziari rimangono divisi sul titolo, con giudizi che guidano le scelte d’investimento degli operatori. Secondo l’ultimo aggiornamento di Barclays, il titolo è da comprare con un target price di €18,00, implicando un +35% di rialzo potenziale rispetto all’attuale quotazione su Borsa Italiana. RBC Capital dà invece un giudizio HOLD con un target price di €15,00.

Analisi tecnica azioni Amplifon

Grafico azioni Amplifon
Prezzo Amplifon, fonte: Tradingview

Come ampiamente discusso nei paragrafi precedenti, le azioni Amplifon stanno attraversando un forte trend ribassista. Il calo è iniziato a giugno, dopo che il prezzo ha toccato il massimo a €35,14. La successiva discesa del prezzo ha portato il titolo ai livelli del 2018, registrando un minimo a €12,82 nel mese di novembre.

Al momento il prezzo delle azioni Amplifon riesce a tenersi sopra €13,25, livello di supporto molto importante. Un eventuale rialzo da questo livello può indicare una presa di forza dei tori. Nel caso il rialzo dovesse continuare, i prossimi target di breve-medio termine sono €14,40 e €15,70.

Nel medio-lungo periodo, per rivedere un trend rialzista sul titolo bisogna attendere il raggiungimento delle medie mobili a 50 e 200 periodi, rispettivamente a €18,23 e €25,00. L’inverno ribassista rimane ancora ben presente. Importanti catalizzatori della quotazione sono l’impatto dei nuovi investimenti previsti dal piano “Fit4Growth” e il miglioramento del contesto geopolitico.

Analisi su altre azioni del FTSE Mib

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito

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News Stellantis – Azioni sopra i 10 euro https://www.investire-certificati.it/news-stellantis-azioni-sopra-i-10-euro/ Tue, 09 Dec 2025 17:49:19 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40373 Le azioni di Stellantis, casa automobilistica guidata dall’AD Filosa, hanno rotto il muro dei 10 euro. La rottura al rialzo arriva dopo l’annuncio del presidente USA Trump dell’allentamento delle normative in tema Automotive della precedente amministrazione Biden. Sarà l’inizio di un nuovo rally per le azioni Stellantis? La recente salita per molti investitori rappresenta senz’altro […]

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Le azioni di Stellantis, casa automobilistica guidata dall’AD Filosa, hanno rotto il muro dei 10 euro. La rottura al rialzo arriva dopo l’annuncio del presidente USA Trump dell’allentamento delle normative in tema Automotive della precedente amministrazione Biden. Sarà l’inizio di un nuovo rally per le azioni Stellantis?

La recente salita per molti investitori rappresenta senz’altro una boccata d’ossigeno, anche se il titolo è ancora distante dai massimi in area 27 euro per azione di un paio di anni fa. Da notare come anche numerosi certificates siano tornati sopra barriera grazie a questa salita delle azioni Stellantis. L’effetto memoria in molti casi ha anche permesso il pagamento di premi arretrati.

L’allentamento della normativa favorisce le azioni Stellantis

settore automobilistico

Il rialzo dell’ultima settimana delle azioni Stellantis è dipeso dalle azioni del presidente Trump in tema ambientale. Infatti, il 3 dicembre il presidente USA ha deciso di ridurre drasticamente gli standard di efficienza dei consumi e delle emissioni delle automobili.

Con questa nuova misura, si riducono i requisiti rispetto all’amministrazione Biden. Il precedente presidente USA aveva imposto uno standard di percorrenza di 81,1 chilometri ogni 3,8 litri di benzina entro il 2031. Questo limite è stato abbassato con gli attuali 55,5 chilometri ogni 3,8 litri di benzina. Questa riduzione rappresenta un’efficienza media richiesta di 34,5 miglia per gallone rispetto alle 50,4 stabilite da Biden.

Le nuove norme e il titolo Stellantis

Le azioni Stellantis hanno beneficiato di questo nuovo standard in termini di emissioni, sicuramente molto più permissivo. Tra le motivazioni dietro questa mossa di Trump ci sarebbe l’incremento del prezzo delle automobili. Secondo l’attuale amministrazione USA, le norme Biden hanno fatto lievitare il costo delle automobili del 25%. Con i nuovi standard, il prezzo medio dovrebbe ridursi di circa $930 – $1.000, con un risparmio di 109 miliardi nei prossimi 5 anni.

In contrasto con le stime di Trump, l’NHTSA ha evidenziato la presenza di costi nascosti significativi. Secondo l’agenzia, il nuovo standard di consumo comporterebbe un aumento di 100 miliardi di galloni di carburante consumati entro il 2050. Inoltre, gli americani farebbero fronte a 185 miliardi di dollari in spese aggiuntive per il carburante, con un aumento parallelo del 5% delle emissioni di CO2.

I nuovi standard sono ben accolti dai costruttori di automobili General Motors, Ford e Stellantis. La misura di Trump consentirà a queste di risparmiare complessivamente circa 35 miliardi entro il 2031. Per l’ambiente, però, le conseguenze sono opposte.

Analisi tecnica azioni Stellantis

Grafico Stellantis
Grafico Azioni Stellantis – Fonte: Tradingview

Ci sarà un nuovo rally per le azioni Stellantis? Finalmente, il prezzo delle azioni Stellantis ha rotto la soglia psicologica dei 10 euro. La rottura arriva dopo un periodo di lateralizzazione iniziato ad aprile di quest’anno. Inoltre, il titolo ha superato la media a 50 periodi questa settimana, sottolineando una chiara ripresa della forza del prezzo.

La tenuta della media a 50 periodi è cruciale per confermare ulteriormente il segnale rialzista. Il prossimo target di prezzo per Stellantis è ipotizzabile intorno alla base della lateralizzazione precedente al ribasso, fissato a € 11,80. Questo livello implicherebbe un upside potenziale del 16% rispetto al prezzo attuale.

Nel medio-lungo termine, le azioni Stellantis dovranno tuttavia affrontare una zona di accumulo critica compresa tra € 11,80 e € 13,40 (quest’ultimo rappresentando anche la media a 200 periodi). La rottura al rialzo di questa fascia di prezzo potrebbe segnare l’inizio di un nuovo e significativo rally rialzista per il titolo. La parola, come sempre, spetta ai mercati (e agli investitori).

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito

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Quali sono le previsioni per le azioni Leonardo? https://www.investire-certificati.it/quali-sono-le-previsioni-per-le-azioni-leonardo/ Tue, 02 Dec 2025 14:52:59 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40235 Settore difesa: quali previsioni per le azioni di Leonardo. In questo articolo andremo ad analizzare i principali indicatori fondamentali delle azioni Leonardo. Analizzeremo l’andamento grafico del prezzo e i livelli più importanti di analisi tecnica. Andamento del settore difesa globale Le azioni Leonardo possono beneficiare di un settore in rapida espansione, nonostante sembra si stia per arrivare […]

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Settore difesaquali previsioni per le azioni di Leonardo. In questo articolo andremo ad analizzare i principali indicatori fondamentali delle azioni Leonardo. Analizzeremo l’andamento grafico del prezzo e i livelli più importanti di analisi tecnica.

Andamento del settore difesa globale

azioni settore difesa militare

Le azioni Leonardo possono beneficiare di un settore in rapida espansione, nonostante sembra si stia per arrivare ad un accordo di pace tra Russia e Ucraina, dopo quasi quattro anni di sanguinosa guerra.

Secondo Globenewswire, il mercato aerospaziale e della difesa può valere circa 875,37 miliardi di dollari del 2025. Un valore cresciuto ad un CAGR del 6,7% rispetto al 2024, in cui si era registrata una valutazione del settore di 820,67 miliardi di dollari. Catalizzatori della crescita attuale includono la crescita nei mercati emergenti, l’aumento della domanda di viaggi aerei, l’aumento della spesa militare. Pesa poi l’uso crescente di droni militari e lo sviluppo di caccia autonomi.

L’intelligenza artificiale gioca un ruolo fondamentale in questo settore. Infatti, secondo il report, il mercato IA nella difesa raggiungerà i 19,29 miliardi di dollari entro il 2030 con un CAGR del 13% nel periodo 2024-2030. Inoltre Leonardo, configurandosi come uno dei player principali in questo settore, beneficerà dell’aumento dei budget destinati alla difesa, che a livello globale è cresciuta a 2,08 trilioni di dollari rispetto a 1,98 trilioni di dollari nel 2024. Il CAGR supera il 5%.

Azioni Leonardo: Quale ruolo ricopre la società nel settore?

Leonardo si piazza tra i principali attori globali nel settore della difesa e dell’aerospazio, con un ruolo di rilievo in Europa e nel resto del mondo. Infatti, Leonardo si posiziona come un leader europeo strategico nel settore della difesa, con una copertura completa dei segmenti di mercato ad alta crescita, da sistemi di aviazione avanzata e difesa aerea, a veicoli blindati e senza equipaggio, intelligenza artificiale militare, cybersecurity e sistemi spaziali.

Con ricavi in crescita verso i €30 miliardi entro il 2029 e un robusto backlog ordini di €44,2 miliardi, Leonardo è ben posizionata per capitalizzare il contesto geopolitico favorevole per il settore e la crescente spesa difesa globale. Questo piazzamento tra i principali player del settore dà la possibilità alle azioni Leonardo di restare sotto gli occhi degli investitori.

Azioni Leonardo: investimenti e acquisizioni 2025

Cosa muove le azioni di Leonardo in borsa? Nel 2025 il gruppo ex Finmeccanica ha condotto una strategia di crescita focalizzata su consolidamento, diversificazione e rafforzamento della posizione europea e globale nei settori chiave della difesa, dello spazio e della cybersecurity. Le azioni Leonardo stanno attraversando momenti di euforia dovuto all’aumento della spesa in difesa da parte dei Paesi NATO e dall’incertezza geopolitica causata dal conflitto Russia-Ucraina.

Azioni Leonardo

Dal punto di vista degli investimenti, il titolo in borsa potrebbe ottenere slancio dall’acquisizione Iveco Defence, divisione difesa del Gruppo Iveco, per un valore aziendale di 1,7 miliardi di euro. L’operazione mira a consolidare la posizione di Leonardo come player fondamentale nel settore della difesa terrestre ed avere accesso a mercati ad alto potenziale, consolidando la propria posizione commerciale.

L’operazione di maggior rilievo di quest’anno per Leonardo è il memorandum d’intesa con Airbus e Thales per lo spazio, sottoscritto il 23 ottobre. La joint venture tra le tre società, che sarà operativa dal 2027, ha l’obiettivo di competere a livello globale con rivali come SpaceX di Elon Musk e Blue Origin di Jeff Bezos e di rafforzare l’autonomia strategica europea nello spazio.

Il piano strategico 2025-2029

Nel piano per il quinquennio Leonardo ha definito una strategia disciplinata di allocazione del capitale. L’’intento è di supportare la crescita organica, sfruttare opportunità di ulteriori joint ventures e acquisizioni e ridurre il debito aziendale. Il tutto con il mantenimento del rating Investment Grade.

Azioni Leonardo, Analisi Tecnica e Fondamentale

Analisi Fondamentale azioni Leonardo

Dal punto di vista del fair value, le azioni Leonardo risultano sottovalutate rispetto all’attuale quotazione di mercato. Il prezzo equo medio è di € 55,70, con un potenziale upside del 22% rispetto all’attuale prezzo di mercato. Confrontando i multipli di mercato rispetto a quelli medi settoriali, Leonardo è valutata 15,3 volte il margine operativo lordo. Se preso da solo, il valore risulta essere elevato, ma considerando la media settoriale di circa 25x, allora le azioni Leonardo si presentano sottovalutate (o almeno non gonfiate) rispetto a quelle dei competitor.

Anche dal punto di vista della ratio Price/Earnings Leonardo risulta sottovalutata, poiché la società è valutata 25,6 volte gli utili contro una media dei competitor di 46,23. Dal punto di vista finanziario, il processo di de-levereging sta avendo i suoi frutti con un debt/equity ratio del 46,5%. Da notare che negli ultimi 5 anni la società ha ridotto sensibilmente il levereging, passando dal 116% all’attuale 46,5%.

Qual è la guidance per le azioni Leonardo?

Sul piano della Guidance 2025, Leonardo conferma i dati pubblicati a luglio, con un portafoglio nuovi ordini tra i 22,25 e i 22,75 miliardi di euro, ricavi oltre i 19 miliardi di euro, un EBITA a circa 1,66 miliardi di euro e un debito netto approssimativamente di 1,1 miliardi di euro. Le solide previsioni aziendali sono guidate da un forte backlog di 44 miliardi di euro del 2024, da un efficientamento della struttura dei costi e da un’attività continua di riduzione del debito.

Analisi Tecnica Azioni Leonardo

grafico azioni leonardo
Grafico Azioni Leonardo – Fonte: Tradingview

Quali previsioni per le azioni di Leonardo? Il prezzo delle azioni Leonardo sta attraversando una fase particolare. Dall’analisi del grafico sopra esposto, si evince un potenziale di ribasso, con la formazione di un doppio massimo (evidenziato dai cerchi in blu). Ma una conferma della figura tecnica la si può avere solo con la rottura del livello a € 44,00 – € 44,50. Nel medio-lungo termine il trend rialzista risulta ancora robusto con le media a 50 e 200 periodi non ancora rotte.

Su questo titolo regna l’incertezza causata da un’ipotetica pace tra Russia e Ucraina, nonostante la spesa per la difesa sia destinata ad aumentare nel tempo. Le tensioni internazionali restano – ahinoi – un tema caldo. Risulta quindi d’obbligo osservare l’andamento del titolo sul livello € 44,00 – € 44,50. La tenuta di questi prezzi risulta importante per la prosecuzione del trend rialzista.

Certificates su azioni Leonardo

Contenuto promozionale – Quali certificati troviamo su Leonardo? Il titolo è presente in numerosi certificati di investimenti. Fra questi ne troviamo uno con barriere molto ampie (per la protezione capitale al 35% e per l’incasso delle cedole al 50%) dove le azioni Leonardo sono il worst of.

Nel certificato ISIN XS3025681977,infatti, le azioni sottostanti sono Campari, Leonardo, Unicredit e Saipem. I premi arrivano solo allo 0,60% mensile, ma attenzione, il certificato quota sotto la pari, offrendo un ulteriore possibilità di guadagno tramite capital gain. Da notare, poi, il trigger discendente per l’autocall che potrebbe abbreviare la vita del certificato.

AzioniStrike inizialeBarriera cedolareBarriera capitalePrezzo attuale *
Campari5,682,841,9885,53
Leonardo53,0626,5318,57146,04
Unicredit56,1828,0919,66362,85
Saipem2,1431,07150,750052,261
Approfondimenti

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito.

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Crollo delle azioni MPS dopo indagine di aggiotaggio https://www.investire-certificati.it/crollo-delle-azioni-mps-dopo-indagine-di-aggiotaggio/ Fri, 28 Nov 2025 09:18:57 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40138 Come si sta muovendo il prezzo delle azioni MPS? News su Banca Monte dei Paschi Siena Le azioni MPS, dopo la crisi partita dal 2012 e culminata nella sospensione del titolo nel 2017 e conseguente ripresa delle contrattazioni nell’ottobre dello stesso anno, sono reduci da un importante recupero in borsa. MPS, infatti, è stata coinvolta in […]

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Come si sta muovendo il prezzo delle azioni MPS? News su Banca Monte dei Paschi Siena

Le azioni MPS, dopo la crisi partita dal 2012 e culminata nella sospensione del titolo nel 2017 e conseguente ripresa delle contrattazioni nell’ottobre dello stesso anno, sono reduci da un importante recupero in borsa. MPS, infatti, è stata coinvolta in un lungo processo di risanamento dei conti, anche grazie all’intervento dello Stato, che ha portato la banca nuovamente tra le big del settore bancario. Ne è la dimostrazione l’acquisizione terminata a settembre di Mediobanca, operazione che ha garantito una posizione di rilievo nel contesto bancario italiano ed europeo.

Azioni MPS – Accusa di aggiotaggio al direttivo

banca e finanza

Fra le news di questi giorni troviamo nuove turbolenze sul titolo, con un piccolo crollo del titolo. L’AD Lovaglio, Francesco Gaetano Caltagirone e il presidente di Delfin Francesco Milleri sono indagati per aggiotaggio dalla Procura di Milano. L’accusa è che i soggetti menzionati avrebbero concordato l’operazione senza dichiararlo al mercato, soprattutto agli organi di vigilanza, cioè la Consob, l’Ivass e la BCE.

Questa notizia nella sola giornata del 27 novembre ha fatto crollare il prezzo delle azioni MPS del 4,56%, generando una certa apprensione sul titolo. Anche la seduta odierna prosegue in rosso. Nessun nuovo crollo, ma dopo un’ora di contrattazioni MPS cede un punto e mezzo percentuale.

Dopo questa breve introduzione, andremo oltre alla notizia riguardante l’indagine, andando ad analizzare il titolo, i risultati finora raggiunti dalla banca senese e le prospettive di crescita anche in vista del consolidamento di Mediobanca nei bilanci MPS.

Azioni MPS, i risultati nei primi nove mesi del 2025

I risultati nei 9 mesi del 2025 hanno mostrato una forte redditività della banca, superando le stime del mercato e confermando la crescita della banca senese. I ricavi sono stabili rispetto ai nove mesi del 2024, ma la struttura dei ricavi è molto interessante:

  • Il margine d’interesse per MPS si è ridotto del 7,4%, complice la normalizzazione dei tassi della BCE;

Azioni MPS, analisi tecnica e fondamentale

Analisi fondamentale azioni MPS

Per le azioni MPS potrebbe essere una nuova primavera, grazie al consolidamento di Mediobanca, l’operazione più importante avvenuta in questo 2025 per il Gruppo. Inizialmente l’operazione si era configurata come una OPS, trasformatasi poi in OPAS (Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio). L’operazione ha portato al controllo da parte di MPS di Mediobanca.

L’operazione è stata valutata in 16 miliardi di euro, rendendo questa operazione la più grande nell’ambito bancario italiano nel 2025. Il consolidamento di Mediobanca nei bilanci di MPS porterà alla creazione di una nuova entità con una raccolta commerciale di circa 291 miliardi di euro e con un business altamente diversificato, in quanto ci sarà il mix PMI/small businesses di MPS con il corporate banking, private banking e investment banking di Mediobanca.

Dal punto di vista della solidità finanziaria, l’operazione non ha intaccato la forza finanziaria del Gruppo, con il CET1 ratio fully loaded del 16,9%, al di sopra di 770 punti base rispetto ai requisiti regolamentari. Un tasso così alto garantisce ad MPS di reagire prontamente ad eventuali shock di mercato, forte flessibilità per eventuali operazioni straordinarie e attuazione di politiche forti di payout.

I numeri di bilancio MPS

MPS registra una Counterbalacing capacity di 53,3 miliardi di euro. Questa metrica misura le attività immediatamente utilizzabile per generare cassa e far fronte a deflussi inattesi di liquidità. Da sottolineare che dei 53,3 miliardi, 21,2 miliardi sono di Mediobanca e 32 miliardi di MPS. Nonostante questa differenza, MPS ha comunque un livello elevato di attività liquidabili, segno di enorme stabilità finanziaria del Gruppo. In sostanza, l’esposizione di questi risultati ha l’obiettivo di mostrare che MPS dispone di molte risorse liquide per consentirgli di affrontare eventuali turbolenze nel mercato bancario, senza ricorrere a misure straordinarie.

Sul fronte del fair value, i principali metodi utilizzati per la valutazione delle banche portano ad un valore equo medio di € 8,05, in linea con l’attuale prezzo di mercato delle azioni MPS di € 8,33. Il consensus degli analisti vede un valore intrinseco di € 9,76, con un potenziale upside del 17%. Dei 9 analisti che valutano il titolo, 5 danno un giudizio BUY, 2 analisti danno un giudizio OUTPERFORM e 2 giudizio HOLD. L’upgrade o il downgrade delle valutazioni degli analisti potrebbero vedersi già il primo trimestre del 2026, quando MPS presenterà il nuovo Piano Industriale di Gruppo, che definirà la strategia post-acquisizione, includendo la fusione con Piazzetta Cuccia. Una volta completata questa fase di consolidamento, secondo le fonti governative, il Tesoro potrebbe supportare una nuova operazione di M&A tra MPS e BPM (Banco BPM ) per ulteriori consolidamenti nel settore.

Analisi tecnica azioni MPS

grafico azioni MPS
Andamento prezzo azioni MPS, fonte: Tradingview

Il grafico parla molto chiaro: le azioni MPS, nonostante l’operazione con Mediobanca, continuano ad essere in trend ribassista di lungo periodo, con un prezzo ben oltre al di sotto della media a 200 periodi. Nel breve-medio periodo si intravedono segnali di forza del prezzo, che ha rotto la media a 50 periodi e successivamente l’ha testata come supporto (punti evidenziati con i cerchi in blu). Il prezzo attualmente sta testando la zona tra € 9,13 e € 8,27, area in cui il prezzo si è mosso tra luglio e agosto 2022.

Dall’andamento delle ultime due settimane e dal fulmine a ciel sereno della Procura di Milano, risulta probabile un ritracciamento del prezzo con ulteriore test come supporto della media a 50 periodi, attualmente a € 7,14. Se lo scenario appena prospettato dovesse verificarsi, non è scontato la rottura al rialzo del prezzo dell’area € 9,13 – € 8,27 e il raggiungimento di un ulteriore soglia di prezzo importante a € 11,35. Da tenere in considerazione è che un eventuale slancio al rialzo del prezzo dipenderà molto dall’esito delle indagine sulle accuse di aggiotaggio e dagli sviluppi del consolidamento di Mediobanca nei bilanci del Gruppo MPS.  

Certificates con azioni MPS

Messaggio promozionale – Sono centinaia i certificates quotati su Borsa Italiana con le azioni MPS fra i sottostanti. Fra questi troviamo un certificato maxicedola di Citi Bank (che rileva settimana prossima in data 2 dicembre per lo stacco di una maxicedola del 50% lordo) – XS3127872292.

Sempre fra i prodotti di Citi Bank quota ampiamente sopra la pari ISIN XS2990386455, che ha per sottostanti le azioni di Monte dei Paschi e Stellantis. Prodotto da rivalutare in caso di eventuali correzioni.

Le azioni di MPS sono fra i sottostanti anche di alcuni dei nuovi booster certificates di BNP Paribas. Fra questi ricordiamo ISIN NLBNPIT30010 sulle azioni di Banco BPM, Banca Monte dei Paschi di Siena, Intesa Sanpaolo e ISIN NLBNPIT30036 sulle azioni di MPS, Barclays, Crédit Agricole e Commerzbank.

Il presente articolo non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. Rendimenti passati non sono indicativi di rendimenti futuri. Sui certificates al momento della scrittura la tassazione vigente è al 26%.

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