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Le azioni ENI arrivano a inizio 2026 con una valutazione sostenuta da utili ancora robusti, forte generazione di cassa e una politica di remunerazione molto generosa. Non è esente da rischi legati a petrolio, gas e alla credibilità del percorso di transizione energetica. Negli ultimi mesi il titolo ha mostrato una performance positiva e una capitalizzazione prossima a 50 miliardi di euro, inserendosi tra i principali campioni dell’energia europei.

​Azioni ENI: prezzo recente e performance

Attualmente il titolo ENI quota in area 16 euro, con scambi nel range 15,66– 16,75 euro in questi primi 15 giorni dell’anno. Sull’ultimo semestre, la performance è stata positiva con un rialzo di circa il 13%, mentre su base annua l’apprezzamento supera il 16%. Ricchi anche i dividendi staccati da ENI.

Cosa ci dicono i bilanci ENI? ​​Nel terzo trimestre 2025 ENI ha battuto le attese, con ricavi per circa 20,2 miliardi di dollari, superiori alle stime e in crescita rispetto alle aspettative del consensus. L’EPS del trimestre ha superato le previsioni di oltre il 25%, mentre il pro forma adjusted EBIT ha raggiunto circa 3 miliardi di euro, in aumento del 12% rispetto al trimestre precedente nonostante un contesto di prezzi del greggio più deboli.

​Sui primi nove mesi del 2025 l’azienda ha comunque registrato un EBIT pro forma in calo anno su anno, riflettendo la normalizzazione dei prezzi energetici rispetto ai picchi degli anni precedenti, ma mantenendo una solida redditività e una robusta generazione di cassa operativa. Parte di questa cassa è stata destinata a buyback, con riacquisti di azioni proprie anche tra fine 2025 e inizio 2026 a prezzi medi intorno a 16,1 euro, a sostegno dell’utile per azione.

​Opportunità per le azioni ENI

Per le azioni ENI è utile conoscere quali sono le principali opportunità che può sfruttare per accrescere il proprio valore. Sicuramente il processo di transizione energetica rappresenta un driver di crescita importante.

Certificates su Eni

ENI ha definito un piano di lungo termine verso la neutralità carbonica al 2050, con target di riduzione delle emissioni scope 1, 2 e 3 e un progressivo spostamento verso prodotti decarbonizzati. La società punta a 60 GW di capacità rinnovabile installata entro il 2050, con investimenti in eolico, solare, bioenergie e progetti di cattura e stoccaggio della CO₂ (CCUS).

​Le opportunità per ENI arrivano anche dalla crescita delle attività “transition” (Plenitude, Enilive). Infatti, nel Q3 2025 il business ha registrato un forte aumento della capacità rinnovabile (+55% anno su anno a 4,8 GW) e un miglioramento della redditività nei biocarburanti, che nel medio periodo potrebbe ridurre la dipendenza dai margini upstream.

Inoltre, ENI presenta una politica di remunerazione molto attraente. I dividendi elevati e buyback ricorrenti aumentano l’appeal per gli investitori orientati al cash return, supportando il prezzo del titolo anche in fasi di volatilità dei prezzi energetici.

​Rischi principali per le azioni ENI

certificates Eni

Anche sulle azioni ENI pendono rischi importanti da monitorare con attenzione. Nonostante il percorso di transizione, una quota rilevante dell’EBIT deriva ancora dall’upstream, quindi utili e flussi di cassa restano sensibili a prezzo del petrolio e del gas, ciclicità globale e tensioni geopolitiche. Un contesto prolungato di prezzi bassi delle materie prime o recessione globale potrebbe comprimere margini e rallentare il piano di investimenti verdi.

Altra componente di rischio da osservare è il rischio di migrazione ad un sistema produttivo green. La sfida è trasformare una major fossile in un gruppo energetico integrato a basse emissioni senza distruggere valore per l’azionista. Ritardi nei progetti rinnovabili, extra costi regolamentari o concorrenza aggressiva da parte di altri big oil già molto esposti alle rinnovabili (come BP e Shell) potrebbero ridurre la capacità di ENI di mantenere risultati soddisfacenti.

​​Analisi tecnica azioni ENI

Grafico prezzo azioni ENI, fonte: Tradingview

Le azioni ENI stanno rallentando dopo il rally rialzista partito ad aprile 2025. Dopo il crollo dato dal Liberation Day di Trump, il prezzo ha raggiunto area 16,55 – 16,75 euro, livelli registrati nel 2018. Ciò ha causato una compressione della quotazione tra 15,86 e 16,65. Complice della lateralizzazione sono le incertezze geopolitiche legate all’invasione del Venezuela e successivo arresto di Maduro, al conflitto Russia-Ucraina e lo scontro commerciale tra USA e Cina.

La ripresa del rally si potrebbe avere con una rottura decisa a livello settimanale di 16,30 euro, ma una rottura al ribasso del range a 15,85 e 15,38 euro può segnalare debolezza del trend rialzista di breve. Jeffries e Barclays danno giudizio BUY sul titolo con un target price rispettivamente di 19,50 euro e 20 euro. Di parere diverso Morgan Stanley, con un giudizio HOLD e target price di 16 euro.

Certificati su ENI e azioni energetiche

Ecco di seguito un articolo legato ad azioni ENI e settore energetico. Ha una barriera al 60% sia per le cedole che per la protezione del capitale, con rendimento potenziale in doppia cifra. Il prodotto, emesso da Barclays su Borsa Italiana, paga infatti cedole condizionate fino allo 0,88% lordo su base annua.

Messaggio promozionale – Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito.

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Novembre: il FTSE MIB resiste ai dividendi https://www.investire-certificati.it/novembre-il-ftse-mib-resiste-ai-dividendi/ Mon, 01 Dec 2025 08:59:09 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=40161 Quali sono state le migliori azioni su Borsa Italiana? Come si è mosso il FTSE Mib? Analisi sulle migliori e peggiori azioni italiane dello scorso mese in Borsa. Quali sono le migliori azioni del FTSE Mib? Novembre si è chiuso con un altro passo in avanti del FTSE MIB, trascinato al rialzo da Generali e […]

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Quali sono state le migliori azioni su Borsa Italiana? Come si è mosso il FTSE Mib? Analisi sulle migliori e peggiori azioni italiane dello scorso mese in Borsa.

Quali sono le migliori azioni del FTSE Mib?

Novembre si è chiuso con un altro passo in avanti del FTSE MIB, trascinato al rialzo da Generali e Moncler, entrambe in rialzo di oltre 11 punti percentuali. Per il quinto mese consecutivo l’indice centrale di Borsa Italiana ha messo a segno un segno positivo: il listino dei 40 titoli più importanti della Borsa Italiana ha terminato a 43.357,01 punti, mettendo a segno un modesto incremento dello 0,42% rispetto a ottobre. Il tutto nonostante lo stacco cedole di ben 11 società, con l’indice principale ha dimostrato resilienza, senza particolari scossoni legati alla correzione post dividendi e nonostante la frenata del NASDAQ.

Risultati di novembre condizionati dagli stacchi cedola

Analizzando le singole performance, 25 titoli chiudono il mese in territorio positivo contro 15 che fanno registrare cali rispetto a fine ottobre. Lo scenario testimonia una situazione di sostanziale equilibrio.

Tuttavia, è importante evidenziare, come già detto in precedenza, che un quarto delle società del listino ha staccato la cedola nel corso del mese: Banca Mediolanum, Banco BPM, BPER Banca, ENI, Intesa Sanpaolo, Inwit, Mediobanca, Poste Italiane, Recordati, Tenaris, Terna e UniCredit sono le realtà che hanno distribuito agli azionisti acconti, saldi o dividendi straordinari, influenzando inevitabilmente la variazione percentuale mensile dei loro titoli.

Quando una società stacca il dividendo, il prezzo dell’azione si adegua automaticamente in misura equivalente all’importo distribuito; di conseguenza, molte delle performance deboli o negative di novembre riflettono semplicemente l’effetto tecnico dello stacco cedola e non un deterioramento reale delle prospettive aziendali.

L’andamento delle azioni del FTSE MIB

Quali sono le migliori azioni azioni sul FTSE Mib? Prima di entrare nel dettaglio dei 3 titoli con migliore/peggiore performance del mese, di seguito il quadro completo delle variazioni dei 40 protagonisti del FTSE MIB, visibile nel grafico sottostante.

FTSE Mib i migliori del mese

Migliori azioni su Borsa Italiana

1. Generali 
Variazione: +11,94%

Il colosso assicurativo conferma la sua solidità tra i leader del listino, proseguendo la scia positiva già vista in ottobre (+3,33%). Il rally di novembre è stato guidato da una trimestrale sopra le attese e dal rafforzamento delle prospettive sui dividendi, con il continuo interesse degli investitori su un settore percepito come difensivo e affidabile in questa fase di mercato.

2. Moncler
Variazione: +11,77%

Il brand del lusso italiano spicca tra i migliori del mese grazie al successo della stagione autunno-inverno e all’ottimismo degli analisti sulle nuove collezioni. Le azioni Moncler sono anche sostenute dal buon momento globale (si pensi al rimbalzo di Kering). La domanda internazionale si mantiene robusta e gli ultimi dati sulle vendite hanno rassicurato il mercato, consentendo un deciso recupero delle quotazioni dopo la debolezza estiva.

3. Banca Monte Paschi Siena
Variazione: +7,50%

La frenata di fine novembre, con le accuse di aggiotaggio ai vertici di MPS, non hanno impedito alle azioni di Monte dei Paschi di chiudere ampiamente in positivo il mese di Novembre. Il tema chiave resta legato all’acquisizione di Mediobanca e al risiko bancario. MPS si conferma fra i protagonisti in ambito bancario, risultando la banca italiana con la miglior prestazione del mese. I mercati puntano sui miglioramenti della qualità del credito e credono alle attese di futuri accordi strategici.

Azioni in calo

1. Diasorin
Variazione: -19,45%

La società specializzata nella diagnostica chiude in fondo al listino, penalizzata dalla “giornata nera” del 6 novembre, quando il titolo è crollato del 18,77% riportandosi su livelli che non si vedevano dal 2017, ben prima del COVID. La caduta è stata provocata da risultati trimestrali inferiori alle attese e da una revisione al ribasso delle prospettive per il 2025.

2. Inwit
Variazione: -17,22%

Il titolo è stato pesantemente colpito dalla forte discesa dell’11 novembre, giornata in cui ha perso l’11,76%, seguita da una sessione successiva ancora negativa (-3,84%). Ha inoltre pesato l’effetto dello stacco del dividendo straordinario a fine mese. Il calo è avvenuto dopo che la società ha rivisto la guidance 2026–2030 abbassando la parte bassa del precedente intervallo, a causa del perdurare del difficile contesto del mercato TLC in Italia.

3. Nexi
Variazione: -11,98%

Il leader italiano dei pagamenti digitali ha registrato una flessione, penalizzato da concorrenza, pressioni sui margini e incertezze normative. particolarmente negativa è stata la giornata del 5 novembre, con una perdita del 7,91% in seguito alla pubblicazione dei risultati dei primi nove mesi e del terzo trimestre 2025. Nonostante la correzione, Nexi ha rafforzato la posizione con un rifinanziamento da €2,9 mld, l’acquisizione di Computop e misure di ritorno capitale; i fondamentali restano solidi.

Certificates su azioni italiane

Ecco alcuni articoli che esaminano certificati di investimento con azioni del FTSE Mib per sottostanti.

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Previsioni per le azioni di Fincantieri https://www.investire-certificati.it/previsioni-per-le-azioni-di-fincantieri/ Mon, 24 Nov 2025 10:59:10 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=39969 Focus sul settore della cantieristica navale: quali previsioni per le azioni di Fincantieri in borsa? Fincantieri, uno dei principali player del settore, si sta dimostrando come titolo da non perdere d’occhio. Andremo ad analizzare quali sono stati i principali highlights della società e se il valore delle azioni Fincantieri può ancora salire, dopo il rally della […]

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Focus sul settore della cantieristica navale: quali previsioni per le azioni di Fincantieri in borsa? Fincantieri, uno dei principali player del settore, si sta dimostrando come titolo da non perdere d’occhio. Andremo ad analizzare quali sono stati i principali highlights della società e se il valore delle azioni Fincantieri può ancora salire, dopo il rally della prima parte dell’anno e la frenata dell’ultimo mese.

Fincantieri, leader nel settore della cantieristica navale italiana e mondiale

Fincantieri è società leader nel settore delle costruzioni navali in Europa e Asia fondata nel 1959 come società finanziaria per il controllo dei principali cantieri navali italiani grazie all’Istituto per la Ricostruzione Industriale promosso dallo Stato Italiano, privatizzata poi nel 2014. La società opera in tre principali segmenti:

  • Il comparto costruzioni navali produce navi da crociera, traghetti, navi da guerra e mega-yacht;
  • La divisione offshore progetta e costruisce navi di supporto per il mercato della prospezione e produzione petrolifera;
  • La divisione attrezzature, sistemi e servizi si occupa di produrre sistemi e apparati e fornisce assistenza post-vendita.

Settore delle costruzioni navali: occhio attento alla sostenibilità

Prima di tornare alle azioni Fincantieri, vediamo più in generale il settore. Il mercato della cantieristica mondiale è in forte espansione con un valore raggiunto nel 2024 di circa 115 miliardi di dollari secondo un report di Globenewswire.

Nel medesimo report si stima che il mercato raggiungerà i 140 miliardi di dollari con un CAGR stimato del 3,3% dal 2024 al 2030, grazie all’aumento del commercio marittimo internazionale, della domanda di navi eco-compatibili e dell’adozione di tecnologie avanzate. L’Asia fa da padrone in questo settore con circa l’85% delle attività di costruzione navale, con una concentrazione in Cina, Corea del Sud e Giappone.

Questo settore risulta molto importante dal punto di vista dello sviluppo economico globale, in quanto i suoi effetti si estendono anche in altri settori, come la produzione di acciaio, l’elettronica e l’ingegneria navale, creando un ecosistema complesso che guida l’innovazione e il progresso tecnologico. Il suo ruolo nel commercio globale, la difesa e la crescita economica è di fondamentale importanza in quanto componente imprescindibile per l’economia mondiale moderna.

Azioni Fincantieri e le acquisizioni per accrescere il business

Nel 2025 la società ha avviato una serie di investimenti e acquisizioni atte al consolidamento della propria posizione nel settore della difesa navale, del settore subacqueo e delle tecnologie avanzate. Nel gennaio del 2025 Fincantieri ha completato l’acquisizione del segmento “Underwater Armaments & System” di Leonardo attraverso l’acquisto dell’intero capitale sociale di WASS Submarine System S.r.l.

Il compenso è costituito da una componente fissa di 287 milioni di euro, fino ad arrivare ad un massimo di 415 milioni di euro grazie ad una componente variabile legata agli obiettivi di crescita della linea di business. L’acquisizione ha permesso a Fincantieri di creare sinergie nel campo delle tecnologie acustiche subacquee, dei siluri, dei sonar e dei sistemi avanzati di armamento.

Inoltre, ad aprile 2025 nasce la Fincantieri Ingenium, joint venture con Accenture al fine di dare una grande spinta alla trasformazione digitale del settore navale. La joint venture è partecipata al 70% da Fincantieri NexTech e al 30% da Accenture. L’obiettivo di questa collaborazione è quello di creare un ecosistema digitale chiamato “Navis Sapiens” per navi di nuova generazione. La prima nave che equipaggerà questo sistema entrerà in servizio entro la fine del 2025. La tecnologia alla base combina intelligenza artificiale, IoT e cybersecurity per ottimizzare tutta la filiera marittima.

Tra gli investimenti di Fincantieri figura anche la collaborazione con Viking per la produzione della prima nave da crociera al mondo alimentata a idrogeno stoccato a bordo. La consegna della nave è prevista per la fine del 2026. La nave sarà equipaggiata con un sistema di propulsione a idrogeno con celle a combustibile PEM da 6 megawatt prodotta da Isotta Fraschini Motori.

Azioni fincantieri, analisi tecnica e fondamentale

Analisi fondamentale azioni Fincantieri

La società nei primi 9 mesi del 2025, ha acquisito ordine per un totale complessivo di 16 miliardi di euro, il doppio rispetto agli 8,5 miliardi totali registrati nel 2024. Il backlog complessivo della società ammonta a € 61,1 miliardi di euro, con consegne previste fino al 2036. I risultati dei primi nove mesi del 2025 sono molto positivi. La società ha registrato € 6.725 milioni di ricavi, un incremento del 20,5% rispetto ai nove mesi del 2024. Il margine operativo lordo (EBITDA) ha segnato un valore di 461 milioni di euro, registrando un +40,4% rispetto ai 9 mesi del 2024.

Rispetto ai primi nove mesi del 2024, Fincantieri ha ridotto anche se in piccola misura l’indebitamento passando da una PFN di € 1.668 milioni di euro a 1.648 milioni di euro con un rapporto di indebitamento (PFN/EBITDA LTM) pari a 2,6x, in riduzione rispetto al rapporto di 3,3x registrato al 31 dicembre 2024. Fincantieri nel suo comunicato conferma i target per il 2025, cioè ricavi a circa 9 miliardi di euro, un EBITDA margin del 7% e un rapporto di indebitamento oscillante tra 2,7x e 3x.

Passando al valore prospettico del titolo, secondo l’analisi dei flussi di cassa prospettici attualizzati, il fair value delle azioni Fincantieri si attesta su € 27,90, con un potenziale incremento del 47,5% rispetto all’attuale prezzo di € 18,92 al momento della scrittura di questo articolo. Gli analisti hanno stimato un fair value medio di € 22,16, con un potenziale upside del 17,12% rispetto al prezzo attuale. Per quanto riguarda il giudizio sul titolo, gli addetti ai lavori si sono espressi dando un giudizio HOLD.

Analisi tecnica azioni Fincantieri

Grafico azioni fincantieri
Grafico prezzo Fincantieri, fonte: Tradingview

Le azioni Fincantieri hanno avuto una forte fase rialzista tra l’inizio del 2024 e l’autunno del 2025 con un prezzo che da meno di cinque euro ha toccato i massimi ad ottobre 2025 a € 27,38, con una crescita esponenziale iniziata ad aprile del 2025. Dopodiché il prezzo ha iniziato una fase correttiva che ha riportato lo stesso nella zona dei € 19,00. Dal grafico si evince una prima barriera (area evidenziata in blu) tra € 18,00 e € 19,00 che il prezzo potrebbe testare come supporto per un eventuale rimbalzo.

Se la fase di correzione fa scendere il prezzo delle azioni Fincantieri al di sotto di questa zona, potremmo vederne il valore arrivare nella zona compresa tra € 16,50 e € 15,50 (area evidenziata in rosso). Un eventuale rimbalzo sull’area blu può spingere il prezzo di nuovo verso i massimi di ottobre, che fungerà da resistenza al prezzo. Al momento è d’obbligo la cautela su questo titolo, osservando se riesce a tenere la zona tra 18-19 euro.

Certificates su Fincantieri

Le azioni Fincantieri sono uno dei tre sottostanti del certificato ISIN XS3178428218. Gli altri due titoli sono Nexi e STM. La barriera per la protezione del capitale è al 40% e quella per l’incasso delle cedole al 55% (salvo le prime tre, che sono fisse e quindi slegate da condizioni di prezzo). I premi sono dell’1,10% mensile lordo, per un rendimento che può arrivare fino al 13,20% annuo.

Il derivato è stato strutturato da Barclays Bank, prevede l’effetto memoria delle cedole ed è un softcallable (opzione del richiamo anticipato discrezionale per l’emittente). Inoltre, ha una barriera capitale europea, con osservazione soltanto alla scadenza del certificato. Il prodotto ha una quotazione in lettera di circa 94, con un rendimento potenziale che arriva quindi a superare il 15% annuo lordo. Pesa ovviamente la discesa dei tre titoli dai prezzi iniziali, anche se la barriera capitale dista ancora oltre il 50% per tutte le tre azioni.

AzioniPrezzo inizialeBarriera cedola*Barriera capitale
STMicroelectronics20,52511,288758,21
Fincantieri20,6411,3528,256
NEXI3,9942,19671,5976

Approfondimento su questo certificato in questo articolo – Azioni di NEXI, STM e Fincantieri: barriera capitale 40% e cedole mensili

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito. I rendimenti indicati sono lordi, tassazione al 26%.

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Previsioni per le azioni di Buzzi Unicem https://www.investire-certificati.it/previsioni-per-le-azioni-di-buzzi-unicem/ Tue, 18 Nov 2025 07:02:13 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=39812 Settore del cemento e dei materiali da costruzione: previsioni per le azioni di Buzzi Unicem. Analisi tecnica sulle azioni Buzzi e focus anche sui fondamentali. L’articolo si propone di capire quali sono le caratteristiche del titolo, il mercato di riferimento e le sue evoluzioni, nonché il valore potenziale delle azioni Buzzi. Buzzi Unicem e il suo […]

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Settore del cemento e dei materiali da costruzione: previsioni per le azioni di Buzzi Unicem. Analisi tecnica sulle azioni Buzzi e focus anche sui fondamentali. L’articolo si propone di capire quali sono le caratteristiche del titolo, il mercato di riferimento e le sue evoluzioni, nonché il valore potenziale delle azioni Buzzi.

Buzzi Unicem e il suo posizionamento nel mercato dei materiali da costruzione

Buzzi Unicem è una società italiana, fondata nel 1907, leader nel settore della produzione di materiali di costruzione. Deriva dall’acquisizione di Buzzi del gruppo Unicem. L’azienda si posiziona nelle prime posizioni tra i principali produttori globali di cemento di rango medio-alto, con una presenza strategica concentrata principalmente in Europa e Nord America. Buzzi ha una capitalizzazione di mercato di circa 9 miliardi di euro.

Settore delle Costruzioni: target sostenibilità

Il settore del cemento e dei materiali da costruzione nel 2025 è segnato da una crescente attenzione alla sostenibilità ambientale e all’innovazione tecnologica. Secondo Globenewswire la domanda nel mercato globale sta crescendo con un tasso CAGR previsto di circa 3,88% fino al 2033, trainata da nuove costruzioni, infrastrutture e regolamentazioni green.

Il settore investe in prodotti a basso impatto ambientale, come cementi a bassa emissione di carbonio, materiali riciclati, e innovazioni come il calcestruzzo rinforzato con grafene e legname massiccio. La normativa ambientale e le politiche sul cambiamento climatico spingono i produttori a ridurre l’impronta di carbonio e a introdurre prodotti più sostenibili.

Buzzi Unicem: gli investimenti che potrebbero far crescere il titolo

Buzzi Unicem ha le potenzialità per accrescere il proprio business nel medio-lungo termine? Quali previsioni per le azioni dell’azienda del settore cemento e costruzioni?

Per chi sta studiando il titolo, comprare le azioni Buzzi Unicem potrebbe essere una buona strategia per diversificare il proprio portafoglio titoli. Va detto che il titolo è reduce da importanti rialzi e difficilmente crescerà a questo ritmo (40% da inizio anno e quasi +150% in 5 anni)

certificati di investimento

Chiaramente ci sono rischi – soprattutto in caso di rallentamento dell’economia – ma anche possibilità di crescere ulteriormente, anche grazie agli importanti investimenti, soprattutto dal punto di vista della diversificazione geografica. Infatti, ad ottobre la società italiana ha completato l’acquisizione della società Gulf Cement Company, segnando un passo importante nell’espansione in Medio Oriente. Gulf Cement Company è una società basata negli Emirati Arabi Uniti ed è uno dei principali produttori ed esportatori di cemento nel Medio Oriente.

Inoltre, Buzzi Unicem ha consolidato nel suo gruppo la Companhia Nacional de Cimentos in Brasile, segnando un importante passo verso un posizionamento importante in America Latina come leader del settore. Companhia Nacional de Cimento è il quarto produttore di cemento più grande del Brasile e leader nel mercato cementizio sudamericano. Con questa acquisizione, Buzzi si è assicurato 5 stabilimenti integrati di cemento e 2 impianti di macinazione con una capacità produttiva di 7,2 milioni di tonnellate annue.

Azioni Buzzi Unicem, Analisi Tecnica e Fondamentale

Analisi Fondamentale azioni Buzzi Unicem

Le azioni di Buzzi Unicem possono rappresentare un’ottima opportunità d’investimento? Analizzando quelli che sono i risultati passati, la società è sempre cresciuta in termini di ricavi e utile netto, tranne nel 2024 nel quale registra una contrazione trascurabile dei ricavi, così come dell’utile. Gli indicatori su cui bisogna concentrare l’attenzione dei lettori sono il multiplo P/E (price/earnings), ROE (Return on Equity) e situazione finanziaria.

La società attualmente scambia sul mercato con un multiplo P/E di 10,3x, molto più basso della media settoriale di 16,7x. Questo potrebbe indicare delle valutazioni molto prudenti sul titolo che potrebbero lasciare spazio ad un futuro rialzo. Il rendimento del capitale proprio si attesta sul 14,4%, facendo meglio del settore di riferimento che in media registra un tasso del 7%.

La salute finanziaria mostra una situazione ampiamente positiva per le azioni Buzzi Unicem. Infatti, il rapporto tra debito e capitale risulta pari al 7,83%, mostrando una forte indipendenza della società dai capitali esterni. Nel corso degli anni la società ha seguito sempre la strada della riduzione del debito, facendo scendere la leva finanziaria dal 35% all’attuale 7,83% negli ultimi cinque anni. Per quanto riguarda la copertura dei flussi in uscita derivanti da rimborso quota capitale e interessi dei debiti, la società produce flussi di cassa tali da pagare gli interessi e restituire i propri debiti.

Inoltre, il 5 novembre sono stati pubblicati i risultati finanziari dei primi 9 mesi del 2025. La società ha dichiarato che le consegne di cemento sono aumentate del 26% rispetto ai primi 9 mesi del 2024 grazie alle acquisizioni effettuate e in minor misura ad una crescita organica. I ricavi netti si attestano su 3.406 milioni di euro, in aumento del 7% rispetto ai ricavi del medesimo periodo 2024. La società conferma la propria guidance per la fine del 2025, con un EBITDA compreso tra 1,1 e 1,2 miliardi di euro.

Per quanto riguarda il fair value del titolo, il modello che analizza i flussi di cassa attualizzati prospettivi, il DCF, mostra un valore intrinseco del titolo di circa € 51,98, in linea con l’attuale prezzo di € 51,10. Gli analisti hanno stimato un fair value che oscilla tra € 26,00 e € 58,00 con una forbice che va dal -49,12% al +13,50% rispetto al prezzo attuale. Il consensus medio degli analisti è di mantenere il titolo in portafoglio, in quanto il trend rialzista sta mostrando molta forza e se Buzzi riesce ad ottenere buoni rendimenti dai suoi investimenti difficilmente può invertirsi.

Analisi Tecnica Azioni Buzzi Unicem

grafico azioni buzzi
Grafico Prezzo Azioni Buzzi Unicem, fonte: Tradingview

Quali previsioni per le azioni di Buzzi Unicem? Come è possibile notare dal grafico sopra, il trend di medio-lungo periodo è rialzista. Nel marzo 2025 il prezzo ha registrato una forte oscillazione positiva, fino a raggiungere il suo massimo storico a € 54,45, per poi arrestarsi e arretrare bruscamente dopo l’annuncio di Trump dei dazi e delle loro conseguenze sull’economia globale. L’area evidenziata in blu rappresenta una forte zona di resistenza, compresa tra € 54,45 e € 52, testata varie volte a luglio e a novembre.

Il superamento con una rottura e conseguente test dell’area come supporto potrebbe rappresentare per il titolo il raggiungimento di nuovi massimi storici ed un’area inesplorata per il prezzo. Il trend rialzista rimarrà forte fino a quanto non ci sarà una rottura al ribasso degna di nota della trendline rialzista.

Conclusioni

Buzzi Unicem mostra solide prospettive grazie all’espansione internazionale e alla buona tenuta della domanda, con risultati positivi nel 2025 e una posizione finanziaria nettamente rafforzata. Le principali opportunità derivano dalla diversificazione geografica e dai progetti infrastrutturali, mentre le minacce includono l’incertezza macroeconomica e la necessità di accelerare gli investimenti nella decarbonizzazione e sostenibilità. Per mantenere la crescita, la società dovrà anche gestire con attenzione la politica finanziaria e migliorare la strategia di sostenibilità ambientale.

Certificates con azioni Buzzi

Fra i certificati che hanno per sottostante l’azione Buzzi troviamo ISIN XS3120880615. Il prodotto ha capitale condizionatamente protetto ed è stato emesso da Barclays Bank e paga premi mensili dell’1% lordo. Oltre a Buzzi le azioni sottostanti sono Stellantis, Campari e Saipem, per un quartetto di grandi nomi del FTSE Mib.

Fra gli elementi chiave del certificato troviamo barriera cedolare al 50%, barriera capitale al 40% e la presenza dell’airbag. Le cedole sono condizionate e possono arrivare fino al 12% lordo annuo. Focus su questo prodotto in questo articolo tematico.

Il presente articolo è redatto a fine informativo e non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. L’investimento con azioni e certificati espone l’investitore a un rischio sostanziale di perdita del capitale investito.

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FTSE MIB: ottobre positivo, la Borsa Italiana ancora sui massimi https://www.investire-certificati.it/ftse-mib-ottobre-positivo-la-borsa-italiana-ancora-sui-massimi/ Tue, 04 Nov 2025 08:47:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=39578 Si è archiviato un altro mese positivo per l’indice di Milano FTSE MIB che ha chiuso il mese a 43.175,32 punti rimanendo per il quarto mese consecutivo a ridosso dei massimi degli ultimi quindici anni. Come nel mese precedente, l’indice ha avuto un incremento di un punto percentuale (1,12%) rispetto alla chiusura del mese scorso […]

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Si è archiviato un altro mese positivo per l’indice di Milano FTSE MIB che ha chiuso il mese a 43.175,32 punti rimanendo per il quarto mese consecutivo a ridosso dei massimi degli ultimi quindici anni. Come nel mese precedente, l’indice ha avuto un incremento di un punto percentuale (1,12%) rispetto alla chiusura del mese scorso (42.725,32 punti).
Se guardiamo i titoli singoli, abbiamo anche qui una situazione positiva con solamente 10 dei 40 titoli che chiudono il mese con segno negativo e un altro quarto del listino con un incremento vicino o superiore alla doppia cifra.

La situazione nei comparti principali

Energia

Il settore energetico si distingue per risultati brillanti. Italgas guida il comparto con un robusto +16,02%, la migliore performance del paniere. Rialzi significativi anche per Enel (+8,75%), Eni (+7,25%) e Snam (+4,49%), favoriti dal clima positivo per le utility e dalle dinamiche dei prezzi energetici.

Banche e assicurativi

Il comparto finanziario si conferma solido: Banca Popolare di Sondrio (+9,34%), Bper Banca (+9,74%) e Finecobank (+7,63%) sono tra i titoli più forti. L’unica ombra proviene dai risultati realizzi da titoli come Banco BPM (-0,94%), Intesa Sanpaolo (-0,68%) e Mediobanca (-4,06%), segnale di una fisiologica rotazione settoriale, dopo rally in tripla cifra negli ultimi anni.

Industriali e infrastrutture

L’industria segna un mese vivace: spiccano Interpump Group (+14,67%), Buzzi (+11,53%) e Prysmian (+6,70%), a testimonianza di un settore manifatturiero in salute grazie ai mercati internazionali.

Moda, lusso e tech

Il comparto moda mostra luci e ombre, con Moncler (+4,27%) e Brunello Cucinelli (-5,66%), mentre il lusso automobilistico subisce una brusca frenata con Ferrari (-15,82%). Nel tech, andamento divergente: Telecom Italia stupisce (+14,80%), mentre Stmicroelectronics accusa una forte correzione (-12,60%), non riuscendo a cogliere a pieno la crescita del comparto su scala globale.

Le migliori azioni del FTSE MIB

Prima di entrare nel dettaglio dei titoli migliori e peggiori del mese, di seguito il quadro completo delle variazioni dei 40 protagonisti del FTSE MIB, visibile nel grafico sottostante.

ftse mib ottobre

Migliori azioni su Borsa Italiana

Chi sono i promossi e bocciati? Vediamo le migliori e le peggiori azioni lo scorso mese sul FTSE MIB

1. Italgas 

Variazione: +16,02%

Le azioni di Italgas brillano grazie ai risultati trimestrali solidi e alle prospettive di investimento sulla rete gas. Il titolo beneficia del clima favorevole per il comparto e si conferma tra i protagonisti del listino milanese con una crescita in doppia cifra.

2. Telecom Italia

Variazione: +14,80%
Il titolo segna un recupero vigoroso, spinto da nuove indiscrezioni sulla rete e aspettative positive sulle strategie aziendali. La volatilità recente è stata premiata da acquisti convinti, trainando TIM tra i best performer del mese.

3. Interpump Group

Variazione: +14,67%
L’azienda meccanica italiana continua la sua avanzata nel mercato internazionale, favorita dalla forte domanda globale nei macchinari industriali e dai risultati finanziari migliori delle attese.

Azioni in calo

1. Ferrari

Variazione: -15,82%
La casa automobilistica di lusso ha subìto una decisa battuta d’arresto, con prese di profitto da parte degli investitori dopo una lunga corsa sui massimi. Pesano anche i timori sul ciclo economico globale e sulla domanda di beni di lusso, oltre a un piano aziendale con target rimandati.

2. Stmicroelectronics

Variazione: -12,60%
La multinazionale dei semiconduttori soffre il clima di tensione sui mercati tecnologici mondiali, tra aspettative ridimensionate sul comparto e concorrenza globale sempre più aspra.

3. Saipem

Variazione: -11,56%
Il colosso dei servizi per l’oil & gas è penalizzato dall’instabilità nei prezzi dell’energia e dai risultati trimestrali sottotono. Il titolo sconta una volatilità marcata nel corso del mese, restando fra le performance peggiori dell’indice.

Certificates su azioni italiane

Ecco alcuni articoli che esaminano certificati di investimento con azioni del FTSE Mib per sottostanti.

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FTSE MIB: le migliori azioni di settembre https://www.investire-certificati.it/ftse-mib-le-migliori-azioni-di-settembre/ Sat, 04 Oct 2025 14:36:05 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=38978 Quali sono state le migliori azioni del FTSE Mib a settembre? L’indice centrale di Piazza Affari ha archiviato il mese di settembre con un saldo leggermente positivo, confermandosi sui massimi degli ultimi quindici anni. Chi sale e chi scende fra le azioni del FTSE Mib? FTSE Mib in rialzo a settembre Il paniere dei primi […]

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Quali sono state le migliori azioni del FTSE Mib a settembre? L’indice centrale di Piazza Affari ha archiviato il mese di settembre con un saldo leggermente positivo, confermandosi sui massimi degli ultimi quindici anni. Chi sale e chi scende fra le azioni del FTSE Mib?

FTSE Mib in rialzo a settembre

Il paniere dei primi 40 titoli azionari di Piazza Affari aveva chiuso agosto a 42196,20 punti, per poi terminare settembre a quota 42725,32.

Nonostante le incertezze, fra le tensioni geopolitiche ed i timori per i dazi, il FTSE Mib ha registrato un progresso pari all’1,25% su base mensile. Settembre si è quindi caratterizzato per un clima di relativa stabilità sull’indice, ma con forti divergenze tra i titoli: alcuni hanno messo a segno rialzi importanti, mentre altri hanno subito ribassi marcati.

Chi ha guadagnato e chi ha perso fra i titoli del FTSE Mib? Vediamo insieme i promossi e bocciati di settembre, partendo con un interessante grafico riassuntivo.

Prima di vedere le tre migliori azioni, notiamo come il comparto bancario sia ancora in verde, con l’eccezione di Unicredit Bank e Mediobanca. Prosegue il lungo rally di Banco BPM, ma salgono anche BPER Banca e Intesa Sanpaolo. Appena sotto la pari Fineco, male Nexi, che perde oltre il 10%.

grafico azioni borsa FTSE Mib

Le migliori azioni del FTSE MIB

Vediamo di seguito quali sono state le migliori azioni del FTSE MIB e chi invece ha perso terreno in borsa.

Promossi

1. Prysmian

Variazione: +12,66%
Il colosso dei cavi si conferma protagonista assoluto del mese, grazie a risultati solidi e prospettive di crescita internazionale.

2. Leonardo

Variazione: +10,86%
L’azienda della difesa e aerospazio beneficia di nuovi contratti e di un contesto geopolitico molto incerto, con i venti di guerra che spingono gli acquisti.

3. Banco BPM

Variazione: +8,53%
Il settore bancario trova in Banco BPM uno dei principali vincitori del mese, sostenuto anche da voci di possibili operazioni straordinarie.

Bocciati

1. Mediobanca

Variazione: -16,74%
Il titolo ha sofferto pesanti ribassi, dopo il successo dell’OPA di Monte dei Paschi di Siena.

2. Campari

Variazione: -16,46%
Il gruppo degli spirits ha accusato il colpo, penalizzato dai risultati trimestrali inferiori alle attese. Dai massimi del 2021 e poi del 2023 le azioni di Campari hanno perso oltre il 50%, arrivando in area 5,3 euro. Tono ben diverso, invece, nei primissimi giorni di ottobre, con un rimbalzo di circa 5 punti percentuali.

3. Diasorin

Variazione: -12,37%
La società diagnostica prosegue nel suo trend negativo, risentendo della normalizzazione post-pandemia e di prospettive meno brillanti. Da notare, però, come ottobre sia iniziato in verde, con il titolo rimbalzato da 74 a 78 euro per azione.

Certificates su azioni italiane

Ecco alcuni articoli che esaminano certificati di investimento con azioni del FTSE Mib per sottostanti.

Il presente articolo è redatto a fine puramente informativo. Performance passate non rappresentano indicazione di performance futura in borsa.

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Come Fare Trading con i Volumi? https://www.investire-certificati.it/come-fare-trading-con-i-volumi/ Tue, 15 Jul 2025 08:34:38 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=37943 Come fare trading in borsa con i volumi? La risposta la troviamo nel nuovo libro di Gianluca Defendi, “Trading con i Volumi”, pubblicato da Hoepli Editore. Un accurato studio che unisce lo studio di Price Action, Volume Profile e Smart Money. L’obiettivo, come sempre, è quello di costruire strategie operative per un trading di successo. […]

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Come fare trading in borsa con i volumi? La risposta la troviamo nel nuovo libro di Gianluca Defendi,Trading con i Volumi”, pubblicato da Hoepli Editore. Un accurato studio che unisce lo studio di Price Action, Volume Profile e Smart Money. L’obiettivo, come sempre, è quello di costruire strategie operative per un trading di successo.

Un libro per capire cosa muove il prezzo delle azioni

Il libro “Trading con i Volumi” si basa su una domanda, soltanto in apparenza semplice: Cosa muove i mercati finanziari? L’autore, Gianluca Defendi, responsabile del desk di analisi tecnica per Milano Finanza, inizia da qui. Di fatto, vuole fornire una chiave di lettura moderna in quest’ottica, mettendo al centro l’analisi dei volumi e la logica dei grandi investitori di borsa (Smart Money).

Si parte, quindi, da concetti fondamentali, come i grandi investitori, ma anche temi legati al mondo delle azioni, delle azioni, del forex (il mercato valutario), delle criptovalute, per arrivare alle materie prime. In sintesi, gli attori del mercato e le principali attività finanziarie su cui è possibile investire e fare trading.

Il libro, poi, prosegue con uno studio sulla liquidità, entrando nel vivo della lettura del book di negoziazione. L’autore ci offre interessanti spunti per arrivare ad un uso avanzato dell’order flow, anche tramite l’integrazione della moderna metodologia ICT (Inner Circle Trader).

Quali sono i temi chiave del nuovo libro di Gianluca Defendi?

Vediamo i principali temi trattati in oltre 300 pagine di analisi e studio, corredati da grafici (a colori) e illustrazioni esplicative.

Volume Profile e struttura del mercato: l’autore spiega come utilizzare il Volume Profile per identificare quali sono le zone di prezzo all’interno delle quali i grossi operatori di mercato hanno concentrato la loro operatività, le situazioni di equilibrio e di squilibrio e le cosiddette zone di domanda e offerta;

mercato di borsa

– Smart Money Concepts e metodologia ICT. Vengono spiegati in modo chiaro concetti chiave come le zone di liquidità; i Break of Structure (BOS); le fasi di accumulazione e di distribuzione in stile Wyckoff; le manipolazioni e le false rotture (liquidity sweep);

– Order Flow. La parte centrale del libro è dedicata alla lettura dell’Order Flow, ovvero alla capacità di analizzare il flusso degli ordini in tempo reale sul book di negoziazione al fine di misurare la pressione rialzista/ribassista presente sul mercato. Attraverso l’uso di strumenti come il Footprint, il Volume Delta, la HeatMap è possibile ottenere delle informazioni utili per valutare la forza della pressione aggressiva (market order) e confrontarla con quella passiva (limit order);

ordini e book di mercato

– Set-up operativi. Il volume non si limita alla teoria, ma offre una serie di setup tecnici con esempi grafici reali, illustrando come coniugare Price Action, Volume Profile, Order Flow in un contesto multi-time frame.

L’autore del libro: Gianluca Defendi

Gianluca Defendi, responsabile del desk di analisi tecnica di Milano Finanza,  cura numerosi report operativi per Milano Finanza. E’ socio onorario SIAT, si occupa dello sviluppo di strategie e sistemi automatici per investitori istituzionali.

Negli ultimi anni ha pubblicato numerosi testi legati al mondo del trading e degli investimenti, sempre con Hoepli Editore:

Altri libri su economia, trading e finanza

Ecco di seguito gli approfondimenti relativi ad altri libri di economia, trading e finanza pubblicati da Hoepli Editore, in una ricca collana relativa al mondo degli investimenti.

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Investire su Unicredit con un certificato di Barclays Bank https://www.investire-certificati.it/investire-su-unicredit-con-un-certificato-di-barclays-bank/ Thu, 13 Mar 2025 09:48:45 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=36795 Come investire su Unicredit? In questo articolo esaminiamo una recente emissione di Barclays, il certificato ISIN XS2975953774. Le azioni di Unicredit sono il sottostante unico del prodotto che ha una barriera fissata al 70% e paga premi fino al 2,13% lordo su base trimestrale (8,52% annuo). Il 70% rappresenta sia la barriera capitale che la […]

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Come investire su Unicredit? In questo articolo esaminiamo una recente emissione di Barclays, il certificato ISIN XS2975953774. Le azioni di Unicredit sono il sottostante unico del prodotto che ha una barriera fissata al 70% e paga premi fino al 2,13% lordo su base trimestrale (8,52% annuo). Il 70% rappresenta sia la barriera capitale che la barriera cedolare. Si ottiene quindi un rendimento positivo anche a fronte di moderati ribassi del titolo.

La vita massima del certificato è pari a cinque anni, con scadenza marzo 2030. Va notato che dalla fine del primo anno in poi è presente l’autocall, con trigger – ossia soglia di attivazione – costante al 100%. In caso di richiamo l’investitore riceve il premio del periodo (2,13%) con effetto memoria e il rimborso aggiuntivo di 100 euro, pari al valore nominale del certificato.

Le azioni di Unicredit

Unicredit è senz’altro uno dei titoli protagonisti della corsa di Piazza Affari. La salita della banca milanese verso i 50 euro ha infatti contribuito all’apprezzamento del FTSE Mib. Notevole anche il balzo della capitalizzazione del gruppo, arrivata sopra i 75 miliardi di euro, dopo una serie di bilanci record ed un coinvolgimento nel risiko bancario europeo (con il tentativo di acquisizione di Banco BPM) ed europeo (Commerzbank). Operativamente le azioni di Unicredit appaiono ancora inserite in una solida tendenza rialzista, riscuotendo grande apprezzamento in borsa.

Valore di rimborso del certificato Unicredito

Alla scadenza sono possibili due casistiche. Se il titolo azionario Unicredit si trova al 70% o più dei prezzi iniziali (ossia non ha perso il 30% o percentuali maggiori), l’investitore riceve l’ultima cedola, sempre con effetto memoria ed il rimborso del valore nominale. in caso contrario il rimborso sarebbe pari al valore nominale decurtato della perdita fatta registrare dalle azioni di Unicredit Bank. Da notare come la barriera sia discreta, con osservazione soltanto alla scadenza.

Scheda del certificato per investire sulle azioni di Unicredit

  • Codice ISIN: XS2975953774
  • Emittente: Barclays
  • Azione sottostante: Unicredit Bank
  • Cedole: 2,13% su base trimestrale
  • Rendimento massimo lordo: 8,52% annuo
  • Effetto memoria delle cedole: sì
  • Barriera capitale: 70%
  • Barriera cedolare: 70%
  • Tipologia di barriera del certificato: europea, con osservazione a scadenza.

Il presente articolo è redatto a fine informativo. Non rappresenta in alcun modo sollecito all’investimento in borsa. I certificates sono prodotti complessi e il capitale investito è a rischio. I rendimenti indicati sono lordi, tassazione al 26%.

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Analisi Tecnica dei Mercati Finanziari – Il libro di Murphy https://www.investire-certificati.it/analisi-tecnica-dei-mercati-finanziari-il-libro-di-murphy/ Tue, 03 Sep 2024 09:28:46 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=34403 Quando si parla di libri sull’analisi tecnica quello di John J. Murphy (Analisi Tecnica dei Mercati Finanziari) è senz’altro uno dei primi che vengono in mente. Ormai da almeno vent’anni questo libro è considerato uno dei testi fondamentali per comprendere e applicare l’analisi tecnica in borsa. La seconda edizione, completamente riveduta e aggiornata, è stata […]

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Quando si parla di libri sull’analisi tecnica quello di John J. Murphy (Analisi Tecnica dei Mercati Finanziari) è senz’altro uno dei primi che vengono in mente. Ormai da almeno vent’anni questo libro è considerato uno dei testi fondamentali per comprendere e applicare l’analisi tecnica in borsa.

La seconda edizione, completamente riveduta e aggiornata, è stata pubblicata in italiano da Hoepli Editore. Al suo interno si trovano una serie di aggiornamenti su nuove tecniche di analisi e i più recenti sviluppi nel mondo degli investimenti.

Il libro è un best seller in tema di investimenti e analisi tecnica, ma il suo contenuto è molto più ampio, con oltre 400 pagine di studi. Il lavoro di John J. Murphy spazia dai principi di base dell’analisi tecnica alla teoria di Dow, passando per la costruzione dei grafici e l’identificazione dei trend. In questo libro l’autore esplora in dettaglio le formazioni di inversione e le figure di continuazione del trend, spiegando come queste possano essere utilizzate per prevedere i movimenti delle borse. Ma sui mercati anche i trend più lunghi finiscono: ecco quindi che troviamo spazio per le figure di inversione.

Un guida per capire l’analisi tecnica in borsa

Questa guida all’analisi tecnica presenta poi in dettaglio alcune “armi” che l’investitore e l’analista finanziario può utilizzare per ottimizzare le proprie decisioni di trading, come lo studio di medie mobili ed oscillatori. Il tutto con esempi pratici, che spiegano in maniere relativamente facile l’utilizzo dell’analisi tecnica nel mondo della borsa.

La teoria delle onde di Elliott e i cicli temporali offrono ulteriori strumenti per l’analisi dei mercati. Un aspetto unico del libro è l’analisi fra diversi mercati (azioni, obbligazioni, valute, materie prime), che esamina le correlazioni intermarket e come queste possano influenzare le decisioni di trading.

analisi tecnica borsa

C’è spazio anche per l’innovazione tecnologica e analisi algoritmica. Murphy dedica anche una sezione allo sviluppo di sistemi computerizzati e agli indicatori tecnici avanzati, focalizzandosi quindi su quelli che sono stati i progressi tecnologici nel campo dell’analisi tecnica. Infine, il libro fornisce strategie di gestione patrimoniale e tattiche operative, offrendo una guida completa per chiunque voglia operare con successo nei mercati finanziari.

John J. Murphy – L’autore del libro

John J. Murphy è da circa 30 anni uno fra i principali operatori nel campo dell’analisi tecnica. Ha insegnato presso il New York Institute of Finance, la New York University, il World Trade Institute. Già direttore dell’ufficio di analisi tecnica per Merrill Lynch, è anche il fondatore e il presidente della MURPHYMORRIS Inc., un sito di analisi per investitori online. John Murphy è stato analista tecnico per la CNBC americana ed ha scritto vari libri di analisi tecnica di successo.

I temi del libro sull’analisi tecnica

“Analisi tecnica dei mercati finanziari” di John J. Murphy è un testo fondamentale per chiunque voglia comprendere e applicare l’analisi tecnica applicata nei mercati finanziari. La seconda edizione, completamente riveduta e aggiornata, contiene nuove tecniche di analisi e i più recenti sviluppi in questo campo.

Introduzione all’Analisi Tecnica

L’analisi tecnica è il cuore dello studio e il libro non può che iniziare da qui. Murphy inizia con una definizione chiara dell’analisi tecnica, spiegando come questa differisca dall’analisi fondamentale. L’analisi tecnica si concentra sui movimenti dei prezzi e sui volumi di scambio per prevedere le future tendenze del mercato.

Teoria di Dow

La teoria di Dow è uno dei pilastri dell’analisi tecnica. Murphy descrive i sei principi fondamentali della teoria, tra cui l’importanza delle tendenze primarie, secondarie e minori, e come queste possano essere utilizzate per prevedere i movimenti del mercato.

Costruzione dei Grafici

Il libro esplora i vari tipi di grafici utilizzati nell’analisi tecnica, come i grafici lineari, a barre e a candele. Murphy spiega come tracciare e interpretare questi grafici per identificare le tendenze e le formazioni di prezzo.

Concetti Fondamentali di Trend

Murphy approfondisce l’importanza di identificare i trend nei mercati finanziari. Discute le linee di supporto e resistenza e come queste possano essere utilizzate per determinare i punti di ingresso e uscita dal mercato.

Formazioni di Inversione e Figure di Continuazione

Il libro descrive in dettaglio le principali formazioni di inversione, come la testa e spalle, e le figure di continuazione, come i triangoli e i rettangoli. Murphy spiega come queste formazioni possano essere utilizzate per prevedere i cambiamenti di tendenza.

Volume e Open Interest

Murphy sottolinea l’importanza del volume e dell’open interest come indicatori di conferma dei trend. Spiega come analizzare il volume per determinare la forza di un movimento di prezzo e come l’open interest possa fornire ulteriori indicazioni sulla direzione del mercato.

Medie Mobili e Oscillatori

Le medie mobili sono uno degli strumenti più utilizzati nell’analisi tecnica. Murphy descrive i vari tipi di medie mobili e come queste possano essere utilizzate per generare segnali di trading. Gli oscillatori, come l’RSI e il MACD, sono descritti con esempi pratici di come possano essere utilizzati per identificare condizioni di ipercomprato e ipervenduto.

Teoria delle Onde di Elliott e Cicli Temporali

La teoria delle onde di Elliott offre un approccio critico all’analisi dei mercati finanziari. Murphy spiega i principi di base della teoria e come applicarla per prevedere i movimenti del mercato. I cicli temporali sono un altro strumento utile per identificare le tendenze di breve, medio e lungo termine.

Analisi Intermarket

Un aspetto unico del libro è l’analisi intermarket, che esamina le relazioni tra diversi mercati finanziari. Murphy spiega come le correlazioni tra azioni, obbligazioni, materie prime e valute possano influenzare le decisioni di trading.

Sistemi Computerizzati e Indicatori Tecnici Avanzati

Murphy dedica una sezione allo sviluppo di sistemi computerizzati e agli indicatori tecnici avanzati. Discute l’importanza del backtesting e dell’ottimizzazione per sviluppare strategie di trading efficaci.

Gestione Patrimoniale e Tattiche Operative

Infine, il libro fornisce strategie di gestione patrimoniale e tattiche operative. Murphy discute l’importanza della psicologia del trading e della gestione del rischio per operare con successo nei mercati finanziari.

Indice dei Capitoli

  1. Introduzione all’Analisi Tecnica
    • Definizione e scopo
    • Storia dell’analisi tecnica
    • Differenze tra analisi tecnica e analisi fondamentale
  1. Teoria di Dow
    • Principi fondamentali
    • Applicazioni pratiche
    • Critiche e limitazioni
  1. Costruzione dei Grafici di borsa
    • Tipi di grafici: lineari, a barre, a candele
    • Tecniche di tracciamento
    • Interpretazione dei grafici
  1. Concetti Fondamentali di Trend
    • Identificazione dei trend
    • Linee di supporto e resistenza
    • Trend lineari e non lineari
  1. Formazioni di Inversione
    • Testa e spalle
    • Doppi massimi e minimi
    • Altre formazioni di inversione
  1. Figure di Continuazione
    • Triangoli ascendenti, discendenti e simmetrici
    • Rettangoli e bandiere
    • Pennant e wedge
  1. Volume e Open Interest
    • Importanza del volume
    • Analisi dell’open interest
    • Relazione tra volume e prezzo
  1. Grafici di Lungo periodo
    • L’importanza della prospettiva di lungo periodo
    • Formazioni grafiche nel lungo periodo
  1. Medie Mobili
    • Tipi di medie mobili: semplici, esponenziali, ponderate
    • Applicazioni pratiche
    • Cross-over e segnali di trading
  1. Oscillatori e Opinione Contraria
    • RSI, MACD, Stocastico
    • Indicatori di sentiment
    • Utilizzo degli oscillatori per identificare condizioni di ipercomprato e ipervenduto
  1. Grafici Point & Figure
  1. I candlestick giapponesi
    • Le formazioni di base
    • L’analisi delle formazioni di inversione e continuazione
    • Come filtrare le formazioni di candele nell’analisi tecnica
    • L’uso del computer nello studio delle candlestick
  1. Teoria delle Onde di Elliott
    • Principi di base
    • Struttura delle onde di Elliot
    • Applicazioni pratiche
  1. Cicli Temporali
    • Identificazione dei cicli
    • Applicazioni nei mercati
    • Cicli di breve, medio e lungo termine
  1. Sistemi Computerizzati e Indicatori Tecnici Avanzati
    • Sviluppo di sistemi
    • Indicatori avanzati
    • Backtesting e ottimizzazione
  1. Gestione Patrimoniale e Tattiche Operative
    • Strategie di gestione
    • Tattiche operative
    • Psicologia del trading e gestione del rischio
  1. Analisi Intermarket fra mercato azionario e mercato futures
    • Relazioni tra mercati
    • Applicazioni pratiche
    • Correlazioni tra azioni, obbligazioni, materie prime e valute
  1. Gli indicatori del mercato azionario
    • Dati statistici
    • Divergenze
    • Indice di Arms “Open”

Appendici

  • Indicatori tecnici avanzati
  • Market profile
  • Costruire un trading system
  • Contratti futures continuativi.

Altri libri di trading, investimenti e finanza di Hoepli Editore

Ecco di seguito le schede di presentazione di altri libri finanziari per muoversi nel mondo della borsa.

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Trading sulle Criptovalute https://www.investire-certificati.it/trading-sulle-criptovalute/ Tue, 12 Mar 2024 08:00:00 +0000 https://www.investire-certificati.it/?p=32747 Come fare trading sulle criptovalute? Un libro per imparare il trading sulle criptovalute, partendo dalle basi ed utilizzando l’analisi tecnica. Nei primi mesi del 2024 il bitcoin è tornato ad aggiornare i suoi massimi storici, arrivando anche a 70.000 dollari. La capitalizzazione del settore criptovalute ha superato i 2.500 miliardi di dollari, confermando la crescente […]

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Come fare trading sulle criptovalute? Un libro per imparare il trading sulle criptovalute, partendo dalle basi ed utilizzando l’analisi tecnica.

Nei primi mesi del 2024 il bitcoin è tornato ad aggiornare i suoi massimi storici, arrivando anche a 70.000 dollari. La capitalizzazione del settore criptovalute ha superato i 2.500 miliardi di dollari, confermando la crescente attenzione del mondo finanziario e non solo per le monete virtuali. A inizio 2024, poi, la SEC, ha anche approvato il lancio dei primi ETF sul prezzo spot del bitcoin.

Come investire e come far trading sulle criptovalute? Per rispondere a questi quesiti presentiamo il libro “Trading sulle Criptovalute”, pubblicato da Hoepli Editore.

Come imparare a fare trading sulle criptovalute?

L’obiettivo del libro è quello di fornire al lettore le basi per costruire valide strategie operative per il breve termine utilizzando l’analisi tecnica.  In particolare, è presentata una serie di metodologie operative che, attraverso degli screening, consentono di individuare quali sono le criptovalute più adatte al trading e agli investimenti. Insomma, su quali cavalli puntare per un trading redditizio, senza perdersi nei complessi meandri del mondo delle criptovalute.

Cosa sono le criptovalute

Il libro parte dalle basi: cosa sono le criptovalute? Bitcoin, Ethereum, Altcoin, stablecoin, exchange token, ma anche un focus sulle coin nate dai fork. Si entra poi nel vivo studiando le correlazioni fra bitcoin, altcoin, ma anche quelle fra le criptovalute, gli indici azionari ed il bitcoin.

L’autore riprende poi una serie di tematiche chiave, fra cui le tipologie di ordine in borsa (ordine a mercato, ordine limite, ordine stop, ordine stop-limit), ma anche la gestione della fase post acquisto. Insomma, tutti i temi chiave per avvicinarsi al trading sulle monete virtuali conoscendo il complesso mondo delle criptovalute.

Quando comprare una criptovaluta?

Uno dei punti chiave nell’acquisto di un qualsiasi strumento finanziario è legato al timing. Comprare (e vendere) una criptovaluta nel momento corretto è fondamentale per non perdere denaro, anche considerando l’elevata volatilità del settore. Per questa ragione occorre effettuare un accurato screening pre-acquisto. Bisogna conoscere la liquidità presente sullo strumento in questione, tema chiave soprattutto sulle criptovalute meno scambiate, ma anche analizzare i dati storici, per passare all’analisi on chain.

Si passa poi alle strategie di investimento passive e attive sulle criptovalute, per la costruzione di un portafoglio di investimento con monete virtuali. Il passo successivo è legato all’analisi tecnica applicata al mondo delle criptovalute. Quali grafici utilizzare per individuare il trend? Perché le trendline sono fondamentali per capire l’andamento dei prezzi? Sempre a proposito di analisi tecnica nel mondo cripto, l’autore si focalizza sui pattern di prezzo, su triangoli, rettangoli, pattern di continuazione e di inversione, come i “Testa e spalle”. Insomma, le basi dell’analisi tecnica applicata al mondo delle monete virtuali.

Trading con bitcoin e monete virtuali

investire sulle criptovalute

Il libro prosegue con una ricca serie di esempi pratici, che presentano strategie operative concrete per investire sulle monete virtuali. Come controllare le proprie emozioni nel trading? Un tema chiave quando si parla di criptovalute, un mondo in forte crescita, ma anche con elevata volatilità. Un altro tema decisamente interessante riguarda i tentativi di creazione di PAC, ossia piani di accumulo, con criptovalute. Il tutto, ovviamente, ha senso soltanto per chi si attende che le monete virtuali possano apprezzarsi in futuro.

Il libro si chiude poi con un alto tema delicato nel complesso mondo delle criptovalute: quello del risk management, ossia della gestione del rischio negli investimenti su monete virtuali. In definitiva, una serie di principi ed indicazioni (utili sia per l’investitore neofita che per l’investitore esperto) per selezionare le criptovalute sulle quali investire e gestire la creazione di un portafoglio di monete virtuali. L’analisi tecnica, poi, può fornire indicazioni sul market timing, in modo da massimizzare i rendimenti ottenibili nel corso del tempo.

L’autore del libro

Nicola Iurilli è un trader professionista. Laureato in economia e gestione di impresa, si occupa di trading ed investimenti da anni. Membro SIAT (Società Italiana Analisi Tecnica), è specializzato sul mercato dei cambi e su quello delle criptovalute.

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